{"id":7671,"date":"2018-07-29T23:15:04","date_gmt":"2018-07-29T23:15:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7671"},"modified":"2018-11-12T23:15:32","modified_gmt":"2018-11-12T23:15:32","slug":"a-jamila-il-premio-per-il-miglior-lungometraggio-del-24-sangio-verona-video-festival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7671","title":{"rendered":"A \u201cJamila\u201d il premio per il miglior lungometraggio del 24\u00b0 SanGi\u00f2 Verona Video Festival"},"content":{"rendered":"<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Jamila o Djamila \u00e8 un nome che attraversa lo spazio musulmano vincendo i continenti. Nel 1958 escono con questo titolo un libro in Unione Sovietica e un film in Egitto. Nel primo caso si tratta di un appassionante romanzo del grande kirghiso Chingiz Ajtmatov che racconta un travolgente amore tra Danijar e Jamila, mentre il marito di lei \u00e8 nel\u2019Armata Rossa e si sta battendo per la liberazione dell\u2019Europa dal nazifascismo, il film \u00e8 del geniale e insuperato Youssef Chahine e racconta la storia di Djamila Bouhired, interpretata da Magda al-Sabahi. Djamila \u00e8 una delle eroiche protagoniste della lotta di Liberazione del popolo algerino contro il colonialismo francese, il suo personaggio compare anche ne \u201cLa battaglia di Algeri\u201d di Gillo Pontecorvo. Chingiz Ajtmatov nel frattempo nel 1962, lo stesso anno in cui l\u2019Algeria diventa indipendente, pubblica \u201cIl primo maestro\u201d, storia di un amore contrastato tra un giovane insegnante e una ragazza kirghisa negli anni \u201920, quando il socialismo ha vinto in tutta la nazione l\u2019analfabetismo. Dal romanzo il regista Andrej Kon\u010dalovskij trae la sua opera prima nel 1965, con la bravissima e bellissima, allora diciottenne, Natalja Arinbasarova, poi moglie di Kon\u010dalovskij, nella parte della protagonista, vincitrice della Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile alla 27\u00aa Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia. Quando tre anni dopo la regista sovietica Irina Poplavskaja decide di trasporre sul grande schermo il romanzo \u201cJamila\u201d di Ajtmatov, vuole Natalja Arinbasarova, nella parte della protagonista, mentre Kon\u010dalovskij ha da poco terminato lo straordinario \u201cLa storia di Asja Kljacina che am\u00f2 senza sposarsi\u201d, girato in un kolchoz e che avr\u00e0 negli stessi luoghi un seguito nel 1994, \u201cRijaba la mia gallina\u201d, in italiano con il triste titolo di \u201cAsija e la gallina dalle uova d\u2019oro\u201d, documentando i dolorosi anni dell\u2019asservimento russo agli interessi occidentali, dopo la fine dell\u2019esperienza sovietica.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/cigniz-Ajtmatov.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-7672\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/cigniz-Ajtmatov.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/cigniz-Ajtmatov.jpg 600w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/cigniz-Ajtmatov-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/cigniz-Ajtmatov-480x640.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/cigniz-Ajtmatov-375x500.jpg 375w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a>Il film di Irina Poplavskaja \u00e8 di inusitata bellezza, non solo per la profondit\u00e0 degli sguardi di Natalja Arinbasarova, ma anche per la forza dei luoghi, dai campi coltivati alle sperdute steppe. Irina Poplavskaja si innamorer\u00e0 del Kirghizistan al punto da tornarvi a girare nel 1972 un altro film, \u201cIo sono il Tien Shan\u201d, tratto ancora una volta da uno scritto di Chingiz Ajtmatov: &#8220;Il mio cappello a cilindro in un fazzoletto rosso&#8221;, questa volta con protagonista Dinara Ciociunbaeva.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Nel 2017 la regista francese Aminatou Echard torna con un Super-8 in Kirghizistan e realizza un nuovo \u201cJamila\u201d, documentario capace di unire l\u2019incantata poesia dei luoghi e dei colori e le voci delicate e al contempo decise delle donne che si confrontano con il coraggio della Jamila letteraria alla luce delle trasformazioni sociali intervenute con la fine del socialismo, a partire dal ritorno nella vita personale e collettiva della religione islamica, questo film, in anteprima mondiale alla Berlinale 2018, \u00e8 passato in anteprima italiana al Festival Sangi\u00f2 di Verona, vincendo il premio per il miglior lungometraggio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Al Festival veronese ideato e diretto da Ugo Brusaporco, si \u00e8 anche potuto ammirare \u201cLa guerra del maiale\u201d di David Maria Putort\u00ec, tratto dal romanzo \u201cDiario de la guerra del cerdo\u201d,\u00a0 dello scrittore <a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Argentino\"><span class=\"s2\">argentino<\/span><\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Adolfo_Bioy_Casares\"><span class=\"s2\">Adolfo Bioy Casares<\/span><\/a>, scritto nella temperie della dittatura argentina della fine degli anni sessanta, la pellicola, forte ed efficace, restituisce per intero la violenza dello scontro generazionale. L\u2019ambientazione prevalentemente notturna trasmette per intero la cupezza che avvolge un\u2019Argentina senza tempo in cui i giovani uccidono gli anziani in un vortice abbastanza autodistruttivo, perch\u00e9 eliminando il \u201cpeso dei vecchi\u201d, eliminano in qualche modo loro stessi, ovvero la loro stessa proiezione futura. <\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Jamila-1968.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7673 alignleft\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Jamila-1968.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Jamila-1968.jpg 947w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Jamila-1968-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Jamila-1968-768x575.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Jamila-1968-480x359.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Jamila-1968-668x500.jpg 668w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/a>Pregevole e toccante \u00e8 il documentario \u201cVedo rosso\u201d di Sabrina Benussi che scavando negli archivi di TV Koper \u2013 Capodistria racconta la vita delle ragazze e dei ragazzi della comunit\u00e0 italiana dell\u2019Istria negli anni \u201970, anche ascoltando la loro voce oggi. Una vita contraddistinta da un\u2019intensa formazione socialista, fatta di manifestazioni, inni patriottici e partigiani, visite ai luoghi della lotta di Liberazione, partecipazione alle iniziative culturali e politiche dei Pionieri e della Giovent\u00f9 socialista, sempre con il fazzoletto rosso al collo e la <i>pilotka<\/i>, il berretto partigiano blu con stella rossa, sul capo. Molte per quei ragazzi anche le occasioni di buon cinema, come le proiezioni dedicate alla guerra partigiana, in particolare di Stipe Deli\u0107 del 1973, \u201cLa battaglia di Sutjeska\u201d, o pi\u00f9 semplicemente \u201cSutjeska\u201d, a livello internazionale tradotto come \u201cLa quinta offensiva\u201d, con Richard Burton nella parte di Tito, il presidente jugoslavo a lungo presente durante le riprese, con le celebri musiche originali di Mikis Theodorakis, film che vince il premio speciale al Festival Cinematografico Internazionale di Mosca del \u201973 e \u201cLa battaglia della Neretva\u201d del 1969 diretto da Veljko Bulaji\u0107 con Yul Brynner nella parte del protagonista, l\u2019ingegnere Vladimir Smirnov di origini russo-uzbeke e cresciuto a Belgrado. Bulaji\u0107 \u00e8 tra l\u2019altro regista nel 60\u00b0 dell\u2019azione rivoluzionaria di Gavrilo Princip de \u201cL\u2019attentato di Sarajevo\u201d, in italiano ricordato con il titolo pi\u00f9 poetico \u201cQuel rosso mattino di giugno\u201d. \u201cVedo Rosso\u201d racconta una realt\u00e0 in cui il mondo era vissuto come fratello, anche in ragione del Movimento dei Non Allineati promosso da Tito, e in cui, tra le case dai richiami veneziani degli antichi borghi marinari di Rovigno e di Parenzo, fin dai banchi di scuola, si trasmettevano i valori della pace e dell\u2019uguaglianza. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jamila o Djamila \u00e8 un nome che attraversa lo spazio musulmano vincendo i continenti. Nel 1958 escono con questo titolo un libro in Unione Sovietica e un film in Egitto. 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