{"id":9342,"date":"2020-11-20T20:10:03","date_gmt":"2020-11-20T20:10:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9342"},"modified":"2020-12-09T08:49:27","modified_gmt":"2020-12-09T08:49:27","slug":"prove-generali-di-bipensiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9342","title":{"rendered":"Elezioni USA: prove generali di bipensiero?"},"content":{"rendered":"\n<p>Sabato 14 novembre, a Washington D.C. si \u00e8 svolta un\u2019imponente manifestazione dei sostenitori di <strong>Donald Trump<\/strong>, radunatisi per protestare contro i supposti brogli elettorali in favore di Biden. Il presidente continua a tuonare su Twitter, denunciando le (presunte) falsificazioni del voto. Venerd\u00ec 13 novembre aveva messo sotto accusa il sistema elettronico di voto \u201cDominion\u201d, impiegato negli stati contesi, che in totale avrebbe eliminato 2,7 milioni di voti a lui favorevoli e ne avrebbe assegnati altri a <strong>Joe Biden<\/strong>. Accanto al tweet, l\u2019amministrazione di Twitter ha posizionato il solito avviso che ormai accompagna la maggior parte dei messaggi del presidente: \u201cThis claim about election fraud is disputed\u201d, questa accusa di frode elettorale \u00e8 contestata. Il 5 novembre invece, poco dopo l\u2019Election Day, i principali canali televisivi del paese avevano troncato la diretta del discorso di Trump, in cui stava appunto accusando i democratici di brogli. Lo stesso giorno Facebook bannava il neonato e virale gruppo \u201cStop the Steal\u201d, creato da sostenitori di Trump per organizzare la resistenza alle falsificazioni elettorali. Il motivo? L\u2019attivit\u00e0 del gruppo delegittimava il processo elettorale. Si potrebbe domandare a Facebook e compari perch\u00e9 non abbiano bloccato i gruppi social dell\u2019opposizione europeista in Bielorussia, che cerca di delegittimare la vittoria di Lukashenko alle elezioni di agosto. Ma sarebbe una domanda retorica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lotta alle \u201cfake news\u201d o censura?<\/h3>\n\n\n\n<p>Certo, concettualmente non si tratta di niente di nuovo. \u00c8 gi\u00e0 da qualche anno che i principali colossi del web sono impegnati in una guerra alle \u201cfake news\u201d, e le decisioni di Twitter si inseriscono perfettamente nel solco tracciato. L\u2019isteria da \u201cfake news\u201d ha raggiunto livelli tali che nessuno si \u00e8 preoccupato pi\u00f9 di tanto quando Facebook, Google e soci hanno iniziato a filtrare le notizie per tutelare gli utenti dalle malvagie bufale. Chiaramente solo i pi\u00f9 ingenui possono pensare che dietro a tutto ci\u00f2 ci sia un reale meccanismo di verifica delle informazioni. In realt\u00e0 si tratta di un semplicissimo espediente per emarginare l\u2019informazione scomoda, e propinare alla gente la propria versione dei fatti. Quello delle \u201cfake news\u201d \u00e8 un problema reale, sia ben chiaro, ma \u00e8 allarmante che le multinazionali del web vogliano sostituirsi alla nostra capacit\u00e0 critica di valutare l\u2019attendibilit\u00e0 di una notizia. Inoltre, \u201cfake news\u201d ai danni di paesi come Cina e Russia, rivali geopolitici di USA e Unione Europea, vengono diffuse ogni giorno in grandi quantit\u00e0, senza che Facebook e Co. muovano un dito per arginarle. Siamo ormai abituati a queste menzogne, le consideriamo normali strumenti della lotta che il grande capitale conduce contro i suoi nemici, e ormai non ci facciamo quasi pi\u00f9 caso. Ma vedere l\u2019intera massa dei media globalisti cercare di tappare la bocca al presidente degli Stati Uniti d\u2019America, fa invece una certa impressione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Accuse di brogli: sono davvero infondate?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Mentre tutti si concentrano sulle caricature di Trump intento a barricarsi nella Casa Bianca, una notizia interessante degli scorsi giorni, riguardo ai sistemi di voto <em>Dominion<\/em>, \u00e8 passata praticamente inosservata. Si tratta di una vicenda accaduta poco tempo prima dell\u2019inizio delle primarie del Partito democratico, e tornata a galla adesso, in seguito alle accuse del presidente. Quattro senatori democratici, tra i quali anche la candidata <strong>Elizabeth Warren<\/strong>, nel dicembre 2019 avevano inviato una lettera di protesta a Dominion Voting Systems, denunciando diverse attivit\u00e0 sospette dei loro sistemi di voto (<a href=\"https:\/\/www.washingtonexaminer.com\/news\/democratic-senators-warned-of-potential-vote-switching-by-dominion-voting-machines-prior-to-2020-election\"><strong>leggi qui<\/strong><\/a>). Tra le criticit\u00e0 riscontrate vi era anche il trasferimento di voti da un candidato all\u2019altro. Nella lettera, i senatori democratici arrivarono ad affermare che questi problemi \u201cminacciano l\u2019integrit\u00e0 delle elezioni\u201d. Insomma, gi\u00e0 un anno fa alcuni esponenti di spicco del Partito democratico avevano messo in discussione la sicurezza dei sistemi Dominion. Oggi Trump sta facendo lo stesso, ma viene descritto come un bambino capriccioso che si inventa scuse improbabili per non accettare la sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La doppia verit\u00e0 dei media globalisti<\/h3>\n\n\n\n<p>Certo, i modi teatrali di Donald Trump contribuiscono non poco a esasperare la situazione. Ma l\u2019accusa di frodi elettorali \u00e8 davvero qualcosa di inedito? A pensarci bene, la stessa vittoria di Trump \u00e8 stata messa in discussione pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. La denuncia di interferenze russe nelle elezioni del 2016, peraltro mai dimostrate, \u00e8 stata una costante di tutta la presidenza del <em>tycoon<\/em>, e ha persino contribuito a imbastire un tentativo di impeachment. Perch\u00e9 Trump che accusa di irregolarit\u00e0 un sistema di voto elettronico \u201cdelegittima il processo elettorale\u201d, mentre i democratici che agitano lo spauracchio di fantomatici hacker russi no? Non si \u00e8 mai visto un social network segnalare un post sul Russiagate come non attendibile. Eppure le prove sul Russiagate sono vaghe tanto quanto quelle di Trump riguardo ai brogli. La verit\u00e0 \u00e8 che nulla delegittima di pi\u00f9 la democrazia di un paese del tentativo di ridurre al silenzio il presidente democraticamente eletto, anche se sta dicendo scemenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci troviamo insomma di fronte a un classico esempio del bipensiero di orwelliana memoria. Due pi\u00f9 due fa quattro, ma pu\u00f2 fare anche cinque, se la situazione lo richiede. La violazione delle elezioni da parte di hacker russi \u00e8 ipotesi valida e rispettata, ma ipotizzare che lo stesso sia potuto accadere per mano dei democratici \u00e8 invece automaticamente menzognero e oltraggioso. Le accuse al sistema di voto elettronico sono \u201ctotalmente false e infondate\u201d, eccetto quando sono i democratici a pronunciarle.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le frodi elettorali abbiano effettivamente avuto luogo \u00e8 assolutamente irrilevante ai fini di questo discorso. Ci\u00f2 di cui \u00e8 importante prendere nota, in questa situazione, \u00e8 la capacit\u00e0 dei media globalisti di inculcare a tutti la propria interpretazione della realt\u00e0. Joe Biden \u00e8 stato ovunque annunciato vincitore, nonostante nessuna istituzione americana l\u2019abbia ancora riconosciuto tale. Si sta giocando sporco in questi giorni, tra la fazione globalista e quella sovranista della borghesia mondiale. Se questi sono i livelli a cui \u00e8 giunta la contrapposizione tra due differenti strategie capitalistiche, possiamo solo immaginare quanto aspra sar\u00e0 l\u2019opposizione dei media quando il potere verr\u00e0 rivendicato da una forza davvero progressista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 14 novembre, a Washington D.C. si \u00e8 svolta un\u2019imponente manifestazione dei sostenitori di Donald Trump, radunatisi per protestare contro i supposti brogli elettorali in favore di Biden. Il presidente continua a tuonare su Twitter, denunciando le (presunte) falsificazioni del voto. Venerd\u00ec 13 novembre aveva messo sotto accusa il sistema elettronico di voto \u201cDominion\u201d, impiegato negli stati contesi, che in totale avrebbe eliminato 2,7 milioni di voti a lui favorevoli e ne avrebbe assegnati altri a Joe Biden. 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