{"id":7934,"date":"2019-03-27T19:36:43","date_gmt":"2019-03-27T19:36:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7934"},"modified":"2019-03-27T19:36:43","modified_gmt":"2019-03-27T19:36:43","slug":"non-e-un-paese-per-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7934","title":{"rendered":"Non \u00e8 un paese per giovani"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSi \u00e8 rotto l\u2019ascensore sociale\u201d: cos\u00ec titolava recentemente il domenicale\u00a0Il Caff\u00e8, la cui inchiesta contribuisce a sfatare il mito ancora largamente imperante della \u201cmeritocrazia\u201d e dell\u2019imprenditorialit\u00e0 personale come mezzo di promozione sociale. La verit\u00e0 \u00e8 che ancor oggi il destino sociale degli individui \u00e8 legato a doppio filo con la propria origine di classe: quasi solo chi si trova in alto nella piramide sociale pu\u00f2 sperare di rimanere o diventare ricco. Questa situazione tocca da vicino anche il Ticino, per il quale il Partito Comunista ha identificato due principali assi d\u2019intervento: il lavoro e la formazione.<\/p>\n<p>Nella citata inchiesta, l\u2019economista Sergio Rossi segnalava come i giovani ticinesi, \u201cse studiano fuori cantone, una volta laureati restano l\u00e0 anche a lavorare\u201d. Questa \u201cfuga di cervelli\u201d \u00e8 un fenomeno ormai appurato da anni: secondo l\u2019ex direttore dell\u2019USTAT Elio Venturelli, da inizio secolo circa il 7-8% della popolazione residente tra i 20 e i 39 anni avrebbe lasciato il Ticino per dirigersi Oltralpe. La ragione \u00e8 molto semplice: il reddito medio dei laureati ticinesi a cinque anni dal diploma \u00e8 inferiore del 37% alla media nazionale. Per questa ragione sono necessari dei decisi interventi sul mercato del lavoro: il Partito Comunista, oltre al noto salario minimo orario a 21.50 CHF (un primo passo verso dei salari davvero dignitosi), rivendica l\u2019introduzione di pi\u00f9 controlli e di un Tribunale del lavoro (l\u2019iniziativa parlamentare del deputato comunista Massimiliano Ay \u00e8 stata bocciata pochi giorni fa dal Gran Consiglio, e sostenuta solo da met\u00e0 del gruppo parlamentare PS!), cos\u00ec come il divieto di attivit\u00e0 per le agenzie interinali. Noi comunisti vogliamo andare per\u00f2 al di l\u00e0 di queste misure e non abbiamo paura di usare uno slogan ancora tab\u00f9 per buona parte della politica: noi vogliamo pi\u00f9 stato e meno mercato! Proponiamo infatti una programmazione pubblica dello sviluppo economico, fondata sulla promozione statale di poli industriali dedicati a specifiche attivit\u00e0 produttive di carattere strategico (la capitolazione sulle Officine FFS \u00e8 in questo senso un grave errore), la nazionalizzazione dei servizi pubblici (ricordo la nostra iniziativa per il ripristino della regia federale della Posta) e la diversificazione dei partner commerciali (guardando ai paesi emergenti).<\/p>\n<p>Occorre per\u00f2 agire anche sul fronte della formazione, come giustamente segnala il sociologo Sandro Cattacin, secondo cui \u201ccon un mercato del lavoro ormai internazionalizzato e concorrenziale non basta pi\u00f9 imparare semplicemente un mestiere\u201d. Bisogna tornare invece a investire nell\u2019istruzione, a offrire delle maggiori opportunit\u00e0 di formazione che non siano strettamente funzionali alle esigenze a breve termine del padronato. Va infranto il tab\u00f9 dell\u2019apprendistato come panacea di tutti i mali, per valorizzare davvero la formazione professionale: il Partito Comunista propone un minimo salariale di 1000 CHF per gli apprendisti, una migliore preparazione pedagogica dei formatori e il potenziamento della formazione culturale nelle scuole professionali. Occorre per\u00f2 aprire anche delle pi\u00f9 ampie prospettive di studio a noi giovani: in questo senso, il nostro deputato \u00e8 riuscito a far raddoppiare i posti disponibili nei corsi passerella e ad aprire un dibattito sull\u2019estensione dell\u2019obbligo scolastico. Non da ultimo, va garantito il diritto allo studio: basta tagli alle borse di studio e aumenti delle rette!<\/p>\n<p>Il Ticino non \u00e8 quindi un paese per giovani: noi comunisti vogliamo che torni a diventarlo! In questa legislatura ci siamo gi\u00e0 mossi in questo senso, ma per poter continuare dobbiamo mantenere la nostra presenza in parlamento: per questa ragione, il 7 aprile votiamo Lista 9!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSi \u00e8 rotto l\u2019ascensore sociale\u201d: cos\u00ec titolava recentemente il domenicale\u00a0Il Caff\u00e8, la cui inchiesta contribuisce a sfatare il mito ancora largamente imperante della \u201cmeritocrazia\u201d e dell\u2019imprenditorialit\u00e0 personale come mezzo di promozione sociale. La verit\u00e0 \u00e8 che ancor oggi il destino sociale degli individui \u00e8 legato a doppio filo con la propria origine di classe: quasi solo chi si trova in alto nella piramide sociale pu\u00f2 sperare di rimanere o diventare ricco. Questa situazione tocca da vicino anche il Ticino, per il quale il Partito Comunista ha identificato due principali assi d\u2019intervento: il lavoro e la formazione. Nella citata inchiesta, l\u2019economista<\/p>\n","protected":false},"author":17693,"featured_media":7935,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,8,13,3],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-7934","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-giovani","category-opinione","category-interni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7934","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/17693"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7934"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7934\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7936,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7934\/revisions\/7936"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7934"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=7934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}