{"id":8710,"date":"2020-05-03T18:34:40","date_gmt":"2020-05-03T18:34:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8710"},"modified":"2020-05-03T22:55:28","modified_gmt":"2020-05-03T22:55:28","slug":"kim-jong-un-e-resuscitato-nuova-figuraccia-dei-giornalisti-occidentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8710","title":{"rendered":"Kim Jong Un \u00e8 resuscitato. Nuova figuraccia dei giornalisti occidentali."},"content":{"rendered":"\n<p>Per due settimane siamo stati letteralmente bombardati da notizie sul presunto decesso del leader nordcoreano <strong>Kim Jong Un<\/strong>. L&#8217;unico motivo era l&#8217;assenza prolungata dello statista asiatico dalla scena pubblica. La fonte iniziale della filtrazione era per\u00f2 \u201cDailyNK\u201d, un portale che si reputa vicino all\u2019<em>intelligence<\/em> della Corea del Sud, che si trova da mezzo secolo in stato di guerra con la Corea del Nord ed \u00e8 quindi una fonte di parte. Peraltro non sappiamo quanto i servizi segreti sudcoreani siano favorevoli al loro stesso governo che con Kim Jong Un vuole continuare a dialogare. Ciononostante nessun giornalista del <em>mainstream<\/em> occidentale ha ritenuto di doverne mettere in dubbio la credibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I precedenti non mancano&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 in passato (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6883\"><em>vedi<\/em><\/a>) avevamo riferito della <em>fake news<\/em> diffusa nel 2013 da \u00abprestigiose\u00bb testate giornalistiche svizzere che davano per certo la condanna a morte dell\u2019ex-ambasciatore nordcoreano a Berna poi diventato ministro degli esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC). Senza alcuna verifica, e nascondendosi dietro la scusa secondo cui sarebbe \u201cmolto difficile avere informazioni dalla Corea del Nord\u201d, i giornalisti della borghesia svizzera (ma in realt\u00e0 i colleghi del resto d\u2019Europa non sono stati migliori) hanno preferito spacciare per vere notizie false riprese da fonti del tutto inattendibili o faziose solo per aumentare il senso di indignazione dell\u2019opinione pubblica e spingere il popolo svizzero a detestare un paese ripetutamente demonizzato, il quale dal canto suo rispetta invece la Confederazione e vorrebbe intensificare le relazioni di amicizia con la Svizzera. Quando poi il dignitario nordcoreano \u00e8 \u201cresuscitato\u201d la rettifica della notizia si \u00e8 ridotta a un <em>flash<\/em> a fondo pagina. Nel 2016 il \u201cdefunto\u201d incontr\u00f2 a Pyongyang persino il segretario del Partito Comunista svizzero <strong>Massimiliano Ay<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza contare poi le altre storielle fantasiose come i calciatori fatti uccidere per aver perso una partita di calcio, lo zio di Kim fatto sbranare dai cani, l\u2019ex-ministro giustiziato a cannonate per essersi assopito durante un comizio del leader, ecc. tutte baggianate a cui nemmeno un bambino crederebbe, ma che invece trovano spazio sulle pi\u00f9 prestigiose testate giornalistiche occidentali malate di anti-comunismo. L&#8217;ultimo &#8220;miracolo&#8221; in ordine di tempo consisteva nella resurrezione di <strong>Kim Kyong Hui<\/strong>, membro dell&#8217;Ufficio politico del Partito la cui condanna a morte si dava per certa (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8444\"><em>vedi<\/em><\/a>).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel 1986 tocc\u00f2 a Kim Il Sung<\/h2>\n\n\n\n<p>Questo genere di <em>fake news<\/em> non sono nuove: nel novembre 1986 la stampa occidentale \u2013 quella che si auto-incensa come libera, indipendente e democratica \u2013 fece morire nientemeno che <strong>Kim Il Sung<\/strong>, fondatore della RPDC. Per giorni testate atlantiste come l\u2019italiana <em>La Repubblica<\/em> \u2013 giornale creato ad arte, fra l&#8217;altro, per deviare l\u2019opinione pubblica comunista e di sinistra italiana su posizioni filo-americane \u2013 propag\u00f2 la menzogna secondo cui il prestigioso leader comunista che aveva liberato la Corea dagli invasori prima giapponesi e poi americani fosse stato assassinato dai suoi stessi uomini. Ecco cosa riportava <em>La Repubblica<\/em> il 18 novembre 1986: \u00abSecondo uno dei pi\u00f9 informati giornali giapponesi, il <em>Mainichi Shimbun<\/em>, Kim Il Sung sarebbe stato ucciso una settimana fa, da alti esponenti delle forze armate nordcoreane, dopo che la polizia segreta aveva scoperto un complotto da parte di elementi filocinesi dell\u2019esercito, contrari al riavvicinamento tra la Corea del nord e l\u2019Urss. (\u2026) A Seoul, invece, il pi\u00f9 diffuso giornale della sera, il <em>Chosun Ilbo<\/em>, ha scritto ieri nella sua edizione della notte che gli altoparlanti lungo la fascia smilitarizzata che divide la Corea all\u2019altezza del 38\u00ba parallelo avevano confermato la morte di Kim Il Sung\u201d. Una bugia dietro l\u2019altra atta in quel caso a creare sfiducia fra la sinistra anti-imperialista sulla possibilit\u00e0 di superare lo scisma sino-sovietico che ancora parzialmente lacerava il movimento comunista internazionale di allora e per smentire quel monolitismo fra popolo, esercito, partito e governo che caratterizza lo \u201cJuch\u00e9\u201d, il peculiare socialismo in salsa coreana.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un&#8217;ossessione per gli anti-comunisti<\/h2>\n\n\n\n<p>Nei giorni scorsi invece a \u201cmorire\u201d \u00e8 stato l\u2019attuale leader Kim Jong Un, presidente del Partito del Lavoro di Corea, colui che ha riaperto il dialogo con la Corea del Sud e che ha stabilito contatti nientemeno che con il presidente statunitense <strong>Donald Trump<\/strong>, suscitando l\u2019astio dei settori pi\u00f9 guerrafondai legati all\u2019entourage democratico di Washington vicino a <strong>Hillary Clinton<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo averlo inizialmente ridicoleggiato come un &#8220;bamboccio&#8221;, in molti hanno dovuto ricredersi sull&#8217;abile strategia con cui la leadership nordcoreana ha saputo muoversi nel difficile contesto geopolitico, ed ecco che ogni scusa \u00e8 buona per sminuire la solidit\u00e0 del governo comunista. I giornalisti occidentali si sono per questo inventati operazioni chirurgiche dall&#8217;esito letale, squadre mediche cinesi in soccorso a quelle coreane evidentemente incapaci, e problemi cardiocircolatori dettati dall\u2019obesit\u00e0 e dal troppo fumo del dirigente coreano. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pyongyang non perde tempo con gli incompetenti&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<p>Una tale notizia non poteva per\u00f2 essere confermata dalle autorit\u00e0 di Pyongyang perch\u00e9 \u2013 naturalmente \u2013 vi era in corso, cos\u00ec almeno spiegavano i nostri solerti media,  una terribile lotta intestina per il potere. Ecco insomma come intensificare ulteriormente la demonizzazione del Paese: nella narrazione dominante quindi quella coreana non \u00e8 solo una dittatura dinastica e sanguinaria, ma \u00e8 pure un regime per nulla trasparente che dimostra come i comunisti siano interessati solo al potere. Come se non fosse assolutamente normale, ai fini della sicurezza nazionale, gestire con cautela e riserbo lo stato di salute di un qualsiasi capo di Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente per l\u2019occasione, e per confermare ci\u00f2 che non si poteva confermare, sono stati intervistati i soliti boriosi esperti di geopolitica (che magari non hanno mai viaggiato a Pyongyang e non hanno nemmeno accesso al corpo diplomatico nordcoreano del loro stesso paese) che si  spacciano per specialisti e si atteggiano da <em>dotti<\/em> conoscitori del cosiddetto \u201cregno eremita\u201d. Non potevano nemmeno mancare i dissidenti, quelli scappati con fughe rocambolesche a Seoul, le cui testimonianze \u201c\u00e0 la carte\u201d si possono per\u00f2 acquistare per pochi spiccioli a seconda di cosa necessita il telegiornale di turno. Insomma: una colossale montatura propagandista senza vergogna, proprio quello di cui la casta giornalistica europea accusa regolarmente la Corea del Nord.  <\/p>\n\n\n\n<p>Il flusso di pubblicazioni e il caos informativo determinato anche dai social network poteva questa volta &#8211; va detto &#8211; seminare dubbi anche fra chi conosce il meccanismo perverso delle bufale mediatiche, come quelle che abbiamo dovuto ascoltare negli ultimi anni contro il presidente siriano <strong>Bashar Assad<\/strong> o contro il leader libico <strong>Muammar Gheddafi<\/strong>, dipinti come dei mostri per giustificare le guerre di saccheggio della NATO ai danni dei loro paesi. Insomma eravamo come sempre di fronte alle solite fonti anonime, voci inverificabili alimentate da supposizioni del tutto arbitrarie, gonfiate da giornalisti che solitamente hanno una conoscenza della politica internazionale pari allo zero (&#8230;ma guai a dirglielo!).<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto c\u2019era persino chi si lamentava del fatto che il governo nordcoreano non smentisse ufficialmente la notizia: come se a Pyongyang non avessero altro da fare che perdere tempo a confutare le <em>fake news<\/em> che regolarmente giornalisti incompetenti pubblicano per denaro all&#8217;estero? La RPDC \u00e8 un paese sovrano e decide da solo la propria agenda politica: una cosa di cui, evidentemente, quello che viene definito il <em>quarto potere<\/em> non si capacita&#8230;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ci sono esperti ed esperti&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<p>Naturalmente nessuno dei Partiti politici occidentali che hanno relazioni ufficiali con il Partito del Lavoro di Pyongyang ha diramato alcuna nota sulla presunta malattia o morte di Kim Jong Un; ma loro &#8211; secondo i giornalisti occidentali che pensano di sapere tutto &#8211; non contano.  Non basta nemmeno che il presidente dell\u2019Associazione internazionale di amicizia con la RPDC, lo spagnolo <strong>Alejandro Cao de Benos<\/strong>, confermi pubblicamente che nel paese asiatico tutto sia nella norma.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti, perlomeno in Italia, si sono fidati del prof. <strong>Francesco Sisci<\/strong>, sinologo e insegnante di relazioni internazionali all\u2019Universit\u00e0 di Pechino, il quale ha ribadito invece insistentemente, da ultimo sul quotidiano italiano \u201cIl Messaggero\u201d del 28 aprile scorso, che Kim Jong Un fosse spacciato: \u00abChe io sappia \u00e8 clinicamente morto. Naturalmente potrei sbagliarmi, ma credo che la ridda di voci, le informazioni contrastanti, le mezze smentite e la sua continua assenza dalla scena pubblica mi pare confermino che appunto Kim \u00e8 in stato vegetativo e fuori dalla politica attiva. Naturalmente \u00e8 un momento molto delicato e non si pu\u00f2 fare una crisi al buio. Credo quindi che l&#8217;annuncio della sua morte potrebbe arrivare quando la lotta di successione probabilmente in corso sar\u00e0 conclusa\u00bb. La stampa italiana addirittura prevedeva tale annuncio esattamene per il finesettimana del 2\/3 maggio 2020. E invece questo <em>weekend<\/em> ha coinciso proprio con il ritorno del Maresciallo, vivo e vegeto, fra la folla. Le fonti che Sisci si vantava di avere addirittura all\u2019interno della stessa RPDC si sono rivelate essere quindi del tutto inattendibili. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma il sinologo parlava anche di una missione di ben 50 medici inviata da Pechino in Corea del Nord per curare il moribondo Kim Jong Un, ammettendo per\u00f2, almeno qui, di basarsi su fonti che lasciavano alquanto a desiderare: \u00abIo ho letto di questa cosa su un settimanale giapponese molto bene informato. Per quanto ho sentito io una equipe medica cinese era stata chiamata per cercare di rianimare Kim ma \u00e8 se ne \u00e8 andata quando ha visto che la situazione era disperata\u00bb. Il ben informato settimanale nipponico si \u00e8 rivelato invece un ottimo produttore di <em>fake news<\/em> e il grande esperto con importanti entrature negli apparati cinesi e &#8211; presuntamente &#8211; nordcoreani ha perso la faccia!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il &#8220;rigore&#8221; giornalistico del Corsera<\/h2>\n\n\n\n<p>Come sappiamo Kim Jong Un \u00e8 riapparso in pubblico il 1\u00b0 maggio e, per l\u2019occasione della Giornata dei Lavoratori, ha inaugurato una nuova fabbrica di fertilizzanti fosfatici a Sunchon, una citt\u00e0 di quasi trecentomila abitanti nella provincia del&nbsp;P&#8217;y\u014fngan Meridionale. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo due settimane di bufale sul \u201ccoma irreversibile\u201d e sulla \u201cmorte cerebrale\u201d del presidente del Partito del Lavoro coreano, insomma, la credibilit\u00e0 dei liberi media del campo atlantico ha subito un nuovo pesante colpo. Il <em>Corriere della Sera<\/em> il 25 aprile scorso scriveva: \u201cnessuno pu\u00f2 morire a Pyongyang fino a quando il regime non dice che \u00e8 morto\u201d. Si dovrebbero solo vergognare, gli scribacchini che producono articoli del genere, che non solo mancano di rispetto a un capo di Stato di un Paese sovrano, riconosciuto diplomaticamente e membro dell\u2019ONU. Ma si sa: certi giornalisti che si compiacciono della propria indipendenza sono spesso forti con i deboli e deboli con i forti&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Dovendo ammettere che Kim Jong Un \u00e8 vivo, il quotidiano di Milano deve per\u00f2 comunque fare un po\u2019 di dietrologia: \u201cla folla schierata per applaudire indossa la mascherina. Segno che anche in Nord Corea c\u2019\u00e8 allarme coronavirus, nonostante il regime non abbia ammesso alcun caso di contagio\u201d. Anzitutto i dati sui contagi sono confermati dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, in secondo luogo il COVID-19 \u00e8 una pandemia e dunque l\u2019allarme c\u2019\u00e8 ovunque, naturalmente anche in Corea del Nord che ha predisposto la quarantena e ha chiuso le frontiere ben prima di altri paesi. Il fatto che vi siano forme di profilassi e che l\u2019allarme Coronavirus sia confermato, ancora non significa che per forza debbano esserci dei contagi e che dunque il governo coreano dica bugie. Ma il <em>Corrierone<\/em> vuole lasciare questo dubbio per non vuole ammettere che un paese povero e sotto embargo, come appunto la Corea del Nord, sappia gestire una crisi sanitaria forse meglio della ricca Italia. <\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 tutto, ecco che il <em>Corsera<\/em> insiste sulla malattia: \u201cdopo aver tagliato il nastro della fabbrica nuova, Kim riappare seduto a un tavolone posto su un palco (\u2026). Quasi che non avesse voglia di stare troppo in piedi\u201d. Chi ha scritto questo pezzo non \u00e8 stato in Corea e non ne conosce i protocolli, che prevedono, fra le altre cose, anche poltrone e tavoli sui palchi destinati all&#8217;ospite d&#8217;onore. <\/p>\n\n\n\n<p>Non sappiamo evidentemente se il leader coreano abbia o meno problemi di salute, di certo questi non si possono estrapolare da ipotesi campate per aria come fa l\u2019articolista e nemmeno da quanto presumono \u201cmedici sudcoreani che gli hanno fatto un check-up a distanza\u201d &#8230;alla faccia della scienza!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per due settimane siamo stati letteralmente bombardati da notizie sul presunto decesso del leader nordcoreano Kim Jong Un. L&#8217;unico motivo era l&#8217;assenza prolungata dello statista asiatico dalla scena pubblica. 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