{"id":8691,"date":"2020-04-28T16:55:10","date_gmt":"2020-04-28T16:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8691"},"modified":"2021-09-20T16:07:45","modified_gmt":"2021-09-20T16:07:45","slug":"libri-non-bombe-uno-striscione-di-17-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8691","title":{"rendered":"Libri non bombe. Uno striscione di 17 anni fa."},"content":{"rendered":"\n<p>Stavo guardando il banner esposto qui sotto, pubblicato oggi dal&nbsp;Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (<a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\">SISA<\/a>)&nbsp;e accompagnato da un commento in cui si spiega &#8211; ricordando il 25 aprile, giorno della liberazione dell&#8217;Italia (1945) e del Portogallo (1974) dal fascismo &#8211; che il sindacato studentesco \u00e8 \u201cattivo fin dalla sua fondazione nella solidariet\u00e0 internazionalista e nella lotta contro la guerra&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"960\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sisa_25aprile.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8692\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sisa_25aprile.jpg 960w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sisa_25aprile-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sisa_25aprile-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sisa_25aprile-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sisa_25aprile-480x480.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sisa_25aprile-500x500.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>E mi \u00e8 venuto in mente un aneddoto di 17 anni fa che mi piace raccontare perch\u00e9 credo formativo per chi opera nel movimento studentesco e operaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente fin dal momento della sua fondazione il SISA ha dato importanza alla solidariet\u00e0 internazionalista e alla lotta per la pace, ma non fu evidente fin da subito cosa questo dovesse significare. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che, proprio il giorno dello sciopero studentesco del marzo 2003, gli USA iniziarono la guerra in Irak. Una parte del collettivo studentesco e della sinistra, soprattutto socialdemocratica (ma anche quella pi\u00f9 massimalista non ne fu totalmente immune), cerc\u00f2 di convincerci a rinunciare allo sciopero come gesto di &#8220;solidariet\u00e0&#8221; verso il popolo irakeno: secondo loro i tagli all&#8217;educazione pubblica in Ticino erano problemi veri ma &#8220;grassi&#8221; rispetto a quelli di chi era sotto le bombe. <\/p>\n\n\n\n<p>Rammento lunghe discussioni e accuse di mancanza di &#8220;sensibilit\u00e0&#8221; verso la sofferenza dei popoli, perch\u00e9 personalmente mi opponevo con forza a questa deriva buonista del movimento. La trovavo fintamente internazionalista perch\u00e9 capace solo di indignarsi idealisticamente ma era priva di quella cultura dialettica capace anche solo di immaginare uno sbocco politico serio e adeguato alla nostra realt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine riuscimmo a mantenere la mobilitazione e gli studenti vi aderirono in buon numero: agimmo nella consapevolezza che se si perde un diritto in Svizzera, quel diritto non arriver\u00e0 mai pi\u00f9 nemmeno in un paese povero e sottomesso all&#8217;imperialismo. E il diritto allo studio \u00e8 fondamentale tanto quanto quello per la pace. <\/p>\n\n\n\n<p>Aprimmo il corteo di quello sciopero con uno striscione che diceva &#8220;Libri non bombe&#8221; (ho trovato nel mio disordinatissimo archivio una foto in bassa qualit\u00e0 di quel particolare su Viale Portone a Bellinzona) unendo cos\u00ec il movimento studentesco con quello per la pace. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"288\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/libri_bombe_2003.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8693\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/libri_bombe_2003.jpg 384w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/libri_bombe_2003-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><figcaption><em>21 marzo 2003<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Qualche mese dopo nacque formalmente il SISA e, in seguito, nel suo manifesto politico sancimmo come principio che \u201cIl nostro sindacalismo si inserisce nella lotta dei popoli per la pace e la libert\u00e0, contro l\u2019imperialismo&#8221; e insistendo sulla necessit\u00e0 di spingere verso l&#8217;unificazione delle lotte sociali a livello internazionale; nello statuto, poi, si inser\u00ec anche la pregiudiziale di classe. <\/p>\n\n\n\n<p>Dietro a ogni parola, a ogni immagine e ad ogni arido articolo statutario c&#8217;\u00e8 insomma sempre una sola cosa: la politica (e quindi il conflitto fra le classi sociali).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stavo guardando il banner esposto qui sotto, pubblicato oggi dal&nbsp;Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA)&nbsp;e accompagnato da un commento in cui si spiega &#8211; ricordando il 25 aprile, giorno della liberazione dell&#8217;Italia (1945) e del Portogallo (1974) dal fascismo &#8211; che il sindacato studentesco \u00e8 \u201cattivo fin dalla sua fondazione nella solidariet\u00e0 internazionalista e nella lotta contro la guerra&#8221;. 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