{"id":8775,"date":"2020-05-16T16:27:37","date_gmt":"2020-05-16T16:27:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8775"},"modified":"2020-05-16T16:27:38","modified_gmt":"2020-05-16T16:27:38","slug":"lesercito-combatte-il-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8775","title":{"rendered":"L\u2019esercito combatte il Coronavirus?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Con la crisi sanitaria Covid-19 si \u00e8 assistito ad un\u2019enorme mobilitazione militare i cui quantitativi non si vedevano dai tempi della seconda Guerra mondiale. L\u2019esercito svizzero ha infatti convocato ben 5\u2019000 soldati, mettendoli al servizio contro la pandemia. Una grande cifra che ha trovato terreno fertile fra i media, i quali l\u2019hanno celebrata alimentando il consenso per l\u2019esercito. Quest\u2019ultimo \u00e8 stato di fatto descritto come sostegno determinante per la popolazione e quindi come perno indispensabile in caso di emergenza in ambito anche non militare. Tutto ci\u00f2, oscurando il ricordo concreto di un esercito pi\u00f9 che altro solito a sparare e a esaurire con pratiche poco utili il budget assegnatogli dalla Confederazione, ossia i soldi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene sia largamente apprezzato lo sforzo di ogni soldato \u2013 cos\u00ec come di ogni astretto al Servizio Civile e di ogni milite della Protezione Civile \u2013 in questo periodo di crisi, ci\u00f2 non deve sfociare in ciechi apprezzamenti per una struttura \u2013 appunto l\u2019esercito \u2013 il cui compito non \u00e8 prioritariamente quello sanitario.&nbsp;Oltre a mostrare gratitudine per i coscritti, \u00e8 bene riconoscere anche come l\u2019operato dell\u2019esercito in s\u00e9 abbia presentato lacune nell\u2019affrontare questa crisi sanitaria. Questo \u00e8 infatti quanto riportano le testimonianze di alcuni militi di servizio in vari ospedali sul territorio elvetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio \u00e8 la vicenda riportata da\u00a0<em>Woz.ch<\/em>, in cui un soldato convocato d\u2019urgenza per prestare servizio a Frauenfeld ha dovuto trascorrere due settimane in caserma senza compiti, per poi giungere all\u2019ospedale della citt\u00e0 e trovare il personale medico stupito dell\u2019arrivo delle truppe: per i militi c\u2019era poco da fare. I soldati possono infatti svolgere la maggior parte delle misurazioni ai pazienti solo alla presenza del personale sanitario. In tal senso, si ricordi che il 90% dei soldati sanitari non lavora in campo medico!<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro caso simile \u00e8 narrato dalla testimonianza pubblicata su\u00a0<em>Letemps.ch<\/em>, in cui si denunciano lacune di carattere organizzativo sia per quel che concerne le tempistiche, sia per quel che riguarda la scarsa preparazione ricevuta dai soldati in relazione alle mansioni di cura. Parrebbe poi che nel Canton Giura buona parte del personale sanitario di un ospedale sia stato mandato a casa a seguito dell\u2019arrivo delle truppe. Il personale ha cos\u00ec accumulato ore di lavoro negative che dovr\u00e0 recuperare. La scelta di sostituire dei lavoratori con esperienza con dei soldati di leva poco formati \u00e8 decisamente incomprensibile e sembra essere utilizzata come escamotage per mettere ulteriore pressione ai lavoratori!<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla limitata preparazione sanitaria dei coscritti, si sono riscontrate lacune anche nelle attrezzature: alcune ambulanze militari risultano adatte solo alle esercitazioni, non essendo omologate al trasporto delle persone, eppure stando al portavoce dell\u2019esercito verrebbero usate in caso di bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste, tuttavia, sono solo alcune testimonianze. il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GssE) ne ha raccolte da tutta la Confederazione, che sembrerebbero confermare un ulteriore problema dell\u2019esercito: il mancato rispetto delle norme igieniche. In alcune caserme, stando a quanto \u00e8 venuto a conoscenza il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), non solo vi sono stati diversi casi di contagio, ma addirittura sembrerebbe che alcuni dei militi contagiati sarebbero stati ugualmente mandati a prestare servizio nelle stesse strutture sanitarie pubbliche, mettendo pertanto a rischio la salute della collettivit\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p>Questa scarsa attenzione verso le norme preventive \u00e8 confermata anche dal tasso di contagi tra le fila dell\u2019esercito, ben superiore a quello dell\u2019intero paese: a met\u00e0 aprile esso si arrecava sull\u20191,72%, contro quello svizzero dello 0,33%. Nonostante la situazione controversa ed una petizione con migliaia di firme, la scuola reclute \u00e8 rimasta aperta ed il governo federale ha ricominciato con i reclutamenti e non ha intenzione di sospendere la scuola reclute estiva come suggerito dal Consigliere di Stato <strong>Manuele Bertoli<\/strong> e dal Partito Comunista. La sospensione avrebbe forse anche permesso di gestire al meglio la questione degli esami di maturit\u00e0, programmati durante il periodo della scuola reclute.<\/p>\n\n\n\n<p>Al cospetto del Covid-19, l\u2019esercito non si presenta pertanto come il salvatore immacolato che certi media ed i partiti borghesi vogliono mostrarci, mettendo oltretutto in ombra il lavoro compiuto sul fronte Covid, da ben prima dell\u2019esercito, dai ragazzi che \u2013 rifiutando di indossare la mimetica e di usare&nbsp;un\u2019arma \u2013 svolgono&nbsp;Servizio Civile da sempre in ambito sociosanitario. Alle operazioni ha preso parte anche la Protezione Civile, svolgendo varie attivit\u00e0. Questo corpo per\u00f2 per svolgere compiti relativi a questo tipo di situazioni andrebbe smilitarizzato e a quel punto valorizzato come realt\u00e0 professionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per questo la Giovent\u00f9 Comunista incoraggia tutti i giovani a preferire il servizio civile a quello militare, utile alla popolazione con o senza pandemia. Il grosso risalto mediatico concesso all\u2019operazione militare si \u00e8 rivelato un modo per legittimare l\u2019esistenza dell\u2019esercito e del suo sostentamento economico. Infatti, sembra essercisi dimenticati che in casi di emergenza i soldati, ma anche civilisti e protezione civile, non dovrebbero essere impiegati per sostituire dei lavoratori! Le conseguenze di un lavoro non svolto da esperti del settore sanitario si sono rivelate, come precedentemente visto, tutt\u2019altro che insignificanti. Il lavoro dei professionisti non \u00e8 sostituibile, ecco perch\u00e9 come Giovent\u00f9 Comunista vogliamo che il problema venga risolto a monte, destinando maggiori fondi al settore sanitario in modo da renderlo pubblico e accessibile a tutti, e da formare maggiore personale sanitario e abolendo il&nbsp;numerus clausus&nbsp;nelle facolt\u00e0 di medicina e di cure infermieristiche!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la crisi sanitaria Covid-19 si \u00e8 assistito ad un\u2019enorme mobilitazione militare i cui quantitativi non si vedevano dai tempi della seconda Guerra mondiale. L\u2019esercito svizzero ha infatti convocato ben 5\u2019000 soldati, mettendoli al servizio contro la pandemia. Una grande cifra che ha trovato terreno fertile fra i media, i quali l\u2019hanno celebrata alimentando il consenso per l\u2019esercito. 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