{"id":8527,"date":"2020-02-20T21:06:08","date_gmt":"2020-02-20T21:06:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8527"},"modified":"2020-02-20T21:13:49","modified_gmt":"2020-02-20T21:13:49","slug":"espulso-dalla-scuola-reclute-e-incarcerato-non-spareremo-contro-gli-operai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8527","title":{"rendered":"Espulso dalla scuola reclute e incarcerato: &#8220;non spareremo contro gli operai&#8221;!"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Nell\u2019ultima edizione del giornale della Federazione Svizzera del Servizio Civile (CIVIVA) lo storico ed ex-deputato a Berna, <strong>Jo Lang<\/strong>, uno dei dirigenti del Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSoA) ha ricordato quando venne espulso della scuola reclute.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nell\u2019estate 1974 Jo Lang ha 20 anni e viene chiamato a scuola reclute a Morat. In caserma viene pubblicato un giornale dove l\u2019allora giovane studente in storia scrive un articolo nel quale, alla domanda \u201cCome lottare per i diritti democratici nell\u2019esercito?\u201d, risponde \u201cAttribuendosi semplicemente i diritti nelle caserme\u201d. Apriti cielo! La giustizia militare interviene: si tratterebbe di un \u201cappello a violare i regolamenti militari\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Jo Lang \u00e8 tradotto in tribunale e il 19 giugno 1975 viene condannato a 4 mesi con la condizionale di 4 anni. Del caso si occuper\u00e0 anche il parlamento federale grazie a un\u2019interpellanza dell\u2019allora consigliere nazionale e sociologo ginevrino <strong>Jean Ziegler<\/strong>. Intanto l\u2019irriverente soldato viene espulso dalla scuola reclute. \u201cMa non dall\u2019esercito!\u201d &#8211; specifica Lang \u2013 il quale dovette pure sorbirsi dei corsi di ripetizione e dei corsi di complemento.<\/p>\n<h3 align=\"justify\"><b>Appello alle reclute: \u201cobiettate in massa!\u201d<\/b><\/h3>\n<p align=\"justify\">Siamo nel 1989 e in votazione popolare un terzo dei cittadini vota a favore dell\u2019abolizione dell\u2019esercito. Alcuni ufficiali, sconvolti dal risultato ritenuto troppo elevato, ammettono che il grande numero di \u201cabolizionisti\u201d \u00e8 dovuto alla mancanza in Svizzera di un servizio civile per gli obiettori di coscienza, che finiscono ancora dietro le sbarre. Non era del tutto vero, ma ci\u00f2 faceva comodo al Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSoA) che cavalc\u00f2 questo tema, arrivando a inizio degli anni \u201890 a lanciare un pretenzioso appello ai coscritti per un\u2019obiezione di massa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8529\" aria-describedby=\"caption-attachment-8529\" style=\"width: 261px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/lang_jo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8529\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/lang_jo.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/lang_jo.jpg 640w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/lang_jo-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/lang_jo-480x359.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8529\" class=\"wp-caption-text\">Jo Lang<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\">Ci vuole coraggio a rifiutare gli ordini. Jo Lang aderisce all\u2019appello. Scrive al suo comandante che avrebbe svolto il suo ultimo corso di ripetizione \u201csolo quando ci sarebbe stato un servizio civile\u201d. Apriti cielo\u2026 un\u2019altra volta. Di nuovo di fronte al giudice, e questa volta condannato a 20 giorni di carcere da espiare! Ma anche qui: nessuna espulsione dall\u2019esercito. Ai militari svizzeri piace divertirsi coi dissidenti!<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1993 Lang deve recuperare il corso di ripetizione, ma il servizio civile ancora non \u00e8 in vigore. Coerentemente con le sue idee, rifiuta di nuovo l\u2019ordine di marcia!<\/p>\n<p align=\"justify\">Per la terza volta si trova davanti al Tribunale di divisione e il processo diventa a questo punto tutto politico: l\u2019avvocato difensore <strong>Marc Specha<\/strong>, esperto in disobbedienza civile, piazza l\u2019appello del GSsE in un contesto di filosofia del diritto; l\u2019imputato, storico di formazione, impartisce al giudice una storia dei diritti umani in Svizzera. Il pubblico apprezza, la corte un po&#8217; meno: altri 25 giorni di carcere da espiare ma finalmente, questa volta, arriva pure l\u2019espulsione dalle forze armate.<\/p>\n<p align=\"justify\">Jo Lang accetta di passare oltre 6 settimane in prigione come un criminale, pur di non prestare le sue ultime 2 settimane in caserma. E\u2019 chiaro che quella non era un battaglia individuale: Jo Lang sapeva che questa sua lotta personale aveva in realt\u00e0 un impatto politico e dunque collettivo. Ci vuole coraggio e coerenza politica: valori diversi rispetto all\u2019opportunismo che oggi sembra sia il valore a cui la societ\u00e0 individualista intende conformizzare le nuove generazioni. Con alcune rare eccezioni, fra cui il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e il suo gruppo <a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/sos-reclute\/\">SOS-Reclute<\/a>.<\/p>\n<h3 align=\"justify\"><b>Perch\u00e9 un pacifista accettava di arruolarsi?<\/b><\/h3>\n<p align=\"justify\">Alcuni esponenti di sinistra rifiutavano in quegli anni di assolvere la scuola reclute, preferendo la prigione. Eppure Jo Lang non si rifiut\u00f2 di entrare in caserma. Come mai? E\u2019 lui stesso a spiegarlo tanti anni dopo: \u201cdal putsch di Pinochet dell\u201911 settembre 1973, durante il quale i soldati poveri avevano sparato contro dei civili poveri, molti avevano tratto la conclusione seguente: una tale tragedia pu\u00f2 essere evitata solo se i soldati sono organizzati\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019 una tesi, questa, che ancora oggi si sente in alcuni frange della sinistra pi\u00f9 ideologizzata (mentre il resto dei giovani che si reputa di sinistra va a militare solo per conformismo e soldi). Un dispiegamento della milizia contro delle manifestazioni popolari a favore di scenari golpisti in quegli anni sembrava plausibile e ci si illuse che l\u2019esercito fosse riformabile dall\u2019interno orientandone la politica a favore dei lavoratori. Non era cos\u00ec, naturalmente, e oggi questa ipotesi appare ancora pi\u00f9 illusoria. Il Partito Comunista, ad esempio, ha oggi fatto del rifiuto di arruolarsi un principio della propria militanza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma se nel 1985 il GSsE pot\u00e9 lanciare la sua iniziativa per abolire l\u2019esercito, a sua volta determinante per conquistare la legalizzazione del servizio civile nel 1996, il merito va anche ai commilitoni di Jo Lang che, da lui organizzati, sfidarono la Polizia militare, che brancol\u00f2 nel buio, firmando e diffondendo illegalmente l\u2019appello \u201cNon spareremo mai contro operai, contadini o studenti\u201d che venne appeso in tutta la Svizzera.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi Berna vuole tornare indietro e ostacolare il Servizio Civile. Non baster\u00e0 raccogliere le firme per un referendum: occorrer\u00e0 insistere con i neo-maggiorenni affinch\u00e9 rifiutino di andare a scuola reclute e chiedano di essere astretti al Servizio Civile per il quale molti obiettori nei decenni passati sono stati privati della loro libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultima edizione del giornale della Federazione Svizzera del Servizio Civile (CIVIVA) lo storico ed ex-deputato a Berna, Jo Lang, uno dei dirigenti del Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSoA) ha ricordato quando venne espulso della scuola reclute. Nell\u2019estate 1974 Jo Lang ha 20 anni e viene chiamato a scuola reclute a Morat. In caserma viene pubblicato un giornale dove l\u2019allora giovane studente in storia scrive un articolo nel quale, alla domanda \u201cCome lottare per i diritti democratici nell\u2019esercito?\u201d, risponde \u201cAttribuendosi semplicemente i diritti nelle caserme\u201d. Apriti cielo! 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