{"id":8580,"date":"2020-03-19T15:22:47","date_gmt":"2020-03-19T15:22:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8580"},"modified":"2020-03-19T15:22:47","modified_gmt":"2020-03-19T15:22:47","slug":"il-mondo-di-fronte-al-covid-19-due-sistemi-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8580","title":{"rendered":"Il mondo di fronte al COVID-19: due sistemi a confronto"},"content":{"rendered":"\n<p>Da ormai varie settimane, insieme al COVID-19 (altrimenti noto come \u201ccoronavirus\u201d), si sta diffondendo nel mondo una vera e propria emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova i sistemi di salute pubblica di un numero crescente di paesi. I governi devono dunque far fronte ad una crisi sanitaria cui non erano da tempo confrontati: inevitabilmente, la natura dei sistemi sociali toccati incide in profondit\u00e0 sulla natura delle risposte fornite a questa crisi. Come alcuni osservatori hanno gi\u00e0 acutamente osservato (<em><a href=\"https:\/\/contropiano.org\/interventi\/2020\/03\/18\/coronavirus-i-due-stili-strategici-di-gestione-dellepidemia-a-confronto-0125431\">leggi qui<\/a><\/em>), anche in questo ambito si stanno progressivamente palesando due campi distinti, nei quali le priorit\u00e0 sociali e gli strumenti adottati per far fronte alla diffusione del \u201ccoronavirus\u201d divergono in modo sostanziale. Da un lato, troviamo il campo socialista, capeggiato dal paese che per primo ha dovuto affrontare l\u2019epidemia (la Cina); dall\u2019altro, il campo che \u2013 a rischio di generalizzare un po\u2019 &#8211; possiamo definire \u201cimperialista\u201d, che si trova suo malgrado a dover far fronte alle conseguenze di un fenomeno che ha esso stesso scatenato (la globalizzazione dei mercati e dei movimenti di merci e capitali, e conseguentemente anche di persone).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La risposta dei paesi socialisti, da un massiccio intervento pubblico alla solidariet\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il primo paese ad essere toccato dal COVID-19, la Cina, \u00e8 anche quello che finora ha messo in campo l\u2019intervento pi\u00f9 massiccio e drastico per interrompere la catena del contagio e tutelare la salute pubblica. Le misure adottate sono ben note: riduzione al minimo essenziale degli spostamenti, blocco quasi totale delle attivit\u00e0 economiche, confinamento della popolazione in casa, ma anche investimenti incredibili nell\u2019infrastruttura sanitaria (ormai celebre \u00e8 l\u2019esempio dell\u2019ospedale costruito a Wuhan in soli dieci giorni). I risultati di questa strategia stanno emergendo proprio in questi giorni: il picco dei contagi in Cina pare essere ormai superato (<em><a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/esteri\/2020\/03\/12\/coronavirus-sempre-meno-casi-cina-morti-contagiati_PceEGox1gm2cI3BihsXGWN.html\">leggi qui<\/a><\/em>), mentre il problema principale sembra essere ormai quello dei cosiddetti \u201ccontagi di ritorno\u201d. Tale situazione ha messo la Repubblica popolare nella condizione di poter rivolgere la propria attenzione anche agli altri paesi toccati dalla pandemia: oltre ad un team di medici specializzato, essa ha infatti inviato in Italia una grande quantit\u00e0 di materiale e apparecchiature sanitarie per far fronte al rischio di un collasso del suo sistema sanitario (<em><a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-oltre_a_mascherine_e_ventilatori_la_cina_invia_in_italia_team_di_esperti_medici_per_combattere_il_coronavirus\/82_33548\/\">leggi qui<\/a><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019esempio cinese non \u00e8 il solo: il Vietnam, che per primo ha prodotto e distribuito alla popolazione un test \u201cfai-da-te\u201d per verificare la positivit\u00e0 al \u201ccoronavirus\u201d, \u00e8 ora in grado di esportare questo prodotto anche verso i paesi europei che annaspano nella gestione dell\u2019emergenza (<em><a href=\"https:\/\/vietnaminsider.vn\/vietnam-exports-homemade-test-kits-for-coronavirus-to-europe\/\">leggi qui<\/a><\/em>). La solidariet\u00e0 socialista giunge per\u00f2 anche dai paesi sudamericani: oltre ai medici cinesi, pare che anche Cuba e Venezuela siano pronti ad inviare del personale medico in Italia per dare manforte ai medici e agli infermieri alle prese con la rapida diffusione del virus (<em><a href=\"http:\/\/www.farodiroma.it\/coronavirus-trattative-per-medici-da-cuba-venezuela-e-cina\/\">leggi qui<\/a><\/em>). Insomma, i paesi che fino a ieri erano vituperati e accusati dai governi e dai media occidentali di non curarsi dei diritti umani e dei propri cittadini, sono i primi a risolvere con successo questa emergenza e a mettere le proprie risorse umane e finanziarie a disposizione dei governi che spesso e volentieri li stanno ancor oggi asfissiando con embarghi di vario genere.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il campo imperialista, dallo smantellanento dei sistemi sanitari all\u2019accaparramento<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>A fronte di questo innegabile impegno umanitario del campo socialista, il campo imperialista (costituito dagli Stati Uniti d\u2019America e dai loro vassalli dell\u2019Unione Europea) sta mostrando il suo vero volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato, i sistemi sanitari di questi paesi \u2013 sottoposti ad irresponsabili programmi di risparmio negli ultimi decenni \u2013 stanno palesando lacune pi\u00f9 o meno gravi nel fronteggiare questa crisi: anche paesi \u201cmodello\u201d come la Germania sono in seria difficolt\u00e0 di fronte al diffondersi del COVID-19 (<em><a href=\"https:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2020\/03\/14\/la-germania-si-scopre-fragile-alla-prova-della-pandemia-0125209\">leggi qui<\/a><\/em>). Per non parlare poi della gravissima situazione in cui rischiano di trovarsi i cittadini americani, perlopi\u00f9 privi di assicurazione sanitaria e delle necessarie infrastrutture medico-sanitarie (<em><a href=\"https:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2020\/03\/17\/gli-stati-uniti-di-fronte-alla-pandemia-0125379\">leggi qui<\/a><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altro, i governi occidentali stanno dimostrando come la presunta \u201csolidariet\u00e0 europea\u201d o \u201catlantica\u201d siano slogan del tutto privi di significato di fronte alle avversit\u00e0: se il presidente americano \u00e8 arrivato a tentare di accaparrarsi \u201cin esclusiva\u201d un vaccino sperimentale di fabbricazione tedesca (<em><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2020\/03\/15\/news\/trump_vaccino_tedesco_esclusiva_usa-251372683\/\">leggi qui<\/a><\/em>), anche i suoi omologhi europei non hanno brillato per solidariet\u00e0. I governi di Francia e Germania hanno infatti imposto il blocco delle esportazioni di materiale medico verso l\u2019Italia (il paese europeo attualmente pi\u00f9 colpito dal virus), blocco levato unicamente su pressione della commissione europea, evidentemente preoccupata dalle conseguenze politiche di un tale gesto per il progetto d\u2019integrazione europea (<em><a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/soldi\/export-mascherine-italia-germania-francia-ue\/361473\/\">leggi qui<\/a><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Che dire? Gli interessi e le strategie perseguiti dal campo atlantico sembrano essere radicalmente differenti da quelli dal campo socialista, con tutte le conseguenze che ci\u00f2 comporta per la salute dei propri cittadini\u2026<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Svizzera chiusa nella morsa della competizione europea?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Quali sono le conseguenze di tale scenario globale per la Svizzera, piccolo e neutrale paese situato al centro dell\u2019Europa e a ridosso del principale focolaio continentale? Il primo a chiederselo \u00e8 stato il Partito Comunista (PC), che il 10 marzo aveva evocato i rischi connessi alla dipendenza medica dall\u2019estero: qualora le frontiere dovessero essere definitivamente chiuse, i numerosissimi frontalieri attivi nel sistema sanitario svizzero verrebbero infatti a mancare (<em><a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=3473\">leggi qui<\/a><\/em>). Un\u2019eventualit\u00e0 che neppure il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha potuto escludere: \u201cSappiamo che possono farlo: la Francia, la Germania, l\u2019Italia. Misure straordinarie possono essere prese quando si \u00e8 confrontati con problemi straordinari\u201d (<em><a href=\"https:\/\/www.cdt.ch\/approfondimenti\/distanti-ma-uniti-ci-aspettiamo-che-entro-l-estate-il-peggio-sia-passato-MY2472860\">leggi qui<\/a><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso vale per il materiale sanitario: di fronte all\u2019accaparramento promosso da Francia e Germania, non sono da escludere rischi per l\u2019approvvigionamento di strumentazione medica per gli ospedali svizzeri (<em><a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=3478\">leggi qui<\/a><\/em>). La risposta alla crisi va dunque ricercata altrove, ad esempio nei paesi socialisti, che abbiamo visto essere ampiamente disponibili a fornire aiuto laddove necessario: in questo senso, l\u2019Associazione Svizzera-Cuba ha recentemente richiesto al ministro della sanit\u00e0 <strong>Alain Berset<\/strong> di verificare la possibilit\u00e0 di importare da Cuba l\u2019Interferone Alfa 2B, un medicamento prodotto sull\u2019isola caraibica che ha gi\u00e0 dimostrato la propria validit\u00e0 nella lotta al virus (<em><a href=\"https:\/\/www.cuba-si.ch\/fr\/lassociation-suisse-cuba-ecrit-au-ministre-de-la-sante-verifiez-la-possibilite-de-limportation-du-medicament-cubain-contre-coronavirus\/\">leggi qui<\/a><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Questa crisi sta mettendo a nudo la fragilit\u00e0 del nostro sistema economico e sociale fondato sul mercato e sulla \u201clibera\u201d competizione: passata l\u2019emergenza, sar\u00e0 necessario interrogarsi a fondo su di esso e riconoscere, come alcuni gi\u00e0 oggi fanno, la superiorit\u00e0 dei sistemi socialisti fondati sulla solidariet\u00e0 e sul perseguimento del maggior benessere sociale possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da ormai varie settimane, insieme al COVID-19 (altrimenti noto come \u201ccoronavirus\u201d), si sta diffondendo nel mondo una vera e propria emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova i sistemi di salute pubblica di un numero crescente di paesi. 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