{"id":9238,"date":"2020-09-17T19:52:23","date_gmt":"2020-09-17T19:52:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9238"},"modified":"2022-08-23T20:28:07","modified_gmt":"2022-08-23T20:28:07","slug":"la-geopolitica-degli-aerei-da-combattimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9238","title":{"rendered":"La geopolitica degli aerei da combattimento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Le ragioni per opporsi all\u2019acquisto dei nuovi aerei da combattimento il prossimo 27 settembre ormai le si conosce: da quelle relative alle priorit\u00e0 finanziarie del momento (miliardi ben pi\u00f9 utili alla sanit\u00e0 pubblica) a quelle relative alla tipologia di velivoli (la politica non ha voluto nemmeno prendere in considerazione aerei leggeri, meno costosi e adibiti espressamente alla sola polizia aerea pi\u00f9 che alla guerra). Ci\u00f2 che per\u00f2 manca nel dibattito \u00e8 l\u2019elemento geopolitico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sono dei computer, non \u00e8 ferraglia!<\/h3>\n\n\n\n<p>Mentre la destra lo evita perch\u00e9 risulta scomodo alla propria narrazione \u201csovranista\u201d; la sinistra disinteressata dalle contraddizioni geopolitiche in corso nel mondo (e che stanno lacerando pure la borghesia elvetica) nemmeno se ne preoccupa. Solo il Partito Comunista aveva posto, e fin dal primissimo dibattito TV alla RSI nel luglio 2019, la parola chiave di tutta questa vicenda, e cio\u00e8: \u201cNATO\u201d! Gli aerei non sono infatti ammassi di ferraglia guidati da un pilota, come forse qualcuno&nbsp;rimasto al palo del \u2018900&nbsp;ancora crede: sono anzitutto prodotti altamente informatizzati con forme precise di vincolo tecnologico che rispondono ad&nbsp;esigenze geopolitiche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ricordiamoci dei Gripen<\/h3>\n\n\n\n<p>Vi ricordate il Gripen? I cittadini non lo vollero. Fu per\u00f2 acquistato dal Brasile, il cui governo era allora nelle mani della sinistra patriottica (e filo-cinese) di <strong>Dilma Roussef<\/strong>. Fondamentali componenti del motore dell\u2019aereo svedese in dotazione alle forze armate brasiliane erano per\u00f2 di propriet\u00e0 statunitense: il governo di Washington ne&nbsp;poteva&nbsp;bloccare&nbsp;la fornitura di pezzi di ricambio,&nbsp;costringendo&nbsp;eventualmente&nbsp;a terra l\u2019aviazione del paese latinoamericano (parte dei BRICS). Il Brasile non era allora considerato abbastanza ubbidiente agli USA: la Svizzera invece?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il governo svizzero schiavo d&#8217;altrui si rende&#8230;<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Consiglio federale \u2013 quello che nel pieno del&nbsp;<em>lockdown<\/em>&nbsp;ha firmato in sordina un accordo bilaterale per la cooperazione bellica con l\u2019esercito degli USA atto a \u201cmigliorare lo statuto del personale nel rispettivo paese ospite\u201d \u2013 ci chiede ora un assegno in bianco: noi gli diamo i miliardi e lui si sceglie&nbsp;liberamente&nbsp;un modello di caccia da guerra (e non da polizia aerea!). Tutti gli apparecchi selezionati sono per\u00f2 di esclusiva produzione NATO: il governo ha infatti rifiutato esplicitamente aerei di produzione russa o cinese, anche qualora costassero meno. Ma un piccolo paese neutrale come il nostro non dovrebbe invece diversificare i propri partner non solo economici ma anche militari, proprio nell\u2019ottica di non dipendere da una sola potenza estera, garantendo cos\u00ec&nbsp;la propria sovranit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Se la Svizzera acquista i nuovi aerei da combattimento dagli USA, dovr\u00e0 infatti accettarne le leggi per tutta la durata di vita del velivolo. Sono gli USA insomma a determinare se i nostri aerei potranno decollare o sparare!&nbsp;Lo sa chiunque si occupi di politica di sicurezza, ma in pochi lo ammettono e infatti anche in televisione si \u00e8 evitato di tematizzarlo quando il consigliere nazionale <strong>Bruno Storni<\/strong> ha avuto il coraggio di ribadirlo! Ma a&nbsp;confermarlo \u00e8&nbsp;stata pure&nbsp;la&nbsp;<em>BaslerZeitung<\/em>&nbsp;del 10 agosto scorso&nbsp;spiegando&nbsp;come regolarmente militari americani arrivino in Svizzera e controllino postazioni segrete del nostro esercito: gli USA ci vendono le loro armi, ma vogliono anche assicurarsi che nessun paese acquirente le possa usare in futuro contro i loro interessi strategici. Si tratta di controlli che includono interventi nell&#8217;area sensibile del&nbsp;<em>software<\/em>&nbsp;senza alcuna garanzia sulla protezione delle informazioni riservate.&nbsp;La Confederazione ha accettato tali controlli gi\u00e0 quando acquist\u00f2 gli <em>F\/A-18<\/em> e cos\u00ec far\u00e0 anche per i prossimi aerei. Persino il colonnello <strong>Roger Sch\u00e4rer<\/strong>, gi\u00e0 membro della Direzione per la politica di sicurezza nel Dipartimento federale della difesa, ha ammesso che, in particolare l&#8217;<em>F-35<\/em> e il <em>Super-Hornet<\/em>, possono essere disattivati a distanza dal paese produttore, con buona pace di chi parla di difesa della nostra sicurezza e sovranit\u00e0 nazionale! Il Partito Comunista vota No anche per questo motivo!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ragioni per opporsi all\u2019acquisto dei nuovi aerei da combattimento il prossimo 27 settembre ormai le si conosce: da quelle relative alle priorit\u00e0 finanziarie del momento (miliardi ben pi\u00f9 utili alla sanit\u00e0 pubblica) a quelle relative alla tipologia di velivoli (la politica non ha voluto nemmeno prendere in considerazione aerei leggeri, meno costosi e adibiti espressamente alla sola polizia aerea pi\u00f9 che alla guerra). 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