{"id":9724,"date":"2021-01-15T10:19:03","date_gmt":"2021-01-15T10:19:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9724"},"modified":"2021-01-15T10:19:03","modified_gmt":"2021-01-15T10:19:03","slug":"larchitettura-e-militante-oppure-non-e-in-ricordo-di-luigi-snozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9724","title":{"rendered":"L&#8217;architettura \u00e8 militante oppure non \u00e8. In ricordo di Luigi Snozzi"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;<em>Non c\u2019\u00e8 forse architetto pi\u00f9 anti-utopista e realista di Luigi Snozzi<\/em>&#8221; (Pierre-Alain Croset). Come capita per\u00f2 ai pensatori scomodi, vengono tanto celebrati quanto trattati un po\u2019 superficialmente, soprattutto se professano idee in forte antitesi a quelle in voga. In soldoni, Luigi Snozzi non ha mai tollerato l\u2019approccio delle archi-star, articolando e fondando la sostanza del proprio lavoro nell\u2019insegnamento, nell\u2019attivit\u00e0 politica, nella critica e nel dibattito all\u2019interno della disciplina dell\u2019architettura. A renderlo ruvido e ammirato da una certa distanza, sono proprio la lucidit\u00e0 e la solidit\u00e0 della prassi: l\u2019architetto quale rigoroso professionista, una citt\u00e0 in cui ci si possa orientare, il valore del suolo come bene comune inalienabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sue le seguenti parole: \u201c<em>occorre ritornare alla tradizione \u2013 e non m\u2019interessa se \u00e8 anti-rivoluzionario \u2013 perch\u00e9 la sua lezione permette di stabilire una continuit\u00e0 intelligente con il tempo<\/em>.\u201d Si deduce chiaramente che ogni suo gesto non poteva essere fine a se stesso, spettacolare, ma al contrario la provocazione traeva sempre dalla riflessione e dalla coerenza, risultando ancor pi\u00f9 radicale. Con sole 7 norme nel Piano Regolatore di Monte Carasso Snozzi ha messo a nudo la regolamentazione edilizia comunale e cantonale: la pianificazione di un territorio non \u00e8 migliore grazie a un maggior numero di norme, anzi spesso i regolamenti pi\u00f9 intricati non danno garanzie per uno sviluppo sostenibile. Costruendo alcuni appartamenti senza muri interni, bens\u00ec con pareti mobili, ha ribadito la centralit\u00e0 della qualit\u00e0 di vita e la durabilit\u00e0 nel tempo dell\u2019opera architettonica, al di fuori della sua destinazione d\u2019uso. La&nbsp;<em>Metropoli d\u2019Olanda<\/em>&nbsp;\u00e8 un progetto verde che mette al centro i terreni pascolati e coltivati di questo paese, attorno a cui l\u2019infrastruttura viaria segna la cesura tra spazio agricolo e citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Snozzi ha scoperchiato diversi vasi di pandora andando a scavare, ricercare, approfondire il ragionamento che sta a monte dei grandi temi: \u201c<em>noi oggi facciamo un gran parlare della natura, ma in realt\u00e0 oggi di natura non ne esiste pi\u00f9, \u00e8 tutta trasformata dall\u2019uomo, salvo qualche eccezione: il deserto del Sahara, l\u2019oceano, i parchi naturali&nbsp; &#8211; ma \u00e8 comunque una decisione dell\u2019uomo<\/em>.\u201d L\u2019enfasi sulle foreste verticali, sull\u2019arredamento verde potrebbero in molti casi celare altre questioni fondamentali come la necessit\u00e0 di spazi pubblici e la sostenibilit\u00e0 del suolo: \u201c<em>\u00e8 mentalit\u00e0 corrente che tutto quello che non \u00e8 visibile non interessa nessuno, ragion per cui si crede di poter utilizzare il sottosuolo come pare<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Snozzi sprona ad andare sempre al nocciolo del problema ed affrontarlo in modo militante: \u201c<em>devo la mia fortuna al lavoro, che allora manteneva una forte valenza ideologica. Cosa che oggigiorno \u00e8 del tutto scomparsa. L\u2019adesione all\u2019ideologia \u00e8 stata anche la nostra fortuna. Quando vedevo una bandiera rossa, il ritratto di Fidel Castro, di Che Guevara, provavo un\u2019emozione incredibile. L\u2019ideologia \u00e8 stata il motore, la motivazione stessa del nostro lavoro e del nostro impegno. Oggi, al contrario, vedo studenti privi di ogni ideologia, se non quella del capitalismo generalizzato; sono sperduti, senza alcun punto di riferimento<\/em>\u201d.&nbsp; Una prospettiva invece che si ritrova nel lavoro di Paulo Mendez da Rocha, un&#8217;importante conoscenza tra i diversi legami a livello internazionale di Snozzi, che agisce con l\u2019ambizione di trasformare tutto il Sud America, addirittura spingendosi ad esempio a trovare una connessione anche spaziale tra il Cile e il Brasile nel solco del \u201ccomunismo sudamericano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso ci sentiamo vicini allo Snozzi che rifiuta la formula \u201c<em>prima la rivoluzione, poi il lavoro, la cultura<\/em>\u201d e facciamo nostre queste sue parole: \u201c<em>noi insistevamo nel dire, no, occorre procedere di pari passo, con la cultura politica e in parallelo con il lavoro<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La vita e l\u2019opera di Snozzi ne sono una testimonianza che per sua stessa volont\u00e0 saranno giudicate solo dalla storia. Ha scontato l\u2019indipendenza di pensiero trovandosi escluso e poco amato innanzitutto a sinistra, da quei politici che, secondo una sua definizione, ricercano la massima efficienza in modo effimero, mentre l\u2019architettura tende verso il permanente e si qualifica in termini di tempo come anti-efficiente. Gli interventi delle archi-star con forme peculiari, sinuose e uniche \u201c<em>sono organici e funzionali alla societ\u00e0 attuale, il cui valore primo \u00e8 il consumo<\/em>\u201d. Questo utilitarismo contiene in nuce il rischio di essere velocemente e facilmente sorpassato, come nel dimenticatoio finiranno sicuramente i relativi committenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli edifici degli scorsi secoli, a partire proprio dai pi\u00f9 umili rustici frutto del lavoro e delle necessit\u00e0 di quelle popolazioni rurali alpine che hanno prodotto bellezza senza un pensiero estetico della natura, fino ad arrivare a pi\u00f9 imponenti monumenti culturali, dimostrano plasticit\u00e0 e possono prestarsi a pi\u00f9 usi da parte di diversi gruppi d\u2019interesse anche in contrastanti momenti storici, a disposizione degli insondabili risvolti futuri. L\u2019immanenza \u00e8 propria dell\u2019architettura e di quegli architetti che perseguono un chiaro obiettivo sociale, a favore della collettivit\u00e0, a questo proposito cos\u00ec si esprimeva Snozzi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ad esempio se mi dovessero chiedere di progettare la sede della Lega dei Ticinesi, lo farei oppure no? Per me rinunciarvi sarebbe un segno di debolezza. Perch\u00e9, mi darebbe l\u2019occasione di cimentarmi con un edificio che se dovesse un giorno scomparire la Lega, dovrebbe poter essere occupato da altri per un uso migliore. Questo per dire che la tua opera non si lega mai ad un committente in modo definitivo. Il tuo obiettivo \u00e8 un altro, e se lo hai bene in chiaro, trovi pure la forza di progettare. La purezza, l\u2019intransigenza in questo caso sono un\u2019ingenuit\u00e0! Nascondono il fatto di non essere sufficientemente convinti del proprio lavoro.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;A tracciare un&#8217;altra linea di giunzione \u00e8 la penna del compagno Virgilio Gilardoni che rifletteva nel suo testo &#8220;Appunti per Luigi Snozzi&#8221; sulla necessit\u00e0 dell&#8217;architetto ticinese di costruire l&#8217;<em>identit\u00e0<\/em>&nbsp;dei luoghi affinch\u00e9 &#8220;la dimora dell&#8217;uomo fosse davvero&nbsp;<em>locata<\/em>&nbsp;nel posto suo, naturale, nel&nbsp;<em>luogo idoneo<\/em>&nbsp;in uno&nbsp;<em>spazio<\/em>&nbsp;veramente aperto, patente (&#8230;) in cui \u00e8 il ricordo dell&#8217;impronta del piede umano&#8221;. Nel solco di uno dei fondatori del Partito Socialista&nbsp;Autonomo siamo animati ad agire per l&#8217;uomo, per lo sfruttato.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p><em>Le citazioni riportate nel presente articolo sono riprese dall\u2019opera completa di Luigi Snozzi (ADV Publishing) e dalle conversazioni con Fabio Merlini raccolte nel libro \u201cL\u2019architettura inefficiente\u201d (Edizioni Sottoscala).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Non c\u2019\u00e8 forse architetto pi\u00f9 anti-utopista e realista di Luigi Snozzi&#8221; (Pierre-Alain Croset). Come capita per\u00f2 ai pensatori scomodi, vengono tanto celebrati quanto trattati un po\u2019 superficialmente, soprattutto se professano idee in forte antitesi a quelle in voga. 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