{"id":8503,"date":"2020-02-09T20:27:56","date_gmt":"2020-02-09T20:27:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8503"},"modified":"2020-02-10T00:50:18","modified_gmt":"2020-02-10T00:50:18","slug":"elezioni-americane-lipocrisia-di-una-democrazia-inesistente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8503","title":{"rendered":"Elezioni americane: l\u2019ipocrisia di una democrazia inesistente"},"content":{"rendered":"<h3><strong>La difficile situazione della sinistra americana<\/strong><\/h3>\n<p>Sono iniziate le primarie dei due partiti maggiori statunitensi. Malgrado esistano decine di partiti in america, tra cui alcuni genuinamente progressisti e addirittura marxisti come il Party for Socialism and Liberation (PSL), le elezioni nella storia americana hanno visto confrontarsi nella stragrande maggioranza dei casi i candidati dei due partiti maggiori del momento: di fatto si tratta di un sistema bipolare e bipartisan in cui le altre sigle non riescono ad avere nessuno spazio a livello federale.<\/p>\n<p>Il PSL, gi\u00e0 citato prima, presenta ad ogni elezione presidenziale un candidato. In questa e nell\u2019ultima tornata elettorale si tratta della marxista Gloria La Riva che per\u00f2, visto il sistema dominato quasi esclusivamente dai due partiti (che spesso per altro si sovrappongono nelle posizioni politiche!), non ha ottenuto che lo 0,05% dei voti alle presidenziali del 2016.<\/p>\n<p>Ma nel 2016 c\u2019\u00e8 stata una sorpresa all\u2019interno del Partito Democratico che pochi si aspettavano potesse davvero creare problemi. Il deputato al Senato americano Bernie Sanders, eletto come indipendente (bench\u00e9 avesse militato per anni nel Liberty Union Party di orientamento pacifista) alla Camera dei rappresentanti dal 1991 e poi al Senato dal 2007, si \u00e8 candidato per le primarie del Partito Democratico. Un vecchietto arzillo e instancabile che durante quella campagna ha saputo creare attorno a s\u00e9, o meglio, ha saputo compattare attorno a s\u00e9 un movimento di giovani studenti e lavoratori a favore delle sue rivendicazioni sociali.<\/p>\n<p>Stiamo parlando di un programma socialdemocratico moderato, \u201cniente che in Europa possa stupire da un politico di centro-sinistra\u201d dice il PSL in un comunicato, ma negli Stati Uniti un programma del genere viene percepito come comunismo viscerale. Sanit\u00e0 accessibile a tutti, cancellazione dei debiti universitari, salario minimo di 15 dollari l\u2019ora, una serie di riforme in sostegno dei diritti civili, una tassazione maggiore alle aziende e ai ricchi iscritta in un pensiero economico post-keynesiano.<\/p>\n<p>Ovviamente negli USA, dove lo Stato sociale \u00e8 quasi inesistente ed anzi il termine \u201cwelfare state\u201d viene associato con negativit\u00e0 a chi \u201cnon ha voglia di fare\u201d, il programma del Senatore Sanders suona veramente come troppo di sinistra.<\/p>\n<p>La candidatura di Sanders, autodefinitosi \u201csocialista democratico\u201d (termine molto forte negli Stati Uniti) \u00e8 osteggiata dall\u2019establishment americano in toto sia dai repubblicani che dai democratici stessi, che in pi\u00f9 modi cercano di ostacolare un suo avanzamento nelle primarie. Nel 2016 il Senatore americano \u00e8 riuscito ad arrivare al testa a testa con Hillary Clinton, perdendo per pochissimo e questo soprattutto perch\u00e9 mediaticamente attaccato da tutti i maggiori media americani e per via delle forti opposizioni interne al partito.<\/p>\n<h3><b>L\u2019Iowa e la democrazia a geometria variabile<\/b><\/h3>\n<p>Sono da poco iniziate le primarie dei due partiti, durante le quali si scelgono i candidati dei due partiti maggiori Stato per Stato, partendo dall\u2019Iowa. Il primo Stato \u00e8 importante perch\u00e9 va a determinare, come trend ma anche psicologicamente, l\u2019andamento dei vari candidati. I risultati hanno impiegato 3 giorni per uscire (non si doveva sforare il singolo giorno!) e ai ritardi non sono date spiegazioni se non di \u201cmalfunzionamenti\u201d dell app per il controllo dei voti (che come se non bastasse sono finanziate con i soldi di uno dei candidati!). Se fosse successo in un qualsiasi paese dell\u2019America latina ora ci sarebbe gi\u00e0 stato un colpo di stato, come in Bolivia dove l\u2019accusa dei brogli nasceva unicamente dal ritardo dei risultati. Entrando nel merito del sistema democratico statunitense, quello che osserviamo \u00e8 quindi una democrazia a geometria tanto variabile da mettere profondamente in discussione la possibilit\u00e0 di definire un tale sistema \u201cdemocratico\u201d anche in termini liberali.<\/p>\n<p>Chinandosi sui risultati in Iowa, gi\u00e0 una primo elemento lascia perplessi: i voti totali di Sanders superano quelli di tutti gli altri, tuttavia i delegati di quello Stato a lui assegnati sono comunque meno rispetto al secondo candidato in classifica, Pete Buttigieg.<\/p>\n<p>Il sistema \u00e8 tanto complicato quanto variabile: lo Stato \u00e8 diviso in quartieri, all\u2019interno dei quali si organizzano dei \u201ccaucus\u201d in palestre scolastiche o luoghi con un grande spazio, dove i votanti si dividono in gruppi corrispondenti al candidato desiderato e, alla fine, sulla base delle percentuali, vengono assegnati i delegati che voteranno per quel candidato alle primarie. Il problema \u00e8 anzitutto che non tutti i quartieri hanno lo stesso numero di delegati. Ma non solo: la quantit\u00e0 di questi pu\u00f2 cambiare ad ogni elezione: Sanders va fortissimo nelle zone principalmente abitate da studenti universitari (dove ha ottenuto pi\u00f9 del 50% dei voti in alcuni quartieri) e, \u201ccasualmente\u201d, quest\u2019anno la Convention Nazionale Democratica ha abbassato il numero di delegati e quindi l\u2019influenza totale di queste zone dal 44% del 2016 ad un tetto massimo del 32% indifferentemente da quanta gente si presenta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8504\" aria-describedby=\"caption-attachment-8504\" style=\"width: 592px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/usa-elez.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8504\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/usa-elez.png\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/usa-elez.png 1156w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/usa-elez-300x167.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/usa-elez-768x429.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/usa-elez-1024x571.png 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/usa-elez-480x268.png 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/usa-elez-896x500.png 896w\" sizes=\"auto, (max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8504\" class=\"wp-caption-text\">I risultati parziali dell\u2019Iowa mostrano Sanders vincitore ma con meno delegati assegnati di Buttigieg<a style=\"font-size: 16px;\" name=\"_GoBack\"><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Non \u00e8 tutto: oltre ai ritardi, agli smussamenti a piacimento del sistema elettorale stabilito dal Partito Democratico , ci sono anche degli \u201cerrori\u201d (e cio\u00e8 dei veri e propri brogli): <a href=\"https:\/\/twitter.com\/JennElizabethJ\/status\/1225616599778054148?s=19\">qui<\/a>\u00a0vengono pubblicati gli errori rilevati nell\u2019assegnazione delegati, tutti a sfavore di Sanders, per un totale di 14 delegati in meno, i quali gli permetterebbero di vincere definitivamente le primarie. Per aumentare la confusione, il presidente del Partito Democratico ha chiesto il riconteggio dei voti. I media, d\u2019altro canto, hanno dato ampio spazio alla presunta vittoria di Pete Buttigieg ancora prima che ci fossero dei risultati attendibili. Egli stesso si \u00e8 annunciato vincitore dopo che solo l\u20191.87% dei voti erano stati pubblicati!<\/p>\n<h3><b>Perch\u00e9 l\u2019establishment e il Partito Democratico fanno di tutto per bloccare l\u2019avanzata di Sanders?<\/b><\/h3>\n<p>Non bisogna farsi illusioni: Bernie Sanders non \u00e8 un rivoluzionario n\u00e9 un socialista. Il suo programma \u00e8 moderato e non \u00e8 anti-capitalista. Ha anche adottato decisioni condannabili come il sostegno al bombardamento della Serbia nel 1999. Tuttavia, nonostante queste pesanti contraddizioni, egli rappresenta un tentativo di freno alle politiche neoliberiste ma anche all\u2019imperialismo americano. Sanders si \u00e8 opposto a tutte le recenti guerre in Medio Oriente facendo appello a soluzioni diplomatiche e vuole mantenere il dialogo iniziato dal presidente Trump con il leader della Corea popolare Kim Jong Un per la pace nella penisola, con una possibilit\u00e0 di allentamento delle sanzioni sulla Corea del Nord. Ma non c\u2019\u00e8 solo questo: il movimento sociale che si \u00e8 sviluppato attorno a lui pu\u00f2 essere anche pi\u00f9 radicale di cos\u00ec, per cui, secondo i comunisti americani del PSL, l\u2019establishment teme che questa variegata massa possa davvero aizzarsi contro l\u2019attuale sistema andando a intaccare in maniera importante lo status quo dell\u2019impero americano. L\u2019elezione di Sanders potrebbe quindi significare che le cose possono essere cambiate e questo segnerebbe un punto di svolta da cui i giovani americani, i lavoratori e le frange meno abbienti della popolazione americana non tornerebbero indietro. Se \u00e8 davvero cos\u00ec lo scopriremo solo con il tempo. Intanto \u00e8 certo che tutto questo, i \u201cdemocratici\u201d americani non lo possono davvero permettere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La difficile situazione della sinistra americana Sono iniziate le primarie dei due partiti maggiori statunitensi. Malgrado esistano decine di partiti in america, tra cui alcuni genuinamente progressisti e addirittura marxisti come il Party for Socialism and Liberation (PSL), le elezioni nella storia americana hanno visto confrontarsi nella stragrande maggioranza dei casi i candidati dei due partiti maggiori del momento: di fatto si tratta di un sistema bipolare e bipartisan in cui le altre sigle non riescono ad avere nessuno spazio a livello federale. Il PSL, gi\u00e0 citato prima, presenta ad ogni elezione presidenziale un candidato. 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