{"id":825,"date":"2011-02-09T15:00:09","date_gmt":"2011-02-09T15:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=825"},"modified":"2011-02-09T23:36:31","modified_gmt":"2011-02-09T23:36:31","slug":"a-molinazzo-di-monteggio-la-trasfor-sa-chiama-la-polizia-contro-gli-operai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=825","title":{"rendered":"A Molinazzo di Monteggio la Trasfor SA chiama la Polizia contro gli operai"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/sciope.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-835\" title=\"sciope\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/sciope-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/sciope-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/sciope.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E sciopero \u00e8 stato!<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa mattina dell&#8217;otto febbraio, pi\u00f9 di cento operai hanno incrociato le braccia alla Trasfor di Molinazzo di Monteggio. La decisione \u00e8 stata presa alle 6.30 dall&#8217;assemblea generale degli operai, riuniti all&#8217;entrata della fabbrica. Gli operai hanno deciso di bloccare l&#8217;accesso alla fabbrica, posizionando delle auto davanti ai cancelli.<br \/>\nLa decisione scaturisce dopo un rientro dalle vacanze di natale concitato. Il 23 di dicembre, durante la tradizionale panettonata con i famigliari dei dipendenti, la direzione della azienda annuncia agli operai che dal 2011 dovranno svolgere 2 ore in pi\u00f9 a pari salario. L&#8217;augurio di buon natale del signor Palladini, direttore dello stabilimento, non \u00e8 per\u00f2 stato digerito dai lavoratori in produzione.<br \/>\nCon l&#8217;aiuto del sindacato Unia, hanno consegnato una petizione firmata da praticamente tutti gli operai ed una parte significativa degli impiegati, per chiedere alla direzione di rinunciare all&#8217;accordo. Non c&#8217;\u00e8 stato nulla da fare, la commissione del personale (Cope) si \u00e8 lasciata ingannare ed a sostenuto l&#8217;accordo.<br \/>\nVisto l&#8217;atteggiamento della Cope gli operai hanno deciso di raccogliere le firme per destituirla. \u00c8 stata firmata petizione da quasi tutti gli operai, segno evidente di quanto questa non fosse rappresentativa della volont\u00e0 delle maestranze.<br \/>\nAd ogni modo la direzione non ha voluto cedere alle richieste certamente legittime degli operai. A questo punto, con un importante sostegno del sindacato Unia, i lavoratori decidono di passare per vie pi\u00f9 dure. Vista la rigidit\u00e0 della parte padronale, comincia a ventilare la minaccia di sciopero. Una risoluzione che apre la possibilit\u00e0 a delle misure di lotta \u00e8 stata votata in assemblea da numerosi operai ad inizio febbraio.<br \/>\nVisto l&#8217;ennesimo rifiuto della direzione, anche solo d&#8217;incontrare i rappresentanti sindacali di Unia, la mattina dell&#8217;otto febbraio si concretizza la mobilitazione. Nonostante alcuni funzionari OCST presenti abbiano tentato di smorzare gli animi, turno dopo turno si \u00e8 votato lo sciopero. Cos\u00ec si \u00e8 continuato fino nel primo pomeriggio quando tutti i turni si sono astenuti dal lavoro. La direzione \u00e8 stata pi\u00f9 volte invitata ad esprimersi difronte ai lavoratori, in risposta sono stati inviati degli scagnozzi dei piani alti che hanno cercato di dividere gli operai. Visto lo scarso successo dei colletti bianchi, \u00e8 stata poi avvertita la polizia cantonale, che \u00e8 sopraggiunta a sciopero gi\u00e0 deciso. I funzionari di Unia si sono impiegati a mettere a tacere alcune teste calde in giacca e cravatta che cercavano di minacciare gli scioperanti, mentre i funzionari OCST scroccavano qualche adesione immeritata. D&#8217;altronde uno dei direttori dell&#8217;azienda era particolarmente adirato con Scolari del cristiano sociale perch\u00e9 non \u00e8 riuscito a rispettare i patti. Probabilmente l&#8217;OCST aveva cercato di chiudere la questione con una bella mangiata tra padroni e sindacato&#8230;<br \/>\nDa notare la presenza di un militante, non certo di base, del Partito Democratico, che con un paio di suoi collegi in doppio petto, hanno invitato la polizia ad obbligare gli operai ad andare a lavorare. Importante la riposta dell&#8217;agente: \u201cmi, ordini d\u00e0 ti an ciapi mia!\u201d. Le forze dell&#8217;ordine hanno semplicemente dovuto assicurare che qualche colletto bianco non passasse alle vie di fatto. Gli operai hanno saputo mantenere la calma in modo molto pi\u00f9 esemplare, non giustificando in alcun modo un intervento qualsiasi da parte della polizia.<br \/>\nIn tardo pomeriggio la direzione cede infine, ed accetta d&#8217;incontrare una delegazione composta da quattro operai, due sindacalisti Unia e purtroppo anche due sindacalisti dell&#8217;OCST. La trattativa si \u00e8 conclusa con poca cosa, la risoluzione proposta all&#8217;assemblea degli operai dalla delegazione \u00e8 stata rigettata dalla maggioranza dei presenti. \u00c8 tuttavia sorto un gruppo di operai indecisi che hanno creato molti battibecchi che si sono conclusi con uno scoraggiamento generale e la fine dello sciopero, solo per ora si spera&#8230;<br \/>\nRimangono dei dubbi sul ruolo dei sindacati nelle trattative, sapendo che OSCT \u00e8 quello che \u00e8, e che Unia eredita almeno in parte la tradizione sindacale della FMLO. Forse sarebbe stato meglio uscire con un nulla di fatto, la risoluzione proposta era da evitare. Probabilmente sarebbe stato meglio incoraggiare a continuare lo sciopero per aumentare la pressione sulla direzione, gi\u00e0 al quanto nervosa. La richiesta fino a quel momento era l&#8217;annullamento dell&#8217;accordo firmato dalla Cope ormai destituita.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Le posizioni padronali sono insostenibili<br \/>\n<\/strong><br \/>\nDa parte padronale si argomenta con le solite scuse. Secondo loro, una ditta come la Trasfor, che fa comunque dei prodotti di qualit\u00e0, riuscir\u00e0 a stare in piedi solo aumentando lo sfruttamento dei lavoratori. Il grande direttore aveva la Jaguar, tra tutti i direttori un milione in auto di lusso c&#8217;era tutto. Contando che se l&#8217;auto \u00e8 di lusso, i tipi non hanno una casetta, ma una o due belle ville, sicuramente lo sforzo lo avrebbero potuto fare loro, si parla di sei o sette persone. Invece lo fa chi prende 3&#8217;500 franchi lordi, poco meno poco pi\u00f9. Inoltre un&#8217;industria che assembla pezzi metallici con finiture di qualit\u00e0, associata dell&#8217;Associazione Svizzera del Metallo &#8211; di cui Schneider Amman sa qualcosa, non rinuncia facilmente al marchio ASM, uscendo dalla convenzione collettiva o minacciando di delocalizzare. D&#8217;altronde il mito che, vista la concorrenza della Cina, non possiamo pi\u00f9 avere mezzi di produzione nel nostro paese \u00e8 ridicola. Il tessuto industriale del nostro paese potrebbe benissimo mantenuto se la politica si occupasse di pianificare l&#8217;economia, invece di cercare il modo di mascherare i furti della borghesia ai danni dei lavoratori.<br \/>\nLa scusa del cambio \u00e8 anche in questo caso inaccettabile. In primo luogo quando il cambio era alto non si aumentavano i salari e si diceva perch\u00e9 le merci costano troppo! \u00c8 una presa in giro che deve finire, ancora una volta l&#8217;industria in Svizzera pu\u00f2 sopravvivere se la politica si muove in modo da definire un progresso intelligente per il nostro paese. Se invece ci si sottomette all&#8217;Ue, come \u00e8 stato fatto concludendo dei \u201cbilaterali\u201d molto unidirezionali, dai lavoratori versi i padroni, questo sar\u00e0 impossibile. La fluttuazione dell&#8217;euro non \u00e8 una novit\u00e0, la lira aveva movimenti anche pi\u00f9 tumultuosi. Il problema dell&#8217;euro \u00e8 un altro, \u00e8 che \u00e8 controllato dai monopoli imperialisti su scala europea, principalmente concentrati in Germania, Francia e Gran Bretagna. Non c&#8217;\u00e8 un popolo che ha guadagnato qualcosa con l&#8217;euro, perch\u00e9 anche con l&#8217;euro i profitti se li intascano i borghesi. E sono i profitti che gli operai dovranno, prima o poi, saper conquistare, e solo li i diritti veri verranno.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Solidariet\u00e0 da Sinistra<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sconcertato ed allo stesso tempo solidale si \u00e9 fin da subito mostrato il Partito Comunista (<a href=\"http:\/\/www.partitocomunista.ch\">PC<\/a>), che in una nota diramata alla stampa se la prende con la parte padronale rea di avere &#8220;tentato, nel modo pi\u00f9 autoritario possibile, di impedire la libert\u00e0 sindacale chiedendo l&#8217;intervento della Polizia&#8221;. \u00a0Secondo i comunisti l&#8217;atteggiamento\u00a0tenuto dai gestori dell&#8217;azienda \u00e9\u00a0stato inamissibile e sconsiderato, cos\u00ec facendo&#8221; i vertici dimostrano di avere un senso della democrazia indegno del nostro Paese!&#8221; I lavoratori devono riscoprire lo sciopero come importante strumento di lotta, soprattutto, aggiunge il PC, &#8220;in questo periodo molto critico per il mondo del lavoro, con un attacco preciso e frontale da parte del padronato, riteniamo fondamentali le singole lotte che partono dal basso nelle aziende locali per difendere questi diritti.&#8221;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E sciopero \u00e8 stato! 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