{"id":7355,"date":"2018-04-05T21:00:50","date_gmt":"2018-04-05T21:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7355"},"modified":"2018-04-15T17:08:40","modified_gmt":"2018-04-15T17:08:40","slug":"la-sfida-usa-cina-per-legemonia-tecnologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7355","title":{"rendered":"La sfida USA-Cina per l\u2019egemonia tecnologica"},"content":{"rendered":"<p>Questa settimana The Economist [1] ha dedicato la propria copertina alla battaglia tra Stati Uniti e Cina per la supremazia digitale. Pur adottando il punto di vista del governo americano, l\u2019articolo \u00e8 molto utile per collocare il delicato confronto in corso nel quadro pi\u00f9 vasto delle politiche protezionistiche promosse da Donald Trump. I temi di conflitto sono diversi: mercati on-line; hardware; supercomputer; computazione quantistica; navigazione satellitare; Intelligenza Artificiale; armamenti avanzati; sicurezza nelle telecomunicazioni; potere di imporre gli standard internaziona.<br \/>\nAlcuni tra questi problemi, cruciali per la comprensione delle relazioni internazionali contemporanee, andrebbero approfonditi meglio. Ad esempio, gli articoli dell\u2019Economist collocano la supremazia quantistica al primo posto tra i problemi pi\u00f9 urgenti, senza tuttavia spiegare di cosa si tratti. Occupandomi professionalmente di computazione quantistica e di Information Retrieval [2], vorrei cogliere l\u2019occasione per spiegare di cosa si tratta, dato che la funzione della comunicazione quantistica \u00e8 meno intuitiva a comprendersi rispetto ai sistemi di riconoscimento dei volti o agli impieghi dei droni militari.<\/p>\n<h3><strong>Protezionismo<\/strong><\/h3>\n<p>I liberali condannano ideologicamente il protezionismo di Trump. E\u2019invece pi\u00f9 interessante da un punto di vista politico ricostruire i motivi della guerra economica cui stiamo assistendo. Ve ne sono diversi: tra i questi, alcuni sono strettamente legati alla tecnopolitica e alla lotta per l\u2019egemonia tra cyberpotenze.<\/p>\n<p>Per cominciare da un caso concreto, \u00e8 forse sorprendente per noi europei sapere che la vendita di telefonini Huawei \u00e8 vietata negli Stati Uniti. Il motivo \u00e8 semplice: potrebbero avere una \u2018porta di servizio\u2019 (backdoor) che permetterebbe alle spie cinesi di carpire informazioni importanti. Di recente, il colosso americano delle comunicazioni AT&amp;T si \u00e8 accordato con Huawei per distribuire il loro ultimo modello; per tutta risposta la National Security Agency (NSA) ha messo in guardia i cittadini americani dall\u2019uso dei \u2018telefonini rossi\u2019.<\/p>\n<p>Pura paranoia? Per nulla: i lettori probabilmente ricordano che, dopo l\u2019attacco terroristico di San Bernardino del dicembre 2015, l\u2019FBI ha tentato pi\u00f9 volte di obbligare Apple a fornire di una simile backdoor i propri Iphone [3]. Forse ora \u00e8 pi\u00f9 chiaro il motivo per cui Apple non ha mai accettato di collaborare alle indagini della polizia e ha rifiutato le proposte di mediazione di Hillary Clinton e Bernie Sanders. Non si tratta tanto del problema di difendere la privacy dei cittadini americani; si tratta piuttosto del fatto che Apple rappresenta un modello di collaborazione USA \u2013 Cina. Come reagirebbe la Cina se Apple permettesse alla CIA di acquisire tutte le informazioni conservate sugli smartphone degli utenti cinesi?<\/p>\n<p>Il modello economico Apple \u00e8 basato sul binomio tra design occidentale e tecnologie orientali. Oggi questo modello \u00e8 in crisi: le competenze possedute dalla Cina la rendono ormai in grado di fare da s\u00e9. Basta pensare al successo di aziende come Huawei o Xiaomi, o ancora a prodotti di design sperimentali proposti da Lenovo. Le aziende orientali possiedono una capacit\u00e0 di ideazione originale che le rende competitive. Infatti, la battaglia protezionista degli USA nei confronti di Huawei verte sul controllo della prossima rete di trasmissione dati mobile di quinta generazione (5G). Per questo motivo il comitato sugli investimenti stranieri negli USA (CFIUS) ha impedito la fusione tra Qualcomm \u2013 azienda americana leader nel wireless \u2013 e la malaysiana Broadcom, nel timore che la nuova gestione indebolisse gli USA nella lotta contro la Cina.<\/p>\n<p>La Cina propone un nuovo modello di relazioni internazionali di tipo win-win, in cui non debba esserci per forza un vincitore e un vinto. E\u2019precisamente questo modello a spaventare gli USA, autori del vecchio modello della globalizzazione entrato ufficialmente in crisi nel 2007, che un tempo avremmo chiamato \u2018capitalismo di rapina\u2019. Ad ogni modo, come vedremo, la Cina possiede le risorse per combattere e vincere la guerra commerciale contro gli Stati Uniti.<\/p>\n<h3>\n<strong>Supercomputer<\/strong><\/h3>\n<p>Non esiste campo della ricerca tecnologica che non abbia ricadute di tipo economico e militare. Per questo motivo restringiamo il nostro campo di indagine al problema della cybersecurity, la protezione dei dati da orecchie indiscrete. A questo proposito \u00e8 interessante come la Cina abbia il primato nel campo dei supercomputer [4]. La Cina batte gli USA sia per quantit\u00e0 (202 a 143) che per velocit\u00e0 di calcolo. Nella classifica dei computer pi\u00f9 potenti del mondo troviamo ai primi due posti i cinesi Sunway Taihu light e Milkyway 2; al terzo il supercomputer europeo Piz Daint; al quarto il giapponese Gyoukou; solo al quinto posto l\u2019americano Titan, che pure era il pi\u00f9 celere del mondo nel 2012. Oggi la sua potenza di calcolo \u00e8 inferiore a un quinto del concorrente cinese. I supercomputer sono utili per scopi molto diversi, dalle previsioni del tempo alle simulazioni in fisica e in economia; tra gli altri impieghi abbiamo la criptoanalisi, il complesso di tecniche impiegate per decodificare i messaggi in codice.<\/p>\n<p>La minaccia rappresentata dai supercomputer cinesi per gli USA \u00e8 molto pi\u00f9 grave di quanto non si pensi. Oggi capita spesso di leggere che non vale pi\u00f9 la legge di Moore: la tendenza, empiricamente verificata nella seconda met\u00e0 del \u2018900, per cui la velocit\u00e0 di un microprocessore quadruplicava ogni tre anni. La ricerca tecnologica sui microprocessori ha raggiunto i propri limiti fisici, e di conseguenza \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile assemblare nuovi computer con crescenti potenze di calcolo. Questo \u00e8 il motivo per cui la ricerca si \u00e8 orientata verso i computer quantistici.<\/p>\n<h3>\nCome decodificare un messaggio segreto<\/h3>\n<p>Perch\u00e9 i supercomputer sono cos\u00ec importanti in crittoanalisi? Perch\u00e9 le tecniche che permettono di criptare i dati sono basate su problemi matematici la cui soluzione \u00e8 difficile. Vediamo di spiegarlo con un esempio. Il problema principale di un agente segreto \u00e8 fare avere al destinatario di un messaggio in codice anche la chiave con cui \u00e8 stato cifrato. Se Alice deve inviare a Bob sia il messaggio cifrato sia la chiave, c\u2019\u00e8 il rischio che questa venga intercettata da Eva, sollecita agente del controspionaggio. Una soluzione consiste nei sistemi di cifratura asimmetrica: il sistema genera due chiavi (diretta e inversa) legate da una complessa funzione matematica. Bob genera entrambe le chiavi, e rende pubblica la chiave diretta. Quando Alice vuole scrivere un messaggio in codice per Bob, lo codifica con la chiave diretta, nota a tutti, compresa Eva. Ma Eva non conosce la parte inversa della chiave, indispensabile per decodificare il messaggio e nota solo a Bob.<\/p>\n<p>A questo punto, Eva ha bisogno di un supercomputer per tentare di trovare la chiave inversa di Bob a partire da quella pubblica, diretta. L\u2019impresa pu\u00f2 richiedere milioni di dollari \u2013 cifra che le agenzie di sicurezza hanno senz\u2019altro a loro disposizione; richiede anche diversi anni di lavoro, e il tempo \u00e8 al contrario un fattore che gioca contro Eva e il suo governo.<\/p>\n<h3>\nComputer quantistici<\/h3>\n<p>Lo scenario \u00e8 reso ancora pi\u00f9 complicato dalla fisica quantistica. I computer quantistici del futuro saranno in grado di decodificare i dati a velocit\u00e0 finora inedite, permettendo di aggirare il problema della fine della legge di Moore. In che modo? Ad esempio, per risolvere un problema come \u2018trovare il sentiero che esce dal bosco\u2019 un computer classico esplora, per cos\u00ec dire, un sentiero alla volta. Quando non trova quel che cerca torna indietro, e prova con il secondo sentiero, poi il terzo e cos\u00ec via. Pensiamo ora a un computer capace di esplorare tutti i sentieri contemporaneamente: avremmo cos\u00ec compreso il computer quantistico.<\/p>\n<p>Sono davvero possibili i computer quantistici? Nata da un\u2019intuizione di Feynman, la teoria matematica per la costruzione dei computer quantistici risale agli studi pionieristici di David Deutsch (seconda met\u00e0 degli anni \u201880 [5]). Da allora, la loro realizzazione \u00e8 divenuta essenzialmente un problema ingegneristico, sebbene non manchino le novit\u00e0 anche da un punto di vista teorico. Google ha annunciato la realizzazione di un microprocessore quantistico per quest\u2019anno [6]; tuttavia, data l\u2019importanza militare di questa tecnologia, la domanda da porsi dovrebbe essere: \u2018e se i computer quantistici esistessero gi\u00e0?\u2019. Ad esempio, se la nostra agente Eva scoprisse il computer quantistico, avrebbe tutto l\u2019interesse a tenere la notizia nascosta, per decodificare indisturbata i segreti di Alice e Bob, del tutto ignari del fatto di venire intercettati.<\/p>\n<h3>\nCrittografia quantistica<\/h3>\n<p>La fisica quantistica tuttavia offre ad Alice e Bob un modo sicuro per prevenire l\u2019interferenza del supercomputer quantistico di Eva. Non devono far altro che collegare i propri computer con un canale classico \u2013 che trasmette bit di informazione \u2013 e un canale quantistico, che trasmette fotoni polarizzati (qubit) i cui stati sono correlati a coppie: ad esempio, ogni volta che il fotone A \u00e8 in stato 1, anche il fotone B \u00e8 in stato 1. Se il canale quantistico viene intercettato da Eva, l\u2019effetto pratico sar\u00e0 quello di disturbare questa correlazione. Bob e Alice possono verificare se ci\u00f2 \u00e8 avvenuto comunicando tramite il canale classico. Un altro indubbio vantaggio di questa tecnologia \u00e8 il fatto che la generazione delle chiavi \u00e8 del tutto casuale: non \u00e8 la soluzione a un problema matematico, come avviene nella crittografia classica [7]. A differenza del computer quantistico la crittografia quantistica \u00e8 una tecnologia matura, gi\u00e0 commercializzata da diverse compagnie [8].<\/p>\n<h3>\nSupremazia cinese<\/h3>\n<p>Come nel campo dei supercomputer, la Cina detiene attualmente il primato della computazione quantistica e delle sue applicazioni. QUESS (Quantum Experiments at Space Scale) \u00e8 un progetto di collaborazione tra Europa e Asia che impiega un satellite per le comunicazioni quantistiche. Nel 2016 ha permesso una storica videochiamata tra gli scienziati cinesi ed austriaciattraverso un canale quantistico sicuro lungo 7500 km. La creazione di una rete quantistica sicura tra Europa ed Asia \u00e8 prevista per il 2020 [9].<\/p>\n<p>Inoltre, nel settembre 2017, la Cina ha lanciato la prima rete quantistica di comunicazione privata commerciale che connette 200 utenti governativi e ufficiali a Jinan, capitale della provincia di Shandong. Il prossimo obiettivo \u00e8 collegare Pechino e Shangai [10]. Infine, la Cina ha annunciato la creazione di un computer quantistico con applicazioni militari entro il 2020 [11].<\/p>\n<h3>\nLe ragioni di Trump<\/h3>\n<p>Cos\u00ec come nel campo dei supercomputer e delle applicazioni della fisica quantistica, la Cina \u00e8 egemone in un insieme di campi, dalle telecomunicazioni cellulari all\u2019intelligenza artificiale. Secondo i dati dell\u2019Economist, in Cina la percentuale di laureati in scienze, tecnologie, ingegneria e matematica \u00e8 del 6% sul totale, mentre negli USA \u00e8 del 2%; il primato riguarda anche il numero assoluto dei laureati [12]. Dal punto di vista USA, la Cina \u00e8 l\u2019erede unico di due minacce tradizionali della seconda met\u00e0 del \u2018900: quella bellica, rappresentata dall\u2019Unione sovietica, e quella tecnologica, rappresentata dal Giappone. Un sistema win-win \u00e8 precisamente ci\u00f2 che gli USA non vogliono, perch\u00e9 porterebbe la loro economia a dipendere inestricabilmente da quella Cinese, la quale ha gi\u00e0 una bilancia commerciale in attivo di 375 miliardi di dollari rispetto agli USA. I colpi di frusta della globalizzazione sui lavoratori americani fanno s\u00ec che anche tra le file dei democratici si stia creando un gruppo favorevole all\u2019introduzione di dazi; pensiamo ad esempio ad Elizabeth Warren, senatrice del Massachusets; Bill Richardson, ex-governatore del New Mexico e ambasciatore USA presso l\u2019ONU; Marcy Kaptur, membro dela camera dei rappresentanti per lo stato dell\u2019Ohio; Sherrod Brown, senatore dell\u2019Ohio [13].<\/p>\n<h3>\nOpportunit\u00e0 per i Paesi europei<\/h3>\n<p>Esiste la possibilit\u00e0 concreta che la guerra commerciale tra USA e Cina avvantaggi l\u2019Europa. Come abbiamo gi\u00e0 visto, esistono gi\u00e0 collaborazioni scientifiche importanti con tra Europa e Cina nel campo delle tecnologie quantistiche. Allo stesso modo, se la guerra dovesse estendersi, la Cina non dovr\u00e0 far altro che acquistare Airbus al posto di Boeing; collaborare con l\u2019ESA, e non con la NASA; scambiare i propri studenti con quelli del Plateau de Saclay e non pi\u00f9 con quelli della Silicon Valley. Ci\u00f2 che si richiede ai Paesi europei interessati \u00e8 condurre una politica estera improntata al pragmatismo. Allo stesso modo, non si vede perch\u00e9 le forze politiche della sinistra europea dovrebbero sposare il libero scambio come unica ideologia economica ammissibile, invece di analizzare le cause dei conflitti economici in atto e trarne le dovute conseguenze.<\/p>\n<h3>\nPer una ridefinizione della tecnopolitica<\/h3>\n<p>La nozione di tecnopolitica \u00e8 stata definita da Stefano Rodot\u00e0 come l\u2019insieme delle trasformazioni che l\u2019innovazione tecnologica ha apportato non solo al modo in cui la sfera della politica si presenta ma anche al modo in cui essa si struttura [14]. Questa nozione \u00e8 stata esplorata in maniera ancora insufficiente: molte considerazioni sono state dedicate al potere, al rapporto tra governanti e governati, alla democrazia e al suo futuro; poca attenzione \u00e8 stata dedicata alle Relazioni internazionali, ai rapporti di forza tra Paesi, tra l\u2019infrastruttura economica e le prospettive di culture diverse sul ruolo delle tecnologie. In particolare, le nuove soggettivit\u00e0 della politica, collettive e transnazionali, apparse negli ultimi vent\u2019anni sul piano della manifestazione fenomenologica (ad esempio Apple e Huawei) sembrerebbero generate da una dialettica tra due tendenze opposte: la lotta per l\u2019egemonia tecnologica, per il potere di imporre i propri standard allo scopo di instaurare nei Paesi egemonizzati una dipendenza culturale prima ancora che economica; un modello di cooperazione alternativa alla globalizzazione bancarottiera che ha gettato l\u2019Occidente in una crisi senza sbocchi. Si direbbe questa la reale contraddizione che segna le dinamiche pi\u00f9 attuali del capitalismo contemporaneo.<br \/>\n<strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Fonte:<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/pace-e-guerra\/28854-la-sfida-usa-cina-per-legemonia-tecnologica\">Marx21.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>1 The Economist, March 17th-23rd 2018.<br \/>\n2 Ad es. http:\/\/ieeexplore.ieee.org\/document\/7982319\/?reload=true;<br \/>\n3 https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/FBI%E2%80%93Apple_encryption_dispute#FBI_withdrawal_of_request<br \/>\n4 https:\/\/www.top500.org\/news\/china-pulls-ahead-of-us-in-latest-top500-list\/<br \/>\n5 Deutsch, David (1985). \u201cQuantum theory, the Church-Turing principle and the universal quantum computer\u201d. Proceedings of the Royal Society A. 400 (1818): 97\u2013117, doi:10.1098\/rspa.1985.0070.<br \/>\n6 https:\/\/research.googleblog.com\/2018\/03\/a-preview-of-bristlecone-googles-new.html<br \/>\n7 https:\/\/simons.berkeley.edu\/sites\/default\/files\/docs\/1319\/slidesdiamanti.pdf<br \/>\n8 https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Quantum_cryptography<br \/>\n9 https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Quantum_Experiments_at_Space_Scale<br \/>\n10 https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-china-quantum\/china-sets-up-first-commercial-quantum-network-for-secure-communications-idUSKCN1BO0CT<br \/>\n11 http:\/\/www.scmp.com\/news\/china\/society\/article\/2110563\/china-building-worlds-biggest-quantum-research-facility<br \/>\n12 https:\/\/www.forbes.com\/sites\/niallmccarthy\/2017\/02\/02\/the-countries-with-the-most-stem-graduates-infographic\/#21ab86f5268<br \/>\n13 https:\/\/www.cnbc.com\/2018\/03\/02\/democratic-congresswoman-supports-trumps-tariffs-we-cant-afford-to-lose-us-steel-production.html<br \/>\n14 http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/tecnopolitica_%28XXI-Secolo%29\/<br \/>\nFonte: http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/pace-e-guerra\/28854-la-sfida-usa-cina-per-legemonia-tecnologica<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa settimana The Economist [1] ha dedicato la propria copertina alla battaglia tra Stati Uniti e Cina per la supremazia digitale. 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