{"id":7706,"date":"2018-11-25T18:23:17","date_gmt":"2018-11-25T18:23:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7706"},"modified":"2018-11-25T18:23:17","modified_gmt":"2018-11-25T18:23:17","slug":"angola-dalla-violenza-colonialista-allo-sviluppo-economico-e-sociale-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7706","title":{"rendered":"Angola, dalla violenza colonialista allo sviluppo economico e sociale del presente"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">A Luanda l\u2019aeroporto internazionale porta il nome di \u201c4 febbraio\u201d, il giorno del 1961 in cui il peso delle catene portoghesi \u00e8 diventato tanto pesante da convincere i marxisti del MPLA, il Movimento Popolare di Liberazione dell\u2019Angola, a iniziare l\u2019insurrezione. La bestialit\u00e0 del colonialismo portoghese \u00e8 stata cos\u00ec feroce che lungo tutto l\u2019Ottocento e la prima met\u00e0 del Novecento molti angolani son scappati nel Congo belga, in cui, come noto, venivano tagliate mani, piedi, arti a chi tardava nella raccolta di banane o diamanti, un inferno tuttavia minore di quello angolano. L\u2019avenida \u201cRivoluzione d\u2019Ottobre\u201d porta verso il centro, attraversando una megalopoli di ben otto milioni di abitanti, oltre un quarto dei trenta milioni di angolani, la pi\u00f9 grande capitale lusofona del mondo e la terza citt\u00e0 lusofona del pianeta dopo Rio de Janeiro e San Paolo in Brasile. Luanda si compone di una citt\u00e0 bassa, un tempo formata da case antiche di massimo due o tre piani, in stile coloniale, oggi sempre pi\u00f9 spesso demolite per lasciare spazio ai nuovi grattacieli, e di una citt\u00e0 alta, in cui, tra le vie Ho Chi Min, Che Guevara, Lenin e Amilcar Cabral si dispiegano una serie di palazzi tra cui quelli edificati negli anni \u201970 e \u201980, che manifestano in tutta evidenza la collaborazione degli architetti cubani.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46489687_10216820838983910_3448857093715525632_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7708 alignleft\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46489687_10216820838983910_3448857093715525632_o.jpg\" alt=\"\" width=\"446\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46489687_10216820838983910_3448857093715525632_o.jpg 2040w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46489687_10216820838983910_3448857093715525632_o-300x134.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46489687_10216820838983910_3448857093715525632_o-768x344.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46489687_10216820838983910_3448857093715525632_o-1024x459.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46489687_10216820838983910_3448857093715525632_o-480x215.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46489687_10216820838983910_3448857093715525632_o-1116x500.jpg 1116w\" sizes=\"auto, (max-width: 446px) 100vw, 446px\" \/><\/a>I popoli che compongono l\u2019Angola di oggi sono gli antenati dei brasiliani. Sterminati gli indios amazzonici e delle coste infatti i portoghesi, che gi\u00e0 trafficavano in esseri umani grazie all\u2019autorizzazione di una bolla pontificia del 1488, devono intensificare il reperimento di mano d\u2019opera schiavile per la loro nuova colonia e hanno facilit\u00e0 nel reperirla nella colonia antistante, l\u2019Angola. Il nome della nazione viene dalla parola che significa \u201csovrano\u201d, ovvero \u201cngola\u201d, in lingua ndongo, una delle tante popolazioni che compongono oggi come in passato un territorio esteso quattro volte quello italiano. Curiosa sineddoche storica che accomuna gli angolani agli inca, anche loro, che si chiamavano quechua e vivevano in un regno che si chiamava Tahuantinsuyo, i quattro quarti terreni e celesti, hanno finito per essere identificati con la parola \u201csovrano\u201d, appunto \u201cinca\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I ndongo per un secolo si prestano a guerreggiare contro gli altri popoli africani per recuperare schiavi che i portoghesi imbarcano sulle loro navi, ma quando le richieste degli europei si fanno eccessive, ai primi del \u2018600 si ribellano, guidati dalla regina Njinga, a cui nel 2013 il regista\u00a0Sergio Graciano ha dedicato un grande film, come sempre mai arrivato nelle sale e nei festival europei, lottando per mezzo secolo. Proprio quella guerra tra ndongo e portoghesi porta all\u2019edificazione nel 1634<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>della Fortaleza de S\u00e3o Miguel, che ancora oggi domina la citt\u00e0 ed \u00e8 diventata il museo storico-militare nazionale, alla cui entrata, insieme a uno stupendo arco mosaicato a forma di stella d\u2019ispirazione socialista, si trova una statua della regina Njinga.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Luanda nasce nel 1575 quando l\u2019intensit\u00e0 dei traffici umani e la necessit\u00e0 di un presidio militare convincono i lusitani a fondarla sotto il controllo di Paulo Dias de Novais, che ne diventa il primo governatore, la citt\u00e0 \u00e8 battezzata S\u00e3o Paulo de Luanda, dedicata a un santo al pari di altre celebri citt\u00e0 come San Crist\u00f3bal de La Habana e Santiago de Le\u00f3n de Caracas, di tutte oggi si ricorda solo il toponimo e non il santo. Il nome Luanda tra origine probabilmente dal nome dei pescatori, \u201cuwanda\u201d in lingua kikongo. Nel conflitto tra africani e portoghesi della prima met\u00e0 del \u2018600 si inseriscono gli olandesi, anche loro in cerca di schiavi a buon mercato, ma presto il governo di Lisbona riprende il controllo delle coste e oltre a Luanda intensifica il commercio di schiavi anche dalla citt\u00e0 meridionale di Benguela.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La dittatura salazarista inventa l\u2019Estado Novo, prima alleandosi ai fascismi europei, poi aderendo alla NATO in funzione anticomunista, e sfrutta dal 1926 al 1974 con pertinace intensit\u00e0 le colonie, non solo l\u2019Angola, ma anche il Mozambico, la Guina Bissau e Capo Verde, mantenendo un diffuso analfabetismo e costringendo la popolazione locale al lavoro forzato nei campi e nelle miniere. Tuttavia non pu\u00f2 impedire che un giovane angolano come <\/span><span class=\"s2\">Ant\u00f3nio Agostinho Neto possa laurearsi in medicina in Portogallo, al pari del guinea-bissauano Amilcar Cabral, di due anni pi\u00f9 piccolo, essendo del 1924, che termina gli studi universitari in agronomia. I due amici fraternizzeranno con i gruppi clandestini del Partito Comunista Portoghese e saranno tra i maggiori animatori della lotta anticoloniale di Liberazione nazionale dei loro rispettivi paesi. <\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7709 alignright\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46637894_10216820822743504_2031498704711581696_n.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46637894_10216820822743504_2031498704711581696_n.jpg 753w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46637894_10216820822743504_2031498704711581696_n-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46637894_10216820822743504_2031498704711581696_n-480x365.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/46637894_10216820822743504_2031498704711581696_n-657x500.jpg 657w\" sizes=\"auto, (max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Neto osserva con orrore come il lusotropicalismo propagandato dalla dittatura, ovvero l\u2019armoniosa intesa tra portoghesi e africani, sia una farsa e come invece il suo popolo sia sottomesso a un lavoro massacrante e nei fatti schiavistico, dall\u2019Angola il salazarismo pretende zucchero, cotone e mais per il mercato interno portoghese e per l\u2019esportazione agave, caff\u00e8 e diamanti, estratti in collaborazione con compagnie anglo-statunitensi, come avverr\u00e0 anche, dalla met\u00e0 degli anni \u201950 per il petrolio. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel 1961 Neto e i marxisti, cos\u00ec come altri gruppi di differente orientamento culturale e politico, constatano l\u2019impossibilit\u00e0 di avviare un tavolo di discussione con Lisbona per programmare anche sul lungo periodo un percorso verso l\u2019indipendenza, sul modello della decolonizzazione avviato in tutto il resto del continente africano. Inizia cos\u00ec una stagione di lotta e di resistenza che scatena una repressione di brutalit\u00e0 inaudita, solo nei primi mesi del 1961 sono oltre cinquantamila gli angolani uccisi dall\u2019esercito e dalla polizia segreta della dittatura, la PIDE, tra le pi\u00f9 efferate e dimenticate del Novecento. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019intensificarsi dello scontro che vede da una parte angolani, ma anche mozambicani, capoverdiani e guinea-bissauani sostenuti dai paesi socialisti, a partire da Cuba, convince molti giovani soldati e capitani portoghesi che stanno uccidendo e stanno morendo per una guerra ingiusta e sbagliata. Saranno loro, il 25 aprile 1974, a chiudere la pagina quasi cinquantennale del fascismo portoghese, con la \u201cRivoluzione dei garofani\u201d che mette fiori rossi nelle canne dei fucili, una Rivoluzione incruenta e popolare, iniziata la notte di quel giorno al canto di \u201cGrandola, villa Morena\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La vittoria della Rivoluzione porta con s\u00e9 la fine del colonialismo, della guerra coloniale e il diritto all\u2019indipendenza per le nazioni colonizzate, ma non la pace, n\u00e9 per l\u2019Angola, n\u00e9 per il Mozambico, guidato anch\u2019esso da un\u2019organizzazione marxista, il FRELIMO, Fronte di Liberazione del Mozambico di Samora Machel. Alla met\u00e0 degli anni \u201970 infatti il Sudafrica razzista che pratica l\u2019apartheid e imprigiona i comunisti e i dirigenti dell\u2019ANC, African National Congress, come Nelson Mandela, non \u00e8 in alcun modo intenzionato a permettere nell\u2019Africa australe la nascita di nazioni di orientamento marxista. MPLA e FRELIMO collaborano tra l\u2019altro con lo SWAPO, Organizzazione del Popolo dell&#8217;Africa del Sud-Ovest, che sotto la guida di Sam<\/span><span class=\"s2\"> Nujoma porter\u00e0 la Namibia all\u2019indipendenza nel 1990 e con lo <\/span><span class=\"s1\">ZANU, Unione Nazionale Africana di Zimbabwe, che porter\u00e0, guidata da Robert Mugabe, all\u2019indipendenza lo Zimbabwe dopo anni di lotta contro il colonialismo nel 1980.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quando tra un tripudio di bandiere dell\u2019Angola, rosse e nere con machete, stella e ruota dentata, la stessa di oggi, l\u201911 novembre 1975 a Luanda <\/span><span class=\"s2\">Ant\u00f3nio Agostinho Neto dichiara la nascita della Repubblica Popolare d\u2019Angola, nel resto del paese le truppe armate dell\u2019UNITA, <\/span><span class=\"s1\">Unione Nazionale per l&#8217;Indipendenza Totale dell&#8217;Angola di Jonas Malheiro Savimbi, con l\u2019appoggio sudafricano, statunitense e dello Zaire di Mobutu, spadroneggiano. Ugualmente in Mozambico le stesse forze reazionarie sostengono il RENAMO contro il FRELIMO.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Inizia per l\u2019Angola una lunga guerra che avr\u00e0 termine solo nel 2002. Oltre un quarto di secolo per un conflitto che ha obbligato l\u2019Angola e il presidente Jos\u00e9 Eduardo dos Santos, succeduto a Neto nel 1979, dopo la morte del padre dell\u2019indipendenza angolana, e rimasto in carica fino al settembre 2017, quando gli \u00e8 subentrato Jo\u00e3o Louren\u00e7o, a ridurre gli investimenti per casa, salute, scuola, lavoro, dovendosi concentrare nello sforzo bellico contro l\u2019aggressione imperialista. Negli anni \u201980 Ronald Reagan sostiene fortemente Savimbi, nella convinzione che una vittoria in Angola avrebbe risolto a favore dei razzisti sudafricani anche lo scontro in Namibia. Quando Gorbaciov ha abbandonato ogni sostegno internazionalista, solo Cuba, con svariati contingenti militari e diversi tecnici, medici, ingegneri, insegnanti, ha contribuito alla difesa della libert\u00e0 e alla salvaguardia dell\u2019indipendenza angolana, le visite di Raul Castro in quegli anni sono state numerose e calorose.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel 1991 Cuba risente del venir meno dell\u2019aiuto sovietico e contribuisce a convincere il presidente Jos\u00e9 Eduardo dos Santos a un duplice passo, superare l\u2019Angola Popolare verso una nazione multipartitica e in cui pubblico e privato possano integrarsi, potremmo dire una via socialdemocratica in cui si cerchino di salvaguardare i diritti sociali universali dei cittadini, sottoscrivere un accordo di pace con l\u2019UNITA di Savimbi. Entrambe i passaggi vengono realizzati, il 29 e 30 settembre 1992, sotto il controllo internazionale si svolgono le elezioni presidenziali e parlamentari. I funzionari delle Nazioni Unite le giudicato assolutamente regolari, il popolo angolano sceglie MPLA che ottiene il 54% dei voti e 129 dei 220 deputati, l\u2019UNITA \u00e8 secondo con 70 eletti e il 34% dei suffragi. Per le presidenziale sarebbe necessario il ballottaggio, dos Santos raggiunge il 49,5% dei consensi, Savimbi il 40%, ma Savimbi, intuendo la sconfitta elettorale, alle urne preferisce le armi e riprende la guerra, sar\u00e0 un nuovo decennio di sangue e di morte. Nel febbraio del 2002 Savimbi muore in uno scontro armato, due mesi dopo l\u2019UNITA firma la pace e torna a essere semplicemente un partito politico. Nelle ultime elezioni parlamentari dell\u2019agosto 2017 MPLA ha raccolto il 61% dei voti e 150 eletti su un totale sempre di 220, l\u2019UNITA solo il 26% e 51 deputati. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Oggi l\u2019Angola \u00e8 consapevole di essere chiamato a ridurre le eccessive differenze sociali, ma guarda con fiducia al futuro, i ritmi di crescita sono significativi, le entrate del petrolio cospicue, l\u2019affluenza di immigrati rappresenta il segnale di una nazione che pu\u00f2 dare lavoro, non solo a namibiani e sudafricani, gi\u00e0 numerosi, ma anche a molti portoghesi impoveriti dalle politiche monetariste dell\u2019Unione Europea, contrastate, per quanto possibile, dall\u2019attuale governo di sinistra di Lisbona che ha avuto un forte sostegno da parte dell\u2019Angola e del MPLA nel contrastare la crisi, ricevendo aiuti diretti e investimenti. La mano africana che ha spezzato le catene dello sfruttamento, dello schiavismo e del colonialismo \u00e8 diventata cos\u00ec il sostegno dell\u2019antico colonizzatore, a dimostrazione che chi crede nella solidariet\u00e0 \u00e8 capace di guardare, senza rancore per il passato, al futuro.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Luanda l\u2019aeroporto internazionale porta il nome di \u201c4 febbraio\u201d, il giorno del 1961 in cui il peso delle catene portoghesi \u00e8 diventato tanto pesante da convincere i marxisti del MPLA, il Movimento Popolare di Liberazione dell\u2019Angola, a iniziare l\u2019insurrezione. La bestialit\u00e0 del colonialismo portoghese \u00e8 stata cos\u00ec feroce che lungo tutto l\u2019Ottocento e la prima met\u00e0 del Novecento molti angolani son scappati nel Congo belga, in cui, come noto, venivano tagliate mani, piedi, arti a chi tardava nella raccolta di banane o diamanti, un inferno tuttavia minore di quello angolano. 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