{"id":7389,"date":"2018-04-20T19:13:50","date_gmt":"2018-04-20T19:13:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7389"},"modified":"2018-04-20T21:40:04","modified_gmt":"2018-04-20T21:40:04","slug":"il-caso-siria-ideologia-guerra-e-liberalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7389","title":{"rendered":"Il caso Siria. Ideologia, guerra e liberalismo."},"content":{"rendered":"<p>Il liberalismo, con le sue relazioni socio-produttive, ha vinto pi\u00f9 sul terreno egemonico che in quello economico, perch\u00e9 non solo non ha risolto nessuna delle contraddizioni storiche connesse allo sviluppo, ma ha ulteriormente incancrenito i fenomeni della miseria di massa per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Ci\u00f2 non solo nei Paesi sottosviluppati, dove il sottosviluppo \u00e8 una conseguenza degli storici rapporti di dominio coloniale, ma anche nelle punte pi\u00f9 avanzate del capitalismo mondiale, contornate da immense periferie densamente popolate di marginalit\u00e0 sociale. Sebbene critichi la tendenza ideologica nelle visioni del mondo alternative, il liberalismo ha vinto proprio sul terreno ideologico, grazie alla capacit\u00e0 di presentare i propri interessi particolari come generali, per la incredibile disponibilit\u00e0 di arsenali (intellettuali, accademie, mezzi di comunicazione di massa) incaricati di elaborare quotidianamente una narrazione della realt\u00e0 funzionale ai propri interessi : &#8220;non accade quel che vedete, ma quel che vi raccontiamo&#8221;. Il famoso libro \u201cLo scontro delle civilt\u00e0\u201d, che ha messo sotto il tappeto le contraddizioni sociali e la natura imperialistica delle contraddizioni nella politica internazionale, per sostituirle con categorie come civilt\u00e0, etnie culturali \u00e8 solo uno dei tanti esempi:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">\u201cIn questo nuovo mondo, la politica a livello locale \u00e8 basata sul concetto di etnia, quello a livello globale sul concetto di civilt\u00e0. La rivalit\u00e0 tra superpotenze \u00e8 stata soppiantata dallo scontro di civilt\u00e0. In questo nuovo mondo i conflitti pi\u00f9 profondi, laceranti e pericolosi non saranno quelli tra classi sociali, tra ricchi e poveri o tra altri gruppi caratterizzati in senso economico, bens\u00ec tra gruppi appartenenti ad etnie culturali diverse. All\u2019interno delle diverse civilt\u00e0 si verificheranno guerre tribali e conflitti etnici\u201d (S. P. Huntington, \u201cLo scontro delle civilt\u00e0\u201d. Il nuovo ordine mondiale, Garzanti, Milano, 2000, pag. 17).<\/p>\n<p>In un piccolo ma denso saggio di alcuni anni fa, Luciano Canfora ha ben sintetizzato questa indubbia capacit\u00e0 di trasfigurazione della realt\u00e0, capace di usare categorie come libert\u00e0 e democrazia per perseguire risultati che ne sono l\u2019esatto opposto:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">\u201cUno dei retaggi pi\u00f9 disgustosi della propaganda profusa al tempo della guerra fredda \u00e8 il \u00abfondamentalismo democratico\u00bb. L\u2019espressione, non felicissima ma sostanzialmente chiara, \u00e8 di Garcia Marquez. Indica l\u2019arrogante uso di una parola (\u00abdemocrazia\u00bb) che nel suo attuale esito racchiude e copre il contrario di ci\u00f2 che etimologicamente esprime; e, insieme, l\u2019intolleranza verso ogni altra forma di organizzazione politica che non sia il parlamentarismo, la compravendita del voto, il \u00abmercato\u00bb politico\u201d. (L. Canfora, (\u201cCritica della ragione democratica\u201d, Laterza Roma-Bari, 2002, pag. 17)<\/p>\n<p>Caduto il muro di Berlino, tuttavia, la nuova parola d\u2019ordine \u00e8 divenuta pi\u00f9 melliflua e sofisticata, assumendo la forma di un mantra umanitario capace di sedurre anche gli ambienti pi\u00f9 pacifisti, o sedicenti radicali, e legittimare anche la pi\u00f9 sfacciata delle pretese imperialiste. Giustificare una guerra con il pretesto dei \u201cdiritti umani violati\u201d \u00e8 oramai lo schema fisso per suscitare indignazione diffusa e creare consenso attorno a ogni guerra imperialista, schema riprodotto in serie da telegiornali, giornali, programmi di approfondimento, intellettuali e personaggi noti mobilitati a comando e secondo una moralit\u00e0 selettiva, che scatta automaticamente per le presunte armi chimiche di Assad (come a suo tempo accadde con Milosevic, Saddam, Gheddafi) mentre non per le stragi israeliane o saudite.<\/p>\n<p>In questo modo l\u2019opinione pubblica viene occupata e sistematicamente conquistata, cos\u00ec persino quel che resta della sinistra internazionale, tranne eccezioni minoritarie, si divide tra chi si schiera senza mezzi termini con le pretese dell\u2019imperialismo e chi, ecumenicamente, si lava la coscienza con la formula ipocrita \u201cn\u00e9 con l\u2019aggressore n\u00e9 con l\u2019aggredito\u201d. Sar\u00e0 un caso, ma questo disastro (per usare categorie gramsciane, sintetizzabile con il passaggio dallo \u201cspirito di scissione\u201d all\u2019assorbimento molecolare) si \u00e8 dispiegato appieno soprattutto a partire dalla fine dell\u2019Unione Sovietica. Sar\u00f2 forse schematico, ma quando ci troviamo di fronte a articolati tentativi di destabilizzazione (eterodiretta), in Paesi che storicamente in passato hanno subito il dominio coloniale e poi l&#8217;assoggettamento imperialista, al 99%, dietro, c&#8217;\u00e8 la volont\u00e0 di ripristinare i vecchi rapporti di sottomissione tradizionale, non l&#8217;esigenza democratica. I casi concreti degli ultimi 30 anni (Jugoslavia, Iraq, Libia) questo, molto banalmente, ci dicono. Si \u00e8 smarrito totalmente il senso di cosa sia l\u2019imperialismo e dunque la capacit\u00e0 di rintracciare all\u2019interno delle sue contraddizioni quella fondamentale. Schierarsi in difesa di uno Stato che subisce l\u2019aggressione violenta imperialista non significa\u00a0sposarne il regime, ma opporsi all\u2019ordine che l\u2019imperialismo intende creare. Difendere l\u2019Iraq di Saddam e la Libia di Gheddafi dalle bombe della NATO questo significava, e i fatti hanno ampiamente dimostrato quanto corretta fosse quella opinione. Come Domenico Losurdo fece notare diversi anni fa, quando l\u2019Italia fascista aggred\u00ec l\u2019Etiopia lo fece affermando la necessit\u00e0 di distruggere uno Stato feudale basato sullo sfruttamento e sulla schiavit\u00f9, per portarvi la civilt\u00e0. Ora, effettivamente si trattava di una realt\u00e0 di questo tipo, ci\u00f2 nonostante, il Partito Comunista Italiano (PCI) si schier\u00f2 in difesa dell\u2019Etiopia del Negus, senza nessun tentennamento o accampando inaccettabili equidistanze tra vittima e carnefice. Intanto era importante respingere l\u2019aggressione imperialista, poi sarebbero stati il popolo etiope a decidere del suo futuro, non le bombe occidentali. Questa semplice logica oggi si \u00e8 purtroppo smarrita, dunque non solo proliferano le anime belle dell\u2019umanitarismo a chiamata, ma abbiamo pure buona parte della sinistra che li segue. Quando si chiama in causa l\u2019imperialismo, la risposta pi\u00f9 comune in questi casi \u00e8 che bisogna vedere il caso specifico e non il contesto pi\u00f9 ampio per prendere posizione.<\/p>\n<p>Pensare che il particolarismo, sganciato dal quadro di riferimento generale, possa fornire una visione pi\u00f9 veritiera della realt\u00e0 significa incorrere nella pi\u00f9 classica trappola dell\u2019ideologia borghese: la falsa coscienza. Sia nella sua versione di una visione frammentata perch\u00e9 incosciente, quando si subisce una egemonia; sia in quella incaricata di costruire una visione parziale e manipolata della realt\u00e0, quando invece si esercita\u00a0una egemonia. Marx e Engels lo chiarirono a met\u00e0 800. L\u2019imperialismo agisce secondo linee di tendenza multi-regionali coordinate tra loro, secondo un unico piano sistematicamente programmato. Il Golpe brasiliano nel 1964 fu la prova generale di una modalit\u00e0 di riconquista dell\u2019America Latina studiata nei minimi particolari che si sarebbe riprodotta con efficienza nei 15 anni successivi. Separare i tentativi di destabilizzazione nell\u2019area tra Siria e Iran dalle analoghe operazioni in Ucraina, Cina, Venezuela e Brasile, significa abboccare all\u2019operazione con cui da sempre si particolarizza e frammenta la rappresentazione del reale proprio per non farne percepire il senso. Esattamente in ci\u00f2 consiste la funzione politica dell&#8217;ideologia, che spiega la lotta furibonda per il controllo monopolista dei mezzi incaricati di formare l\u2019opinione pubblica. In tal senso, le cosiddette \u201crivoluzioni arabe\u201d hanno replicato lo schema classico delle \u201crivoluzioni arancioni\u201d, finalizzate alla conquista dei Paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est da parte della Nato negli anni Novanta. Questo non significa che tanto nelle prime quanto nelle seconde non esistessero istanze reali e forme di partecipazione pienamente cosciente, ma che gli elementi di eterodirezione hanno prevalso sulle esigenze spontaneamente sorte sul terreno delle lotte locali, impossessandosene e utilizzandole per altri fini. Schema che recentemente, oltre alle primavere arabe, ha fornito efficaci dimostrazioni pratiche in Brasile, Venezuela e Ucraina, mentre ha fallito miseramente in Cina e Russia. Concludendo, penso che aver rimosso, tra le categorie utili a comprendere la politica internazionale, l\u2019imperialismo sia un grande errore e un favore alle pretese di dominio delle potenze imperialiste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il liberalismo, con le sue relazioni socio-produttive, ha vinto pi\u00f9 sul terreno egemonico che in quello economico, perch\u00e9 non solo non ha risolto nessuna delle contraddizioni storiche connesse allo sviluppo, ma ha ulteriormente incancrenito i fenomeni della miseria di massa per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Ci\u00f2 non solo nei Paesi sottosviluppati, dove il sottosviluppo \u00e8 una conseguenza degli storici rapporti di dominio coloniale, ma anche nelle punte pi\u00f9 avanzate del capitalismo mondiale, contornate da immense periferie densamente popolate di marginalit\u00e0 sociale. 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