{"id":9379,"date":"2020-11-29T11:14:11","date_gmt":"2020-11-29T11:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9379"},"modified":"2020-12-06T10:55:01","modified_gmt":"2020-12-06T10:55:01","slug":"esercito-quale-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9379","title":{"rendered":"Esercito: quale sicurezza?"},"content":{"rendered":"\n<p>Puntuale con l\u2019avvento della seconda ondata pandemica, la propaganda di legittimazione dell\u2019esercito \u00e8 ricomparsa sulla scena. Il 18 novembre il Consiglio federale ha adottato il messaggio relativo ad un nuovo impiego delle forze armate in appoggio al sistema sanitario. I compiti consisterebbero \u201cnell\u2019assistere le strutture ospedaliere civili nel settore delle cure di base e delle terapie, nell\u2019aiutare gli ospedali cantonali ad accrescere le capacit\u00e0 delle loro unit\u00e0 di cure intense e nel trasportare pazienti contagiosi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questi compiti non sono gi\u00e0 di competenza del servizio e della protezione civile? Come mai l\u2019esercito si legittima con degli impieghi tipici degli altri due servizi? E come mai si tenta regolarmente di smantellarli o renderli meno attrattivi, se il lavoro di cui si vanta l\u2019esercito \u00e8 analogo? Ma soprattutto, come mai ci si ostina a voler impiegare l\u2019esercito in questo genere di mansioni, quando durante la primavera <a href=\"https:\/\/www.letemps.ch\/suisse\/cri-detresse-soldats-mobilises\">la mobilitazione delle forze armate ha dimostrato tutta la sua inefficacia<\/a>, con reclute rimaste\u00a0per settimane\u00a0a giocare a ping pong in caserma e soldati dislocati negli ospedali senza alcuna competenza medica da mettere a disposizione delle strutture sanitarie?<\/p>\n\n\n\n<p>Premettendo che servizio e protezione civile non devono sostituire il personale sanitario qualificato, e che occorre quindi investire nella formazione di medici e infermieri, i quali poi non devono essere soggetti a contratti di lavoro precari \u2013 sembra che la politica federale continui deliberatamente ad ignorare il contributo che migliaia di civilisti prestano nel settore sanitario come in molti altri ambiti realmente utili alla collettivit\u00e0. Anzi, addirittura essi vengono costantemente bistrattati dalle politiche militariste. Non scordiamoci del progetto di riforma (per fortuna respinto) in discussione quest\u2019anno alle camere federali, che mirava proprio ad inasprire le condizioni d\u2019ammissione al servizio civile.<\/p>\n\n\n\n<p>Un caso specifico questo, che si iscrive in una situazione subdola ben pi\u00f9 ampia. \u00c8 sufficiente fare riferimento alle prime pagine del\u00a0<em>Breviario dell\u2019esercito Svizzero<\/em>\u00a0che sanciscono compiti come \u201cl\u2019assistenza alle autorit\u00e0 civili\u201d, \u201cl\u2019intervento in caso di catastrofi naturali\u201d, \u201cl\u2019ausilio alla popolazione in casi straordinari\u201d. Esibendo la massima \u201cla sicurezza per il nostro Paese come unico obiettivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tralasciando il fatto che questi compiti non gli sono esclusivi, emergono alcune domande che in tempi di crisi pandemica meritano degli approfondimenti: quale tipo di sicurezza offre lo stanziamento di 21.1 miliardi (per il quadriennio 2021-2024) in favore di questa struttura? E investirne oltre 20 in aerei da combattimento del tutto sproporzionati rispetto ai bisogni reali, non \u00e8 forse fuori luogo in un delicato momento come questo, in cui le priorit\u00e0 sono ben altre?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico modo per dare seguito ai quesiti \u00e8 di leggerli in chiave militarista. Perch\u00e9 se si esaudisce anche solo un briciolo di coscienza civile \u2013 di cui loro tra l\u2019altro si riempiono la bocca \u2013 risulta evidente che questi finanziamenti sono del tutto inadatti ai nostri tempi.&nbsp;Che il concetto di \u201csicurezza per il Paese\u201d promosso dall\u2019esercito sia effimero e astratto risulta ormai chiaro. Occorre dunque contrastarlo (materialmente e ideologicamente) promuovendo un altro concetto di sicurezza ben pi\u00f9 reale. Per esempio investendo nei servizi che la pandemia ha rivelato come indispensabili per l\u2019uomo: la sanit\u00e0 obbligata a tappare buchi con personale d\u2019oltre confine, l\u2019agricoltura strozzata dalla concorrenza estera, i trasporti sempre pi\u00f9 cari con confortevoli prime classi ma con seconde stracolme, gli uffici postali di periferia sempre pi\u00f9 bersagliati da tagli aziendali, ecc. O ancora, tutelando i lavoratori licenziati e i piccoli commercianti che con l\u2019acqua alla gola hanno dovuto chiudere: la sicurezza economica di queste fasce sociali va difesa con ben maggiore decisione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che la patria (quella reale) viene pi\u00f9 spogliata che difesa dal nostro costoso ed inefficace apparato militare, il cui smisurato costo di mantenimento viene scaricato sulla collettivit\u00e0. In questi tempi di crisi pandemica, l\u2019accezione di \u201csicurezza\u201d va dunque urgentemente ridefinita!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Puntuale con l\u2019avvento della seconda ondata pandemica, la propaganda di legittimazione dell\u2019esercito \u00e8 ricomparsa sulla scena. Il 18 novembre il Consiglio federale ha adottato il messaggio relativo ad un nuovo impiego delle forze armate in appoggio al sistema sanitario. 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