{"id":9264,"date":"2020-10-02T19:36:14","date_gmt":"2020-10-02T19:36:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9264"},"modified":"2020-10-03T14:27:32","modified_gmt":"2020-10-03T14:27:32","slug":"gian-butturini-la-fotografia-come-impegno-sociale-altro-che-razzismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9264","title":{"rendered":"Gian Butturini: la fotografia come impegno sociale, altro che razzismo!"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Mario Dondero<\/strong>, partigiano e tra i pi\u00f9 grandi fotoreporter italiani, lo descrive cos\u00ec: \u201c<em>Gian Butturini \u00e8 stato un personaggio fantastico. Ha dedicato la sua vita ad una milizia difficile, bella ed intensa. Non \u00e8 stato soltanto un reporter ma un narratore fotografico in quanto autore di una quarantina di album consacrati sempre e comunque al mondo degli ultimi [&#8230;] Infaticabile ha percorso il mondo per solidariet\u00e0 con i popoli in rivolta, con gli uomini che soffrono, con le moltitudini sfruttate che fotografava con pazienza e rispetto. Ha prodotto documenti di grande forza e libri fotografici che nel loro insieme comporrebbero un grande affresco<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gian Butturini<\/strong>, nato nel 1935, si spegne nel 2006. Poliedrico artista della comunicazione, si afferma da giovane come grafico e architetto d\u2019interni. Nel 1969 la svolta. Effettua reportage ad ogni latitudine del pianeta, pubblicando quaranta libri fotografici. Documentando i manicomi, testimone d\u2019eccezione dell\u2019operato di <strong>Franco Basaglia<\/strong>, contribuisce alla chiusura di queste strutture, nel 1972 \u00e8 a Belfast per raccontare una delle fasi pi\u00f9 cruente degli scontri tra cattolici e protestanti, quindi a Berlino al Festival Mondiale della Giovent\u00f9 e degli Studenti del 1973 in cui realizza una delle pi\u00f9 iconiche immagini di <strong>Angela Davis<\/strong>. In America Latina \u00e8 a Cuba, in Chapas, nel Cile di <strong>Salvador Allende<\/strong> e poi ancora nell\u201984 in DDR e nello stesso anno tra i minatori inglesi in sciopero contro la <strong>Thatcher<\/strong>. Regista di numerosi documentari di impegno sociale, dirige nel 1980 il film \u201cIl Mondo degli Ultimi\u201d, storia delle lotte del movimento contadino nelle campagne padane durante il secondo dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/PCI-1024x679.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9266\" width=\"468\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/PCI-1024x679.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/PCI-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/PCI-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/PCI-1536x1018.jpg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/PCI-480x318.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/PCI-754x500.jpg 754w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/PCI.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 468px) 100vw, 468px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Butturini respira l\u2019aria della fotografia dei suoi anni, quelli, per intenderci, in cui l\u2019impegno civile \u00e8 tradotto in immagini. La fotografia, in quel periodo, seppure con stili, linguaggi e obiettivi differenti, assume il ruolo della denuncia, della lotta di classe. Il lavoro di Butturini va in questa direzione: l\u2019obiettivo si fa interprete del disagio sociale, manifestando che la forza dirompente del \u201cmostrare\u201d non si limita solo alla semplice rappresentazione di un fatto, ma \u00e8 capace di contribuire alla conoscenza e alla consapevolezza. Lo sguardo di un fotografo non \u00e8 mai neutro e men che meno lo \u00e8 stato quello di Gian Butturini, anzi, possedeva un impegno militante, perch\u00e9 un fotografo privo di opinioni \u00e8 come un libro senza parole.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u201cLondon\u201d, il primo libro fotografico e una polemica inappropriata<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/London1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9268\" width=\"190\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/London1.jpg 312w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/London1-239x300.jpg 239w\" sizes=\"auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p>Nel 1969 Butturini pubblica il suo primo libro autoprodotto e di grande formato, \u201cLondon\u201d, in cui racconta da una prospettiva originale la Londra della <em>beat generation<\/em>. Si presenta come un racconto di una citt\u00e0 in metamorfosi, in agitazione interiore a confronto con il benessere crescente degli anni \u201870 in contrapposizione ad una povert\u00e0 sempre pi\u00f9 tangibile e presente. Le fotografie catturano l&#8217;energia della citt\u00e0 in stile street, sgranato, sfocato, denso, anche rivoluzionario, ma con una grafica spiazzante per l\u2019epoca, con ogni evidenza riconducibile al bagaglio professionale dell\u2019artista. Le copie si esauriscono velocemente, diventa un oggetto di culto tra gli appassionati e successivamente introvabile. Durante un viaggio in Italia l\u2019originale, innovativo e influente fotografo inglese Martin Parr, gi\u00e0 presidente dell\u2019agenzia Magnum e uno dei piu importanti collezionisti di libri fotografici al mondo, se ne innamora a tal punto da definirlo &#8220;<em>il pi\u00f9 bel libro sulla Londra degli anni \u201860<\/em>\u201d, nel 2017, dopo aver rintracciato i familiari dell\u2019artista, convince l\u2019editore Damiani a procedere con una nuova ristampa fedele all\u2019originale e il fotografo inglese ne cura l\u2019introduzione definendolo entusiasticamente \u201c<em>un gioiello meraviglioso<\/em>\u201d.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Negli ultimi mesi questo libro \u00e8 oggetto di una polemica surreale, ma che ha costretto l&#8217;editore a ritirare il libro e <strong>Martin Parr<\/strong> a dimettersi dalla direzione artistica del <em>Bristol Photo Festival<\/em>. \u201cRazzismo conclamato\u201d \u00e8 l\u2019accusa mossa dalla \u201ccancel culture\u201d, evidenziando tuttavia i limiti e i paradossi del periodo storico in cui stiamo vivendo. <strong>Mercedes Baptiste Halliday<\/strong>, una studentessa di antropologia di Londra, riceve da suo padre, come regalo per il diciottesimo compleanno, il libro e rimane scioccata nel vedere le immagini, a detta sua, \u201cspaventosamente razziste&#8221;. A due anni dalla pubblicazione la studentessa, sfogliando il libro, nota che una fotografia di una donna nera venditrice di biglietti della metropolitana si trova contrapposta ad una fotografia del gorilla di Regent Park nella sua gabbia. La futura antropologa stretta nella banale e scialba gabbia mentale che associa le persone nere ai primati, rinuncia a interpretare questo dittico dal punto di vista antropologico, come invece spiega l\u2019autore nel libro: \u201c<em>Ho camminato di notte, di giorno, ho setacciato gli angoli della citt\u00e0 che il turista non vede. Certo non ho fotografato le guardie della regina, impettite e inamidate come statue di gesso. Ho fotografato una negra, chiusa nella sua gabbia trasparente; vende biglietti per il metro: sola spenta prigioniera, isola immota e senza tempo tra i flutti di umanit\u00e0 che scorrono si mescolano si fondono davanti alla sua prigione di ghiaccio e di solitudine. Non ho fotografato i guardiani della Torre o i banchieri della City con ombrello e cappello duro. Ho fotografato il gorilla di Regent Park, che riceve con dignit\u00e0 imperiale sul muso aggrondato le facezie e le scorze lanciategli dai suoi nipoti in cravatta<\/em>\u201d. \u00c8 necessario aggiungere che il libro esce nel 1969 e soltanto all\u2019inizio degli anni \u201870, come ci ricorda l\u2019Accademia della Crusca \u201c<em>in seguito alle lotte dei \u00abneri\u00bb americani, alcuni traduttori avrebbero cominciato a bandire l\u2019uso di negro in favore di nero, che pareva rendere pi\u00f9 fedelmente l\u2019anglo-americano black, assurto a simbolo e parola-chiave dei movimenti per i diritti delle minoranze negli Stati Uniti<\/em>\u201d. Dittico e testo sono ovviamente presenti nella riedizione. L\u2019arroganza o forse semplicemente l\u2019ignoranza, della studentessa non le hanno permesso di comprendere che il tema centrale della palese provocazione dell\u2019artista vuole essere proprio la \u201cgabbia\u201d nella quale, loro malgrado, sono costretti a vivere la propria vita i due soggetti ritratti. I pi\u00f9 deboli, coloro che hanno maggiori difficolt\u00e0 a difendersi, sono sfruttai e ingabbiati, ma forse \u00e8 molto pi\u00f9 semplice gridare allo scandalo sui social piuttosto che leggere, informarsi, riflettere, capire e poi queste sono attivit\u00e0 che non generano like o facili consensi e popolarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/GIAN-BUTTURINI-LONDON.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9265\" width=\"531\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/GIAN-BUTTURINI-LONDON.png 636w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/GIAN-BUTTURINI-LONDON-300x199.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/GIAN-BUTTURINI-LONDON-480x318.png 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella fotografia il gorilla ha davanti a s\u00e9 le robuste sbarre della sua gabbia, sono del tutto evidenti allo spettatore che osserva questa immagine, tuttavia il primate riesce a mantenere una \u201c<em>dignit\u00e0 imperiale<\/em>\u201d nella sua manifesta condizione di prigioniero, di schiavo e di attrazione per gli esseri umani \u201c<em>suoi nipoti<\/em>\u201d. Le sbarre davanti alla bigliettaia non sono apparentemente visibili, tuttavia sono presenti e se si prova a guardare con attenzione e non soltanto con gli occhi, appaiono evidenti, il vetro della sua gabbia diventa una metafora per chi \u00e8 costretto a una vita marginale per sopravvivere. Il vetro quindi come una prigione non immediatamente percepibile in grado di staccare dal contesto sociale ed ambientale chi \u00e8 in uno stato di indigenza e generando un radicale mutamento di prospettiva nella coscienza personale di chi osserva la sequenza fotografica. Martin Parr viene travolto dall\u2019onda mediatica che si crea attorno alla vicenda e si affretta a pubblicare le sue scuse, definendo le fotografie in questione &#8220;<em>offensive e umilianti<\/em>&#8221; e la sua incapacit\u00e0 di non notarle per tempo &#8220;<em>imperdonabile<\/em>&#8220;. Ha cos\u00ec chiesto che le copie rimanenti del libro vengano tolte dalla vendita e messe al macero, impegnandosi a donare la somma ricevuta per aver scritto l\u2019introduzione a un ente benefico. Il fotografo inglese sostiene di \u201cnon avere avuto altra scelta\u201d, ma ha chiesto scusa alla famiglia Butturini. Forse Parr, uscito comunque sconfitto da questa vicenda, ha salvato la sua carriera, ma probabilmente si \u00e8 giocato la dignit\u00e0 e forse anche un poco di credibilit\u00e0 come fotografo sociologico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Difendere la memoria di Butturini e farlo conoscere<\/h3>\n\n\n\n<p>Il rischio ora \u00e8 che a livello internazionale l\u2019opera di Gian Butturini venga dimenticata o peggio ancora distorta, falsata o travisata. <strong>Marta Butturini<\/strong>, figlia dell\u2019artista, sottolinea l\u2019errore grossolano della studentessa inglese: \u201c<em>Non si pu\u00f2 estrapolare una frase da un libro per giudicarlo, quello \u00e8 un racconto per immagini sulla societ\u00e0 di quel periodo<\/em>\u201d. <strong>Romano Martinis<\/strong>, fotografo e amico di Gian Butturini, conferma come la denuncia delle due reclusioni realizzata oltre mezzo secolo dal suo collega bresciano s\u2019inscriva per intero nel percorso fotografico di lotta per l\u2019emancipazione dell\u2019umanit\u00e0 da lui condotto. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/BUTTURINI-A-CUBA.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9267\" width=\"423\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/BUTTURINI-A-CUBA.jpg 960w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/BUTTURINI-A-CUBA-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/BUTTURINI-A-CUBA-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/BUTTURINI-A-CUBA-480x360.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/BUTTURINI-A-CUBA-667x500.jpg 667w\" sizes=\"auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi \u2013 aggiunge Martinis &#8211; una certa isteria trasforma i giusti diritti di genere in un assioma esasperato che ha cancellato le invece ancora necessarie rivendicazioni per i diritti sociali, a partire da casa, salute, scuola e lavoro. L\u2019Associazione Gian Butturini \u00e8 impegnata nell\u2019impresa di salvare \u201cLondon\u201d. \u201c<em>\u00c8 una battaglia di civilt\u00e0 e libert\u00e0<\/em>, <em>non ci piegheranno. Difenderemo in ogni modo la memoria e il grande lascito culturale dell\u2019autore. In base al vigente contratto con l\u2019editore rileveremo le copie del libro destinate al macero e le daremo a chi le desidera a fronte di una sottoscrizione di 40 euro a favore dei nuovi progetti della Associazione<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Dondero, partigiano e tra i pi\u00f9 grandi fotoreporter italiani, lo descrive cos\u00ec: \u201cGian Butturini \u00e8 stato un personaggio fantastico. Ha dedicato la sua vita ad una milizia difficile, bella ed intensa. 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