{"id":8273,"date":"2019-11-20T13:23:55","date_gmt":"2019-11-20T13:23:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8273"},"modified":"2021-09-05T02:14:26","modified_gmt":"2021-09-05T02:14:26","slug":"parlando-di-cina-emergono-i-limiti-della-sinistra-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8273","title":{"rendered":"Parlando di Cina emergono i limiti della sinistra europea"},"content":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019evento riuscitissimo organizzato al Grotto del Ceneri qualche settimana fa, e di cui abbiamo riferito in quest&#8217;altro articolo firmato da <strong>Luca Frei<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8186\">leggi<\/a>), negli scorsi giorni la Cina \u00e8 tornata oggetto di una serata di approfondimento, questa volta promossa dal Forum Alternativo, il movimento politico sorto a sinistra della socialdemocrazia ticinese. Moderati dall\u2019ex-consigliere nazionale&nbsp;<strong>Franco Cavalli<\/strong>, marted\u00ec 12 novembre 2019, presso il Palazzo dei Congressi di Lugano, si sono confrontati due profondi conoscitori della Cina: il giornalista economico <strong>Alfonso Tuor<\/strong>, conduttore di TeleTicino, le cui tesi corrispondono a quanto da sempre difeso su questo portale, e <strong>Simone Pieranni<\/strong>, membro della redazione del quotidiano italiano \u201cIl Manifesto\u201d. Una serata senza dubbio di qualit\u00e0, ben partecipata e dai contenuti arricchenti.<\/p>\n<p>La Cina una alternativa al capitalismo? La risposta \u00e8 negativa per entrambi i relatori, ma le motivazioni sono diverse. Alfonso Tuor infatti, e a nostro avviso giustamente, non esclude a priori che la Cina \u2013 messa di fronte a una situazione di maggiore isolamento internazionale dalla nuova guerra fredda che sembra profilarsi \u2013 possa tornare a una impostazione pi\u00f9 classicamente \u00abcomunista\u00bb del proprio ordinamento sociale, anche perch\u00e9 i valori comunitari del maoismo non sono stati del tutto cancellati. Peraltro Tuor riconosce il carattere anzitutto patriottico della Rivoluzione di Mao. Pieranni pare invece sicuro nel suo giudizio secondo cui di socialista in Cina non sia ormai rimasto quasi nulla e che, anzi, lo stesso Partito Comunista Cinese abbia sostanzialmente in mente solo il &#8230;profitto. Per quanto Pieranni dimostri onest\u00e0 intellettuale nel riconoscere gli enormi passi avanti di Pechino nella lotta alla corruzione, nel miglioramento del welfare e nel rinnovamento ecologico della societ\u00e0, traspare in tutta evidenza la sua impostazione culturale basata sul primato dei diritti civili individuali tipica della sinistra europea. Giustissima quindi la premessa di Tuor in apertura di serata: per capire i paesi asiatici occorre spogliarci della nostra <em>forma mentis<\/em> e dei nostri valori occidentali, quelli che la sinistra europea, compresa la variante movimentista, ha interiorizzato in modo esasperato.<\/p>\n<p>Pieranni, come peraltro il suo giornale, non parte dal marxismo come metodologia di analisi e la stessa categoria di imperialismo appare perlomeno flebile nella sua narrazione. Per quanto equilibrato nei giudizi e sicuramente preparato sulla realt\u00e0 cinese, nella quale ha pure vissuto, il giornalista italiano dimostra di essere impregnato di quella cultura<em> liberal<\/em> che la sinistra post-moderna ha assunto in tutto e per tutto e di cui \u201cIl Manifesto\u201d ne \u00e8 da anni espressione. Non a caso inizia il suo intervento criticando il \u201crelativismo\u201d con cui di fatto gli anti-imperialisti tendono appunto a leggere le diverse realt\u00e0 geopolitiche riconoscendo le estreme differenze culturali fra le stesse.<\/p>\n<p>La prima cosa che Pieranni, e non a caso, si sente di dire, per evitare di passare per \u201cfilo-cinese\u201d, \u00e8 che Pechino stia reprimendo i cittadini di Hong Kong. Nessun cenno al carattere neo-coloniale del movimento secessionista in corso, che invece dovrebbe essere la prima considerazione per chi scrive su un giornale che ancora si ostina a chiamarsi \u201ccomunista\u201d. Senza contare i primi minuti della relazione di Pieranni, atti a dimostrare che <strong>Xi Jinping<\/strong> sarebbe sostanzialmente un \u201craccomandato\u201d in quanto discendente di quadri passati del Partito Comunista Cinese, indebolendo cos\u00ec la tesi di Tuor secondo cui nel Paese vige invece una forte meritocrazia nella selezione della classe dirigente, cosa peraltro tradizionale per chi conosce le basi del socialismo scientifico.<\/p>\n<p>Quello della preparazione e della meritocrazia \u00e8 una caratteristica dell\u2019analisi di Tuor sul gigante paese asiatico, che anche durante l\u2019incontro al Ceneri aveva sottolineato, secondo noi in maniera del tutto condivisibile e cio\u00e8 l\u2019importanza della Scuola di Partito rispetto a un \u201cliquidismo\u201d e a un \u201cdemocratismo\u201d occidentale che elegge incompetenti a posti chiave solo perch\u00e9 appaiono bene mediaticamente. Tuor, poi, aggiunge un aspetto centrale in chiave anche marxista e cio\u00e8 che la \u201cgerarchia\u201d (che \u2013 aggiungiamo noi \u2013 vige nella concezione collettiva che nel socialismo si ha della Nazione e del Partito) lungi dall\u2019essere quel male assoluto su cui insistono le correnti neo-libertarie che stanno rovinando la sinistra europea, \u00e8 nella realt\u00e0 un valido strumento proprio contro l\u2019individualismo su cui regge il neo-liberismo e che sta portando al collasso la democrazia rappresentativa di stile occidentale.<\/p>\n<p>Anche sul lato geopolitico la tesi di Alfonso Tuor \u00e8 di pregio e corrisponde a quanto il Partito Comunista svizzero sottolinea da qualche anno: la Cina sarebbe, secondo il giornalista ticinese, \u201cfondamentale per la nostra salvezza\u201d, sostanzialmente in quanto essa crea uno spazio di libert\u00e0 per chi come noi si trova nel mezzo. Altrettanto correttamente Tuor spiega che la Nuova Via della Seta serve a rompere l\u2019accerchiamento di cui soffre la Repubblica Popolare e nel contempo riunificare l\u2019Eurasia, il che consister\u00e0 in un disastro geostrategico di dimensioni colossali per l\u2019imperialismo occidentale. Pieranni, invece, assume la tesi secondo cui il progetto strategico cinese \u00e8, nei fatti, un altro imperialismo, anche se lui non usa questo termine. E che come tale potr\u00e0 diventare una sorta di Fondo Monetario Internazionale (FMI) asiatico, anche se il giornalista italiano ammette che non vi \u00e8 nei cinesi interesse ad esportare il proprio modello politico: non commetteranno dunque gli stessi errori del FMI ma, non essendo il governo cinese composto di \u201cbenefattori\u201d (e da marxisti ci\u00f2 lo si dovrebbe dare per assodato, essendo lo Stato non una associazione caritatevole ma espressione di un conflitto di classe!), Pieranni \u00e8 convinto che esso si tradurr\u00e0 in un sistema \u201cpaternalistico bench\u00e9 meno guerrafondaio\u201d sugli altri Paesi. In questo discorso, del tutto astratto, non vi \u00e8 \u2013 tanto per essere chiari \u2013 la bench\u00e9 minima concezione marxiana della storia e dell\u2019economia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019evento riuscitissimo organizzato al Grotto del Ceneri qualche settimana fa, e di cui abbiamo riferito in quest&#8217;altro articolo firmato da Luca Frei (leggi), negli scorsi giorni la Cina \u00e8 tornata oggetto di una serata di approfondimento, questa volta promossa dal Forum Alternativo, il movimento politico sorto a sinistra della socialdemocrazia ticinese. Moderati dall\u2019ex-consigliere nazionale&nbsp;Franco Cavalli, marted\u00ec 12 novembre 2019, presso il Palazzo dei Congressi di Lugano, si sono confrontati due profondi conoscitori della Cina: il giornalista economico Alfonso Tuor, conduttore di TeleTicino, le cui tesi corrispondono a quanto da sempre difeso su questo portale, e Simone Pieranni, membro della<\/p>\n","protected":false},"author":16409,"featured_media":8276,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22,28,4,13],"tags":[],"coauthors":[266],"class_list":["post-8273","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia","category-editoriali","category-esteri","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16409"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8273"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8273\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11808,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8273\/revisions\/11808"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8276"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8273"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=8273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}