{"id":8150,"date":"2019-09-28T15:29:17","date_gmt":"2019-09-28T15:29:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8150"},"modified":"2019-09-28T15:29:17","modified_gmt":"2019-09-28T15:29:17","slug":"il-prof-gianni-fresu-una-vergogna-equiparare-comunismo-e-nazi-fascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8150","title":{"rendered":"Il prof. Gianni Fresu: \u201cUna vergogna equiparare comunismo e nazi-fascismo\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>La <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-9-2019-0021_IT.html?fbclid=IwAR2E3DR4lLbEjPlFI8TzHFKTAFZmG_9Er-aANUnhU38u-pP1K-ZHYiA5Fwk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">risoluzione<\/a> votata dal Parlamento Europeo, che equipara il nazi-fascismo al comunismo, sta facendo parecchio discutere. Il\u00a0professor <strong>Gianni Fresu<\/strong>, insegnante di storia nell\u2019Universit\u00e0 federale di Uberl\u00e2ndia in Brasile e presidente dell\u2019International Gramsci Society Brasil ha risposto alle domande di una rivista on-line <a href=\"https:\/\/www.ferraraitalia.it\/una-vergogna-equiparare-comunismo-e-nazi-fascismo-secondo-il-professor-gianni-fresu-183532.html?fbclid=IwAR2BflvznY5xk6VG6Fa3_iH4V1zWpar7wYg0Agqb9l0ryoRUiJ9lC1-Jppo\">FerraraItalia<\/a>, che riprendiamo di seguito.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Cosa ne pensa di questa risoluzione del Parlamento Europeo?<\/strong><\/p>\n<p>Penso sia un vergognoso e irresponsabile atto di revisionismo, reso ancora pi\u00f9 grave dall\u2019essere il frutto di un mercanteggiamento con i Paesi del blocco orientale (Polonia e Ungheria), non certo distintisi in questi anni per il rispetto delle pratiche democratiche. Il fascismo nasce come negazione storica del comunismo, tra le trincee e le fortificazioni delle classi dirigenti europee, abbarbicate nella disperata difesa dei vecchi equilibri passivi tra le classi. Senza il contributo dei comunisti, il nazifascismo mai e poi mai sarebbe stato sconfitto. Presentare il fascismo e il comunismo come fratelli gemelli, nati dalla stessa degenerazione genetica, ha una sola finalit\u00e0 logica: assolvere il liberalismo e le classi dirigenti europee dalle loro storiche gravissime responsabilit\u00e0 rispetto alla nascita e all\u2019avvento dei movimenti di Mussolini e Hitler.<\/p>\n<p><strong>Cosa hanno di diverso comunismo e nazifascismo?<\/strong><\/p>\n<p>Il fascismo rappresenta un grande buco nero per la civilt\u00e0 europea, nel nostro caso, la contraddizione nazionale rispetto alla quale i liberali italiani non riescono a nascondere la propria lunghissima coda di paglia. Per questa ragione Croce defin\u00ec il fascismo una crisi morale europea senza alcuna radice sociale (borghesia) o politica (liberalismo) riconducibile al suo album di famiglia e, oggi, i suoi discendenti, anzich\u00e9 studiare le responsabilit\u00e0 endogene del collasso liberale, preferiscono considerarlo una conseguenza del fanatismo totalitario bolscevico, non il prodotto storico del colonialismo e del suo portato ideologico autoritario e razzista di dominio assoluto di una civilt\u00e0 sulle altre. Il movimento comunista nasce in contraddizione con i paradigmi della civilizzazione occidentale e le pretese dell\u2019Imperialismo. Se il fascismo \u00e8 una forma nuova ed esasperata di nazionalismo, sorto in un contesto segnato dalla crisi di egemonia delle vecchie classi dirigenti liberali e di radicalizzazione della lotta sociale per l\u2019irrompere delle masse popolari mobilitate nella Prima guerra mondiale, il comunismo si costruisce attorno a un principio di universalit\u00e0 della dignit\u00e0 umana in contrapposizione a ogni ideologia nazionalista e razzista.<\/p>\n<p><strong>Quindi l\u2019universalit\u00e0 come differenza principale?<\/strong><\/p>\n<p>Il principio \u201cproletari di tutti i Paesi unitevi\u201d \u00e8 concettualmente e praticamente incompatibile con il fascismo. Il comunismo \u00e8 un movimento che nasce attorno all\u2019esigenza dell\u2019emancipazione umana, ossia nasce dalla necessit\u00e0 di risolvere le contraddizioni economico-sociali che limitano l\u2019effettivo esercizio delle libert\u00e0 formali. Il fascismo, per essere compreso, non pu\u00f2 essere espulso dal terreno reale della storia, non fu la \u201cbanalit\u00e0 del male\u201d n\u00e9 una parentesi irrazionale, un metodo o il frutto di una psicosi collettiva che travolse le difese morali della civilt\u00e0 europea sorto al di fuori della sua cultura. Il fascismo fu un movimento sociale ed un\u2019ideologia storicamente determinata, il risultato di specifiche condizioni sociali e culturali funzionali a determinate esigenze di classe. Al di l\u00e0 delle situazioni eccezionali che determinarono la sua apparizione, nel contesto che accompagna e segue la Prima guerra mondiale, il fascismo rappresent\u00f2 il tentativo di instaurare l\u2019ideologia tradizionale del colonialismo e dell\u2019imperialismo dentro gli stessi confini dell\u2019Europa. Uno dei suoi concetti chiave \u00e8 il diritto allo \u201cspazio vitale\u201d, ma tale principio non \u00e8 una invenzione di Corradini, Mussolini e Hitler. Fa parte organicamente della cultura politica delle potenze occidentali durante l\u2019epopea dell\u2019Imperialismo. Pi\u00f9 in generale, \u00e8 parte integrante dell\u2019ideologia coloniale, che considerava lecito dominare, sfruttare e anche eliminare le \u201ccivilt\u00e0 inferiori\u201d o \u201cprimitive\u201d che si frapponevano al desiderio di trasformare tutto il mondo in funzione strumentale dello sviluppo europeo.<\/p>\n<p><strong>La questione sulle razze inferiori e superiori in pratica.<\/strong><\/p>\n<p>Il razzismo e la scientifica disumanizzazione degli \u201cincivili\u201d sono tipici del colonialismo, che si serv\u00ec delle teorie sull\u2019esistenza di una gerarchia tra le razze per legittimare il sistema criminale di dominio degli Occidentali sui popoli coloniali. Del resto, come Domenico Losurdo non manc\u00f2 di sottolineare ripetutamente, Hitler utilizz\u00f2 l\u2019esempio della \u201cConquista del West\u201d per legittimare la sua idea di \u201cspazio vitale\u201d, ispirandosi esattamente a quella concezione di \u201cavanzata della civilt\u00e0\u201d, quando immagin\u00f2 di riservare ai popoli slavi la stessa sorte toccata ai popoli dei nativi americani sterminati dai coloni nordamericani. Dunque, se proprio vogliamo trovare un elemento di fratellanza ideologica del fascismo dobbiamo guardare alla storia dell\u2019Occidente, non certo al comunismo. Il fascismo \u00e8 il prodotto delle contraddizioni oggettive e soggettive delle societ\u00e0 liberali in crisi, ma al tempo stesso \u00e8 uno sviluppo politico e culturale della brutale civilizzazione che ha storicamente sottomesso e schiavizzato i popoli non europei. Non riconoscere questi legami organici rifiutandosi di storicizzare premesse e cause razionali di questo fenomeno, inevitabilmente porta all\u2019utilizzo delle categorie antistoriche della \u2018teratologia\u2019, che pretendono di rappresentale la realt\u00e0 come risultato inspiegabile della mostruosit\u00e0 o della deformit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Due anni fa c\u2019\u00e8 stato il centenario della rivoluzione Russa. Quell\u2019esperienza come dovrebbe essere letta storicamente? In maniera positiva o negativa?<\/strong><\/p>\n<p>Senza il contributo della Rivoluzione d\u2019Ottobre non si spiegano nemmeno l\u2019affermazione dei diritti sociali e l\u2019estensione dei diritti di cittadinanza alle donne, fino al 1917 escluse dal concetto di universalit\u00e0 occidentale. Oltre a questo, la Rivoluzione d\u2019Ottobre invest\u00ec da subito e diede un vigoroso impulso alle lotte di liberazione nazionale dei popoli assoggettati al dominio occidentale, dando luogo alla decolonizzazione pi\u00f9 diffusa e profonda nella storia dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Spesso i detrattori del comunismo citano i milioni di morti causati da Stalin nell\u2019est Europa e da Mao in Cina, cosa puoi dire a tal proposito?<\/strong><\/p>\n<p>Oramai \u00e8 diventato un luogo comune citare la discutibile contabilit\u00e0 dei lutti fatta (all\u2019ingrosso) nel famigerato \u201cLibro nero del comunismo\u201d, nel quale vengono compresi anche i morti per guerre e carestie in gran parte dei casi indotte dall\u2019esterno. Sarebbe ora, credo, di scrivere pure un \u201cLibro nero del liberalismo\u201d. Domenico Losurdo ha fatto nei decenni questo lavoro attraverso una puntuale critica storica e filosofica,\u00a0manca per\u00f2 un banale libro in cifre, di semplice ragioneria politica del capitalismo.\u00a0Se, infatti, usassimo gli stessi parametri adottati da St\u00e9phane Courtois &amp;Co., quante centinaia di milioni di morti dovremmo imputare all\u2019espansione mondiale delle nostre relazioni sociali borghesi? Proviamo solo a pensare a questo: le conseguenze storiche dell\u2019accumulazione originale del capitale sulle sterminate masse rurali cacciate dalle campagne trasformate in moltitudini mendicanti nelle grandi periferie urbane; lo sterminio dei popoli nativi nel Nord e Sud America, Asia e Oceania; i morti dovuti alla miseria e allo sfruttamento coloniale occidentale in Africa, schiavismo compreso; le infinite guerre imperialiste condotte negli ultimi due secoli in ogni angolo del pianeta per rapinare le risorse dei \u201cpopoli incivili\u201d. Un\u2019ecatombe, ben occultata nei libri o nelle trattazioni divulgative sulla storia dell\u2019umanit\u00e0. Anche questo conferma un punto gi\u00e0 colto da Marx e Engels nella met\u00e0 dell\u2019800: \u00e8 proprio nel terreno delle ideologie il vero successo della societ\u00e0 borghese, cos\u00ec l\u2019aver trasformato il mondo in un grande cimitero \u00e8 presentato come affermazione dei principi di libert\u00e0 e civilt\u00e0 sulla barbarie. Il paradosso storico \u00e8 che, pur essendo maestri di ideologia, i grandi e piccoli teorici del liberalismo fanno della critica alle ideologie la propria battaglia pi\u00f9 caratterizzante. La conferma della loro capacit\u00e0 egemonica \u00e8 che la maggioranza delle persone, dotata anche di una buona cultura, ci crede e la riproduce pi\u00f9 o meno consapevolmente.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019est Europa esiste \u201cl\u2019apologia di comunismo\u201d. Come puoi spiegare questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p>Si spiega con la logica della Restaurazione successiva a una guerra che il socialismo ha oggettivamente perso. Uso una citazione per spiegarmi meglio: \u201c<em>L\u2019idra della rivoluzione \u00e8 gi\u00e0 stata annientata nei suoi fautori e in buona parte dei suoi prodotti; ma bisogna ancora soffocarne la semenza, nel timore che possa riprodursi sotto altre forme. I troni legittimi sono stati ristabiliti: ora mi dispongo a ricollocare sul trono anche la scienza legittima, quella che si pone al servizio del supremo Signore, la verit\u00e0 della quale \u00e8 attestata da tutto l\u2019universo<\/em>\u201d (C. L. Von Haller, La Restaurazione della scienza politica, (a cura di) M. Sancipriano Utet, Torino, 1963, pag. 75).\u00a0In questo modo uno dei massimi teorici della Restaurazione, Karl Ludwig Von Haller, apriva nel 1816 la sua opera pi\u00f9 celebre con un intento dichiarato: sconfiggere, anche sul piano teorico, le dottrine rivoluzionarie, gi\u00e0 battute sul piano politico dalla riaffermazione dei principi dinastici in Europa. Sebbene travolte, egli intravvedeva il rischio di una loro possibile riemersione e il diffondersi di una nuova fiammata di sussulti insurrezionali. Dopo il 1815, la resistenza filosofica, tesa a comprendere razionalmente le ragioni e le eredit\u00e0 positive della Rivoluzione francese, svolse un ruolo che travalicava la lotta politica immediata. Lo stesso discorso vale oggi rispetto agli avvenimenti del 1917 presentati come l\u2019origine di ogni male e disastro, generatori dei lutti di un secolo insanguinato, e responsabile di ogni fanatismo ideologico, fascismo compreso.<\/p>\n<p><strong>Lo stalinismo \u00e8 diverso dal comunismo?<\/strong><\/p>\n<p>Lo \u201cstalinismo\u201d, ammesso che tale definizione sia corretta, fa parte della storia del comunismo e, come qualsiasi fenomeno, deve essere storicizzato attraverso categorie analitiche razionali e gli strumenti scientifici della scienza politica, dell\u2019economia, della filosofia e, ovviamente, della storia. La tradizionale interpretazione che fa affidamento sulla teoria del \u201cculto della personalit\u00e0\u201d difetta da tutti questi punti di vista.<\/p>\n<p><strong>Cosa direbbe Gramsci, padre del comunismo in Italia, di questa risoluzione, soprattutto guardando al fatto che \u00e8 stata votata anche da europarlamentari del Pd, partito che dovrebbe essere un discendente del Pci?<\/strong><\/p>\n<p>Gramsci era un polemista fenomenale, credo che avrebbe stigmatizzato con veemenza, e insieme ironia, questo autentico cortocircuito teorico considerandolo assai rappresentativo della profonda involuzione culturale e politica caratteristica di questo periodo storico<\/p>\n<p><strong>Il comunismo, ai giorni nostri, ha ancora ragione di esistere?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019Internationale sera le genre humain\u201d<\/em>. In questo ritornello, che scandiva e concludeva il pi\u00f9 bell\u2019inno della storia, trovava sintesi l\u2019aspirazione alla \u201cfutura umanit\u00e0\u201d (come diceva la versione italiana) contrapposta al pericolo incipiente della distruzione della civilt\u00e0 umana. Un bivio storico testimoniato da secoli di colonialismo genocida dell\u2019Occidente, drammaticamente oggettivatosi in una fase storica insanguinata dalle inutili stragi dei nazionalismi in guerra e dal baratro reazionario dell\u2019ideologia fascista. Nonostante le stolte equiparazioni, oggi tanto di moda, sebbene tutto dica il contrario, personalmente credo ancora che l\u2019alternativa sia tra \u201csocialismo e barbarie\u201d. Non \u00e8 eccesso per idealismo, n\u00e9 il frutto di un ingenuo ottimismo, \u00e8 l\u2019esatto contrario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La risoluzione votata dal Parlamento Europeo, che equipara il nazi-fascismo al comunismo, sta facendo parecchio discutere. 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