{"id":9480,"date":"2020-12-19T16:38:03","date_gmt":"2020-12-19T16:38:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9480"},"modified":"2021-01-08T09:22:02","modified_gmt":"2021-01-08T09:22:02","slug":"il-parlamento-ticinese-bacchetta-il-consiglio-della-magistratura-difeso-dal-plr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9480","title":{"rendered":"Il Parlamento ticinese bacchetta il Consiglio della Magistratura difeso dal PLR"},"content":{"rendered":"\n<p>Il parlamento ticinese \u2013 autorit\u00e0 di vigilanza e di nomina \u2013 ha proceduto all\u2019elezione dei venti procuratori pubblici che potranno operare a Palazzo di Giustizia per i prossimi dieci anni. L\u2019elezione \u00e8 avvenuta in un clima di forte tensione politica, dopo che in settembre una fuga di notizie aveva fatto trapelare i preavvisi negativi del Consiglio della Magistratura: quest\u2019ultimo \u2013 incaricato di far avere al parlamento i propri suggerimenti \u2013 di fatto \u201cbocciava\u201d 5 dei 20 procuratori uscenti e interessati a ricandidarsi. I magistrati <strong>Zaccaria Akbas<\/strong> (in quota PPD), <strong>Marisa Alfier<\/strong> (in quota PS), <strong>Anna Fumagalli<\/strong> (in quota PPD), <strong>Francesca Lanz<\/strong> (in quota Lega dei Ticinesi) e <strong>Margherita Lanzillo<\/strong> (in quota PLR ma mollata da quest\u2019ultimo) venivano per di pi\u00f9 pesantemente apostrofati. Si \u00e8 trattato di uno <em>shock <\/em>per l\u2019intero Palazzo di Giustizia e per la credibilit\u00e0 delle istituzioni, poich\u00e9 significava che di fatto un quarto della procura veniva giudicato inadeguato al delicato lavoro che essa \u00e8 chiamata a svolgere: quello di decidere sulla vita di una persona. Stranamente i cinque nomi \u201cbocciati\u201d facevano riferimento ciascuno (o quasi) a una diversa area politica: una <em>par condicio<\/em> fin troppo aritmetica per non destare sospetti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"592\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/voto_ay-1-1024x592.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9494\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/voto_ay-1-1024x592.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/voto_ay-1-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/voto_ay-1-768x444.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/voto_ay-1-1536x888.jpg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/voto_ay-1-2048x1184.jpg 2048w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/voto_ay-1-480x278.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/voto_ay-1-865x500.jpg 865w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Il momento dell&#8217;elezione dei 20 procuratori pubblici<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Giudizi pesanti difesi solo dal PLR<\/h3>\n\n\n\n<p>I giudizi espressi dal Consiglio della Magistratura \u2013 l\u2019organo che vigila sul funzionamento dell\u2019apparato giudiziario cantonale e composto sia da membri \u201ctogati\u201d sia membri \u201claici\u201d (non giuristi) \u2013 sono stati particolarmente duri con termini sferzanti che, dati in pasto ai media ancora prima che ai parlamentari, potevano solamente delegittimare e umiliare i diretti interessati. \u201cInsufficiente presenza in ufficio\u201d, \u201cminimalista\u201d, \u201cautoreferenziale\u201d, \u201cmancanza di oggettivit\u00e0\u201d, \u201cmancanza di senso critico\u201d, \u201cproblemi di competenza tecnica\u201d fino al pesantissimo \u201csuscettibile di cagionare danni all\u2019ente pubblico\u201d. Parole che marchiano a vita anche dal punto di vista professionale e che dunque non possono essere espresse senza una pi\u00f9 che indubbia documentazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec la pensano tutti i membri della Commissione Giustizia e Diritti del Gran Consiglio, ad esclusione dei commissari <strong>Marco Bertoli<\/strong>, <strong>Giorgio Galusero<\/strong>, <strong>Giovanna Viscardi<\/strong>, <strong>Sebastiano Gaffuri<\/strong> e <strong>Cristina Maderni <\/strong>del Partito Liberale Radicale (PLR), i quali invece sposano le parole del Consiglio della Magistratura e che, alla fine, rifiuteranno di firmare il rapporto commissionale: per loro i cinque procuratori preavvisati negativamente vanno licenziati, punto e basta! A smentire il suo stesso Partito \u00e8 per\u00f2 la giudice del Tribunale penale federale <strong>Fiorenza Bergomi<\/strong> che intervistata dal quotidiano <em>LaRegione<\/em> spiega come tali preavvisi non solo \u201cequivalgono a una sorta di destituzione\u201d ma che in precedenza &#8220;non risulta&#8221; che nei confronti dei procuratori &#8216;bocciati&#8217; vi siano stati &#8220;multe, ammonimenti o altre sanzioni da parte del Consiglio della magistratura&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il rischio di un conflitto istituzionale<\/h3>\n\n\n\n<p>La Commissione Giustizia e Diritti (CGD) \u00e8 la commissione parlamentare preposta alle nomine e, per far piena luce su questo \u201cterremoto\u201d, ha chiesto al Consiglio della Magistratura l\u2019incarto completo, per poter capire sulla base di cosa aveva potuto scrivere dei simili commenti e preavvisare negativamente i cinque procuratori. Ma&#8230; colpo di scena! il Consiglio della Magistratura presieduto dal giudice <strong>Werner Walser<\/strong> (guarda caso di area liberale anch&#8217;egli!) si rifiuta di obbedire all\u2019autorit\u00e0 di nomina: a suo avviso la trasmissione della documentazione \u201cviolerebbe la separazione dei poteri\u201d. Non contento di ci\u00f2, nega l&#8217;accesso agli atti anche agli stessi cinque procuratori preavvisati negativamente, impedendo loro di fatto di difendersi opportunamente dalla pesanti accuse loro rivolte. Un passo clamoroso, questo, che sarebbe potuto sfociare nell&#8217;attivazione dell&#8217;alta vigilanza da parte della commissione parlamentare e, quindi, in un aperto quanto grave conflitto istituzionale, che solo il senso di responsabilit\u00e0 dei deputati ha saputo evitare. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/walser-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9481\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/walser-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/walser-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/walser-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/walser-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/walser-751x500.jpg 751w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/walser.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Werner Walser, presidente del Consiglio della Magistratura, \u00e8 in quota PLR<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Peraltro sia l\u2019avvocato <strong>Filippo Gianoni<\/strong>, professore di diritto all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Insubria, sia il giudice emerito <strong>Claude Rouiller<\/strong>, gi\u00e0 presidente del Tribunale Federale svizzero, interpellati l\u2019uno dai media e l\u2019altro come perito esterno dalla stessa CGD, hanno sostanzialmente dato torto al Consiglio della Magistratura: senza quei documenti l\u2019autorit\u00e0 di nomina avrebbe dovuto fidarsi ciecamente di Werner Walser. In parlamento il deputato del Partito Comunista <strong>Massimiliano Ay<\/strong> sbotta: \u201cvorrei ricordare \u2013 sembra banale dirlo, ma francamente mi chiedo se alcune persone lo sappiano \u2013 che il parlamento \u00e8 l\u2019unico organo eletto dal popolo con lo scopo di controllare, vigilare e nominare\u201d!<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lo scontro in seno alla Commissione Giustizia e Diritti<\/h3>\n\n\n\n<p>Preso atto di quello che poteva sembrare quasi un \u201cammutinamento\u201d del Consiglio della Magistratura, i commissari della CGD hanno sentito in audizioni separate sia una delegazione dello stesso, sia i cinque procuratori da esso bocciati. Questi ultimi hanno contestato validit\u00e0 e fondamento dei preavvisi firmati dal giudice Walser, ed evidentemente lo hanno fatto in modo convincente. Infatti, alla fine di molte riunioni, il 30 novembre scorso la maggioranza commissionale ha deciso clamorosamente di non seguire il suggerimento del Consiglio della Magistratura e di proporre per la rielezione tutti gli uscenti, compresi i cinque procuratori inizialmente preavvisati negativamente. <\/p>\n\n\n\n<p>Il motivo \u00e8 scritto nero su bianco nel rapporto: la CGD ritiene proponibile il rinnovo della carica \u201cnon avendo riscontrato elementi sufficientemente solidi a sostegno di una non rielezione, vista in particolare l\u2019assenza di precedenti avvertimenti formali o sanzioni disciplinari, ritenuto altres\u00ec che i dati statistici forniti non appaiono particolarmente dirimenti\u201d. Insomma fra statistiche sbagliate, accesso agli atti negato, procedure gestite alla bell\u2019e meglio, i granconsiglieri hanno bacchettato il Consiglio della Magistratura sconfessandone un modo di lavorare perlomeno lacunoso. <\/p>\n\n\n\n<p>I commissari della sinistra: <strong>Carlo Lepori<\/strong> e <strong>Nicola Corti<\/strong> (PS), Massimiliano Ay (PC) e <strong>Marco Noi <\/strong>(Verdi) hanno firmato (seppur con riserva) il rapporto della CGD sottoscritto pure dagli esponenti di Lega dei Ticinesi, UDC e PPD, mettendo cos\u00ec ai margini il PLR (il partito che domina a Palazzo di Giustizia). &#8220;La Commissione ha fatto tutti gli approfondimenti necessari a fronte dei giudizi severi del Consiglio della magistratura sui cinque procuratori pubblici&#8221;, ha sottolineato poi in aula il presidente commissionale <strong>Luca Pagani<\/strong>: approfondimenti che hanno permesso di sanare le lacune procedurali che avrebbero potuto portare a ricorsi che avrebbero sconfessato il parlamento. Ora invece il parlamento ha rieletto tutti e, semmai, sar\u00e0 il Consiglio della Magistratura a doversi riattivare per destituire, questa volta con motivi fondati e circostanziati, ma soprattutto in modo proceduralmente corretto, i procuratori che si rivelassero inadatti alla funzione da un punto di vista tecnico-giuridico, perch\u00e9 dal punto di vista politico l&#8217;esame \u00e8 stato superato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Partito Comunista si distanzia dalla cultura del caos<\/h3>\n\n\n\n<p>Il deputato del partito trotzkista MPS, <strong>Matteo Pronzini<\/strong>, in parlamento ha come suo solito attaccato polemicamente la \u201ccasta\u201d politica (un\u2019<em>italianata<\/em> che per\u00f2 fa audience): oltre alle dimissioni del Consiglio della Magistratura ha proposto l\u2019autogestione dei procuratori per \u201csuperare le attuali interferenze politiche\u201d. Cos\u00ec come formulata non \u00e8 altro che una <em>boutade<\/em> utile solamente a far parlare di s\u00e9 e a fomentare la sfiducia verso il sistema giudiziario da parte della cittadinanza. Una cultura del caos che non favorisce svolte progressive, come detto dal deputato del Partito Comunista Massimiliano Ay, il quale ha spiegato che i marxisti sanno certamente che \u201ccome ogni istituzione in una societ\u00e0 capitalista anche nella magistratura vi sono contraddizioni e interessi di potere contrapposti\u201d e che ci\u00f2 \u00e8 \u201cassolutamente naturale in una societ\u00e0 di classe!\u201d. Questo non deve per\u00f2 autorizzare a giocare con la credibilit\u00e0 del potere giudiziario, il quale assume una valenza fondamentale per uno stato di diritto e tali contraddizioni \u2013 secondo Ay \u2013 \u201csoprattutto in questa fase storica non si risolvono fomentando sentimenti di anti-politica perch\u00e9 la politica c\u2019\u00e8, sempre e comunque, anche quando lo si nega\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized is-style-default\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ay_MAx-1024x576.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9488\" width=\"742\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ay_MAx-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ay_MAx-300x169.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ay_MAx-768x432.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ay_MAx-480x270.png 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ay_MAx-889x500.png 889w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ay_MAx.png 1334w\" sizes=\"auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px\" \/><figcaption><em>Massimiliano Ay \u00e8 deputato del Partito Comunista<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019autogoverno della magistratura<\/h3>\n\n\n\n<p>Da noi interpellato Ay si \u00e8 espresso anche sulla proposta \u201cautogestionaria\u201d avanzata da MPS: \u201cl\u2019autogoverno della magistratura \u00e8 il sistema che esiste in Italia: lo si pu\u00f2 prendere certamente in considerazione, ma \u00e8 una riforma che non si pu\u00f2 improvvisare con un semplice emendamento. Inoltre sarebbe illusorio credere che le ideologie e gli interessi di classe spariscano magicamente togliendo di mezzo i partiti: occorre piuttosto lavorare per un sistema equo e plurale fra le varie sensibilit\u00e0 presenti nel settore giudiziario\u201d. Intervistato nel settembre scorso dalla Radiotelevisione Svizzera di lingua Italiana (RSI), l\u2019avvocato <strong>Niccol\u00f2 Giovanettina<\/strong> ha affermato, parlando della scelta dei magistrati: &#8220;i partiti dovrebbero fare un lavoro di <em>scouting<\/em>, dovrebbero tornare a selezionare la classe dirigente&#8221;. In Gran Consiglio gli ha indirettamente fatto eco proprio Massimiliano Ay che ha dichiarato: \u201cil problema di fondo che noi riscontriamo \u00e8 che i Partiti non effettuano una selezione interna del proprio personale che si propone per cariche istituzionali come appunto il settore della giustizia, per il quale occorre cultura politica da intendersi come senso dello Stato\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il parlamento ticinese \u2013 autorit\u00e0 di vigilanza e di nomina \u2013 ha proceduto all\u2019elezione dei venti procuratori pubblici che potranno operare a Palazzo di Giustizia per i prossimi dieci anni. 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