{"id":9187,"date":"2020-09-01T13:45:33","date_gmt":"2020-09-01T13:45:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9187"},"modified":"2020-09-01T13:45:34","modified_gmt":"2020-09-01T13:45:34","slug":"svizzera-cina-neutralita-e-multipolarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9187","title":{"rendered":"Svizzera-Cina: neutralit\u00e0 e multipolarismo"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cLa Svizzera modificher\u00e0 la sua posizione verso la Cina?\u201d \u00c8 questa la domanda che si pone l&#8217;editoriale dell&#8217;ultimo numero del settimanale <em>Azione<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Il giornale della Migros si riferisce a un\u2019intervista rilasciata da <strong>Ignazio Cassis<\/strong> al Blick ad inizio agosto. Il ministro degli esteri svizzero aveva dichiarato che \u201cla Cina \u00e8 cambiata\u201d, che in quel Paese vi sarebbe una \u201csituazione sempre pi\u00f9 precaria dei diritti dell\u2019uomo\u201d e che la Cina starebbe compromettendo l\u2019interesse di aziende svizzere ad Hong Kong. <\/p>\n\n\n\n<p>Tralasciando la scarsa veridicit\u00e0 di&nbsp;quest\u2019ultima&nbsp;affermazione (considerate le riforme di apertura economica in corso in Cina), queste dichiarazioni del&nbsp;consigliere federale PLR&nbsp;sono&nbsp;problematiche&nbsp;perch\u00e9 rischiano di avere ripercussioni sul piano diplomatico, politico ed economico:&nbsp;non si tratta di tentativi di dialogare anche criticamente con Pechino per un comune progresso, ma sono attacchi poco diplomatici che innalzano solo muri. Non solo un ministro degli esteri svizzero non dovrebbe lasciarsi andare ad affermazioni che minano la neutralit\u00e0 elvetica, ma cos\u00ec facendo&nbsp;Cassis&nbsp;mette in discussione persino gli stessi interessi del nostro Paese, che da sempre gode di buone e fruttuose relazioni&nbsp;con la Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le motivazioni che spingono Cassis a esprimersi in tal modo non sono per\u00f2 di certo umanitarie&nbsp;anche perch\u00e9&nbsp;sempre pi\u00f9 cittadini cinesi vengono&nbsp;estrapolati dalla povert\u00e0,&nbsp;migliorando le proprie condizioni di vita. Ci\u00f2 che sta alla base delle dichiarazioni del ministro degli esteri \u00e8 innanzitutto la volont\u00e0 di difendere la supremazia degli interessi&nbsp;geopolitici del campo euroatlantico (a trazione nordamericana) verso cui evidentemente il Consiglio federale vuole sciaguratamente portarci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Esemplari&nbsp;e nel contempo preoccupanti&nbsp;in tal senso sono le considerazioni di <strong>Ralph Weber<\/strong>, professore all\u2019universit\u00e0 di Basilea, che in un\u2019intervista alla RSI ha affermato che \u201cla Cina vuole ridefinire gli equilibri mondiali\u201d e che \u201cla reazione dei paesi occidentali \u00e8 giustificata, e non giunge troppo presto, anzi, \u00e8 piuttosto tardiva\u201d.&nbsp;Stando alle idee di questo professore, che stanno anche alla base dell\u2019atteggiamento del ministro Cassis e della maggior parte dei governi occidentali, il campo atlantico&nbsp;dovrebbe rifiutare di fatto la cooperazione e difendere al contrario&nbsp;la sua supremazia&nbsp;ai danni delle economie emergenti, ostacolando cos\u00ec Pechino,&nbsp;colpevole di voler costruire un mondo multipolare, fondato su relazioni di mutuo rispetto fra Stati&nbsp;indipendenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A&nbsp;infastidire in realt\u00e0 sia Weber sia Cassis \u00e8 insomma&nbsp;la politica estera cinese che mette in crisi il dominio&nbsp;neo-coloniale dell&#8217;Occidente sui paesi poveri e in via di sviluppo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cassis, infatti, non solo ha attaccato la Cina, ma nell\u2019intervista al Blick ha anche affermato di voler aprire ancora di pi\u00f9 le porte&nbsp;&#8211; guarda caso &#8211;&nbsp;all\u2019Unione Europea (UE), in barba alla nostra sovranit\u00e0 e neutralit\u00e0 e agli interessi dei lavoratori svizzeri, che da decenni subiscono le conseguenze negative della liberalizzazione del mercato del lavoro imposto dall\u2019UE. Cassis vorrebbe dunque sottoporre al Consiglio Federale una nuova strategia da adottare nei confronti della Cina e ha addirittura accusato la Cina di aver \u201cdeviato dal cammino verso un\u2019apertura\u201d.&nbsp;Insomma piuttosto che diversificare i nostri partner economici, approfittando del nostro status neutrale, Berna ci vuole far integrare in quel campo geopolitico&nbsp;(quello UE\/USA) in evidente declino. Una scelta che rischiamo di pagare nel futuro!<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ultimi mesi di crisi sanitaria mondiale hanno dimostrato pi\u00f9 volte come l\u2019UE&nbsp;ed il campo atlantico nel suo complesso non&nbsp;si siano dimostrati n\u00e9 solidali n\u00e9 particolarmente affidabili (ci ricordiamo il &#8220;furto&#8221; di materiale sanitario alle frontiere?), al contrario di Paesi come la Cina, dimostratasi sempre pronta a cooperare nella lotta al Coronavirus.<\/p>\n\n\n\n<p>Dichiarazioni come quelle di Cassis non sono dunque per niente&nbsp;auspicabili, perch\u00e9, come gi\u00e0 affermato in precedenza, minano la nostra neutralit\u00e0 e i nostri interessi nazionali. La Svizzera farebbe bene a distaccarsi sempre di pi\u00f9 dall\u2019Unione Europea e a variare i propri partner economici, favorendo cos\u00ec delle relazioni multilaterali e la costruzione di un mondo multipolare, sinonimo di pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa Svizzera modificher\u00e0 la sua posizione verso la Cina?\u201d \u00c8 questa la domanda che si pone l&#8217;editoriale dell&#8217;ultimo numero del settimanale Azione. Il giornale della Migros si riferisce a un\u2019intervista rilasciata da Ignazio Cassis al Blick ad inizio agosto. Il ministro degli esteri svizzero aveva dichiarato che \u201cla Cina \u00e8 cambiata\u201d, che in quel Paese vi sarebbe una \u201csituazione sempre pi\u00f9 precaria dei diritti dell\u2019uomo\u201d e che la Cina starebbe compromettendo l\u2019interesse di aziende svizzere ad Hong Kong. Tralasciando la scarsa veridicit\u00e0 di&nbsp;quest\u2019ultima&nbsp;affermazione (considerate le riforme di apertura economica in corso in Cina), queste dichiarazioni del&nbsp;consigliere federale PLR&nbsp;sono&nbsp;problematiche&nbsp;perch\u00e9 rischiano di<\/p>\n","protected":false},"author":40549,"featured_media":9188,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22,28,4,13,3],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-9187","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia","category-editoriali","category-esteri","category-opinione","category-interni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9187","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/40549"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9187"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9187\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9192,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9187\/revisions\/9192"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9188"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9187"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=9187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}