{"id":7938,"date":"2019-03-31T14:40:12","date_gmt":"2019-03-31T14:40:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7938"},"modified":"2019-03-31T15:19:13","modified_gmt":"2019-03-31T15:19:13","slug":"rendere-linformatica-a-scuola-unopportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7938","title":{"rendered":"Rendere l\u2019informatica a scuola un\u2019opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Come ricordato dal direttore del DECS Manuele Bertoli in un recente dibattito su un quotidiano ticinese, nei prossimi anni verr\u00e0 introdotto in Svizzera l\u2019insegnamento obbligatorio dell\u2019informatica nei licei. Questa modifica \u00e8 formalizzata nella revisione del regolamento della Cdpe (Conferenza dei direttori della pubblica educazione), organo che riunisce i dipartimenti dell\u2019educazione dei 26 cantoni, ed approvata dal Consiglio federale il 27 giugno 2018. Il termine ultimo per l\u2019inserimento dell\u2019informatica come disciplina obbligatoria in tutti i licei della Confederazione \u00e8 fissato per l\u2019anno scolastico 2022\/2023. La modifica \u00e8 da salutare tendenzialmente in modo positivo, ma due aspetti mi preme analizzare qui nel dettaglio: perch\u00e9 \u00e8 necessario insegnare l\u2019informatica e quale informatica dobbiamo insegnare? Queste due domande si legano in maniera indissolubile e vanno quindi trattate come un\u2019unica questione.<\/p>\n<div class=\"teads-inread\">\n<div>\n<div class=\"teads-ui-components-credits\">A questo riguardo, bisogna assolutamente evitare, all\u2019interno della nuova disciplina liceale, sia di cadere nell\u2019insegnamento di ci\u00f2 che sarebbe meglio chiamare \u201cutilizzo del computer\u201d, sia di indirizzare lo studio verso l\u2019apprendimento di specifici processi aziendali. In altre parole, non dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi ad utilizzare particolari tecnologie, come per esempio creare dei fogli Excel, navigare nel web, utilizzare programmi per la gestione della contabilit\u00e0 e per l\u2019amministrazione aziendale, o implementare un progetto con un dato linguaggio di programmazione. Un insegnamento impostato in questa maniera fornirebbe competenze utili solo nel breve periodo e che sarebbero in pochi anni obsolete, dato che le tecnologie particolari mutano molto velocemente. Ma il punto pi\u00f9 critico \u00e8 un altro: tale tipo di studio non fornirebbe ai nostri ragazzi le conoscenze per comprendere il mondo in cui vivono ed in cui vivranno, bens\u00ec li renderebbe esclusivamente dei consumatori di un qualcosa fuori da ogni loro comprensione.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Dato il mondo sempre pi\u00f9 digitalizzato, e nel quale concetti estremamente innovativi come l\u2019\u201cintelligenza artificiale\u201d e la \u201crobotica\u201d si affermano con forza, fornire i futuri cittadini di queste conoscenze diventa necessario. Per fare degli esempi: chi di noi saprebbe spiegare quali passaggi deve compiere un\u2019immagine per essere inviata dal nostro cellullare a quello di un altro utente dall\u2019altra parte del globo? Chi di noi comprende in dettaglio il modo in cui viene garantita la sicurezza nel web e conosce gli enti (reali, non virtuali!) che la garantiscono? Dove finiscono fisicamente, ed in che forma, i nostri documenti privati nel momento in cui li trasferiamo ad un servizio cloud come Dropbox? Come pu\u00f2 un computer imparare (!) a riconoscere la nostra faccia in mezzo a quelle di migliaia di altre persone? Come pu\u00f2 un\u2019auto guidare autonomamente? Credo purtroppo che solo una ristrettissima cerchia di persone sia oggi in grado anche solo di abbozzare una risposta a tali domande.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 critica, perch\u00e9 stiamo parlando di tecnologie che pervadono le nostre vite in ogni momento. Tanto pi\u00f9 critica, perch\u00e9 queste tecnologie possono essere usate anche per influenzare la popolazione riguardo a questioni politiche e sociali, si veda per esempio lo scandalo \u201cCambridge analytica\u201d, e portano con s\u00e9 problemi etici e morali, si vedano le questioni della privacy e dei dispositivi dotati di intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Non deve essere un modo per mettere la scuola al servizio del mondo del lavoro. Si tratta di qualcosa di molto pi\u00f9 importante: di creare una societ\u00e0 dove ogni individuo sia dotato degli strumenti per comprendere queste tecnologie e partecipare all\u2019orientamento del loro sviluppo ed al loro controllo. Il rischio \u00e8 quello che, se mancassimo questo passo, il tutto potrebbe ritrovarsi nelle mani di un\u2019\u00e9lite ristretta, mentre la gran parte della popolazione sarebbe relegata ad un mero utilizzo incosciente, persuasa che la tecnologia sia una grande magia impossibile da governare. L\u2019informatica a scuola non deve essere quindi concepita come un addestramento a favore di un utilizzo e di una produttivit\u00e0 pressoch\u00e9 immediati, ma deve essere una vera e propria disciplina scientifico-culturale (e in questo senso sarebbe pi\u00f9 corretto riferirsi ad essa con il termine \u201cComputer science\u201d) atta a\u00a0comprendere il funzionamento delle tecnologie computazionali che giornalmente utilizziamo, e a renderci coscienti (come societ\u00e0) che esse sono sotto il nostro controllo; vogliamo dei cittadini capaci di orientare lo sviluppo della tecnologia e di controllarla, non dei semplici utilizzatori succubi ad essa!<\/p>\n<p>Ma come si pone il nuovo programma liceale? Esso va nella direzione auspicata? Bisogna dire che, mentre alcuni obiettivi del programma sono interessanti, altri sono purtroppo invece poco condivisibili, come \u201cessere capaci di mettere le proprie conoscenze informatiche in pratica nell\u2019ambito di un progetto\u201d e \u201cvalutare la pertinenza, l\u2019efficacia e la sicurezza di soluzioni informatiche\u201d. Questi ultimi sono infatti orientati in maniera troppo forte al mondo del lavoro e ad una specializzazione professionale che niente deve avere a che fare con la formazione liceale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ricordato dal direttore del DECS Manuele Bertoli in un recente dibattito su un quotidiano ticinese, nei prossimi anni verr\u00e0 introdotto in Svizzera l\u2019insegnamento obbligatorio dell\u2019informatica nei licei. 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