{"id":9088,"date":"2020-08-18T22:09:02","date_gmt":"2020-08-18T22:09:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9088"},"modified":"2020-08-18T22:09:03","modified_gmt":"2020-08-18T22:09:03","slug":"il-libano-travolto-dallo-scontro-tra-unipolarismo-e-multipolarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9088","title":{"rendered":"Il Libano travolto dallo scontro tra unipolarismo e multipolarismo"},"content":{"rendered":"\n<p>La guerra civile libanese ha insanguinato un tragico quindicennio, dal 1975 al 1990, la ricostruzione \u00e8 durata oltre un decennio, poi sono arrivati con il nuovo millennio pure i semafori. Pu\u00f2 apparire stravagante sottolinearlo, ma in qualche modo hanno rappresentato il ritorno a una normalit\u00e0 che mancava da un quarto di secolo. Quest\u2019anno, gi\u00e0 ai primi di luglio, non solo a Beirut, i semafori si sono spenti, muti e inutili in mezzo a strade vuote. La crisi economica ed energetica, il razionamento elettrico e il crollo della moneta nazionale e della produzione hanno messo in ginocchio il paese dei Cedri da mesi. <\/p>\n\n\n\n<p>Il 4 agosto 2020 un\u2019esplosione presso il porto di proporzioni devastanti, probabilmente innescata e non occasionale, ha portato alla distruzione di interi quartieri, del porto stesso, fondamentale per i commerci e i rifornimenti, di un numero considerevole di infrastrutture. Alcuni giovani, aizzati dalla visita del presidente francese <strong>Emmanuel Macron<\/strong>, hanno ottenuto le dimissioni del governo e l\u2019indizione di nuove elezioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un sistema elettorale per evitare la guerra civile<\/h3>\n\n\n\n<p>In Libano si vota per terzi, ovvero si tiene buono il censimento di un secolo fa, che attribuisce a tutte le comunit\u00e0 cristiane, principalmente maroniti, un 40% della popolazione e quindi dei seggi e il 30% ciascuna alle altre due comunit\u00e0, quella sciita e quella sunnita. \u00c8 una rappresentazione del tutto non corrispondente alla realt\u00e0 attuale. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutti sanno, ma nessuno lo scrive, neppure su Wikipedia, che gli sciiti sono la maggioranza assoluta, che i sunniti non raggiungono un terzo della popolazione, che i cristiani sono oggi a malapena un quinto dei libanesi. Gli sciiti, che sarebbero i primi a beneficiare di un cambiamento del sistema elettorale volto a riconoscere una rappresentanza proporzionale della popolazione, non lo chiedono, perch\u00e9 sanno che una loro evidente vittoria con una maggioranza assoluta produrrebbe il ritorno alla guerra civile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;imperialismo francese e americano fomenta la crisi libanese<\/h3>\n\n\n\n<p>Francia, Stati Uniti e Arabia Saudita, che hanno versato per un ventennio sovvenzioni economiche miliardarie ai loro alleati libanesi, maroniti e sunniti, dopo la vittoria di <strong>Bashar Al Assad<\/strong> in Siria contro i terroristi, hanno chiuso i rubinetti del credito, non ritenendo pi\u00f9 il Libano strategico e auspicando una crisi politica e sociale che ponesse in discussione il governo di Hezbollah, la forza sciita che non solo \u00e8 il primo partito libanese, ma \u00e8 anche l\u2019organizzatore di quelle milizie che hanno dato un contributo determinante al legittimo governo siriano per stroncare l\u2019ISIS. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel dicembre 2019 l\u2019Occidente ha fomentato le proteste di piazza, ma la rivoluzione colorata era tanto tenue e pallida da esaurirsi ben prima dell\u2019arrivo del Covid, accompagnato dal razionamento elettrico e dalla disoccupazione che da Beirut centro fino al nord del paese ha messo in ginocchio intere comunit\u00e0, mentre la maggioranza dei cittadini, sciita e votante Hezbollah, insediata da Beirut sud al confine con Israele, \u00e8 riuscita invece, con una rete di solidariet\u00e0 sperimentata in decenni, a sopperire alla crisi economica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ostacolare Hezbollah e l&#8217;Iran significa impedire che il Libano guardi alla Cina<\/h3>\n\n\n\n<p>Ora, difficile dire se per volont\u00e0 o per caso, dopo il 4 agosto l\u2019Occidente ha capito che lo snodo libanese \u00e8 una delle pedine fondamentali nella costruzione di un mondo multipolare e di pace promosso da Cina e Russia e che un Libano sovrano e indipendente, legato a queste potenze attraverso l\u2019intermediazione iraniana, non \u00e8 conveniente agli interessi della NATO. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 scattata cos\u00ec l\u2019azione mediatica dopo che per mesi, forse per anni, la stampa e le televisioni europee non si erano pi\u00f9 occupate del Libano. In un campionario di voci pi\u00f9 parziali della minoranza che rappresentano, alcune ragazze che parlano francese e inglese, che hanno studiato in scuole occidentali e che dell\u2019Occidente condividono usi, costumi e mode, di fronte ai microfoni hanno affermato gemendo che il Libano \u00e8 un terribile \u201cregime\u201d e non vedono l\u2019ora di ricevere i fondi-capestro (perch\u00e9 da restituire) della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e dell\u2019Unione Europa, ovviamente per queste ragazze assurte loro malgrado a rappresentanti di tutti i libanesi, gli aiuti iraniani diventano \u201cingerenza\u201d, \u201cinterferenza\u201d, \u201cintromissione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I prossimi mesi, a prescindere dalle elezioni che presenteranno il solito quadro compromissorio dettato dal sistema elettorale, diranno quanto la NATO intenda riprendere il dispiegamento della sua azione in Medioriente e quindi quanto intenda ostacolare i legittimi rappresentanti del popolo libanese nelle loro scelte politiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra civile libanese ha insanguinato un tragico quindicennio, dal 1975 al 1990, la ricostruzione \u00e8 durata oltre un decennio, poi sono arrivati con il nuovo millennio pure i semafori. 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