{"id":7748,"date":"2018-12-20T08:27:42","date_gmt":"2018-12-20T08:27:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7748"},"modified":"2019-04-03T23:21:27","modified_gmt":"2019-04-03T23:21:27","slug":"il-maestro-e-margherita-ma-il-lac-non-e-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7748","title":{"rendered":"\u201cIl Maestro e Margherita\u201d&#8230; ma il LAC non \u00e8 tutto!"},"content":{"rendered":"<p>A met\u00e0 dicembre 2018 due rappresentazioni al LAC per \u201cIl Maestro e Margherita\u201d tratto dall\u2019omonimo romanzo di Michail Bulgakov, su testo di <strong>Letizia Russo<\/strong> per la regia di <strong>Andrea Baracco<\/strong>, con <strong>Michele Riondino<\/strong> nel ruolo di Woland, il diavolo apparso per le vie di Mosca, e la brava <strong>Federica Rosellini<\/strong> in quello di Margherita.<\/p>\n<p>Apprezzabile lo sforzo di abbracciare tutto il romanzo bulgakoviano con attenzione filologica, comprensibile la volont\u00e0 di insistere sugli aspetti universali del testo, ovvero lo scontro irrisolto tra bene e male, ma anche quello dell&#8217;uomo con le sue passioni terrene, nonch\u00e9 il confronto sempre vivace tra stupidit\u00e0 e intelligenza, grettezza e creativit\u00e0. Il risultato tuttavia \u00e8 un po&#8217; algido, nonostante l&#8217;impegno degli attori, sinceramente volonteroso negli intenti. L&#8217;auspicio \u00e8 che questo spettacolo possa avvicinare gli spettatori elvetici e italiani alla produzione letteraria e teatrale di <strong>Michail Afanasevi\u010d Bulgakov<\/strong>, proprio la sua prematura morte gli ha impedito, come per altri suoi scritti precedenti, di immaginarne lui stesso una riduzione teatrale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 del tutto assente nella realizzazione prodotta dai Teatro Stabile dell&#8217;Umbria, se non solo accennato, \u00e8 il contesto sociale, politico e culturale dei fatti narrati da Bulgakov, ovvero la Mosca sovietica della fine degli anni &#8217;20, che da poco aveva acerbamente superato il suo primo tumultuoso decennio rivoluzionario. \u00c8 vero l&#8217;Unione Sovietica non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 e oramai in Occidente pochi se ne ricordano, massimamente i giovani, tuttavia la vita e la quotidianit\u00e0 di quella nazione sono state il contesto nel quale l&#8217;opera \u00e8 nata e in cui con ampie revisioni e rimaneggiamenti per tutti gli anni &#8217;30 Bulgakov vi si \u00e8 dedicato fino ai suoi ultimi giorni sopraggiunti nel 1940.<\/p>\n<p>Resta meritoria l&#8217;iniziativa del LAC di portare nel Canton Ticino lo spettacolo,\u00a0confermando tuttavia le speranze che il LAC stesso non resti l\u2019unico grande centro culturale del Cantone. Il Ticino \u2013 come spiega il locale Partito Comunista che nella citt\u00e0 di Lugano conta due consiglieri comunali e un deputato a livello cantonale &#8211; necessita di un sostegno pubblico pi\u00f9 forte alle realt\u00e0 e alle associazioni culturali attive su tutto il territorio.<\/p>\n<p>Sarebbe altres\u00ec opportuno che il LAC si facesse promotore di un sostegno alle compagnie teatrali e agli artisti emergenti. Perch\u00e9 se \u00e8 vero, come ha scritto Bulgakov ne \u201cIl Maestro e Margherita\u201d che i manoscritti non bruciano, \u00e8 altrettanto vero che troppe energie, soprattutto giovani, si disperdono, senza dare i frutti che potrebbero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A met\u00e0 dicembre 2018 due rappresentazioni al LAC per \u201cIl Maestro e Margherita\u201d tratto dall\u2019omonimo romanzo di Michail Bulgakov, su testo di Letizia Russo per la regia di Andrea Baracco, con Michele Riondino nel ruolo di Woland, il diavolo apparso per le vie di Mosca, e la brava Federica Rosellini in quello di Margherita. 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