{"id":7363,"date":"2018-04-30T21:58:24","date_gmt":"2018-04-30T21:58:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7363"},"modified":"2018-04-05T22:04:33","modified_gmt":"2018-04-05T22:04:33","slug":"peppino-impastato-aldo-moro-litalia-di-allora-e-leuropa-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7363","title":{"rendered":"Peppino Impastato, Aldo Moro, l\u2019Italia di allora e l\u2019Europa di oggi"},"content":{"rendered":"<p>9 maggio. Quarant\u2019anni fa moriva <strong>Peppino Impastato<\/strong>, ucciso su un binario del treno, nel giorno in cui le oscure trame che non volevano il Partito Comunista Italiano al governo, in un concorso tra estremismo politico fattosi armato in funzione anti-comunista, servizi segreti legati alla NATO e interessi politici piegati a chi allora era presidente del consiglio, <strong>Andreotti<\/strong>, e ministro degli interni, <strong>Cossiga<\/strong>, chiudevano l\u2019esistenza di <strong>Aldo Moro<\/strong>, fattosi troppo scomodo per essere liberato, anche se tutti sapevano dove si trovava, mentre in televisione facevano vedere a ogni telegiornale strade presidiate dall\u2019esercito e militari che sfondavano le porte \u2013 vuote &#8211; di un paesello dell\u2019Appennino abruzzese.<\/p>\n<p>Pagine tragiche di un\u2019Italia che tuttavia, gi\u00e0 allora, non diversamente da oggi, era nella sua stragrande maggioranza disinteressata a quelle tragedie, al destino del paese e al confronto politico. Da quel 1978 e peggio ancora un decennio abbondante dopo, con la scomparsa del PCI, il marxismo politico italiano si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 esiguo, rimanendo schiacciato dai particolarismi e piegato da estremismi in molti casi molto funzionali al sistema, in larga parte ostaggio di quei sessantottini che, come ha ripetuto recentemente anche <strong>Toni Negri<\/strong>, nella loro contestazione hanno volutamente travolto le organizzazioni politiche e sindacali dei lavoratori, facendo in questo un grande favore al capitalismo e contribuendo alla vittoria e all\u2019affermazione del consumismo egoista degli anni \u201980 e \u201990 del secolo scorso, in cui la resistenza culturale all\u2019annullamento di ogni forma di pensiero complesso si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019Italia ufficiale e democristiana faceva finta di piangere per Aldo Moro, gli italiani si appassionavano per le discoteche e il disimpegno politico. Poche centinaia nel 1977, le discoteche diventano migliaia e migliaia nel 1978, cambiando il senso dello stare insieme dei giovani, imponendo una musica sparata tanto forte da porre fine a qualunque dialogo. Nel 1978 si smette di parlare e di discutere e si inizia a ballare e non pensare. <strong>Bettino Craxi<\/strong>, che coglieva il vento dei tempi, si far\u00e0 massimo rappresentante di quell\u2019Italia \u201cda bere\u201d, colorata nella pubblicit\u00e0 e cialtrona e ladrona in politica.<\/p>\n<p>L\u2019etica di persone come Impastato, Moro e <strong>Berlinguer<\/strong>, che sarebbe scomparso sei anni dopo di loro e che pur tra tante contraddizioni aveva posto il problema morale e quello dell\u2019austerit\u00e0, mentre tangentopoli metteva radici e lo spensierato consumismo fornicava col clientelismo e fomentava il debito pubblico, era fuori dal tempo. Sconfitti e cancellati, prima ancora che nella loro concreta vita, da una quotidianit\u00e0 del paese che aveva preso le distanze dal loro modo di agire e di pensare. Certo, molto aveva contribuito la pesantezza debordante di certi sessantottini parolai, in buona parte poi velocemente riciclatisi nelle stanze creative e del potere delle televisioni commerciali, ma era purtroppo il vento della storia che soffiava impetuoso per schiacciare e allineare l\u2019Occidente nel solco del liberismo, degli interessi personali prima di quelli collettivi, dei fatti propri e privati prima del bene comune. Non \u00e8 un caso se in quella temperie culturale le mafie abbiano trovato il terreno migliore per radicarsi e incancrenirsi nel corpo della penisola, radicandosi al nord, ben pi\u00f9 che negli anni precedenti.<\/p>\n<p>Il 9 maggio \u00e8 diventato in Italia il \u201cgiorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo\u201d, certo, il terrorismo con la sua terribile stagione di sangue \u00e8 una piaga che va ricordata, ma in egual modo occorrerebbe riflettere sull\u2019accartocciarsi dei valori, sul disimpegno e sul menefreghismo che hanno preso il sopravvento allora, tutti avvenimenti che in quel 1978 hanno avuto un punto di snodo. Il 9 maggio \u00e8 poi la festa dell&#8217;Europa \u2013 anche se nessuno se lo ricorda \u2013 perch\u00e9 quel giorno nel 1950 <strong>Robert Schuman<\/strong> e <strong>Jean Monnet<\/strong> hanno presentato il piano di cooperazione economica continentale che porter\u00e0 alla nascita dell\u2019attuale Unione Europea, un\u2019altra istituzione totalmente screditata che, perseguendo un totale asservimento agli interessi delle multinazionali occidentali, ha perso di vista la centralit\u00e0 dei cittadini, diventati vittime delle politiche di aggiustamento strutturale imposte dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea, cos\u00ec, mentre i lavoratori europei si immiseriscono, i parametri fiscali vengono rispettati, per la gioia degli eurocrati.<\/p>\n<p>Tuttavia, se il 9 maggio \u00e8 tutto questo, \u00e8 anche qualcos\u2019altro. \u00c8 il Giorno della Vittoria. Il 9 maggio infatti rappresenta la totale sconfitta del nazismo e del fascismo e in tutta l\u2019Europa orientale, da Berlino a Vladivostok, donne e uomini di ogni et\u00e0 celebrano la vittoria dell\u2019Armata Rossa contro la barbarie. A Mosca alla parata sulla piazza Rossa partecipano i capi di stato che si riconoscono nell\u2019antifascismo e chiedono un futuro di pace e multipolare, a Berlino, al parco di Treptow, si svolge un\u2019imponente, colorata, festosa manifestazione.<\/p>\n<p>Sarebbe bello che il Giorno della Vittoria in futuro potesse essere celebrato anche in Europa occidentale, sarebbe una buona occasione per riannodare i fili di una memoria e di un\u2019identit\u00e0 europea che in quel 1945 ha le sue radici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>9 maggio. 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