{"id":7922,"date":"2019-03-08T02:10:15","date_gmt":"2019-03-08T02:10:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7922"},"modified":"2019-03-08T02:14:42","modified_gmt":"2019-03-08T02:14:42","slug":"parita-dei-sessi-bisogna-scegliere-la-strada-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7922","title":{"rendered":"Parit\u00e0 dei sessi? Bisogna scegliere la strada giusta."},"content":{"rendered":"<p>Il 14 giugno 1991 si \u00e8 svolto il primo sciopero nazionale delle donne: mezzo milione di donne hanno scioperato per dimostrare che \u201cse le donne vogliono, tutto si ferma\u201d e per rivendicare una legge che stabilisse la parit\u00e0 dei sessi. Nel 1995 questa rivendicazione \u00e8 s\u00ec stata conquistata, ma purtroppo \u00e8 stato solo un passettino dei tanti che ancora vanno fatti per ottenere la vera parit\u00e0 dei sessi. Nello sciopero del prossimo 14 giugno le donne lotteranno affinch\u00e9 questa legge sia effettivamente rispettata e applicata in tutti gli ambiti della vita. In effetti le disparit\u00e0 sono ancora molto evidenti: dalla scuola al posto di lavoro, fino alla non meno importante gestione della casa. Per far s\u00ec che il cambiamento ci sia in tutti gli ambiti della vita, come anche nella coscienza delle persone, bisogna partire dalla radice del percorso di vita dei cittadini.<\/p>\n<p>La scuola va quindi considerata quale luogo di lotta. Ecco perch\u00e9 la presenza studentesca all\u2019interno dello sciopero delle donne \u00e8 essenziale: le e i giovani devono essere in prima linea per rivendicare misure concrete che sradichino dalla societ\u00e0 e dall\u2019educazione la mentalit\u00e0 patriarcale ancora molto forte e figlia di contesto culturale mercificatorio della donna. Al giorno d\u2019oggi l\u2019educazione di genere non viene trattata adeguatamente nella scuola: \u00e8 quindi indispensabile l\u2019inserimento interdisciplinare di questa tematica per contrastare la cultura sessista e gli stereotipi che permangono nell\u2019opinone pubblica, ad esempio il fatto che determinate capacit\u00e0 intellettuali siano legate solo a un sesso, intralciando cos\u00ec il percorso di quelle donne che scelgono uno studio tendenzialmente \u201cmaschile\u201d. Nei programmi scolastici sarebbe quindi utile inserire anche le numerose figure femminili che hanno fatto la storia e il cui contributo umanistico e scientifico \u00e8 poco noto. Vi \u00e8 poi l\u2019ottima proposta del sindacato studentesco SISA, che chiede l\u2019inserimento di un mediatore indipendente all\u2019interno delle scuole superiori: questa figura permetter\u00e0 alle ragazze, vittime di commenti sessisti e discriminazione, di segnalare gli abusi senza ripercussioni sul proprio percorso scolastico. Ad oggi il DECS ha s\u00ec timidamente introdotto tale figura, ma scelta fra il corpo docente, quando invece dovrebbe essere indipendente. Sono convinta infine che la mentalit\u00e0 patriarcale influenza anche come a scuola si tratta l\u2019educazione sessuale: occorre pi\u00f9 libert\u00e0, evitando distinzioni tra i sessi, approfondendo i vari aspetti del tema, a partire dal nostro corpo, il piacere e la diversit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutte queste lacune nel percorso scolastico trasmettono ai giovani messaggi e valori ancora influenzati da una visione sessista che acuiscono le disparit\u00e0 tra uomo e donna che emergono poi soprattutto nella professione. \u00c8 inconcepibile che a tutt\u2019oggi le donne, a parit\u00e0 di titolo di studio, continuino ad percepire salari dal 14% al 40% inferiori rispetto agli uomini: bisogna cambiare! In conclusione, per\u00f2, invito tutti a non seguire le paladine del femminismo mainstream: le ingiustizie fra uomo e donna sono infatti prodotto del sistema economico, il quale nel corso della sua storia non ha fatto che riprodurre una cultura di supremazia maschile. Le donne lottino con tutte le fasce della popolazione vittime dei soprusi e delle ingiustizie perpetrate dal capitalismo: per riuscire ad ottenere un\u2019uguaglianza di genere bisogna prima conquistare i diritti collettivi che stabiliscono l&#8217;uguaglianza sociale!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 giugno 1991 si \u00e8 svolto il primo sciopero nazionale delle donne: mezzo milione di donne hanno scioperato per dimostrare che \u201cse le donne vogliono, tutto si ferma\u201d e per rivendicare una legge che stabilisse la parit\u00e0 dei sessi. Nel 1995 questa rivendicazione \u00e8 s\u00ec stata conquistata, ma purtroppo \u00e8 stato solo un passettino dei tanti che ancora vanno fatti per ottenere la vera parit\u00e0 dei sessi. Nello sciopero del prossimo 14 giugno le donne lotteranno affinch\u00e9 questa legge sia effettivamente rispettata e applicata in tutti gli ambiti della vita. 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