{"id":9506,"date":"2021-01-04T09:39:15","date_gmt":"2021-01-04T09:39:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9506"},"modified":"2021-01-04T09:39:16","modified_gmt":"2021-01-04T09:39:16","slug":"perche-ci-opponiamo-alla-nuova-legge-federale-sul-co2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9506","title":{"rendered":"Perch\u00e9 ci opponiamo alla nuova legge federale sul CO2"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La revisione della LCO<sub>2<\/sub> si fonda su misure fiscali antisociali<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La riforma della legge federale sul CO<sub>2<\/sub> (LCO<sub>2<\/sub>) approvata dalle camere federali durante la sessione autunnale si basa essenzialmente sull\u2019estensione di varie tasse sui consumi, con l\u2019obiettivo di \u201criorientare\u201d in modo sostenibile le abitudini della popolazione. La pi\u00f9 nota di queste misure fiscali \u00e8 l\u2019aumento della tassa sulla benzina, il cui costo aumenter\u00e0 di 10 cts\/litro fino al 2024 e di 12 cts\/litro dal 2025. Questo aumento non cambier\u00e0 per\u00f2 certamente le abitudini di trasporto, come dimostrato dall\u2019assenza di impatto delle ben maggiori variazioni di prezzo avvenute negli ultimi anni (tra il 2019 e il 2020, il prezzo della benzina \u00e8 ad esempio aumentato di 25 cts\/litro!). Al contrario, esso colpir\u00e0 gli abitanti delle regioni pi\u00f9 periferiche con redditi modesti, a cui non viene offerta alcuna reale alternativa all\u2019automobile.<\/p>\n\n\n\n<p>Le camere hanno inoltre deciso di aumentare anche la tassa sull\u2019olio combustibile, che passer\u00e0 dall\u2019attuale tetto massimo di 120 a 210 CHF per tonnellata di CO<sub>2<\/sub> emessa. Una parte dei proventi di questa tassa verr\u00e0 redistribuita ai proprietari che decideranno di risanare i loro immobili e di sostituire gli impianti di riscaldamento a nafta. Non vi \u00e8 per\u00f2 alcuna garanzia che questa redistribuzione si ripercuota positivamente sui locatari; \u00e8 invece certo che, nel caso in cui i proprietari decidano di non fare nulla (non vi \u00e8 infatti alcun obbligo di risanamento), gli affitti verrebbero aumentati per scaricare sui locatari i maggiori costi di riscaldamento.<\/p>\n\n\n\n<p>I sostenitori della legge segnalano che una parte dei proventi di queste tasse sul CO<sub>2<\/sub> verranno redistribuiti alla popolazione. \u00c8 per\u00f2 bene ricordare che questa quota verr\u00e0 \u201csuddivisa in maniera uguale fra tutte le persone fisiche\u201d: il milionario ricever\u00e0 dunque lo stesso importo dell\u2019operaio! Peraltro, non tutti i proventi della tassa ritorneranno alla popolazione: una parte di essi verr\u00e0 infatti ridistribuita alle imprese in funzione del loro numero di impiegati (e non della loro impronta ecologica). Inutile dire che, quando siamo scesi in piazza lo scorso anno per rivendicare la \u201cgiustizia climatica\u201d, non volevamo certo una riforma simile!<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I veri responsabili del riscaldamento climatico non vengono toccati<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>A differenza delle classi popolari, la piazza finanziaria, principale responsabile dell\u2019impronta ecologica della Svizzera (gli investimenti in energie fossili targati CH provocano oltre venti volte la quantit\u00e0 di emissioni prodotte dal nostro paese!) non verr\u00e0 toccata minimamente dalla nuova legge. Essa si limita infatti ad imporre una verifica periodica dei rischi finanziari del riscaldamento climatico: in poche parole, gli istituti finanziari potranno continuare a realizzare investimenti inquinanti senza problemi, purch\u00e9 siano coscienti del fatto che queste operazioni potrebbero essere \u201crischiose\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le emissioni prodotte dall\u2019industria svizzera saranno invece ancora regolate dal sistema di scambio di quote d\u2019emissioni (SSQE), un sistema che pochi anni fa lo stesso Controllo federale delle finanze ha definito come inefficace, in quanto non incita le aziende a ridurre le proprie emissioni. Una parte di questi diritti di emissione continuer\u00e0 in effetti ad essere assegnata a titolo gratuito, le imprese che partecipano al SSQE potranno continuare a richiedere la restituzione dei proventi della tassa sul CO<sub>2<\/sub>, mentre le quote acquistate potranno essere sempre messe all\u2019asta sul mercato europeo, alimentando la speculazione finanziaria e riducendo il controllo pubblico sull\u2019effettiva \u201ccompensazione\u201d delle emissioni che potr\u00e0 essere (o non essere) realizzata all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, la nuova legge sul CO<sub>2<\/sub> non prende in considerazione nei propri obiettivi le enormi emissioni prodotte all\u2019estero da banche e aziende svizzere, che continueranno invece a beneficiare di vari strumenti finanziari per ridurre il costo del proprio impatto ecologico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_8890-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9528\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_8890-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_8890-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_8890-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_8890-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_8890-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_8890-480x360.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_8890-667x500.jpg 667w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>L&#8217;autore intervistato quale co-promotore dello sciopero del clima nel febbraio 2019<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La nuova legge \u00e8 insufficiente e bloccher\u00e0 ogni progresso in futuro<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il fatto che la revisione della legge sul CO<sub>2<\/sub> sia insufficiente per bloccare il riscaldamento climatico \u00e8 ormai assodato. Lo stesso premio Nobel per la chimica Jacques Dubouchet ha dichiarato che \u201ctutti sanno che questa legge non realizzer\u00e0 la speranza di limitare il riscaldamento climatico a 1.5\u00b0 C, a 2\u00b0 C o peggio ancora\u201d. Secondo i sostenitori della legge, ci si dovrebbe accontentare di questa riforma, anche se insufficiente, per concentrarsi in seguito sulla lotta per nuove e pi\u00f9 incisive misure di riduzione delle emissioni. Il problema \u00e8 per\u00f2 che, oltre a consolidare il modello di \u201cecologia di mercato\u201d a cui tiene fortemente il padronato, la nuova legge servir\u00e0 da punto di riferimento per le politiche ambientali di tutto il prossimo decennio. In altre parole, la LCO<sub>2<\/sub> \u00e8 una \u201clegge-alibi\u201d che verr\u00e0 puntualmente utilizzata dalla destra borghese per impedire qualunque passo in avanti nei prossimi anni. Ecco perch\u00e9 sostenerla bloccherebbe qualunque ulteriore progresso in materia ambientale ed accettarla significa di fatto rinunciare ad adempiere agli obiettivi di riduzione delle emissioni necessari per impedire il disastro ambientale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Se si vuole salvare il clima, deve essere lo Stato ad intervenire<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Invece della LCO<sub>2<\/sub>, ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno \u00e8 una politica climatica radicalmente diversa, fondata non pi\u00f9 sull\u2019autonomia del mercato bens\u00ec sul primato dello Stato. La sfida del riscaldamento globale \u00e8 infatti troppo grande e troppo importante per credere che con qualche incentivo fiscale si possa realmente risolvere il problema alla radice. \u00c8 invece lo Stato che deve farsi carico della transizione ecologica, assicurando che essa avvenga in modo democratico e socialmente equo.<\/p>\n\n\n\n<p>In ambito energetico, sono necessari l\u2019abbandono della liberalizzazione del mercato elettrico e la nazionalizzazione integrale del sistema energetico del Paese, oltre ad un grande piano di investimenti pubblici che permetta un massiccio sviluppo delle energie rinnovabili. Sul piano dei trasporti, va ampliata la gestione statale delle aziende di trasporto pubblico, di cui va assicurata la gratuit\u00e0 e la capillarit\u00e0. In materia fiscale, occorre abbandonare il SSQE ed introdurre una fiscalit\u00e0 realmente ecologica che punisca le aziende inquinanti, oltre ad implementare un reale controllo pubblico sulla piazza finanziaria. Infine, va adottata una politica alimentare che consenta lo sviluppo dell\u2019agricoltura locale, secondo il principio della \u201csovranit\u00e0 alimentare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dire che questa legge \u00e8 \u201cun primo passo nella giusta direzione\u201d \u00e8 falso ed illusorio. Il referendum serve a bloccare questo progetto antisociale e ad aprire un dibattito \u2013 anche a sinistra \u2013 sul carattere da dare alla transizione ecologica. Esso \u00e8 per\u00f2 solo un primo passo: se riusciremo a respingere la legge, occorrer\u00e0 continuare a lottare dentro e fuori dal parlamento per una diversa politica ambientale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La revisione della LCO2 si fonda su misure fiscali antisociali La riforma della legge federale sul CO2 (LCO2) approvata dalle camere federali durante la sessione autunnale si basa essenzialmente sull\u2019estensione di varie tasse sui consumi, con l\u2019obiettivo di \u201criorientare\u201d in modo sostenibile le abitudini della popolazione. La pi\u00f9 nota di queste misure fiscali \u00e8 l\u2019aumento della tassa sulla benzina, il cui costo aumenter\u00e0 di 10 cts\/litro fino al 2024 e di 12 cts\/litro dal 2025. 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