{"id":9719,"date":"2021-01-10T15:32:21","date_gmt":"2021-01-10T15:32:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9719"},"modified":"2021-01-10T15:32:23","modified_gmt":"2021-01-10T15:32:23","slug":"lennesima-censura-dei-social-media-nei-confronti-di-un-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9719","title":{"rendered":"L\u2019ennesima censura dei social media\u2026 nei confronti di un presidente!"},"content":{"rendered":"\n<p>In seguito ai disordini avvenuti mercoled\u00ec 6 gennaio a Washington, durante la certificazione dell\u2019esito del voto delle presidenziali statunitensi, alcuni <em>social media<\/em> \u2013 in particolare Facebook e Twitter, ma anche Instagram \u2013 hanno sospeso il profilo del presidente USA Donald Trump; quest\u2019ultimo ha quindi dovuto ricorrere all\u2019<em>account <\/em>del direttore dei <em>social media<\/em> della Casa Bianca per aggirare il blocco. Intanto, Mark Zuckerberg comunica che Donald Trump sar\u00e0 sospeso per almeno altre due settimane, ossia almeno fino alla fine del suo mandato presidenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi episodi non sono nuovi, e la tendenza sembra essersi ben avviata. Ricordiamo infatti che, sempre per quanto riguarda Trump, alcune emittenti televisive avevano interrotto il suo discorso in diretta; il compagno Nyl Malyguine ce ne aveva parlato <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9342\">nel suo articolo<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppur si tratta di un fatto grave, che dovrebbe alquanto allarmarci, sicch\u00e9 un\u2019importante piattaforma privata ha sanzionato un presidente in carica. Per carit\u00e0, non si tratta di difendere Trump (che pure pubblica delle <em>fake news<\/em>, che restano tuttavia liberamente accessibili nelle stesse piattaforme): il problema oltrepassa qui la sua persona, perch\u00e9, anche se non ci piace affatto, \u00e8 ancora in carica fino al 20 gennaio. \u00c8 quindi lecito, anzi doveroso interrogarsi sulla legittimit\u00e0 di questa pratica, e sono molte le ragioni per condannarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, perch\u00e9 si tratta di una giustizia a parti invertite: quella del privato sul pubblico. E questo \u00e8 inaccettabile, perch\u00e9 significa permettere che un\u2019impresa privata diventi pi\u00f9 forte dello Stato. Purtroppo, ci\u00f2 non \u00e8 poi cos\u00ec sorprendente: se i colossi del web sono diventati cos\u00ec potenti \u00e8 anche grazie all\u2019accumulazione capitalistica permessa dal sistema economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, un politico in carica deve potersi esprimere liberamente, senza il timore di poter impegnare la sua responsabilit\u00e0 penale o di incorrere in procedimenti giudiziari intentati a fini esclusivamente politici. \u00c8 per tale motivo che, di norma, gli ordinamenti giuridici prevedono delle immunit\u00e0 (generalmente penali) a favore dei membri del potere legislativo e esecutivo. \u00c8 il caso anche nel nostro paese: la Costituzione federale prevede che \u201ci membri dell\u2019Assemblea federale e del Consiglio federale [\u2026] non incorrono giuridicamente in alcuna responsabilit\u00e0 per quanto da loro espresso [\u2026]\u201d (art. 162 cpv. 1 Cost.; cfr. anche gli art. 16 ss LParl) e, a livello ticinese, l\u2019art. 51 della legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato instaura un\u2019\u201cimmunit\u00e0 parlamentare\u201d a favore dei deputati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paradosso \u00e8 quindi evidente: un politico in carica \u00e8 al riparo dal perseguimento processuale (in particolare penale), ma non dalle sanzioni di un\u2019impresa privata. Tuttavia, anche qui il paradosso \u00e8 solo apparente: contrariamente a quanto si tenda a far credere, la societ\u00e0 occidentale non \u00e8 esente da censura, che \u00e8 anche politica. Ci\u00f2 che viene considerato politicamente dannoso viene censurato, e quando in un paese \u201cdemocratico\u201d e \u201cliberale\u201d vi \u00e8 un\u2019instabilit\u00e0 importante, la censura autoritaria cancella facilmente i diritti di cui i nostri paesi si fanno promotori all\u2019estero, il che dimostra che tutto \u00e8, in fondo, una questione di classe.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, i <em>social media<\/em> e pi\u00f9 generalmente tutti i mezzi di comunicazione di massa sono strumentalizzati per appoggiare politiche imperialiste. Ricordiamo infatti come, in seguito all\u2019autoproclamazione di Juan Guaid\u00f2 come presidente del Venezuela, le diverse piattaforme web avevano rimosso la \u201cspunta blu\u201d (a indicazione del carattere ufficiale) dalla pagina del profilo del presidente legittimo Nicolas Maduro: ora per\u00f2 la stessa Unione europea ha deciso di scaricarlo, dimostrando in modo eclatante che i <em>social media <\/em>avevano censurato il presidente legittimo per legittimare il golpista Guaid\u00f2. Altri esempi non mancano, come il profilo di Rafael Correa (ex-presidente dell\u2019Ecuador), che fu chiuso arbitrariamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo ultimo caso di censura, sebbene abbia colpito un personaggio poco gradito come Donald Trump, non pu\u00f2 quindi che preoccuparci: visti gli interessi cui rispondono monopoli mediatici come quello di Facebook e visti i precedenti di cui sopra, non \u00e8 da escludere che la censura venga presto estesa a tutte le persone e le organizzazioni che osano contestare il sistema. D&#8217;altra parte, nemmeno il presidente degli USA ne \u00e8 stato risparmiato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In seguito ai disordini avvenuti mercoled\u00ec 6 gennaio a Washington, durante la certificazione dell\u2019esito del voto delle presidenziali statunitensi, alcuni social media \u2013 in particolare Facebook e Twitter, ma anche Instagram \u2013 hanno sospeso il profilo del presidente USA Donald Trump; quest\u2019ultimo ha quindi dovuto ricorrere all\u2019account del direttore dei social media della Casa Bianca per aggirare il blocco. Intanto, Mark Zuckerberg comunica che Donald Trump sar\u00e0 sospeso per almeno altre due settimane, ossia almeno fino alla fine del suo mandato presidenziale. Questi episodi non sono nuovi, e la tendenza sembra essersi ben avviata. 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