{"id":7970,"date":"2019-06-25T22:55:15","date_gmt":"2019-06-25T22:55:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7970"},"modified":"2021-09-05T01:50:34","modified_gmt":"2021-09-05T01:50:34","slug":"santeugenio-la-scuola-non-fa-storia-una-commedia-in-quattro-atti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7970","title":{"rendered":"Sant\u2019Eugenio, la scuola non fa storia. Una commedia in quattro atti."},"content":{"rendered":"<p>Negli scorsi giorni, il Partito Comunista ha denunciato una situazione di sbando al Centro oto-logopedico cantonale sito a Locarno. Non si sono fatte attendere smentite dalla stampa e da non meglio precisare &#8220;fonti&#8221;, rivelatesi poi pretestuosamente attente a dettagli trascurabili. Dopo l\u2019intervista pubblicata su La Regione, nella quale l\u2019ormai ex direttore non le manda a dire al comitato della scuola, occorre fare un po\u2019 d\u2019ordine sulle problematiche che attanagliano l\u2019istituto e che sembra si voglia continuare a ignorare.<\/p>\n<h3>Atto primo: scuole a gestione privata di ispirazione religiosa e finanziamenti pubblici<\/h3>\n<figure id=\"attachment_6303\" aria-describedby=\"caption-attachment-6303\" style=\"width: 265px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ay_podioGc_copertina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6303\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ay_podioGc_copertina.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ay_podioGc_copertina.jpg 636w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ay_podioGc_copertina-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ay_podioGc_copertina-480x318.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6303\" class=\"wp-caption-text\">Il deputato comunista Massimiliano Ay<\/figcaption><\/figure>\n<p>Lo scorso primo marzo 2019, Partito Comunista, con il suo deputato in Gran Consiglio <strong>Massimilano Ay<\/strong>, aveva presentato un\u2019interrogazione all\u2019indirizzo del Consiglio di Stato, per chiedere delucidazioni al DECS circa la qualit\u00e0 di gestione della scuola e la laicit\u00e0 della stessa. L\u2019Istituto Sant\u2019Eugenio, interamente sussidiato dal Cantone, rientrava, assieme ad altre due scuole, nell\u2019inchiesta svolta dai comunisti sulla base di informazioni dichiarate dalle scuole stesse sui propri siti. A questo <a href=\"https:\/\/www4.ti.ch\/poteri\/gc\/messaggi-e-atti\/ricerca\/risultati\/dettaglio\/?user_gcparlamento_pi8%5Battid%5D=99834&amp;user_gcparlamento_pi8[ricerca]=scuole+a+gestione+privata\">link<\/a>, \u00e8 possibile leggere l\u2019intera interrogazione (con le annesse fonti per gli stralci citati) che, per motivi di sintesi, riporteremo solo in parte.<\/p>\n<p>Nei mesi trascorsi, a risposta non ancora giunta, dal sito dell\u2019Istituto sono \u201cmisteriosamente\u201d scomparsi quasi tutti gli stralci citati nell\u2019interrogazione. La parte con i riferimenti all\u2019orientamento religioso \u00e8, infatti, scomparsa. Ma non del tutto dal web: infatti, aggiornata al pi\u00f9 tardi allo scorso anno con la nomina del direttore <strong>Pietro Celo<\/strong> (all\u2019inizio dell\u2019anno scolastico 2018\/19), essa risulta ancora sul sito svizzero delle scuole cattoliche (<a href=\"https:\/\/www.scuolecattoliche.ch\/scuole\/?id=3003\">link<\/a>). Una circostanza particolare, siccome la scuola privata ha chiuso i battenti a met\u00e0 2016.<\/p>\n<p>Tornando al sito del Sant\u2019Eugenio, si leggeva che, oltre al completo sussidio cantonale, \u00abla scuola elementare e dell&#8217;infanzia del Centro e\u0300 riconosciuta e parificata alla scuola elementare pubblica e ne segue il programma cosi\u0300 da favorire, per quanto possibile, l&#8217;inserimento dell&#8217;allievo\/a nella SE regolare o nella Scuola Media\u00bb. La gestione dell&#8217;Istituto era affidata alla \u00abAssociazione Istituto Sant&#8217;Eugenio\u00bb, la quale \u00absegue la via tracciata dalle suore della Congregazione di Ingenbohl (www.kloster-ingenbohl.ch)\u00bb. Un ente, quindi, di natura esplicitamente religiosa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7972\" aria-describedby=\"caption-attachment-7972\" style=\"width: 157px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cotti_Giuseppe.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7972\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cotti_Giuseppe.jpg\" alt=\"\" width=\"157\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cotti_Giuseppe.jpg 450w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cotti_Giuseppe-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cotti_Giuseppe-375x500.jpg 375w\" sizes=\"auto, (max-width: 157px) 100vw, 157px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-7972\" class=\"wp-caption-text\">Il municipale di Locarno Giuseppe Cotti<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sulle pagine web, si leggeva inoltre che l\u2019Associazione Istituto Sant\u2019Eugenio \u2013 i cui membri del Comitato dell&#8217;Associazione, sono <strong>Dafne Ferroni-Luban<\/strong> (presidente), <strong>Massimo Respini<\/strong> (vice presidente), Suor <strong>Reto Lechmann<\/strong>, Don <strong>Carmelo Andreatta<\/strong>, <strong>Anne Haugaard<\/strong>, <strong>Giuseppe Cotti<\/strong> (titolare dei dicasteri Educazione, Cultura e Sport come municipale di Locarno) \u2013 ha come \u00abscopo\u00bb:<br \/>\n<em>a)<\/em> assumere l&#8217;attivit\u00e0 e la gestione dell&#8217;Istituto Sant&#8217;Eugenio dal 01.09.2002 impegnandosi a mantenere tutti i servizi esistenti: scuola dell&#8217;infanzia, scuola elementare, centro logopedico, mensa, doposcuola. In questo ambito l&#8217;Associazione potra\u0300 compiere ogni e qualsiasi atto che riterra\u0300 nell&#8217;interesse dell&#8217;Istituto e di tutte le strutture.<br \/>\n<em>b)<\/em> proseguire il sostegno morale dell&#8217;Istituto Sant&#8217;Eugenio affinche\u0301 lo stesso continui a stimolare nei giovani i determinanti valori di conoscenza, di socialita\u0300 e di fede, in armonia con gli ideali della Congregazione delle Suore della Santa Croce di Ingenbohl, alla luce del motto di Madre <strong>Maria Teresa Scherer<\/strong>: &#8220;Scoprire quel grammo d&#8217;oro che e\u0300 nascosto in ogni persona&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019Istituto Sant\u2019Eugenio \u00e8 oggi composto solo dal Centro oto-logopedico, in quanto \u00abnel mese di giugno del 2016, in seguito ad un calo importante di iscrizioni e ad un aumento dei costi, l&#8217;Associazione ha deciso di chiudere la parte privata dell&#8217;Istituto, mantenendo la scuola dell&#8217;infanzia ed elementare del Centro oto-logopedico dove sono accolti bambini che presentano disturbi del linguaggio e uditivi\u00bb. L&#8217;affiancamento storico della scuola privata al centro specializzato, che un tempo venne giustificato dall&#8217;apertura da parte di suore per bambini sordi o con bambini con importanti disturbi del linguaggio, e poi riconosciuto dal Cantone e sussidiato, e\u0300 quindi decaduto. Ciononostante, una associazione privata di stampo religioso continua a gestire una scuola finanziata.<\/p>\n<h3>Atto secondo: Sant\u2019Eugenio allo sbando?<\/h3>\n<p>Lo scorso 18 giugno, il Partito Comunista viene a conoscenza del fatto che l\u2019attuale direttore dell\u2019Istituto \u00e8 stato licenziato (in tronco) dal comitato dell\u2019associazione. Da fonte certe, sappiamo che si tratta del secondo cambio al timone pedagogico della scuola nel giro di un anno, dopo che la precedente direttrice aveva dato le dimissioni al termine dello scorso anno scolastico in polemica con la gestione del comitato dell\u2019Associazione Istituto Sant\u2019Eugenio.<\/p>\n<p>Il Partito Comunista invia cos\u00ec ai media un comunicato stampa sulla vicenda (<a href=\"http:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2613\">link<\/a>): alle perplessit\u00e0 di ordine laico rispetto alla gestione della scuola, vanno a sommarsi \u2013 attraverso fatti concreti, pubblici e conclamati \u2013 quelle sulle competenze gestionali. Gi\u00e0 nell\u2019interrogazione al Consiglio di Stato ci si chiedeva perch\u00e9 il DECS delegasse a un\u2019associazione privata la gestione di una scuola di fatto pubblica, e auspicavamo che il Cantone facesse fronte ai suoi doveri di garante dell\u2019istruzione pubblica, assumendo finalmente la gestione diretta del Centro. L\u2019attuale comitato dell\u2019associazione sembra non essere in grado di gestire per assicurare a una scuola specializzata la necessaria continuit\u00e0 pedagogica.<\/p>\n<h3>Atto terzo: notizie vere solo in parte. Da parte di chi?<\/h3>\n<p>A poche ore dall\u2019invio del comunicato, sul sito de La Regione \u2013 e il giorno successivo sulla versione cartacea \u2013 appare il seguente articolo firmato da <strong>Davide Martinoni<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.laregione.ch\/cantone\/locarnese\/1375915\/avvicendamento-al-sant-eugenio\">link<\/a>, nel quale si parla di un \u201cavvicendamento al Sant\u2019Eugenio\u201d. Secondo il quotidiano, si tratta di una disdetta del rapporto di lavoro, e quindi \u00abla notizia del &#8220;licenziamento&#8221; in tronco diramata in serata dal Partito comunista \u00e8 dunque vera solo in parte\u00bb. Leggiamo, inoltre, che \u00abin realt\u00e0 il direttore dell&#8217;istituto [\u2026] non avrebbe dimostrato di essere la persona giusta per quell&#8217;impiego. Non emergono, dalle nostre verifiche, irregolarit\u00e0 nella gestione o altre &#8220;macchie&#8221; di particolare entit\u00e0. Semplicemente, sostiene una fonte, &#8220;il direttore, proveniente da una realt\u00e0 accademica diversa (quella italiana, ndr.) si \u00e8 in qualche modo scontrato con una realt\u00e0 diversa, variegata, pi\u00f9 complicata da gestire, a vari livelli, rispetto a quanto probabilmente si aspettava&#8221;\u00bb. Inoltre, \u00aba Celo \u00e8 stato concesso un periodo di disdetta di 6 mesi (per questo lasso di tempo percepir\u00e0 lo stipendio) e nei prossimi giorni verr\u00e0 bandito il concorso per l&#8217;assunzione del suo successore\u00bb.<br \/>\nUna risposta che vuole essere una smentita, attraverso una fonte che \u2013 ma siamo nel campo delle ipotesi \u2013 alla luce dell\u2019ultimo pezzo della vicenda, potrebbe essere la presidente del comitato Dafne Luban Ferroni (la quale si confrontata su La Regione con l\u2019ex direttore in data 22 giugno).<\/p>\n<p>Ma torniamo all\u2019articolo di Martinoni. La \u201cfonte\u201d addita il fallimento di Celo alla mancata integrazione nella realt\u00e0 locale vista la sua provenienza italiana. Due domande sorgono spontanee: la \u201cfonte\u201d, e il comitato che lo ha nominato, non erano a conoscenza della sua provenienza formativa e professionale? Il comitato, che decide assunzioni e licenziamenti, non ha ritenuto di dover lavorare affinch\u00e9 il direttore potesse integrarsi nella realt\u00e0 locale? E, qualora non si sia riusciti neanche cos\u00ec a rendere possibile un efficace governo pedagogico della scuola, non si \u00e8 per caso sbagliato scelta dopo aver perso (in polemica) la precedente direttrice che aveva gestito la scuola nei precedenti quattro anni e mezzo?<br \/>\nLa seconda questione, forse ancora pi\u00f9 spinosa, \u00e8 derivante dal periodo di disdetta di 6 mesi nel quale l\u2019ex direttore percepir\u00e0 lo stipendio. Chi paga i sei mesi aggiuntivi al direttore? Calcolando l\u2019impiego al 60%, rispetto alla funzione, si pu\u00f2 stimare in 25-30&#8217;000 franchi l\u2019ammontare dovuto. Immaginando, e volendo sperare, che il Cantone non si assuma pubblicamente questa spesa, se i soldi provengono dall\u2019associazione, essi vengono sottratti dalle risorse impiegabili per bambini che frequentano la scuola?<\/p>\n<p>L\u2019articolo che voleva sminuire le affermazioni del Partito Comunista, minimizzando e relativizzando la questione attaccandosi ai termini di licenziamento, rischia di essere un boomerang di per s\u00e9. Chi aveva riportato, quindi, le notizie vere solo in parte? Ma la storia non \u00e8 finita.<\/p>\n<h3>Atto quarto: \u201cHanno voluto farmi fuori\u201d<\/h3>\n<p>Cos\u00ec titola l\u2019articolo di mezza pagina su La Regione del 22 giugno (consultabile su https:\/\/www.pressreader.com), nel quale viene dato spazio all\u2019ex direttore e alla presidente dell\u2019associazione. Un confronto duro, che lascia trasparire una grossa confusione gestionale, dal quale il Partito Comunista \u00e8 stato eliminato, come se la segnalazione delle problematiche non provenisse dal comunicato stampa. Il licenziamento \u00e8 stato \u00abrepentino\u00bb, e Celo afferma che \u00abneanche chi ruba viene lasciato cos\u00ec a casa\u00bb. Il Partito Comunista parlava di \u201clicenziamento in tronco\u201d, la Regione di \u201cavvicendamento\u201d (ma chi si avvicenda se non \u00e8 neanche uscito il concorso?): chi si avvicina di pi\u00f9 alla realt\u00e0 dei fatti?, e il direttore considera che esso \u00abnon ha avuto purtroppo un precedente spazio di riflessione e di condivisione che \u00e8 auspicabile in casi di disaccordo\u00bb. Cos\u00ec \u00abin un momento caldo di chiusura dell\u2019anno scolastico e di programmazione del prossimo, il corpo docente si ritrova senza una guida pedagogica e con prospettive incerte almeno dal punto di vista educativo e formativo\u00bb. Non solo: in una email interna destinata al personale, si legge che \u00abneanche chi ruba o delinque sul posto di lavoro viene lasciato cos\u00ec a casa per un capriccio o per qualche ragione inconfessata. La gravit\u00e0 e la pericolosit\u00e0 di quello che \u00e8 successo credo sia chiara a tutti; le motivazioni del mio licenziamento sono pretestuose e infondate\u00bb e basata anche su \u00ab un sondaggio effettuato fra il personale \u201csenza concordarlo con la Direzione, elaborato con domande che indirizzavano la risposta, restituito ai dipendenti senza invitare il direttore, che ancor oggi non ha i risultati in mano\u201d. Insomma, \u201ccarta straccia anche dal punto di vista scientifico\u201d, visto che \u201c\u00e8 stato elaborato con il proposito di farmi fuori\u201d\u00bb.<br \/>\nLa presidente dell\u2019associazione nell\u2019intervista considera la decisione del licenziamento \u00abben ponderata\u00bb, e rimarca il fatto che \u00abassumendo una persona che era distante dalla realt\u00e0 della scuola ticinese, sapevamo che non sarebbe stato facile e purtroppo i risultati, da una nostra valutazione, non sono stati soddisfacenti\u00bb. Una mancanza di autocritica imputata nell\u2019intervista all\u2019ex direttore che, ci permettiamo di affermare, andrebbe considerata rispetto anche nell\u2019attuale associazione.<\/p>\n<p>Infine, a La Regione, Ferroni ribadisce le sue rassicurazioni alle famiglie: \u00absiamo gi\u00e0 alla ricerca di un nuovo direttore, che sia affine alla nostra realt\u00e0 e che possa garantire la necessaria stabilit\u00e0 per i prossimi anni. In ogni caso, ed \u00e8 un punto fondamentale, la qualit\u00e0 elevata del lavoro svolto dalle docenti, dal personale terapeutico e da tutti i collaboratori \u2013 che ringrazio sentitamente \u2013 non \u00e8 pregiudicata da questa decisione\u00bb. Su quest\u2019ultimo punto, ci permettiamo una domanda alla presidente e al comitato dell\u2019associazione, felici di essere eventualmente smentiti. Non ci permettiamo di mettere in dubbio la qualit\u00e0 del lavoro svolto da coloro che attualmente sono impiegati all\u2019Istituto. Tuttavia, da fonti del Partito Comunista, al termine di quest\u2019anno scolastico hanno dato le dimissioni tre logopediste dall&#8217;Istituto; l\u2019anno scorso, invece, se ne sono andate due docenti di sostegno, una logopedista e una psicologa. Un turnover, per una scuola con sole sei sezioni, decisamente fuori dal comune. Sicuri ci\u00f2 non abbia pregiudicato nulla?<\/p>\n<p>Alla luce di tutto quanto sopra il Partito Comunista non pu\u00f2 che esprimere ancora maggiori perplessit\u00e0 circa l\u2019opportunit\u00e0 di una gestione a carattere privato di una scuola finanziata interamente dal Cantone con i soldi pubblici. Da qui l\u2019auspicio che il DECS assuma finalmente la gestione diretta del Centro oto-logopedico di Locarno, garantendone in tal modo anche la neutralit\u00e0 religiosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli scorsi giorni, il Partito Comunista ha denunciato una situazione di sbando al Centro oto-logopedico cantonale sito a Locarno. Non si sono fatte attendere smentite dalla stampa e da non meglio precisare &#8220;fonti&#8221;, rivelatesi poi pretestuosamente attente a dettagli trascurabili. Dopo l\u2019intervista pubblicata su La Regione, nella quale l\u2019ormai ex direttore non le manda a dire al comitato della scuola, occorre fare un po\u2019 d\u2019ordine sulle problematiche che attanagliano l\u2019istituto e che sembra si voglia continuare a ignorare. 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