{"id":7590,"date":"2018-08-12T03:11:16","date_gmt":"2018-08-12T03:11:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7590"},"modified":"2018-08-12T03:11:16","modified_gmt":"2018-08-12T03:11:16","slug":"anche-i-soldati-sionisti-soffrono-ma-non-per-questo-sono-le-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7590","title":{"rendered":"Anche i soldati sionisti soffrono, ma non per questo sono le vittime!"},"content":{"rendered":"<p class=\"m_-8364850806433485884gmail-p3\"><span class=\"m_-8364850806433485884gmail-s1\">Ne \u00e8 passato di tempo, da quando in piena guerra fredda il Festival del film di Locarno diffondeva filmografia sovietica: ora si preferisce, evidentemente, quella israeliana. Gi\u00e0 qualche anno fa in occasione della\u00a0<\/span><span class=\"m_-8364850806433485884gmail-s2\">68esima edizione dell\u2019importante evento culturale locarnese un partenariato alquanto discusso con l\u2019Israel Film Fund, emanazione del regime di Tel Aviv, aveva suscitato legittime polemiche. Sul catalogo di quest\u2019anno troviamo invece due pellicole israeliane.<\/span><\/p>\n<p class=\"m_-8364850806433485884gmail-p3\"><span class=\"m_-8364850806433485884gmail-s2\">\u201cHatzlila\u201d (2018) del regista <strong>Yona Rozenkier<\/strong> viene presentato nel concorso Cineasti del presente come un film che \u201cnon teme di filmare le contraddizioni e i paradossi di un paese sempre sull\u2019orlo dell\u2019abisso\u201d: cos\u00ec scrive <strong>Lorenzo Esposito<\/strong> in una recensione forse un po\u2019 troppo ottimista sul giornale del Festival. Esposito certamente dice bene quando afferma che preparare i giovani alla guerra \u201c\u00e8 un rito estremo, folle\u201d, eppure non siamo altrettanto sicuri come lui che questo film voglia sottolineare come il protagonista, di questo rito, non ne voglia sapere. L\u2019impegno per evitare la partenza al fronte del fratello minore \u00e8 dovuto solo e soltanto al timore che possa morire. Sentimento assolutamente umano, naturalmente, eppure qui il rischio \u00e8 la banalizzazione di un conflitto.<\/span><\/p>\n<p class=\"m_-8364850806433485884gmail-p3\"><span class=\"m_-8364850806433485884gmail-s2\">Non ci attendiamo certo nulla di critico dalla filmografia sostenuta da un regime che fa della violenza e del razzismo la sua identit\u00e0 (persino costituzionale!), ma le contraddizioni di cui parla la recensione, francamente, ci paiono piuttosto ardue da individuare. Si potrebbe anche spingersi a ipotizzare un sottile tentativo, se non di giustificare, perlomeno di \u201cumanizzare\u201d la politica guerrafondaia dei sionisti; il messaggio che traspare \u00e8 infatti di una banalit\u00e0 sconcertante: la guerra \u00e8 brutta! Bella scoperta, ma possiamo dire che lo \u00e8 anche per i libanesi e i palestinesi massacrati sistematicamente dall\u2019esercito israeliano? Gli arabi (\u201cquelli l\u00e0\u201d) che per tutta la durata del film di fatto non esistono se non per la volont\u00e0 di \u201cmassacrarli\u201d?<\/span><\/p>\n<p class=\"m_-8364850806433485884gmail-p3\"><span class=\"m_-8364850806433485884gmail-s2\">Alla fine la recluta probabilmente non partir\u00e0 al fronte: la lesione procuratagli, per\u00f2, \u00e8 dovuta alla sola paura di cadere in battaglia, non c\u2019\u00e8 infatti traccia n\u00e9 di pacifismo n\u00e9 di un reale conflitto di coscienza: nessun cenno ad esempio ai \u201crefusnik\u201d che osano rifiutare l\u2019arruolamento nelle forze armate sioniste, accettando anche il carcere. In questo film c\u2019\u00e8 solo il timore dei coscritti di non tornare a casa: pi\u00f9 che legittimo, per carit\u00e0, ma non troviamo alcuna critica anche solo parziale alla guerra d\u2019aggressione e al colonialismo sionista, anzi si rimarca la convinzione che \u201ctutti devono fare il militare\u201d. Pi\u00f9 che alla necessaria critica sociale, qui si gioca esclusivamente sull&#8217;aspetto psicologico, svuotandone il senso politico, e arrivando a confondere l&#8217;oppresso con l&#8217;oppressore.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"m_-8364850806433485884gmail-p3\"><span class=\"m_-8364850806433485884gmail-s2\">Chi ha pagato questo film voleva forse giocare sui sentimenti del pubblico di fronte ai \u201cpoveri\u201d soldati israeliani, che pure loro &#8211; guarda un po\u2019 &#8211; soffrono? Soffrono certamente del continuo stato di mobilitazione, ma \u00e8 chiedere troppo poter vedere &#8211; non dico un qualsivoglia cenno politico, ormai \u00e8 chiedere troppo &#8211; ma anche solo un vago segnale di piet\u00e0 umana per chi dall\u2019altro lato subisce la devastazione di Tel Aviv?<span class=\"m_-8364850806433485884gmail-Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne \u00e8 passato di tempo, da quando in piena guerra fredda il Festival del film di Locarno diffondeva filmografia sovietica: ora si preferisce, evidentemente, quella israeliana. Gi\u00e0 qualche anno fa in occasione della\u00a068esima edizione dell\u2019importante evento culturale locarnese un partenariato alquanto discusso con l\u2019Israel Film Fund, emanazione del regime di Tel Aviv, aveva suscitato legittime polemiche. 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