{"id":7775,"date":"2019-01-24T08:32:43","date_gmt":"2019-01-24T08:32:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7775"},"modified":"2019-03-10T22:12:30","modified_gmt":"2019-03-10T22:12:30","slug":"school-strike-for-climate-oppure-schools-out-for-summer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7775","title":{"rendered":"School strike for Climate oppure School&#8217;s Out (for Summer)?"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Well we got no class<br \/>\n<\/em><em>(\u2026)<br \/>\n<\/em><em>and we got no innocence<br \/>\n<\/em><em>(&#8230;)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec risuonava una strofa del celebre pezzo <em>School\u2019s Out<\/em> di Alice Cooper nel 1972<a id=\"a1\" href=\"#f1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>.\u00a0E parrebbe risuonare sulle stesse melodie il movimento <em>School strike for Climate<\/em>\u00a0sviluppatosi a cavallo fra il 2018 e il 2019. Ma &#8230;<em>they got no innocence<\/em>.<\/p>\n<p>La narrazione soggiacente a questo movimento \u00e8 relativamente semplice e velocemente riassumibile. Il tutto ha inizio\u00a0in Svezia a fine agosto 2018. Una ragazzina, <strong>Greta Thunberg<\/strong>, allora ancora quindicenne, decide di non seguire pi\u00f9 le lezioni scolastiche del venerd\u00ec in segno di protesta contro i cambiamenti climatici fino alle elezioni legislative svedesi, che si sarebbero poi tenute a settembre 2018. La rivendicazione \u00e8 che la Svezia rispetti la riduzione delle emissioni di carbonio come previsto dagli accordi di Parigi e la modalit\u00e0 di protesta \u00e8 il sedersi dinanzi al parlamento svedese con dei cartelloni sloganistici. Per quanto si possa criticare tale metodo individualista di protesta, non si pu\u00f2 dire che non abbia portato a dei risultati. Il movimento iniziato da Greta Thunberg si \u00e8 infatti espanso e internazionalizzato, sino alle dimensioni che conosciamo al giorno d&#8217;oggi. Non fosse che &#8230;<em>they got no innocence<\/em>.<\/p>\n<p>Ora, occorre forse aggiungere alcuni dettagli su questa bella favola squisitamente post-moderna che ci \u00e8 stata abilmente confezionata dall&#8217;apparato mediatico <em>mainstream<\/em>. La Thunberg appartiene in realt\u00e0 alla borghesia &#8220;progressista&#8221; svedese, che di tale classe sociale \u00e8 l&#8217;espressione. I suoi genitori sono noti nel mondo artistico ed ella \u00e8 diretta discendente di <strong>Svante Arrhenius<\/strong><a id=\"a2\" href=\"#f2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>, premio Nobel per la chimica nel 1903. Ci\u00f2 per\u00f2 sembrerebbe non importare nella societ\u00e0 liquida nella quale viviamo, societ\u00e0 nella quale chiunque pu\u00f2 essere qualsiasi cosa. E invece importa, tant&#8217;\u00e8 che la quindicenne nel giro di pochi mesi \u00e8 stata invitata a tenere un discorso presso la ventiquattresima Conferenza delle Parti organizzata dal Segretariato dell&#8217;UNFCCC (<em>United Nations Framework Convention on Climate Change<\/em>, Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) di Katowice e al WEF (<em>World Economic Forum<\/em>, Forum economico mondiale) di Davos. Privilegio non propriamente riservato a tutti, al di l\u00e0 della retorica democratica che le organizzazioni internazionali fanno propria.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-lang=\"it\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"en\">\u201dSo we have not come here to beg the world leaders to care for our future. They have ignored us in the past and they will ignore us again. We have come here to let them know that change is coming whether they like it or not.\u201d<\/p>\n<p>From my speech yesterday at <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/COP24?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#COP24<\/a> <a href=\"https:\/\/t.co\/WIwv4vbT6G\">pic.twitter.com\/WIwv4vbT6G<\/a> \u2014 Greta Thunberg (@GretaThunberg) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/GretaThunberg\/status\/1069877730055995392?ref_src=twsrc%5Etfw\">4 dicembre 2018<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Trascuriamo pure il livello di professionalit\u00e0 rilevabile nella gestione dei <em>social-media<\/em> di Thunberg (volutamente dissimulato in modo da rendere il contenuto il pi\u00f9 &#8220;autentico&#8221; possibile) e abbandoniamo per un istante il piano internazionale per calarci nella realt\u00e0 locale elvetica.<\/p>\n<p>Il movimento ha fatto la sua trionfale entrata in scena in Svizzera il 18 gennaio 2019. Stando alle cifre ufficiali 22&#8217;000 studenti hanno scioperato di venerd\u00ec, riprendendo la narrazione scandinava, a favore della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra<a id=\"a3\" href=\"#f3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. Cifre che, rispetto a quelle abituali per la Svizzera, fanno riflettere. Le pi\u00f9 grandi manifestazioni non superano infatti quasi mai i 40&#8217;000-50&#8217;000 partecipanti e sottopongono gli organizzatori a ingenti costi finanziari relativi alla preparazione e allo svolgimento stesso delle mobilitazioni. Vogliamo veramente credere alla favola per cui, parafrasando Joyce<a id=\"a4\" href=\"#f4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>, liberi individui in liquido pollaio si organizzano unicamente mediante i nuovi media e scendono spontaneamente in strada a rivendicare un mondo migliore? No, siamo materialisti e vogliamo indagare la questione a fondo.<\/p>\n<p>Un emblematico documento reperibile in rete ci spiega, almeno in parte, le modalit\u00e0 secondo le quali il movimento <em>School Strike for Climate<\/em>\u00a0\u00e8 stato chirurgicamente calato nel nostro Paese: la creazione di svariati gruppi WhatsApp mediante i quali entrare i contatto con gli studenti distinti non solo per ogni Cantone, ma addirittura per ogni scuola. Tale documento \u00e8 stato redatto dal distaccamento\u00a0rosso-crociato del movimento e contiene un altro dettaglio interessante: esso\u00a0fa infatti riferimento alla figura di <strong>Oliviero Reusser<\/strong> quale unico referente da contattare<a id=\"a5\" href=\"#f5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>. La stessa figura che, ai microfoni di Rete Uno, viene sommariamente definita come &#8220;<em>studente all\u2019Uni di Zurigo, fa parte del movimento<\/em>&#8220;<a id=\"a6\" href=\"#f6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Vi sono anche altri elementi di sospetto che nascono osservando i cartelloni dei manifestanti d&#8217;oltralpe. Sorvolando il criticabile e ormai tristemente noto &#8220;<em>There is no Planet B<\/em>&#8220;, si notano nelle varie citt\u00e0 slogan molto simili fra di loro e in gran parte scritti in inglese, sintomo della soggiacente cultura globalista. In alcune scuole i docenti hanno addirittura messo a disposizione ore, materiale e aule scolastiche al fine di poter preparare il materiale per le manifestazioni. Come se non bastasse, tale ondata di protesta ecologista \u00e8 stata fin troppo ben recepita da svariati ministeri cantonali dell&#8217;educazione, i quali comprendono le rivendicazioni e in sostanza accordano il diritto di scioperare senza particolari problemi<a id=\"a7\" href=\"#f7\"><sup>[7]<\/sup><\/a><sup>, <\/sup><a id=\"a8\" href=\"#f8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>. Lungi dal voler criticare queste decisioni politiche, sarebbe per\u00f2 opportuno riflettere sulle reazioni abituali di tali ministeri quando la posta in gioco \u00e8 relativa a tematiche di carattere sociale &#8211; tematiche concrete e dai risvolti politici immediatamente tangibili, al contrario delle generiche rivendicazioni ideali per un ambiente pi\u00f9 sano &#8211;\u00a0quali ad esempio la lotta contro i tagli alla pubblica istruzione e quella contro le politiche d&#8217;austerit\u00e0 tutte.<\/p>\n<p>Ma torniamo a Reusser, figura centrale per quanto riguarda il movimento in Svizzera. Cercando informazioni su di lui si viene a scoprire che lo studente dell&#8217;Universit\u00e0 di Zurigo in realt\u00e0 ha interessi ben pi\u00f9 inseriti nelle dinamiche geopolitiche di quanto possa apparire di primo acchito. In effetti, negli scorsi anni, lo zurighese ha collaborato a pi\u00f9 riprese con il controverso sito d&#8217;informazione\u00a0<strong>Conflict News<\/strong>, scrivendo articoli incentrati sulla guerra in Siria su posizioni anti-russe<a id=\"a9\" href=\"#f9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>. Le informazioni pubblicate da tale portale, a discapito di quanto si possa pensare, vengono spesso e volentieri riprese dai grandi media internazionali, fra i quali il <em>Washington Post<\/em>, il <em>New York Times<\/em>, <em>NBC News<\/em>, il <em>Los Angeles Times<\/em>, l&#8217;<em>Independent<\/em>, <em>Radio Free Europe<\/em>, il <em>Telegraph<\/em>, <em>Lib\u00e9ration<\/em> e il <em>Times of Israel<\/em>, tanto per citarne alcuni<a id=\"a10\" href=\"#f10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>. Conflict News \u00e8 anche citato dalla dubbia organizzazione <em>The Syria Institute<\/em> con sede a Washington<a id=\"a11\" href=\"#f11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>. Se qualcuno volesse ulteriormente informarsi sul personaggio, basterebbe dare un&#8217;occhiata al suo <a href=\"https:\/\/twitter.com\/o_reusser\">profilo Twitter<\/a>.\u00a0La Repubblica Araba di Siria sembrerebbe quindi essere al centro degli interessi di Reusser, la stessa Siria che negli ultimi anni \u00e8 stata teatro di cruenti sconti armati, il pi\u00f9 delle volte foraggiati dagli Stati Uniti d&#8217;America contro il governo siriano democraticamente eletto.\u00a0Insomma, il profilo che ne esce non corrisponde propriamente a quello del candido ecologista che la radiotelevisione nostrana vorrebbe presentarci.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante a questo proposito notare le contraddizioni che stanno recentemente emergendo fra <strong>Donald Trump<\/strong> e <strong>Emmanuel Macron<\/strong>. Quest&#8217;ultimo ha infatti criticato la decisione di ritirare dal suolo siriano le truppe statunitensi<a id=\"a12\" href=\"#f12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>, decisione probabilmente presa in vista di in una possibile intensificazione del conflitto contro il legittimo governo venezuelano guidato dal presidente Nicol\u00e1s Maduro.\u00a0Altre contraddizioni fra la Francia e gli Stati Uniti sono emerse relativamente agli accordi di Parigi sul clima e al movimento dei <em>gilets jaunes<\/em>.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-lang=\"it\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"en\">The Paris Agreement isn\u2019t working out so well for Paris. Protests and riots all over France. People do not want to pay large sums of money, much to third world countries (that are questionably run), in order to maybe protect the environment. Chanting \u201cWe Want Trump!\u201d Love France.<\/p>\n<p>\u2014 Donald J. Trump (@realDonaldTrump) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/realDonaldTrump\/status\/1071382401954267136?ref_src=twsrc%5Etfw\">8 dicembre 2018<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Consci che la questione della guerra in Siria \u00e8 comunque la contraddizione principale in questa faccenda, proviamo per\u00f2 a fare un&#8217;ipotesi: cosa accomuna Francia, Stati Uniti, <em>gilets jaunes<\/em> e <em>School Strike for Climate<\/em>? Gli accordi di Parigi sul clima. Gli accordi sono l&#8217;unica intersezione possibile fra questi quattro insiemi. Da un lato il governo a stelle e strisce vorrebbe ritirare il proprio consenso dagli accordi di Parigi, cos\u00ec come i <em>gilets jaunes<\/em>\u00a0originariamente protestano contro l&#8217;aumento delle tasse sul carburante di origine fossile (misura atta a raggiungere gli obiettivi di transizione ecologica); dall&#8217;altro la Francia e <em>School Strike for Climate<\/em> auspicherebbero un completo rispetto di tali accordi. Verrebbe quasi da pensare che le rivendicazioni climatiche siano solamente una scusante atta a indebolire quella parte di amministrazione statunitense che vorrebbe farla finita con l&#8217;interventismo in medio-oriente.\u00a0Questi movimenti sono quindi unicamente delle pedine sullo scacchiere internazionale della partita giocata fra grandi potenze imperialiste? \u00c8 solamente un&#8217;ipotesi azzardata, eppure &#8220;<em>a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca<\/em>&#8221; come direbbe qualcuno.<\/p>\n<p>E nella Svizzera italiana? Anche in questo caso essa rappresenta un&#8217;eccezione rispetto alle dinamiche federali. Sar\u00e0 forse per via della matrice culturale italiana pi\u00f9 incline a chinarsi e a interrogarsi a fondo sulle problematiche, ma sta di fatto che in Ticino il movimento sembrerebbe aver preso un&#8217;altra strada rispetto a quanto sta avvenendo oltralpe. Grazie alla spinta propulsiva del <strong>Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA)<\/strong>\u00a0parrebbe che, perlomeno a livello programmatico, si sia scesi pi\u00f9 nel dettaglio, inserendo anche rivendicazioni di carattere sociale<a id=\"a13\" href=\"#f13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>\u00a0e di critica al sistema di produzione capitalistico. \u00c8 infatti opinione diffusa e sensata che una societ\u00e0 realmente ecologica sia incompatibile con l&#8217;economia di libero mercato, in quanto questa ha come obiettivo ultimo la creazione di profitto, indipendentemente dai costi ambientali da essa risultanti. Una delle caratteristiche di questa impostazione economica \u00e8 pure lo sfruttamento di tipo neo-coloniale delle risorse naturali. In confronto, la piattaforma federale di <em>School Strike for Climate<\/em> prevede unicamente tre rivendicazioni &#8211; peraltro semplicistiche e slegate dalla realt\u00e0 concreta<a id=\"a14\" href=\"#f14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>. Un altro punto che sembrerebbe essere maggiormente sentito in Ticino \u00e8 il ripudio della guerra in quanto fortemente inquinante. Annotazione, questa, che \u00e8 peraltro di vitale importanza per non finire a essere semplice pedina in uno scacchiere ben pi\u00f9 grande e complesso di quanto si pensi, come ipotizzato nel precedente paragrafo.<\/p>\n<p>Nel clima generale di disorientamento della sinistra occidentale che, pur di riuscire ancora a individuare un movimento di massa ad essa congeniale, la stessa finisce purtroppo &#8211; per mezzo del tanto citato\u00a0pensiero illusorio &#8211; a individuare elementi di progressismo in vari movimenti che di progressista hanno ben poco. \u00c8 il caso del gi\u00e0 Consigliere nazionale <strong>Franco Cavalli<\/strong>, che dal suo account Facebook ha recentemente espresso la sua opinione positiva su <em>School Strike for Climate<\/em>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: none; overflow: hidden;\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ffranco.cavalli.942%2Fposts%2F2134514359939182&amp;width=500\" width=\"500\" height=\"268\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\nConcludendo rispondo al quesito: s\u00ec, compagno Franco, si pu\u00f2 ancora sperare. Ma \u00e8 da auspicare che le settarie rivendicazioni di un certo ecologismo individualista non prevalgano sulle rivendicazioni di tipo collettivo emerse in quello che potremmo definire come &#8220;programma ticinese&#8221;; programma nato sotto la guida del sindacato studentesco, che ha impedito la degenerazione idealistica e piccolo-borghese delle manifestazioni come ben visto a livello federale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] <strong>COOPER Alice<\/strong>, <em>School&#8217;s Out<\/em>, Epic Records, 1990, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/2Oo8QzDHimQ\">https:\/\/youtu.be\/2Oo8QzDHimQ<\/a>, consultato il 20.01.2019. <a id=\"f1\" href=\"#a1\">\u21d1<\/a><br \/>\n[2] <strong>CARRINGTON Damian<\/strong>, <em>&#8216;Our leaders are like children,&#8217; school strike founder tells climate summit<\/em>, The Guardian, 04.12.2018, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2018\/dec\/04\/leaders-like-children-school-strike-founder-greta-thunberg-tells-un-climate-summit\">https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2018\/dec\/04\/leaders-like-children-school-strike-founder-greta-thunberg-tells-un-climate-summit<\/a>, consultato il 20.01.2019. <a id=\"f2\" href=\"#a2\">\u21d1<\/a><br \/>\n[3] <strong>ATS<\/strong>, <em>22&#8217;000 Sch\u00fcler gehen statt zur Schule f\u00fcr das Klima auf die Strasse<\/em>, Aargauer Zeitung, 18.01.2019, <a href=\"https:\/\/www.aargauerzeitung.ch\/schweiz\/22000-schueler-gehen-statt-zur-schule-fuer-das-klima-auf-die-strasse-133976869\">https:\/\/www.aargauerzeitung.ch\/schweiz\/22000-schueler-gehen-statt-zur-schule-fuer-das-klima-auf-die-strasse-133976869<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f3\" href=\"#a3\">\u21d1<\/a><br \/>\n[4] <strong>JOYCE James<\/strong>, <em>Ulisse<\/em>, trad. it, Mondadori, Milano, 1960. <a id=\"f4\" href=\"#a4\">\u21d1<\/a><br \/>\n[5] <strong>REUSSER Oliviero<\/strong>, <em>List of regional and local chats<\/em>, 2019, <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/1V7b1yo18dUD3tzTG6ldnJjfx2rz5cPWt4vO9pmhe7oY\/edit?fbclid=IwAR1e2pf-B4whgbsLWZQw3y9qHzNsCyd2hp-xWOZf2od6TpzWVE-p5div6Tk\">https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/1V7b1yo18dUD3tzTG6ldnJjfx2rz5cPWt4vO9pmhe7oY\/edit?fbclid=IwAR1e2pf-B4whgbsLWZQw3y9qHzNsCyd2hp-xWOZf2od6TpzWVE-p5div6Tk<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f5\" href=\"#a5\">\u21d1<\/a><br \/>\n[6] <strong>BUCCI Giuseppe<\/strong>, <strong>PEDRAZZINI Alice<\/strong> e <strong>ROSSINELLI Roberto<\/strong>, <em>Giovani in sciopero per il clima<\/em>, RSI Rete Uno &#8211; Modem, 18.01.2019, <a href=\"https:\/\/www.rsi.ch\/rete-uno\/programmi\/informazione\/modem\/Giovani-in-sciopero-per-il-clima-11229681.html\">https:\/\/www.rsi.ch\/rete-uno\/programmi\/informazione\/modem\/Giovani-in-sciopero-per-il-clima-11229681.html<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f6\" href=\"#a6\">\u21d1<\/a><br \/>\n[7] <strong>AMARELLE Cesla<\/strong>, <em>\u00c0 celles et ceux qui se mobilisent pour le climat le 18 janvier 2019<\/em>, \u00c9tat de Vaud, 18.01.2019, <a href=\"https:\/\/www.vd.ch\/toutes-les-autorites\/departements\/departement-de-la-formation-de-la-jeunesse-et-de-la-culture-dfjc\/actualites\/news\/a-celles-et-ceux-qui-se-mobilisent-pour-le-climat-le-18-janvier-2019-1547723810\/ \">https:\/\/www.vd.ch\/toutes-les-autorites\/departements\/departement-de-la-formation-de-la-jeunesse-et-de-la-culture-dfjc\/actualites\/news\/a-celles-et-ceux-qui-se-mobilisent-pour-le-climat-le-18-janvier-2019-1547723810\/ <\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f7\" href=\"#a7\">\u21d1<\/a><br \/>\n[8] <strong>LUGON Laure<\/strong>, <em>A Gen\u00e8ve, l\u2019\u00e9cole obligatoire peut faire gr\u00e8ve pour le climat avec la b\u00e9n\u00e9diction du DIP<\/em>, Le Temps, 17.01.2019, <a href=\"https:\/\/www.letemps.ch\/suisse\/geneve-lecole-obligatoire-faire-greve-climat-benediction-dip\">https:\/\/www.letemps.ch\/suisse\/geneve-lecole-obligatoire-faire-greve-climat-benediction-dip<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f7\" href=\"#a7\">\u21d1<\/a><br \/>\n[9] <strong>REUSSER Oliviero<\/strong>, <em>Video allegedly shows unidentified Russians torturing a prisoner with a sledgehammer<\/em>, Conflict News, 01.07.2017, <a href=\"http:\/\/www.conflict-news.com\/syria\/video-allegedly-shows-unidentified-russians-torturing-a-prisoner-with-a-sledgehammer\">http:\/\/www.conflict-news.com\/syria\/video-allegedly-shows-unidentified-russians-torturing-a-prisoner-with-a-sledgehammer<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f9\" href=\"#a9\">\u21d1<\/a><br \/>\n[10] <em>Conflict News is the future of reporting on areas of conflict around the world<\/em>, Conflict News, <a href=\"http:\/\/www.conflict-news.com\/about\/\">http:\/\/www.conflict-news.com\/about\/<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f10\" href=\"#a10\">\u21d1<\/a><br \/>\n[11] &#8220;<strong>syriainst<\/strong>&#8220;, <em>TSI Syria Update: July 26, 2017<\/em>, The Syria Institute, 26.07.2017, <a href=\"http:\/\/syriainstitute.org\/2017\/07\/26\/tsi-syria-update-july-26-2017\/\">http:\/\/syriainstitute.org\/2017\/07\/26\/tsi-syria-update-july-26-2017\/<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f11\" href=\"#a11\">\u21d1<\/a><br \/>\n[12] <em>Syria conflict: Macron criticises Trump&#8217;s withdrawal decision<\/em>, BBC, 23.12.2018, <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-46667639 \">https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-46667639<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f12\" href=\"#a12\">\u21d1<\/a><br \/>\n[13] &#8220;<strong>Redazione<\/strong>&#8220;, <em>Anche in Ticino nasce il movimento a favore del clima<\/em>, Ticinonews, 21.01.2019, <a href=\"https:\/\/www.ticinonews.ch\/ticino\/477380\/anche-in-ticino-nasce-il-movimento-a-favore-del-clima\">https:\/\/www.ticinonews.ch\/ticino\/477380\/anche-in-ticino-nasce-il-movimento-a-favore-del-clima<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f13\" href=\"#a13\">\u21d1<\/a><br \/>\n[14] <em>Nos exigences<\/em>, Climate Strike, 01.2019, <a href=\"https:\/\/climatestrike.ch\/fr\/2019\/01\/21\/unsere-forderungen\/\">https:\/\/climatestrike.ch\/fr\/2019\/01\/21\/unsere-forderungen\/<\/a>, consultato il 23.01.2019. <a id=\"f14\" href=\"#a14\">\u21d1<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Well we got no class (\u2026) and we got no innocence (&#8230;) Cos\u00ec risuonava una strofa del celebre pezzo School\u2019s Out di Alice Cooper nel 1972[1].\u00a0E parrebbe risuonare sulle stesse melodie il movimento School strike for Climate\u00a0sviluppatosi a cavallo fra il 2018 e il 2019. Ma &#8230;they got no innocence. La narrazione soggiacente a questo movimento \u00e8 relativamente semplice e velocemente riassumibile. Il tutto ha inizio\u00a0in Svezia a fine agosto 2018. Una ragazzina, Greta Thunberg, allora ancora quindicenne, decide di non seguire pi\u00f9 le lezioni scolastiche del venerd\u00ec in segno di protesta contro i cambiamenti climatici fino alle elezioni legislative<\/p>\n","protected":false},"author":17694,"featured_media":7781,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,4,9,13,3],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-7775","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente","category-esteri","category-movimento","category-opinione","category-interni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/17694"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7775"}],"version-history":[{"count":66,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7775\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7842,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7775\/revisions\/7842"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7781"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7775"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=7775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}