{"id":7366,"date":"2018-05-03T22:07:17","date_gmt":"2018-05-03T22:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7366"},"modified":"2018-04-05T22:13:55","modified_gmt":"2018-04-05T22:13:55","slug":"dal-1948-nakba-ininterrotta-per-il-popolo-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7366","title":{"rendered":"Dal 1948 Nakba ininterrotta per il popolo palestinese"},"content":{"rendered":"<p>Il 70\u00b0 anniversario della costituzione dello stato d\u2019Israele (14 maggio 1948) coincide con il 25\u00b0 anniversario degli accordi di Oslo (13 settembre 1993) che avrebbero dovuto portare celermente alla costituzione di una nazione palestinese sovrana dentro i confini del 1967. Due anniversari che sono in egual modo fondamentali. Il primo perch\u00e9 sancisce la Nakba, la catastrofe, la cacciata dalle case e dai villaggi dei palestinesi cristiani e musulmani che in quei luoghi vivevano da secoli e che da quel 1948 rivendicano il diritto al ritorno. Il secondo perch\u00e9, nonostante le buone intenzioni di <strong>Yasser Arafat<\/strong> e della dirigenza unitaria e multipartitica dell\u2019OLP, gli accordi del \u201993 sono stati costantemente violati dagli israeliani fino alla loro totale non applicazione. Per capire la drammaticit\u00e0 della tragedia del \u201948 e quella ancor pi\u00f9 devastante del \u201967, la guerra dei sei giorni, basta leggere \u201cRitorno ad Haifa\u201d, breve testo di stupenda bellezza e struggente potenza politica di <strong>Ghassan Kanafani<\/strong>. Il Mossad nel 1972 decide di uccidere lo scrittore e politico del FPLP a Beirut quando ha soli trentasei anni, i suoi racconti e i suoi romanzi rappresentavano l\u2019arma pi\u00f9 potente contro il sionismo, la versione cinematografica di \u201cUomini sotto il sole\u201d, girata in Siria grazie alla collaborazione del presidente <strong>Hafez al Assad<\/strong>, aveva vinto proprio nel \u201972 il festival di Cartagine in Tunisia.<\/p>\n<p>Tornado all\u2019oggi, quello che pi\u00f9 colpisce chi conosce quella terra e ne ascolta le voci, \u00e8 la colossale differenza tra le posizioni dei ventenni degli anni \u201990 e quelle dei loro figli, i ventenni di oggi, allora l\u2019orizzonte era una Palestina libera e sovrana, oggi, dopo migliaia di arresti di attivisti da parte di Israele, quello della giovane <strong>Ahed Tamimi<\/strong> \u00e8 solo il pi\u00f9 recente e clamoroso, e l\u2019insediamento di mezzo milione di coloni in Cisgiordania e a Gerusalemme est, i giovani non hanno pi\u00f9 alcuna speranza che possa nascere una nazione palestinese a fianco di quella israeliana. Per chi crede nella pace \u00e8 un duro colpo, ma questa tragica situazione \u00e8 stata propiziata con cinica maestria da <strong>Benjamin Netanyahu<\/strong>, da vent\u2019anni protagonista della politica israeliana. La sua aggressione permanente al popolo palestinese e ai suoi diritti ha convinto i giovani palestinesi che gli israeliani non vogliano la convivenza, ma la cacciata e il soffocamento del popolo palestinese. I ventenni palestinesi di oggi non rivendicano una nuova Intifada, nei loro scritti, nei loro blog, nelle loro pagine internet prevale, con grande dignit\u00e0, la piena consapevolezza che, perdurando la politica israeliana, per loro non c\u2019\u00e8 futuro. Ironizzano, scherzano amaramente con la realt\u00e0, piangono i loro parenti e amici prigionieri nelle carceri israeliane. Il disincanto di una tragedia che pare scuotere poco la societ\u00e0 israeliana, in cui la mobilitazione per la pace e l\u2019amicizia coi palestinesi \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile, nonostante la lista unitaria di arabo-israeliani, musulmani organizzati e comunisti, al-Qaimah al-Mushtarakah, abbia ottenuto il terzo posto con il 10,5% dei consensi alle ultime parlamentari. Netanyahu e i sionisti hanno convinto i giovani palestinesi dell\u2019esatto contrario sul quale si fondavano gli accordi di Oslo, se venticinque anni fa in Palestina si pensava che due stati potessero coesistere, oggi non lo pensa pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n<p>La politica sionista di Netanyahu aggredisce i palestinesi e qualsiasi avversario interno bollandolo come antisemita, l\u2019accusa di antisemitismo \u00e8 poi diventata planetaria e cade addosso a chiunque contesti la politica del governo israeliano. In tutta Europa si muovono sostenitori del sionismo tanto scalmanati e irriflessivi da mostrarsi imbarazzanti. Il dato pi\u00f9 incredibile e preoccupante della politica sionista \u00e8 il voler legare forzatamente e artificialmente la storia, la cultura e la religione ebraica, prima ancora che allo stato di Israele, alla politica sionista dell\u2019attuale governo. In questo contesto le flebili voci &#8211; ebraiche e non solo &#8211; che raccomandano di distinguere appunto tra religione e cultura ebraica da un lato e stato e governo d\u2019Israele dall\u2019altro sono del tutto inascoltate e addirittura condannate. Poco serve ricordare a questi esagitati che gli stati non siano eterni, il regno dei Longobardi e l\u2019impero degli Aztechi, tanto per far due esempi tra centinaia, non esistono pi\u00f9, mentre le religioni e le culture restano, quindi legare una religione e una cultura al destino di una singola nazione non solo \u00e8 sbagliato, ma anche antistorico e pericoloso. Tuttavia appare chiaro che la ragionevolezza non \u00e8 tra le virt\u00f9 dei sostenitori in Medioriente e nel mondo di Netanyahu.<\/p>\n<p>Solo Cina, Russia, Iran e Venezuela, promotori di un mondo multipolare, contrapposto all\u2019unipolarismo NATO, potranno porre rimedio a questa drammatica situazione. Prima vi riusciranno, pi\u00f9 brevi saranno le gi\u00e0 interminabili sofferenze per il popolo palestinese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 70\u00b0 anniversario della costituzione dello stato d\u2019Israele (14 maggio 1948) coincide con il 25\u00b0 anniversario degli accordi di Oslo (13 settembre 1993) che avrebbero dovuto portare celermente alla costituzione di una nazione palestinese sovrana dentro i confini del 1967. Due anniversari che sono in egual modo fondamentali. Il primo perch\u00e9 sancisce la Nakba, la catastrofe, la cacciata dalle case e dai villaggi dei palestinesi cristiani e musulmani che in quei luoghi vivevano da secoli e che da quel 1948 rivendicano il diritto al ritorno. 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