{"id":91,"date":"2010-10-04T09:16:57","date_gmt":"2010-10-04T09:16:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=91"},"modified":"2016-06-06T12:53:45","modified_gmt":"2016-06-06T12:53:45","slug":"contro-la-strategia-liberista-dell%e2%80%99unione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=91","title":{"rendered":"Contro la strategia liberista dell\u2019Unione europea"},"content":{"rendered":"<p>Ha avuto luogo a Cipro, alla fine della settimana scorsa, un importante incontro promosso da AKEL sul ruolo che la cosiddetta Strategia di Lisbona svolge nell\u2019evoluzione del neoliberalismo nell\u2019Unione Europea, dando concretezza ai contenuti del Trattato che, in particolare da Maastricht, si \u00e8 trasformato in uno strumento fondamentale per il capitalismo in Europa.<\/p>\n<p>Ho partecipato a questo dibattito, in cui le differenti analisi hanno trovato un punto di coincidenza nel considerare particolarmente urgente la necessit\u00e0 di una rottura delle politiche neoliberali dell\u2019Unione Europea, in particolare quelle relative alla Strategia di Lisbona, al Patto di Stabilit\u00e0 e agli orientamenti della Banca Centrale Europea. E\u2019 necessaria, pi\u00f9 che mai in passato, una nuova politica economica e sociale.<\/p>\n<p>Quasi 10 anni dopo l\u2019approvazione della cosiddetta Strategia di Lisbona (nel marzo del 2000), quando venne propagandato che sarebbe avanzata una strategia in grado di creare pieno impiego, di ridurre la povert\u00e0 e l\u2019esclusione sociale, di mantenere livelli di crescita del PIL dell\u2019ordine del tre per cento, \u00e8 la realt\u00e0 a rendere evidente la grande differenza tra la propaganda e le concrete misure che effettivamente propugna tale strategia. E che, come avevamo denunciato allora, in queste misure ci\u00f2 che veniva previsto era il percorso delle privatizzazioni e della flessibilit\u00e0 del lavoro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, con gli orientamenti neoliberali seguiti e le direttive che, nel frattempo, sono state approvate, ci\u00f2 che oggi abbiamo \u00e8 la povert\u00e0 che riguarda circa 80 milioni di persone nell\u2019Unione Europea, delle quali pi\u00f9 di 30 milioni lavoratori con lavoro precario &#8211; quando, nel 2000, erano 60 milioni \u2013 e la disoccupazione che minaccia di colpire 30 milioni di persone nel 2010. Invece della crescita e dello sviluppo, ci\u00f2 che abbiamo \u00e8 l\u2019aumento delle disuguaglianze sociali e regionali ed anche maggiori difficolt\u00e0 per i giovani ad ottenere lavoro con diritti.<\/p>\n<p>Con la revisione della Strategia di Lisbona, nel 2005, si \u00e8 approfondita la sua visione neoliberale, che la maggior parte dei paesi ha concretizzato con i piani nazionali di riforma, in cui si \u00e8 data la priorit\u00e0 alla competitivit\u00e0, all\u2019aumento della concorrenza, anche nei servizi, e a ci\u00f2 che \u00e8 stato chiamato \u201cmiglioramento dell\u2019ambiente di impresa\u201d, ma che di fatto, si \u00e8 tradotto solo nell\u2019insistenza sulla deregolamentazione del lavoro, nell\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile, nell\u2019attacco ai diritti sociali e del lavoro, di cui la \u201cflexsecurity\u201d e la proposta di modificare la direttiva sull\u2019organizzazione e l\u2019orario di lavoro, hanno rappresentato i pi\u00f9 recenti esempi.<\/p>\n<p>L\u2019insistenza sulle liberalizzazioni, in particolare nei servizi, come \u00e8 accaduto con la famigerata direttiva Bolkenstein, sulla flessibilit\u00e0 del lavoro e su prospettive finanziarie che facevano leva sulle riduzioni di bilancio, ha aggravato le situazioni gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 accaduto in un quadro di crescente liberalizzazione del commercio internazionale conseguito dai negoziati in ambito OMC, che ha favorito soprattutto gli interessi delle grandi imprese del commercio internazionale e dei servizi, a cui si e aggiunta la strategia di delocalizzazione delle multinazionali, che ha contribuito alla distruzione dei settori produttivi, soprattutto nei paesi del Sud, delle industrie tradizionali e dell\u2019agricoltura familiare. Ora pretendono anche che la Strategia di Lisbona sia presente nell\u2019area del commercio estero e non solo nel mercato interno.<\/p>\n<h3>La lotta \u00e8 determinante<\/h3>\n<p>La lotta dei lavoratori e la sconfitta della cosiddetta \u201ccostituzione europea\u201d nei referendum di Francia e Olanda hanno obbligato ad alcune ritirate che, alla fine, sono risultate pi\u00f9 apparenti che reali. Le gravi decisioni del Tribunale di Giustizia Europeo, sui casi Laval, Viking Line e Ruffert, hanno reso evidente che la libera concorrenza, la libert\u00e0 di circolazione delle imprese e il diritto di installazione previsti nel Trattato dell\u2019Unione Europea in vigore, e che si conservano nel progetto del Trattato di Lisbona, vengono usati per giustificare pratiche di dumping sociale, per sminuire il valore della contrattazione collettiva, per delocalizzare lavoratori di paesi a bassi salari in paesi con salari pi\u00f9 elevati, conservando la differenza salariale del paese d\u2019origine, per collocare lavoratori in concorrenza tra loro.<\/p>\n<p>E\u2019 indispensabile porre fine a questa politica e cambiare corso, dando speciale rilievo a politiche di bilancio giuste, di sostegno alla produzione e alle priorit\u00e0 che \u00e8 necessario stabilire, per garantire l\u2019accesso ai servizi pubblici, creare lavoro con diritti, assicurare la realizzazione dei diritti umani e combattere la povert\u00e0.<\/p>\n<p>Le lotte dei lavoratori, delle popolazioni e delle forze progressiste sono essenziali per ottenere una modifica di queste politiche, per sconfiggere questa strategia del capitalismo, di cui la \u201cStrategia di Lisbona\u201d e il trattato sono strumenti pericolosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Articolo apparso su <em>Avante<\/em> del 31 ottobre 2009,\u00a0settimanale del Partito Comunista Portoghese (PCP).\u00a0Ilda Figueiredo \u00e8 europarlamentare del PCP nel gruppo GUE\/NGL.\u00a0Traduzione dal portoghese a cura della redazione di http:\/\/www.lernesto.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha avuto luogo a Cipro, alla fine della settimana scorsa, un importante incontro promosso da AKEL sul ruolo che la cosiddetta Strategia di Lisbona svolge nell\u2019evoluzione del neoliberalismo nell\u2019Unione Europea, dando concretezza ai contenuti del Trattato che, in particolare da Maastricht, si \u00e8 trasformato in uno strumento fondamentale per il capitalismo in Europa. 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