{"id":7957,"date":"2019-06-22T23:40:40","date_gmt":"2019-06-22T23:40:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7957"},"modified":"2019-06-22T23:54:53","modified_gmt":"2019-06-22T23:54:53","slug":"sciopero-delle-donne-e-lotta-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7957","title":{"rendered":"Sciopero delle donne e lotta di classe!"},"content":{"rendered":"<p>Lo sciopero delle donne del 14 giugno scorso va letta come una protesta che non coinvolge soltanto il mondo del lavoro ma che si estende a tutti gli ambiti in cui \u00e8 presente una discriminazione di genere. Ci\u00f2 \u00e8 corretto e va supportato, seppure ritengo sia necessario fare alcuni distinguo. Come Partito Comunista crediamo che la lotta per la parit\u00e0 uomo-donna sia inscindibile dalla lotta di classe. Mi spiego: su quale terreno comune di lotta possono muoversi una donna azionista di una multinazionale e la relativa impiegata sottoposta a tagli sul proprio salario?<\/p>\n<p><strong>Aleksandra Kollontaj<\/strong>, la prima donna ministro al mondo, nel 1913 scriveva: \u00abQual \u00e8 lo scopo delle femministe? Ottenere nella societ\u00e0 capitalista gli stessi vantaggi, lo stesso potere, gli stessi diritti che possiedono adesso i loro mariti, padri e fratelli. Qual \u00e8 l&#8217;obiettivo delle operaie socialiste? Abolire tutti i tipi di diritti che derivano dalla nascita o dalla ricchezza. Per la donna operaia \u00e8 indifferente se il suo padrone \u00e8 un uomo o una donna.\u00bb<\/p>\n<p>Ci tengo a precisare che con il termine \u201cfemministe\u201d, al Kollontaj intendeva le \u201cfemministe borghesi\u201d. Trovo interessante notare il fatto che per lei non fosse necessario fare questa precisazione, anche perch\u00e9 il termine \u201cfemministe\u201d si rif\u00e0 evidentemente alla contraddizione uomo-donna, quando invece il termine \u201coperaie socialiste\u201d si rif\u00e0 alla contraddizione di classe.<\/p>\n<p>Ora, a che punto siamo 106 anni dopo queste sue parole? Pur facendo le opportune contestualizzazioni storiche, la situazione non \u00e8 cambiata di molto. Anzi, la distinzione tra queste forme di lotta femminile si \u00e8 fatta sempre meno netta, al punto che persino le sinistre progressiste sostengono a gran voce le battaglie delle femministe borghesi.<\/p>\n<p>Proviamo a fare un esempio. Nei giorni scorsi il Partito Socialista ha definito un \u201csuccesso\u201d il fatto che il Consiglio degli Stati abbia votato in favore dell\u2019introduzione della parit\u00e0 dei sessi in seno alle dirigenze della societ\u00e0 quotate in borsa oltre che nei loro consigli di amministrazione. \u2028Ora mi chiedo, in che misura delle rivendicazioni quali le cosiddette &#8220;quote rosa&#8221;, la declinazione al femminile o gli asterischi nella grammatica italiana o ancora un accanimento sfrenato ed eccessivo sul genere maschile, possono effettivamente migliorare la situazione delle studentesse, delle madri, delle donne lavoratrici?<\/p>\n<p>Occorre a questo proposito notare che delle eventuali azioni sul piano culturale rischiano di essere fini a s\u00e9 stesse se non adeguatamente supportate da misure in ambito economico. Ad esempio, \u00e8 notizia di ieri che la Citt\u00e0 di Bellinzona, su proposta del consigliere comunale comunista <strong>Alessandro Lucchini<\/strong>, dedicher\u00e0 una via alla partigiana Nichi della Brigata Garibaldi. \u00c8 un primo passo, ma certamente non sufficiente. Oltre a questo tipo di interventi culturali \u00e8 necessario agire sull\u2019economia, e non ci stancheremo mai di ripeterlo: a parit\u00e0 di formazione, parit\u00e0 di salario! \u00c8 necessario istituire un ispettorato contro le discriminazioni salariali di genere. Il salario non solo deve essere paritario, ma dev\u2019essere pure migliore per tutti!<\/p>\n<p>Altre misure culturali che possiamo ricordare sono la necessit\u00e0 di una maggiore presenza di figure storiche femminili nelle varie discipline scolastiche e, sempre a livello educativo, una maggiore sensibilizzazione sulle questioni della parit\u00e0 uomo-donna, dei diritti LGBT e delle violenze sulle donne.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo punto \u00e8 estremamente importante; \u00e8 necessario lavorare per la prevenzione e la condanna di qualsiasi tipo di violenza, fisica e psicologica, sulle donne. Ad esempio, in occasione dell\u20198 marzo 2018, il Partito Comunista ha elaborato una mozione indirizzata al Consiglio di Stato per la prevenzione delle violenze domestiche che chiedeva di creare uno spazio di accompagnamento per gli uomini che rischierebbero di compiere azioni violente. S\u00ec, proprio gli uomini, perch\u00e9 non \u00e8 dividendo che si vince ma unendo donne e uomini per affrontare i problemi sociali che ci attanagliano tutte e tutti.<\/p>\n<p>In conclusione, penso che solamente intervenendo sulla configurazione economica della societ\u00e0, le misure culturali messe in atto possano risultare effettivamente incisive. Credo che l\u2019effettiva emancipazione delle donne possa essere raggiunta unicamente se la lotta per le rivendicazioni femminili venga accostata a una visione d\u2019insieme delle contraddizioni che esistono nella nostra societ\u00e0, in particolare alle contraddizioni economiche.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 emancipazione delle donne senza socialismo, non ci pu\u00f2 essere un socialismo senza la liberazione delle donne!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sciopero delle donne del 14 giugno scorso va letta come una protesta che non coinvolge soltanto il mondo del lavoro ma che si estende a tutti gli ambiti in cui \u00e8 presente una discriminazione di genere. Ci\u00f2 \u00e8 corretto e va supportato, seppure ritengo sia necessario fare alcuni distinguo. Come Partito Comunista crediamo che la lotta per la parit\u00e0 uomo-donna sia inscindibile dalla lotta di classe. 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