{"id":7599,"date":"2018-08-21T17:11:39","date_gmt":"2018-08-21T17:11:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7599"},"modified":"2018-08-21T17:12:46","modified_gmt":"2018-08-21T17:12:46","slug":"per-la-separazione-fra-stato-e-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7599","title":{"rendered":"Per la separazione fra Stato e Chiesa"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel canton Ticino la questione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica \u00e8 sempre stata di grande attualit\u00e0, a partire dalla formazione, nel 1830, del nostro ordinamento democratico. La prima costituzione ticinese prevedeva, all\u2019art. 1, che &#8220;la Religione cattolica apostolica romana \u00e8 la religione del Cantone&#8221;. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nonostante le intense e promulgate lotte politiche che caratterizzarono il XIX secolo e buona parte del XX, questo articolo rimase in vigore fino alla modifica costituzionale del 1997, il cui articolo 24 prevede che &#8220;La Chiesa cattolica apostolica romana e la Chiesa evangelica riformata hanno la personalit\u00e0 di diritto pubblico e si organizzano liberamente&#8221;. Questa disposizione fu il frutto di un compromesso tra il mondo cattolico e il mondo laico ticinesi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ai nostri giorni, si deve constatare una profonda modifica nel sentimento religioso della popolazione, nel senso che, da noi come in tutto l\u2019occidente, \u00e8 gradualmente subentrato un processo di secolarizzazione, per cui la l\u2019appartenenza a una religione, o il rifiuto di appartenervi, \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 una questione personale e privata, perdendo qual carattere pubblico che la caratterizzava in passato. La presenza di nuove componenti, che esprimono culture provenienti da altri paesi, anche lontani, e con<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>conseguenze anche sulla pratica delle religioni, ha pure contribuito a mutare l\u2019approccio al problema.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In questo contesto, appare sempre pi\u00f9 ingiustificato il fatto che vi sono, nel nostro Cantone due religioni che godono di un privilegio: quella cattolica e quella protestante; di conseguenza vi sono dei cittadini (quelli che fanno parte dei due credi) che godono di favori rispetto ad altri. Questo trattamento di favore si esprime soprattutto nel fatto che le due Chiese (e in particolare quella cattolica, visto il numero preponderante di membri) possono ricevere sussidi e contributi da parte degli enti pubblici, provenienti, tramite le imposte, da soldi di tutti, anche di chi non crede. Accanto a questo privilegio finanziario, le due Chiese godono poi di un trattamento privilegiato nei media del servizio pubblico, di un accesso all\u2019istruzione pubblica con l\u2019ora di religione (facoltativa, con insegnanti designati dalla Curia vescovile ma pagati dallo Stato), nonch\u00e9 un\u2019attenzione particolare nelle istituzioni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tutto ci\u00f2 porta a una chiara discriminazione a carico di chi non si riconosce in nessuna fede, rispettivamente di chi ha una fede diversa dalle due costituzionalmente riconosciute. Un discriminazione significativa anche numericamente: chi non \u00e8 credente rappresenta il 18% della popolazione ticinese (e bisognerebbe aggiungere anche la percentuale di coloro che sono credenti solo formalmente, ma in realt\u00e0 senza nessuna pratica delle religione): si tratta della porzione pi\u00f9 alta dopo i cattolici formalmente tali.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019iniziativa per la separazione dello Stato dalle Chiese vuole porre rimedio a questa situazione non corrispondente a una democrazia che tenga conto della realt\u00e0 odierna: essa prevede l\u2019abolizione dell\u2019attuale articolo 24 della costituzione cantonale e la sua sostituzione con una norma che preveda la laicit\u00e0 dello Stato e la neutralit\u00e0 religiosa, escludendo la promozione e le sovvenzioni ad attivit\u00e0 legate a un culto. Con ci\u00f2 si vuole realizzare uno Stato laico, che tuteli i diritti religiosi ma anche la libert\u00e0 di coscienza individuale, considerando uguali le persone indipendentemente dal loro credo. Lo Stato laico protegge e garantisce i diritti di tutti allo stesso modo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel canton Ticino la questione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica \u00e8 sempre stata di grande attualit\u00e0, a partire dalla formazione, nel 1830, del nostro ordinamento democratico. La prima costituzione ticinese prevedeva, all\u2019art. 1, che &#8220;la Religione cattolica apostolica romana \u00e8 la religione del Cantone&#8221;. 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