{"id":8186,"date":"2019-10-16T14:28:00","date_gmt":"2019-10-16T14:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8186"},"modified":"2019-10-16T16:57:06","modified_gmt":"2019-10-16T16:57:06","slug":"usa-e-cina-una-nuova-guerra-fredda-tuor-e-maringio-ne-parlano-al-ceneri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8186","title":{"rendered":"USA e Cina: una nuova guerra fredda? Tuor e Maringi\u00f2 ne parlano al Ceneri"},"content":{"rendered":"<p>Tutti conoscono la Guerra Fredda che ha caratterizzato la storia mondiale nella seconda met\u00e0 del secolo scorso e che ha visto contrapposti l\u2019Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Questi ultimi ne sono usciti vincitori, mentre la prima si \u00e8 dissolta nel 1991. Da quella data in poi, l\u2019assetto geopolitico mondiale \u00e8 mutato molto e ha visto per lo pi\u00f9 un predominio, sempre pi\u00f9 aggressivo, dell\u2019impero statunitense. Un nuovo soggetto si \u00e8 per\u00f2 delineato in modo crescente, fino a diventare il pi\u00f9 grande concorrente economico degli Stati Uniti: la Cina. Le relazioni fra questi due Paesi, caratterizzati da una guerra economica statunitense nei confronti del paese asiatico, fanno sorgere una domanda: \u00e8 in corso una nuova Guerra Fredda?<\/p>\n<p>Questa domanda, assieme, pi\u00f9 in generale, alle relazioni sino-statunitensi, \u00e8 stata al centro di una conferenza tenutasi sabato 12 ottobre presso il Grotto Ceneri di Rivera promossa dall&#8217;Associazione Amici del Ceneri in luogo simbolo dell&#8217;antifascismo ticinese. Quali relatori vi erano <strong>Alfonso Tuor<\/strong>, economista e giornalista che ha vissuto in Cina, e <strong>Francesco Maringi\u00f2<\/strong>, pubblicista e studioso della Cina contemporanea, nonch\u00e9 quadro politico del Partito Comunista Italiano (PCI). Moderatrice della conferenza \u00e8 stata <strong>Angelica Forni<\/strong>, membro di coordinamento della Giovent\u00f9 Comunista e candidata al Consiglio Nazionale per il Partito Comunista sulla lista unitaria \u201cVerdi e Sinistra Alternativa\u201d.<\/p>\n<p>La discussione fra i due relatori si \u00e8 subito sviluppata in modo interessante e ha permesso di mettere in luce diversi aspetti economici e geopolitici spesso poco conosciuti e, per lo pi\u00f9 volutamente, ignorati dai media occidentali. Alfonso Tuor ha sottolineato pi\u00f9 volte che in Occidente si sta sviluppando una crisi, la quale con buona probabilit\u00e0 si manifester\u00e0 in maniera ancora pi\u00f9 virulenta che quella del 2008. Infatti, \u00e8 attualmente in corso una recessione nel settore industriale, la quale si sta trasferendo anche al settore dei servizi. A ci\u00f2 si aggiunge un altro elemento: l\u2019ecosistema americano della Silicon Valley, lodato enormemente in Occidente, si trova in realt\u00e0 in uno stato notevole di crisi, a causa della fagocitazione delle piccole imprese da parte di quelle pi\u00f9 grandi, meccanismo che ha portato alla creazione di monopoli. Questa situazione vale anche per altri settori dell\u2019economia matura.<\/p>\n<p>In Cina, invece, gli ecosistemi creati sono plurimi e molto dinamici. Tuor, infatti, ha ribadito pi\u00f9 volte che la Cina non si trova in una fase di crisi, al contrario dell\u2019Occidente. Anche se, a causa della guerra economica statunitense, la crescita cinese risulta attualmente rallentata, pur sempre di crescita economica si tratta, e non di recessione! Il Paese asiatico, piuttosto, rappresenta una salvezza dalla crisi finanziaria, dal momento in cui questa non lo pu\u00f2 toccare, allo stato attuale della sua organizzazione economica.<\/p>\n<p>In seguito a queste considerazioni di carattere puramente economico, Alfonso Tuor si \u00e8 concentrato maggiormente sulla realt\u00e0 cinese, concentrandosi, ad esempio, sull\u2019aumento dei salari. Misura che ha anche determinato una successiva espansione di un mercato interno, sinonimo di maggiore indipendenza dall\u2019estero. Tuor ha ribadito che l\u2019interesse attuale della Cina non \u00e8 l\u2019accumulazione di dollari (la cui cifra sta diminuendo), bens\u00ec, come sta facendo anche la Russia, l\u2019acquisto di oro.<\/p>\n<p>L\u2019economista si \u00e8 poi addentrato anche in qualche considerazione di carattere pi\u00f9 politico, portando all\u2019interesse degli ascoltatori l\u2019esistenza di elezioni a livello di villaggi in Cina e la grande selezione a livello di scuola di Partito, volta a valutare le capacit\u00e0 della leadership e a creare una classe dirigente capace e competente.<\/p>\n<p>Tuor ha pure ribadito che, se si parla di Cina, non si pu\u00f2 parlare di uno stato totalitario, dal momento in cui, se tale fosse, non permetterebbe ai suoi cittadini di viaggiare liberamente o addirittura andare a studiare all\u2019estero (cosa che, al contrario, viene talvolta favorito con delle borse di studio). La Cina non \u00e8 una democrazia liberale (sistema politico che peraltro si trova in crisi anche in Occidente), ma non si pu\u00f2 nemmeno pretendere che lo diventi: questo sistema, infatti, funziona alle nostre latitudini, ma difficilmente pu\u00f2 essere applicato in Paesi con una cultura totalmente diversa come quella cinese, fortemente influenzata dal Confucianesimo.<\/p>\n<p>Francesco Maringi\u00f2, dal canto suo, si \u00e8 concentrato per lo pi\u00f9 sugli aspetti geopolitici delle relazioni fra gli Stati Uniti e la Cina, sottolineando innanzitutto come l\u2019inasprimento dei rapporti fra le due superpotenze fosse iniziato gi\u00e0 sotto la presidenza di Obama, quando molte truppe statunitensi sono state dislocate dal Medio Oriente verso le zone limitrofe ai confini cinesi. \u00c8 stato quindi operato un vero e proprio accerchiamento della Cina, rafforzato dal quadrilatero della sicurezza, formato da Stati Uniti, India, Australia e Giappone. Paesi, questi, che hanno tutti e quattro aumentato le proprie esercitazioni militari.<\/p>\n<p>Per capire la guerra economica statunitense nei confronti del Paese asiatico, come ha spiegato Maringi\u00f2, occorre analizzare la situazione anche su diversi altri terreni oltre a quello militare: il terreno tecnologico, quello degli investimenti e quello delle persone. Infatti, il livello tecnologico in Cina \u00e8 cresciuto notevolmente e diatribe come quella del 5G diventano pi\u00f9 chiare se si considera che l\u2019unico sistema in tal senso \u00e8, appunto, cinese. Per quanto riguarda gli investimenti, quelli cinesi negli Stati Uniti sono calati in modo netto in seguito a un blocco da parte del paese americano. Per quanto concerne l\u2019ultimo terreno, invece, vi \u00e8 una sorta di blocco sulle persone, particolarmente visibile nella restrizione dei visti americani per il personale diplomatico cinese e nella sempre minore assunzione di ricercatori cinesi negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Considerati tutti questi aspetti, risulta chiaro che la politica della \u00abVia della Seta\u00bb promossa dalla Cina non \u00e8 soltanto di natura commerciale, bens\u00ec rappresenta un sistema alternativo di costruzione di alleanze che pu\u00f2 determinare un cambiamento a livello degli equilibri mondiali dei rapporti internazionali. Francesco Maringi\u00f2 ha voluto poi ribadire che la Cina, grazie al suo sviluppo economico, ha in programma di far uscire sempre pi\u00f9 persone dalla povert\u00e0, nello stesso momento in cui in Occidente le classi sociali pi\u00f9 deboli diventano sempre pi\u00f9 povere e sfruttate.<\/p>\n<p>Da questa conferenza si possono dunque trarre degli importanti insegnamenti politici ed economici, i quali andrebbero applicati anche da noi. La Svizzera, infatti, deve assolutamente fungere da ponte fra i diversi soggetti politici ed economici mondiali e favorire cos\u00ec la costruzione di un mondo multipolare, sinonimo di pace e progresso sociale. Il Partito Comunista lo ripete da sempre e continuer\u00e0 a lottare quindi per uno sviluppo in senso multilaterale delle relazioni economiche della Svizzera, che si dovr\u00e0 quindi sganciare sempre di pi\u00f9 dagli Stati Uniti e dall\u2019Unione Europea diversificando i propri partner nel pieno rispetto della sua tradizione di neutralit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti conoscono la Guerra Fredda che ha caratterizzato la storia mondiale nella seconda met\u00e0 del secolo scorso e che ha visto contrapposti l\u2019Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Questi ultimi ne sono usciti vincitori, mentre la prima si \u00e8 dissolta nel 1991. Da quella data in poi, l\u2019assetto geopolitico mondiale \u00e8 mutato molto e ha visto per lo pi\u00f9 un predominio, sempre pi\u00f9 aggressivo, dell\u2019impero statunitense. 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