{"id":7454,"date":"2018-06-10T15:55:25","date_gmt":"2018-06-10T15:55:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7454"},"modified":"2019-02-17T01:05:07","modified_gmt":"2019-02-17T01:05:07","slug":"salvini-e-il-cortocircuito-sovranista-a-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7454","title":{"rendered":"Salvini e il cortocircuito sovranista a sinistra"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 60px;\"><em><strong><span class=\"_5yl5\">L&#8217;articolo che segue &#8211; scritto per il sito www.rifondazione.it &#8211; \u00e8 una opinione di dibattito che non rappresenta necessariamente il punto di vista dell&#8217;editore di Sinistra.ch.<br \/>\n<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #1d2129;\"><span lang=\"it-IT\">La nascita del Governo Lega-5 stelle ha definitivamente fatto venire a galla un fenomeno carsico fino a oggi sottovalutato: la migrazione di diversi militanti e ex dirigenti della sinistra di classe in direzione del \u201csovranismo\u201d. Stando alle loro affermazioni, saremmo di fronte a una profonda cesura storica dalla quale non possiamo estraniarci, pena l\u2019irrilevanza nel Paese. In tal senso, si ritiene non solo legittima, ma necessaria un\u2019apertura di credito nei confronti della nuova \u201ccoalizione giallo-verde\u201d, perch\u00e9 considerata pi\u00f9 avanzata sul piano delle possibili alleanze e meglio collocata nelle scelte di politica internazionale. La fibrillazione europea attorno alla nascita del governo sarebbe la prova di tutto ci\u00f2, inutile far notare loro che pure l\u2019eventuale ipotesi di un governo guidato da Alba Dorata in Grecia o dal Front National in Francia avrebbe creato lo stesso allarmismo. Sembra impossibile l\u2019innamoramento di alcuni ex guardiani dell\u2019ortodossia verso questa alleanza, soprattutto se stiamo ai fatti: in politica estera il governo ha ribadito la centralit\u00e0 della Nato e l&#8217;alleanza con gli USA (suggellata dall\u2019apertura di un canale privilegiato con Trump); in politica economica va in direzione di un liberismo sfacciato degno del miglior Monti, solo meno socialmente consapevole, ma per ignoranza; sulla gestione delle emergenze interne, al di l\u00e0 di razzismo e sessismo nemmeno dissimulati, repressione e conservatorismo sono le stelle polari. Cos\u00ec, di fronte al dramma dell\u2019emigrazione, si preferisce rispondere con annunci muscolari (degni delle euforiche adunate sotto il balcone di Palazzo Venezia tanto care a una parte del popolo italiano) magari inutili, per\u00f2 buoni a tirar fuori il peggio del peggio della nostra tradizione nazionale per poi lucrarci sopra elettoralmente. <\/span><\/span><span style=\"color: #212121;\"><span lang=\"it-IT\">Altro che superamento della dialettica destra\/sinistra, Salvini \u00e8 riuscito a mettere a segno una delle pi\u00f9 classiche operazioni di tutti i movimenti di origine conservatrice e autoritaria: individuare nel nemico esterno (\u201ci burocrati dell\u2019Unione Europea\u201d e \u201cl\u2019invasione degli immigrati\u201d) il vero problema, la contraddizione che divide e paralizza la propria comunit\u00e0 nazionale. Non, ovviamente, le relazioni sociali, i rapporti di sfruttamento, i privilegi di un quadro tutto a favore del capitale e contro il lavoro. \u201cI nostri imprenditori non sono cattivi, n\u00e9 avidi speculatori propensi all\u2019accumulazione pi\u00f9 che all\u2019investimento produttivo, no, loro semplicemente sono vittime dalla dittatura di Bruxelles\u201d. Insomma, Salvini detta l\u2019agenda e tutti gli vanno dietro, compresi tanti compagni oramai pi\u00f9 attenti alle questioni geopolitiche e all\u2019interesse nazionale minacciato che al problema sociale. Cos\u00ec ci si pu\u00f2 pure permettere di architettare a una riforma del sistema fiscale iperliberista, destinata a rendere ancora pi\u00f9 macroscopiche e insuperabili le differenze tra ricchi e poveri, che in altri tempi avrebbe portato a uno sciopero generale solo a pensarla.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #1d2129;\"><span lang=\"it-IT\">Guai a parlare di trasformismo, loro chiamano in causa la novit\u00e0, la necessit\u00e0 storica di rinnovarsi, in realt\u00e0, il social-patriottismo, di quanti sono approdati da sinistra al sovranismo, non presenta niente di nuovo nella storia, anzi. La cosiddetta \u201cassunzione di responsabilit\u00e0 di fronte alla nazione\u201d e un malinteso patriottismo, incapace di vedere gli interessi materiali, dunque le mire imperialiste del proprio Paese, sono alla base della capitolazione della Seconda Internazionale dei lavoratori alla vigilia della Prima guerra mondiale. Anche allora il concetto di Patria (intesa in termini soc<\/span><\/span><span style=\"color: #1d2129;\"><span lang=\"it-IT\">ialmente neutri) soverchi\u00f2 quello di socialismo e l\u2019idea di Popolo prese il posto di quella di classe, cos\u00ec i partiti socialisti europei non solo votarono in Parlamento i crediti di guerra (esortando \u201ci proletari di tutti i Paesi\u201d a spararsi tra loro anzich\u00e9 unirsi), ma arrivarono ad assumere ruoli ministeriali nei governi bellici. Ci si riflette poco, ma anche questa resa indecorosa \u00e8 tra i cortocircuiti ideologici responsabili della nascita del fascismo e di tante baggianate concettuali, come la supposta dialettica tra \u201cgiovani nazioni proletarie\u201d e decrepite \u201cpotenze plutocratiche\u201d, attraverso la quale si pretese di sostituire la lotta tra le classi con quella tra le nazioni. Loro magari credono di essere coerentemente leninisti, in realt\u00e0 Lenin defin\u00ec questa patologia social-sciovinismo. <\/span><\/span><span style=\"color: #1d2129;\"><span lang=\"it-IT\">Veramente spaventa la labilit\u00e0 di alcuni compagni sempre pi\u00f9 egemonizzati da categorie profondamente reazionarie, pronti ad assecondare le priorit\u00e0 di un&#8217;agenda politica scelta dal campo avversario. Nulla di nuovo, per carit\u00e0, era gi\u00e0 successo con la fine del PCI e le illusioni catastrofiche della terza via, premessa e causa di questo disastro democratico. \u00c8 inevitabile, in assenza di una propria visione del mondo autonoma, critica e coerente, quel\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #1d2129;\"><span lang=\"it-IT\">che resta della sinistra italiana \u00e8 destinato a subire gli effetti esiziali di una doppia pressione ideologica borghese: quella liberale e quella nazionalista (nel senso pi\u00f9 deteriore e socialmente neutro del termine). Due modi diversi di difendere i medesimi rapporti sociali di produzione, con annesse relazioni di dominio e sfruttamento. In un caso e nell&#8217;altro, possiamo celebrare senza troppi indugi un funerale allo &#8220;spirito di scissione&#8221; e, pertanto, alla premessa di qualsivoglia movimento reale che abolisce (o ha l&#8217;ambizione di abolire) lo stato di cose presenti. Altra contraddizione: il consenso popolare come legittimazione assoluta di qualsiasi pretesa del governo. Si dice, \u201cnon siete pi\u00f9 in sintonia con il Paese e le sue esigenze, mentre questo governo esprime i reali umori del popolo, dunque \u00e8 pienamente legittimato ad attuare il proprio programma\u201d. Senza evocare esempi storici, ricordando i tanti tanti tiranni arrivati a sopraffare la propria nazione grazie al voto popolare (da Napoleone III a Hitler), anche qua ci troviamo di fronte a un arretramento evidente sul piano ideologico. <\/span><\/span><span style=\"color: #1d2129;\"><span lang=\"it-IT\">Da sempre il \u00abbonapartismo\u00bb incardina qualsiasi violazione della legalit\u00e0 sul principio della volont\u00e0 popolare e non riconosce alcun organo intermedio tra la volont\u00e0 del principe e quella del popolo. Nelle note dedicate a Michels Gramsci scrive: Il \u00abbonapartismo \u00e8 la teorizzazione della volont\u00e0 individuale, scaturita in origine dalla volont\u00e0 collettiva, ma emancipata col tempo per divenire a sua volta sovrana\u00bb, proprio l&#8217;originaria natura democratica costituisce la legittimazione anche<\/span><\/span><span style=\"color: #1d2129;\"><span lang=\"it-IT\">\u00a0del suo presente antidemocratico. Attraverso il plebiscito esso finisce per congiungere la democrazia con l&#8217;autocrazia. Per il \u00abbonapartismo\u00bb, pure l&#8217;indipendenza e l&#8217;eventuale opposizione a un proprio atto da parte di corpi intermedi come la magistratura o la pubblica amministrazione, sono un attentato alla volont\u00e0 popolare che ha posto attraverso il voto il potere del principe al di sopra di ogni altro organismo; dunque Parlamento, magistratura, pubblica amministrazione devono tutti essere strumenti sottoposti alla volont\u00e0 del principe e attraverso esso alla volont\u00e0 popolare. Anche da questo punto di vista, il governo appare un conglomerato contraddittorio di dilettantismo e arroganza fanatica, in tal senso \u00e8 pienamente in linea con lo spirito oggi prevalente tra gli italiani, travolti e incattiviti da un decennio di crisi economica, cos\u00ec come il fascismo fu espressione reale e razionale del sovversivismo reazionario e della rabbia antipopolare dei ceti medi impoveriti e declassati dopo la guerra. L\u2019attuale quadro politico \u00e8 frutto di una profonda crisi organica, nella quale le contraddizioni economiche e sociali si associano alla crisi di egemonia delle vecchie classi dirigenti, delle loro ideologie e partiti tradizionali. Ora pi\u00f9 che mai servirebbero cautela, vigilanza e mobilitazione democratica, perch\u00e9 esattamente in situazioni di questo tipo emergono le propensioni cesariste e si affermano le soluzioni carismatiche, attraverso cui si tenta di uscire dalla crisi garantendo la sopravvivenza dei vecchi equilibri passivi con le scorciatoie autoritarie e regressive. Ora pi\u00f9 che mai servirebbe come il pane un soggetto di classe unitario, con una propria visione del mondo anticapitalista organica e coerente, avendo un\u2019ambizione preliminare e rivoluzionaria da tempo rimossa nel nostro campo: costruire (nel lungo periodo e senza immediate fregole elettorali) una propria egemonia, non subire indefinitamente nel tempo quella degli altri.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;articolo che segue &#8211; scritto per il sito www.rifondazione.it &#8211; \u00e8 una opinione di dibattito che non rappresenta necessariamente il punto di vista dell&#8217;editore di Sinistra.ch. La nascita del Governo Lega-5 stelle ha definitivamente fatto venire a galla un fenomeno carsico fino a oggi sottovalutato: la migrazione di diversi militanti e ex dirigenti della sinistra di classe in direzione del \u201csovranismo\u201d. 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