{"id":8861,"date":"2020-06-16T23:36:04","date_gmt":"2020-06-16T23:36:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8861"},"modified":"2020-06-16T23:37:50","modified_gmt":"2020-06-16T23:37:50","slug":"viva-la-nato-socialisti-svizzeri-contro-socialisti-serbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8861","title":{"rendered":"&#8220;Viva la NATO&#8221;: socialisti svizzeri contro socialisti serbi!"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Il Consiglio nazionale (la camera bassa del parlamento svizzero) ha votato lo scorso 4 giugno a favore del prolungamento della missione militare <em>Swisscoy<\/em> in Kosovo fino al 2023, aumentandone gli effettivi da 165 a 195 uomini. Dal 1999 sono circa 9\u2019000 i soldati svizzeri che hanno prestato servizio sotto gli ordini non di Berna, ma della NATO suscitando le proteste dei settori pacifisti degli ecologisti, dei comunisti ma anche della destra nazionalista.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Swisscoy<\/em> non \u00e8 una missione di pace!<\/h3>\n\n\n\n<p><em>Swisscoy<\/em> non \u00e8 una missione di pace, come i media tendono a dipingerla paragonandola all&#8217;impegno dell&#8217;ONU. Essa, al contrario, \u00e8 a tutti gli effetti una forza militare di occupazione integrata nella KFOR sotto l\u2019egida cio\u00e8 della NATO,  l&#8217;alleanza atlantica che con la fine della guerra fredda \u00e8 diventata a tutti gli effetti una coalizione di guerra certamente non pi\u00f9 difensiva e anzi, da un&#8217;ottica di sinistra, al servizio degli interessi imperialistici principalmente (ma non solo) a stelle e strisce. Il fatto che la Svizzera non aderisca alla NATO, lascia quindi dei dubbi sulla legittimit\u00e0 del fatto che Berna rifornisca con propri uomini (armati dal 2002) i contingenti di guerra stranieri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;ONU \u00e8 spaccato, ma la Svizzera neutrale si &#8230;schiera<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Kosovo \u00e8 un territorio conteso fra le forze secessioniste filo-atlantiche di Pristina \u2013 supportate dagli USA e dall\u2019UE \u2013 e la Repubblica di Serbia che rivendica legittimamente la propria sovranit\u00e0 nazionale e la sua integrit\u00e0 territoriale. Il processo secessionistico che ha portato alla dichiarazione di indipendenza del Kosovo nel 2008 resta a tutt&#8217;oggi un atto unilaterale, riconosciuto solo da una parte della Comunit\u00e0 Internazionale. La Svizzera, nel 2008, con l&#8217;entusiastica adesione dell&#8217;allora ministra degli esteri socialdemocratica <strong>Micheline Calmy-Rey<\/strong>, commise il grave errore diplomatico di riconoscere, in barba alla neutralit\u00e0, questo controverso processo secessionista e ora intende protrarne persino l\u2019occupazione militare umiliando cos\u00ec la sovranit\u00e0 della Serbia, un paese con cui Berna mantiene peraltro relazioni improntate alla correttezza. <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Delusi i movimenti pacifisti<\/h3>\n\n\n\n<p>Favorevole al ritiro del contingente Swisscoy \u00e8 il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE), il pi\u00f9 numeroso movimento pacifista del Paese fondato nel 1982. Il ritiro dell&#8217;esercito svizzero non metterebbe in s\u00e9 in discussione l&#8217;impegno per la pace in Kosovo sottolinea <strong>Aline Bressoud<\/strong>, segretaria del GSsE: &#8220;\u00c8 indispensabile trasferire i soldi per la presenza militare a progetti di cooperazione allo sviluppo. Gli investimenti nell&#8217;istruzione e nella sicurezza sociale sono l&#8217;unico modo per sostenere la stabilit\u00e0 degli enti locali&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>Sulla medesima linea anche il Consiglio Mondiale della Pace (WCL), la cui sezione svizzera \u00e8 il Movimento Svizzero per la Pace, proveniente invece dalla tradizione comunista, che considera illegale sia l&#8217;occupazione del Kosovo da parte della KFOR, sia il riconoscimento dell&#8217;indipendenza kosovara: il WCL da anni infatti denuncia &#8220;la nuova&nbsp;scalata nello sviluppo della scacchiera imperialistica dei Balcani, con l\u2019unilaterale dichiarazione di &#8216;indipendenza&#8217; del Kosovo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I giovani socialisti rampanti ma &#8230;astenuti<\/h3>\n\n\n\n<p>Non stupisce il Partito Socialista Svizzera (PSS): nel nome dell&#8217;europeismo eretto a dogma e influenzato dalla cultura &#8220;umanitarista&#8221; che rasenta spesso il pietismo, della serie &#8220;dobbiamo aiutare la popolazione civile&#8221; (&#8230;occupandoli militarmente!) i consiglieri nazionali socialdemocratici hanno votato in modo quasi compatto a favore della missione NATO. Ci si attendeva forse per\u00f2 un sussulto di dignit\u00e0 almeno da chi, fino a ieri, era espressione della GISO\/JUSO (la Giovent\u00f9 Socialista Svizzera) che ama mostrarsi come l&#8217;ala <em>ultras<\/em> della sinistra, sfoggiando una retorica anti-capitalista che nemmeno i comunisti&#8230; ebbene <strong>Fabian Molina<\/strong> (persino membro del GSsE) e <strong>Tamara Funiciello<\/strong> (che protestava in topless nel nome del femminismo), una volta eletti deputati, dopo aver votato a favore dell&#8217;entrata in materia, si sono &#8230;astenuti al momento del voto finale. Evidentemente di pi\u00f9 la socialdemocrazia, quella vera non quella del ribellismo giovanile, non consente. <\/p>\n\n\n\n<p>Peggio di loro hanno fatto quelli che qualche anno fa erano mediatizzati come &#8220;astri nascenti&#8221; della sinistra combattiva: <strong>Jon Pult<\/strong> e <strong>C\u00e9dric Wermuth <\/strong>i quali senza fiatare hanno appoggiato l&#8217;esercito! Il tutto contro la posizione espressa dal Partito Socialista di Serbia (SPS) che deve cos\u00ec prendere atto che i <em>compagni<\/em> svizzeri, per quanto tutti membri dell&#8217;Internazionale Socialista, preferiscono far felice l&#8217;estrema destra albanese.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Partito Svizzero del Lavoro &#8230;assente!<\/h3>\n\n\n\n<p>Astenutosi al momento del voto di entrata in materia, l&#8217;unico deputato del Partito Svizzero del Lavoro\/Partito Operaio e Popolare (PSdL\/POP), il neocastellano <strong>Denis de la Reussille<\/strong> era assente dall&#8217;aula al momento del voto finale. La Direzione del suo Partito, tuttavia, ha preso posizione con un comunicato stampa in cui si legge come il PSdL\/POP sia schierato a favore &#8220;della pace mondiale fra le nazioni&#8221; e dunque anche a favore di &#8220;una Svizzera che si impegna per la pace&#8221;. Di conseguenza, il PSdL\/POP &#8220;chiede il ritiro immediato di tutti i militari svizzeri dispiegati all\u2019estero come pure la fine della cooperazione militare con la NATO&#8221;. Nessuna parola esplicita, per\u00f2, sul secessionismo del Kosovo e sul suo riconoscimento da parte del Consiglio federale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Partito Comunista contro il separatismo kosovaro<\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;unico partito svizzero che non transige sulla difesa dell&#8217;integrit\u00e0 degli stati nazionali e sulla lotta all&#8217;imperialismo \u00e8 notoriamente il Partito Comunista. Quest&#8217;ultimo partito \u00e8 l&#8217;unico ad avere relazioni con la sinistra serba e, infatti, non si \u00e8 fatta attendere una dura presa di posizione. La decisione della camera bassa del parlamento \u00e8 per il Partito Comunista &#8220;gravissima e lesiva della nostra neutralit\u00e0: non solo questa missione si svolge sotto l\u2019egida della NATO, un\u2019alleanza (che non \u00e8 pi\u00f9 di difesa nemmeno sulla carta) di cui la Confederazione non \u00e8 membro, ma rappresenta una forma di occupazione di un territorio di uno Stato estero sovrano che non ha chiesto il nostro intervento&#8221;. Per il Partito guidato da <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, il cui rigore anti-imperialista \u00e8 noto, risulta &#8220;intollerabile che i nostri soldati obbediscano alla NATO&#8221; poich\u00e9 &#8220;questa operazione di occupazione di un territorio conteso non risponde in alcun modo a un presunto ruolo di difesa della nostra neutralit\u00e0 e indipendenza, cui sarebbero invece (teoricamente) chiamate le nostre forze armate&#8221;. Nel comunicato diramato dal Partito si legge infatti che la NATO &#8220;sta occupando militarmente il Kosovo, un territorio conteso fra le forze secessioniste filo-atlantiche di Pristina \u2013 supportate dagli USA e dall\u2019UE \u2013 e la Repubblica di Serbia che rivendica legittimamente la propria integrit\u00e0 territoriale&#8221;. Il Partito Comunista quindi &#8220;deplora in modo inequivocabile la decisione di Berna, che rappresenta l\u2019ennesima dimostrazione di come il nostro Paese si stia chinando senza ritegno ai diktat degli Stati Uniti e dell\u2019Unione Europea anche in ambito militare&#8221;. Ma i comunisti non le mandano a dire nemmeno ai socialisti contestandone la linea adottata la quale &#8220;oltre a seguire i diktat delle organizzazioni separatiste kosovare, denota un pericoloso genuflettersi alle pressioni dello Stato Maggiore Generale dell\u2019Esercito&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I comunisti serbi divisi ma uniti a difesa dell&#8217;integrit\u00e0 territoriale del loro paese<\/h3>\n\n\n\n<p>Sia l&#8217;extra-parlamentare <em>NKPJ<\/em> &#8211; il Nuovo Partito Comunista di Jugoslavia &#8211; di impostazione marxista-leninista e critico verso il passato socialista della ex-Jugoslavia; sia il pi\u00f9 istituzionale Partito Comunista della Serbia (KP) di tradizione &#8220;titina&#8221; e guidato dal deputato <strong>Joska Broz<\/strong>, nipote del maresciallo <strong>Josip Tito<\/strong> leader della Jugoslavia socialista dal 1945 al 1980, concordano almeno su un punto. Il Kosovo appartiene alla Repubblica di Serbia e la sua occupazione militare da parte della NATO (e della Svizzera) \u00e8 illegale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il pi\u00f9 grande Movimento dei Socialisti (PS), diretto da <strong>Aleksandar Vulin<\/strong>, ministro della difesa del governo serbo, ha fatto dell&#8217;unit\u00e0 nazionale della Serbia un punto fermo della propria linea politica. Non \u00e8 un caso, forse, che proprio lo scorso anno un delegato del Partito Comunista svizzero, <strong>Davide Rossi<\/strong>, \u00e8 stato ricevuto con tutti gli onori propri nella sede nazionale del Movimento a Belgrado.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC_7205-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8862\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC_7205-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC_7205-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC_7205-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC_7205-2-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC_7205-2-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC_7205-2-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC_7205-2-750x500.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Oltre 25 partiti comunisti dichiarano: &#8220;Kosovo is Serbia &#8211; NATO go home!&#8221;<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel mese di novembre dello scorso anno ventisei partiti rivoluzionari  provenienti da tutto il mondo, riunitisi a Izmir (Turchia) avevano votato una risoluzione di solidariet\u00e0 al popolo serbo. Fra le firme pi\u00f9 autorevoli vi erano non solo imponenti partiti nazionali di massa come il Partito Comunista della Federazione Russa o il Partito Comunista Portoghese, ma anche forze che il diritto all&#8217;autodeterminazione lo hanno rivendicato come il Partito dei Comunisti di Catalogna, il Partito Comunista Palestinese, il Partito dei Lavoratori del Bangladesh, ecc. Nella risoluzione, promossa dal NKPJ, si legge &#8220;20 anni dopo la fine dell&#8217;aggressione imperialista criminale contro la Repubblica federale di Jugoslavia nel 1999, il Kosovo e Metohija rimangono territori occupati dal suo pugno militare, la NATO. Sia i serbi che gli albanesi furono occupati, cos\u00ec come tutti gli altri residenti nella provincia serba meridionale, dove oggi c&#8217;\u00e8 la pi\u00f9 grande base militare americana al di fuori degli Stati Uniti. Questa occupazione \u00e8 il principale risultato di un&#8217;aggressione che ha causato oltre 4&#8217;000 vittime innocenti e causato danni materiali alla Jugoslavia per oltre 100 miliardi di dollari&#8221;. I firmatari chiedevano quindi &#8220;alle truppe NATO occupanti di lasciare immediatamente il territorio della provincia serba meridionale e chiede il suo immediato ritorno del Kosovo e Metohija alla sovranit\u00e0 della Serbia. Serbi e albanesi in Kosovo dovrebbero unirsi nella lotta contro l&#8217;imperialismo e l&#8217;occupazione&#8221;. Si affermava in conclusione che qualsiasi demarcazione, divisione, sostituzione di territori, ecc &#8220;sono inaccettabili. L&#8217;obiettivo principale dell&#8217;imperialismo occidentale \u00e8 costringere le autorit\u00e0 di Belgrado a riconoscere i confini tra Serbia e Kosovo e l&#8217;appartenenza del Kosovo alle Nazioni Unite, il che \u00e8 a sua volta assolutamente inaccettabile&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio nazionale (la camera bassa del parlamento svizzero) ha votato lo scorso 4 giugno a favore del prolungamento della missione militare Swisscoy in Kosovo fino al 2023, aumentandone gli effettivi da 165 a 195 uomini. Dal 1999 sono circa 9\u2019000 i soldati svizzeri che hanno prestato servizio sotto gli ordini non di Berna, ma della NATO suscitando le proteste dei settori pacifisti degli ecologisti, dei comunisti ma anche della destra nazionalista. Swisscoy non \u00e8 una missione di pace! Swisscoy non \u00e8 una missione di pace, come i media tendono a dipingerla paragonandola all&#8217;impegno dell&#8217;ONU. 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