{"id":9300,"date":"2020-10-21T15:41:06","date_gmt":"2020-10-21T15:41:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9300"},"modified":"2021-09-05T01:47:36","modified_gmt":"2021-09-05T01:47:36","slug":"la-scuola-non-e-neutrale-al-massimo-puo-essere-plurale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9300","title":{"rendered":"La scuola non \u00e8 neutrale, al massimo pu\u00f2 essere plurale"},"content":{"rendered":"\n<p>Nelle ultime settimane si sta dibattendo molto riguardo alla campagna \u201cScuole libere\u201d lanciata dai Giovani UDC, con la quale accusavano erroneamente la scuola di essere di sinistra. La Giovent\u00f9 Comunista aveva prontamente replicato, sottolineando che l\u2019insegnamento \u00e8 s\u00ec di parte, ma \u00e8 liberale, in quanto espressione dell\u2019ordinamento sociale in cui esso opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente, sono rimasto colpito dalle reazioni di certi ambiti politici e professionali, i quali negano totalmente l\u2019esistenza delle ideologie nell\u2019insegnamento. Eppure, la scuola \u00e8 di parte e lo \u00e8 sempre stata. Esemplare in tal senso erano le analisi di Robert Grimm, socialdemocratico marxista di spicco (di quelli che oggi non se ne trovano praticamente pi\u00f9), che contestava l\u2019insegnamento delle scuole svizzere nei primi decenni del 1900. L\u2019aspetto centrale della sua critica verteva sul fatto che le lezioni di storia svizzera non andassero oltre la Riforma protestante, tralasciando dunque importanti aspetti pi\u00f9 contemporanei che permettessero di comprendere la struttura economica e politica elvetica. Ritengo che queste critiche siano, anche se in modo leggermente diverso, valide ancora oggi. Il corso di storia, infatti, raramente va oltre la Seconda Guerra Mondiale: cos\u00ec facendo, per\u00f2, non si analizza il comportamento poco neutrale della Svizzera durante la Guerra Fredda, fondamentale per comprendere anche l\u2019attuale posizione geopolitica del nostro Paese. Inoltre, scandali come quello delle schedature (quasi un milione di cittadini svizzeri era stato schedato e veniva spiato dalla Polizia Federale soltanto perch\u00e9 di sinistra) o quello della P-26 (un esercito segreto parallelo a quello ufficiale e con funzione anti-comunista) vengono spesso e volentieri completamente omessi dal programma scolastico attuale. Per non parlare dello Sciopero Generale del 1918, importante momento di mobilitazione dei lavoratori represso dall\u2019esercito svizzero e oggi praticamente troppo dimenticato e del fatto che delle storiografie alternative (come quella marxista) o non vengono presentate, oppure vengono ingiustamente ridicolizzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma gli esempi non si limitano al solo insegnamento della storia. Mesi fa mi era ad esempio stata segnalata una verifica di cultura generale di una scuola professionale del Grigioni italiano, nella quale i vari sistemi politici ed economici venivano semplificati e presentati in maniera cos\u00ec tanto caricaturali da rasentare il ridicolo, come ad esempio: \u201chai due mucche, lo Stato te le confisca e ti fucila\u201d. Questa e altre del medesimo tenore sarebbero la definizione di comunismo, socialismo, dittatura, eccetera: una vergogna!<\/p>\n\n\n\n<p>Dagli archivi del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) \u00e8 pure emerso una segnalazione risalente a una decina di anni fa nei confronti di un\u2019insegnante liceale esponente di Comunione e Liberazione (CL) che forniva materiale didattico fazioso, con interpretazioni univoche corrispondenti al proprio credo (certo non di sinistra, cari Giovani UDC!) e che impediva ogni forma di dibattito plurale in classe. A quel tempo nessuno parl\u00f2 di delazione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, l\u2019insegnamento, come qualsiasi altro aspetto della nostra societ\u00e0, non \u00e8 neutrale e negarlo va contro l\u2019onest\u00e0 intellettuale. La scuola, che in termini marxisti \u00e8 una sovrastruttura, \u00e8 volta a promuovere la cultura politica liberale dominante nella nostra societ\u00e0 e a mantenere invariato lo status quo anche fra le nuove generazioni. Criticare quindi, ad esempio, luoghi comuni anti-comunisti nell\u2019insegnamento oppure contestare la faziosit\u00e0 nella didattica di alcuni docenti (che hanno una funzione pubblica, non privata) \u00e8 dunque legittimo: il dibattito politico \u00e8 anche questo, e deve essere accettato, se davvero si vuole promuovere una scuola realmente plurale come noi giovani comunisti auspichiamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane si sta dibattendo molto riguardo alla campagna \u201cScuole libere\u201d lanciata dai Giovani UDC, con la quale accusavano erroneamente la scuola di essere di sinistra. 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