{"id":9809,"date":"2021-01-30T18:01:17","date_gmt":"2021-01-30T18:01:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9809"},"modified":"2021-01-30T18:01:18","modified_gmt":"2021-01-30T18:01:18","slug":"la-discutibile-gestione-elvetica-della-seconda-ondata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9809","title":{"rendered":"La discutibile gestione elvetica della seconda ondata"},"content":{"rendered":"\n<p>Se gi\u00e0 durante la prima ondata, come Partito Comunista, abbiamo espresso delle criticit\u00e0 verso la gestione federale della pandemia, che andavano dall\u2019impreparazione, dalla mancanza di mezzi a disposizione, alla lentezza nell\u2019assecondare le richieste del Ticino e le richieste di chiusura delle attivit\u00e0 economiche non essenziali, sostenute con forza dai sindacati; le criticit\u00e0 emerse in questa seconda ondata sono ben pi\u00f9 gravose e importanti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un sistema sanitario privatizzato ed ancora impreparato<\/h3>\n\n\n\n<p>I dati degli ultimi mesi e settimane ci dicono che la Svizzera si trova tra coloro con il maggior numero di contagi per 100&#8217;000 abitanti, ossia con un\u2019incidenza tra le pi\u00f9 alte d\u2019Europa. Tanto da mettere in allarme le strutture sanitarie pubbliche, che hanno dovuto equipaggiarsi con materiale e personale extra. Gi\u00e0 in questo caso, i problemi emersi ed espressi da parte del personale sanitario in questi mesi non sono stati risolti: le loro condizioni di lavoro non sono state migliorate, non \u00e8 stato formato e aumentato il personale, mentre non c\u2019\u00e8 stato un vero potenziamento delle unit\u00e0 di cure intensive durante la \u201cquiete\u201d estiva (a differenza della Germania, dove sono passati da 28&#8217;000 letti a circa 40&#8217;000). Riconosciamo che ci troviamo davanti a problemi strutturali, che necessitano pi\u00f9 tempo per essere risolti, ma la responsabilit\u00e0 di questo governo \u00e8 non aver iniziato a migliorare la situazione. Va anche segnalato, inoltre, un altro ostacolo, ossia che in molti cantoni romandi e in particolare in Ticino, le cliniche private hanno, ancora oggi, una posizione di importanza maggiore, che limita cos\u00ec un possibile approcio globale e corretto, verso l\u2019interesse di tutti, della situazione straordinaria. Esemplari sono il caso della direttrice della clinica Santa Chiara che si \u00e8 lamentata dei troppi pochi pazienti Covid (al netto dei costi per la struttura), e della clinica Moncucco, trovatasi impreparata a livello di organico e strutture dinanzi l\u2019aumento dei casi. Non si potrebbe, in questo caso, porre le risorse (personale, strutture) private sotto controllo dell\u2019ente pubblico fino al termine dell\u2019emergenza sanitaria (come a Neuchatel, o come in Spagna durante la prima ondata), come proposto in un nostra recente interrogazione?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una strategia liberale improvvisata giorno per giorno<\/h3>\n\n\n\n<p>Tornando alla gestione della seconda ondata, come spiegare questo fallimento? In questo caso, se confrontiamo con l\u2019approccio della prima ondata, le autorit\u00e0 hanno scelto un approccio pi\u00f9 liberale, pi\u00f9 \u201csoft\u201d nella scelta delle misure atte a diminuire la propagazione del contagio, cos\u00ec da \u201ctoccare\u201d il meno possibile l\u2019economia, basandosi principalmente sulla responsabilit\u00e0 individuale dei cittadini. L\u2019idea era evitare a tutti costi delle chiusure di attivit\u00e0 economiche, eppure non si \u00e8 potenziato a sufficienza il contact tracing (portato al limite in pochissimi giorni ad ottobre), non c\u2019\u00e8 stato un piano massiccio di test per contenere la seconda ondata, nonostante si dicesse che ci\u00f2 fosse fondamentale per contenere i contagi; con la conseguenza che alla fine si \u00e8 arrivati alle tanto osteggiate chiusure, smentendo la strategia tanto sostenuta dai partiti borghesi. Se si ci fosse preparati meglio prima, migliorando anche maggiormente i controlli sui posti di lavoro (dove purtroppo non mancano i casi di contagi, sebbene il padronato neghi l\u2019evidenza), il lockdown ora non verrebbe preso in considerazione. Al contrario, ravvisiamo una strategia alla giornata, troppo attendista, che viene sconfessata ogni volta dall\u2019evoluzione epidemiologica. Una strategia non tollerabile in una seconda fase che segue un\u2019importante esperienza, piena di lezioni, come quella della prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Essenzialmente, invece di dare maggiore attenzione all\u2019evidenza scientifica, che suggeriva di adottare misure pi\u00f9 incisive e rapide gi\u00e0 in ottobre, Consiglio Federale e Cantoni hanno scelto invece di assecondare maggiormente le richieste dell\u2019economia e delle sue lobby. Con quest\u2019ultimi\u00a0 che si oppongono, inoltre, a maggiori controlli sui posti di lavoro (come invece richiesto dalla SUVA e dai sindacati), e a nuove condizioni chiare ed eque per ottenere i crediti, come il divieto di licenziamento durante la pandemia. Vediamo dunque che la \u201cprotezione\u201d dei profitti ha preso il sopravvento sull\u2019interesse principale, ossia la salute di tutti. I risultati evidenziano il fallimento del liberalismo applicato alla risoluzione della pandemia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un conflitto fra autorit\u00e0 incompreso dalla popolazione<\/h3>\n\n\n\n<p>Inoltre, ad aggravare ulteriormente la situazione, c\u2019ha pensato la frattura che si \u00e8 creata tra le autorit\u00e0 su chi fosse responsabile per le misure da adottare e gli aiuti pubblici da elargire. Confederazione e Cantoni, invece di prendere delle decisioni in armonia, hanno preferito scaricare uno sull\u2019altro la responsabilit\u00e0 della gestione sanitaria e sociale della pandemia, rischiando di compromettere il federalismo, in termini di collaborazione tra i cantoni e governo federale, e di conseguenza anche la solidariet\u00e0 inter-cantonale. Il risultato? Osserviamo continui rapidi e a volte in contraddittori cambiamenti nelle misure annunciate dalle autorit\u00e0, se non, pi\u00f9 in generale, delle mezze misure che non accontentano nessuno, n\u00e9 chi segue da vicino i dati scientifici pandemici, n\u00e9 la popolazione, n\u00e9 i differenti attori economici come le PMI.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo assistiamo a una propagazione maggiore del Covid-19, ma anche a una crescita del malcontento generale nella popolazione, che \u00e8 stufa di questa continua incertezza delle misure, di questo continuo rimpallo di responsabilit\u00e0 tra Cantoni e Confederazione. Ci\u00f2 \u00e8 altres\u00ec pericoloso, se consideriamo che il rispetto verso le autorit\u00e0 sta scendendo. In tal caso, anche i sostenitori delle chiusure alla lunga potrebbero sentirsi presi in giro e venir meno al rispetto delle regole sanitarie, finendo in certi casi addirittura nel complottismo, aumentando cos\u00ec la propagazione del virus.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La dipendenza dall&#8217;estero e l&#8217;insufficienza dei vaccini<\/h3>\n\n\n\n<p>Parlando invece del programma di vaccinazione della popolazione, si registrano purtroppo anche qui delle carenze, ossia che abbiamo a disposizione dosi largamente insufficienti per coprire il fabbisogno. Il problema sarebbe la produzione dei vaccini, eppure, fino al 2001, in Svizzera esisteva l\u2019Istituto sieroterapico e vaccinogeno svizzero, conosciuto anche come <em>Impfinstitut Bern<\/em>, azienda che si occupava della produzione e dell\u2019innovazione di vaccini e farmaci, che vantava un certo prestigio internazionale. Purtroppo, a causa di un mancato sostegno pubblico della Confederazione, l\u2019azienda \u00e8 stata acquistata da gruppi esteri che ne hanno esautorato le potenzialit\u00e0, come la produzione in loco dei vaccini &#8211; attivit\u00e0 che oggi ci aiuterebbe non poco dinanzi alla crisi sanitaria in cui viviamo. Questa \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione di impreparazione del programma pandemico, dovuta a precise scelte politiche neoliberali delle autorit\u00e0 federali. Urge pure chiedersi se non sia il caso di nazionalizzare anche l\u2019industria farmaceutica di base per ovviare a tali carenze, oltre ad espropriare i brevetti sui vaccini.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce del quadro esposto, in conclusione, \u00e8 necessaria maggiore coerenza da parte della autorit\u00e0, che dovrebbero basarsi maggiormente sui riscontri scientifici, che dovrebbero mettere la salute al primo posto invece che i profitti, che dovrebbero prendersi maggiormente la propria responsabilit\u00e0 sia in termini di misure da adottare che di aiuti finanziari per quelle attivit\u00e0 che hanno dovuto chiudere o passare al telelavoro; per quest\u2019ultimi, fondamentale \u00e8 aiutare in modo concreto e rapido i piccoli commerci, soprattutto di fronte alle grandi catene che stanno vedendo crescere notevolmente i propri profitti potendo portare avanti la propria attivit\u00e0, mentre \u00e8 altres\u00ec necessario elargire dei giusti rimborsi dei costi per coloro che si trovano obbligati a lavorare da casa telematicamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se gi\u00e0 durante la prima ondata, come Partito Comunista, abbiamo espresso delle criticit\u00e0 verso la gestione federale della pandemia, che andavano dall\u2019impreparazione, dalla mancanza di mezzi a disposizione, alla lentezza nell\u2019assecondare le richieste del Ticino e le richieste di chiusura delle attivit\u00e0 economiche non essenziali, sostenute con forza dai sindacati; le criticit\u00e0 emerse in questa seconda ondata sono ben pi\u00f9 gravose e importanti. 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