{"id":7631,"date":"2018-10-29T16:42:32","date_gmt":"2018-10-29T16:42:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7631"},"modified":"2018-10-31T18:15:12","modified_gmt":"2018-10-31T18:15:12","slug":"il-sisa-contro-laziendalizzazione-della-scuola-voluta-dalla-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7631","title":{"rendered":"Il SISA contro l&#8217;aziendalizzazione della scuola voluta dalla destra!"},"content":{"rendered":"<p>Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha preso atto con rammarico della decisione popolare di non avviare la sperimentazione del progetto \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d. Pur cosciente degli importanti limiti e difetti della riforma proposta,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/una-sperimentazione-insidiosa-ma-da-sostenere\/\">il SISA aveva ritenuto importante poter continuare nel processo di sperimentazione<\/a>\u00a0per poter insistere in sede di valutazione sugli aspetti pi\u00f9 critici del progetto.<\/p>\n<p>La bocciatura popolare ha aperto ora purtroppo una nuova fase nel processo di riforma della scuola dell\u2019obbligo, all\u2019interno del quale rischiano di non trovare pi\u00f9 spazio misure volte a rafforzare l\u2019inclusione, l\u2019equit\u00e0 e la democraticit\u00e0 degli studi. La\u00a0<a href=\"https:\/\/www.plrt.ch\/attualita\/comunicati\/comunicati-detail\/news\/la-scuola-del-futuro-pari-opportunita-di-partenza-non-di-arrivo\/\">frettolosa marcia indietro del PLR<\/a>\u00a0e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ticinonews.ch\/ticino\/471879\/rinnovamento-della-scuola-con-61-punti-irrinunciabili\">iniziativa parlamentare del gruppo La Destra<\/a>\u00a0(peraltro subappaltata ad un \u201cpeso massimo\u201d della scuola liberale come Gerardo Rigozzi) lasciano infatti intravvedere una riconfigurazione degli assetti politici attorno ad una proposta di riforma scolastica di stampo neoliberale, ben lontana dalle aspettative e dalle esigenze del mondo della scuola. La \u201clinea di rinnovamento\u201d avanzata dall\u2019UDC raggruppa furbescamente alcune ormai storiche rivendicazioni delle associazioni magistrali con numerose altre proposte che tendono ad aziendalizzare (se non privatizzare) la scuola pubblica e a mercificare l\u2019istruzione dei cittadini, con inevitabili ricadute sul diritto allo studio. Vista la mole degli interventi proposti, riteniamo utile soffermarci brevemente su di essi per comprendere quali ne sarebbero le conseguenze per studenti e famiglie.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Docenti<\/strong>: premesso che la tutela dei loro diritti spetti in primis alle associazioni magistrali, troviamo semplicemente grottesco che chi in questi anni si \u00e8 adoperato in tutti i modi per ridurre gli stipendi, aumentare il carico di lavoro e limitare la libert\u00e0 degli insegnanti ora venga ora a dire che \u201cil docente deve tornare ad essere il fulcro dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione scolastica\u201d. Ci\u00f2 detto, condividiamo naturalmente la richiesta di una maggiore valorizzazione della professione docente, ma ci chiediamo se tali proposte non siano unicamente una \u201cboutade\u201d elettorale volta a raccogliere il consenso degli insegnanti contrari alla \u201cScuola che verr\u00e0\u201d (ricordiamo che qualche riga oltre viene richiesto il \u201cmonitoraggio e la valutazione annuale per istituto delle prestazioni dei docenti\u201d, rivendicano quindi la creazione di uno \u201cstato di polizia\u201d permanente a danno del corpo insegnante).<\/li>\n<li><strong>Organizzazione<\/strong>: il \u201cdecentramento\u201d del potere scolastico dal DECS a favore di \u201cchi la scuola la produce\u201d potrebbe sembrare a prima vista molto allettante e funzionale ad una presunta diversit\u00e0 di esigenze tra le sedi scolastiche. In realt\u00e0, la trasformazione degli istituti in Unit\u00e0 amministrative autonome (UAA), con la delega di competenze organizzative, finanziarie e di gestione del personale, significa in ultima istanza aziendalizzare l\u2019organizzazione scolastica, affidandone la conduzione a dei consigli di direzione (o d\u2019amministrazione?) che dovrebbero occuparsi unicamente di far quadrare i conti, di esternalizzare quanto possibile a privati (i cosiddetti \u201centi educativi non scolastici\u201d) e di assicurare il buon posizionamento della propria sede sul mercato scolastico. In questa prospettiva viene naturalmente a mancare l\u2019attenzione ad un buon clima d\u2019istituto, alla qualit\u00e0 dell\u2019istruzione, alle pari opportunit\u00e0 e al benessere degli studenti, ma soprattutto alla garanzia di un\u2019istruzione di qualit\u00e0 su tutto il territorio cantonale.<\/li>\n<li><strong>Livelli<\/strong>: se concordiamo con la richiesta di un cambiamento della situazione odierna, non possiamo assolutamente accettare che ci\u00f2 significhi far ritornare la scuola ticinese indietro di quarant\u2019anni. Eppure gli iniziativisti, con la proposta di due opzioni (di approfondimenti pre-liceali o pre-professionali) per il secondo biennio, sembra vogliano proprio tornare, se non alle maggiori e al ginnasio, quantomeno alle sezioni A e B con le quali si voleva ridurre la portata innovatrice della scuola media unica. La scuola dell\u2019obbligo deve essere costituita da un tronco comune nel quale far progredire tutti gli allievi, non un insieme di \u201cpercorsi selettivi e meritori\u201d con i quali imporre agli studenti la propria scelta di vita a soli 12 anni.<\/li>\n<li><strong>Contenuti<\/strong>: prendiamo atto del fatto che per La Destra l\u2019impostazione dell\u2019insegnamento sulla base dell\u2019approccio per competenze non costituisca un problema in s\u00e9 (bench\u00e9 in vari paesi, ad esempio gli USA, si sia gi\u00e0 deciso di fare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/scuola\/secondaria\/18_aprile_17\/scuola-l-america-fa-dietrofront-competenze-conoscenze-0caa2d30-422e-11e8-9398-f8876b79369b.shtml\">marcia indietro rispetto a questo modello<\/a>). La riformulazione proposta (\u201criproporzionare le competenze scolastiche con le competenze sociali\u201d) ci sembra voglia inoltre epurare dai Piani di studio quelle \u201ccompetenze\u201d poco utili sul piano professionale per avvicinare il mondo della scuola alle esclusive esigenze del mercato del lavoro. Qualora fosse cos\u00ec, numerosi aspetti altrettanto importanti per l\u2019educazione (quali lo spirito critico, il pensiero creativo, la collaborazione e l\u2019apertura verso l\u2019altro, ecc.) verrebbero sacrificati in nome dell\u2019adeguamento professionale degli studenti: significativo \u00e8 ad esempio osservare come si ritenga necessario \u201ceducare a competere\u201d \u2026<\/li>\n<li><strong>Genitori<\/strong>: dietro alla cosiddetta \u201clibert\u00e0\u201d di scelta dell\u2019istituto per i propri figli si nasconde una dinamica di segregazione e selezione sociale che nulla ha a che vedere con il concetto di libert\u00e0. Come dimostrato da numerose esperienze gi\u00e0 maturate in altri paesi (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/extra-per-voi\/2017\/01\/31\/cosi-non-funziona-scuola-usa-puo-anche-peggiorare-d13bf7ae-e78b-11e6-8168-2d40923ac04f.shtml\">primi su tutti gli Stati Uniti<\/a>), questa \u201clibert\u00e0\u201d si traduce nella realt\u00e0 nella creazione di un sistema scolastico a due o pi\u00f9 velocit\u00e0, con scuole di serie A e di serie B: potendo scegliere in quale sede iscrivere i propri figli, le famiglie benestanti avrebbero la tendenza ad iscriverli in quelle pi\u00f9 \u201criconosciute\u201d (potendosi permettere maggiori spese di trasporto, refezione, alloggio, ecc.), mentre nelle altre verrebbero relegati gli allievi di origine sociale pi\u00f9 modesta. Invece di combattere le disparit\u00e0 gi\u00e0 esistenti tra i vari istituti scolastici, questo tipo di \u201cmercato scolastico\u201d non farebbe altro che accentuarle ulteriormente (specialmente qualora venisse perseguita l\u2019aziendalizzazione scolastica di cui sopra).<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019offensiva lanciata dalla destra in seguito alla bocciatura della sperimentazione della \u201cScuola che verr\u00e0\u201d \u00e8 dunque da affrontare con la massima seriet\u00e0: sottovalutare la portata di alcuni interventi tra quelli proposti potrebbe significare la fine di istituzioni fondanti della nostra societ\u00e0 come la scuola pubblica e il diritto allo studio. Per questa ragione, il SISA si appella a tutte le associazioni magistrali e del mondo della scuola per rispondere in modo unitario e deciso alle proposte tendenti ad aziendalizzare la scuola pubblica e a mercificare l\u2019istruzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha preso atto con rammarico della decisione popolare di non avviare la sperimentazione del progetto \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d. Pur cosciente degli importanti limiti e difetti della riforma proposta,\u00a0il SISA aveva ritenuto importante poter continuare nel processo di sperimentazione\u00a0per poter insistere in sede di valutazione sugli aspetti pi\u00f9 critici del progetto. La bocciatura popolare ha aperto ora purtroppo una nuova fase nel processo di riforma della scuola dell\u2019obbligo, all\u2019interno del quale rischiano di non trovare pi\u00f9 spazio misure volte a rafforzare l\u2019inclusione, l\u2019equit\u00e0 e la democraticit\u00e0 degli studi. 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