{"id":7276,"date":"2018-02-20T21:36:47","date_gmt":"2018-02-20T21:36:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7276"},"modified":"2018-03-04T01:41:28","modified_gmt":"2018-03-04T01:41:28","slug":"in-portogallo-governa-la-sinistra-un-bilancio-di-meta-legislatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7276","title":{"rendered":"In Portogallo governa la sinistra: un bilancio di met\u00e0 legislatura"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 il 04 ottobre 2015. In Portogallo i cittadini sono chiamati a rinnovare l\u2019Assemblea della Repubblica, dopo quattro anni di governo di destra, caratterizzato da forti misure di austerit\u00e0 e da riforme draconiane imposte dalla troika (UE, BCE, FMI). La destra, composta dai liberal-conservatori del Partito Social-Democratico (PSD) e dai democristiani del Centro Democratico Sociale (CDS-PP), si presenta unita sotto la sigla \u201cPortogallo Avanti\u201d, e con l\u2019uscente Primo Ministro <strong>Pedro Passos Coelho<\/strong> come leader della coalizione. Nonostante l\u2019impopolarit\u00e0 e una perdita di consensi elettorali, la destra \u201cvince\u201d le elezioni con il 38.50% dei consensi e con l\u2019assunzione di 107 deputati. In seconda posizione troviamo il Partito Socialista (PS), guidato dal ex sindaco di Lisbona Antonio Costa, che conquista il 32.31% delle preferenze e 86 rappresentati. Seguono in terza e quarta posizione le sigle della sinistra radicale: il Blocco di Sinistra (BE) con il 10.19% dei consensi e 19 deputati, e la Coalizione Democratica Unitaria (CDU), l\u2019unione di sinistra del Partito Comunista Portoghese (PCP) e dei Verdi (PEV), con l\u20198.25% e 17 seggi.<\/p>\n<p>Rimane immediatamente chiaro, che nonostante il primo posto, la destra non ha i numeri in parlamento per governare da sola. Mentre la sinistra, nel suo complesso, godrebbe di una possibile e solida maggioranza. Cominciano dunque gli incontri tra i partiti, tra cui anche dei meeting puntuali col Presidente della Repubblica del momento, ovvero <strong>Anibal Cavaco Silva<\/strong>, per trovare e proporre all\u2019Assemblea una soluzione governativa. Poco a poco, e con la sorpresa non solo degli addetti ai lavori, ma anche della popolazione, si matura l\u2019idea di un governo PS appoggiato esteriormente in parlamento dal PCP, i Verdi e il BE. Si giunge infine, per la prima volta dal 1976, ad una larga intesa a sinistra. Vengono di seguito sottoscritti degli accordi tra i socialisti e la sinistra radicale. Il 24 novembre 2015, <strong>Antonio Costa<\/strong> diventa ufficialmente Primo Ministro, e si consacra l\u2019intesa a sinistra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_1512.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-7278\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_1512.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"108\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_1512.jpg 986w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_1512-300x96.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_1512-768x247.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_1512-480x154.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/a>Come gi\u00e0 accennato, vengono firmati tra le varie sigle degli accordi programmatici, e viene presentato un programma comune di legislatura. Questi tocca quasi tutti gli aspetti economici e sociali del paese, e marca una completa inversione di marcia in confronto all\u2019era dell\u2019austerit\u00e0 in salsa UE e FMI. Citer\u00f2 di seguito alcune delle pi\u00f9 interessanti e significative proposte negoziate tra i partiti. In primo luogo, sul fronte salariale, si vuole portare il salario minimo nazionale a 530\u20ac nel 2016, fino ai 600\u20ac nel 2019, oltre a restituire, progressivamente, ai funzionari pubblici i tagli salariali subiti precedentemente. Inoltre, si garantiscono buone pensioni e si introducono misure sociali complementari per i pi\u00f9 indigenti, siano essi attivi o meno. In secondo luogo, per quel che concerne l\u2019occupazione, si propongono misure contro la precariet\u00e0, come per esempio un tetto limite dei contratti a tempo determinato, si parla di eliminare le restrizioni nelle assunzioni nell\u2019amministrazione pubblica, di una diminuzione del tempo di lavoro da 40 a 35 ore nella stessa, di nuovo contratti collettivi nel settore pubblico. A livello fiscale, si introducono una maggiore progressivit\u00e0 nell\u2019imposta sui redditi delle persone fisiche (IRS), delle deduzioni della stessa per le famiglie, e un blocco all\u2019aumento annuale dell\u2019imposta municipale (IMI). Sul fronte economico, si propongono incentivi e investimenti nelle piccole e medie imprese e nella produzione nazionale, per mezzo, anche, dei fondi comunitari europei. Per quel che concerne i servizi pubblici, si prevede uno stop alle privatizzazioni e maggiori investimenti nella salute e nell\u2019educazione pubblica.<\/p>\n<p>Come vediamo, assistiamo a una netta inversione di marcia col passato dell\u2019austerit\u00e0, dato che sono all\u2019orizzonte degli aumenti dei redditi e dello stato sociale; maggiori garanzie e diritti per i lavoratori contro la precariet\u00e0; una maggiore giustizia fiscale; un limite alle privatizzazioni, e investimenti massicci nel settore produttivo nazionale, nei servizi pubblici e nelle PMI.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/18832099_91RZl.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-7279\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/18832099_91RZl.jpeg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/18832099_91RZl.jpeg 1000w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/18832099_91RZl-212x300.jpeg 212w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/18832099_91RZl-768x1088.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/18832099_91RZl-723x1024.jpeg 723w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/18832099_91RZl-480x680.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/18832099_91RZl-353x500.jpeg 353w\" sizes=\"auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><\/a>Guardando oltre all\u2019aspetto puramente programmatico, \u00e8 giusto chiedersi su quali basi politiche si poggia questa nuova esperienza. In particolare, desta interesse l\u2019attitudine e la posizione del PCP nei confronti di questa intesa, considerate, comunque, le evidenti divergenze tra la sinistra radicale e la socialdemocrazia portoghese. I dirigenti comunisti sono consci che il PS rimane un partito di destra e marcatamente europeista. Ci\u00f2 che viene per\u00f2 considerata come contraddizione primaria dell\u2019attuale fase \u00e8 impedire alla destra di continuare a governare il paese col pugno di ferro dell\u2019austerit\u00e0, in quanto questo significherebbe una sensibile diminuzione dei redditi, dei diritti e una mancanza di responsivit\u00e0 verso gli interessi della popolazione portoghese. Risulta, dunque, pi\u00f9 sensato per i comunisti \u201cspingere\u201d il PS a sinistra e concludere un programma comune di rottura coll\u2019austerit\u00e0 ed il neoliberismo, che permetta nuove conquiste a livello sociale ed economico. Il PCP riconosce, ovviamente, le divergenze puntuali e di fondo, portandosi perci\u00f2 ad analizzare con cognizione ogni singola proposta governativa. Inoltre, i compagni portoghesi hanno sempre messo in chiaro e tondo con i loro partner quale \u00e8 la linea di massima di \u201ctolleranza\u201d. Assistiamo dunque a una presa di responsabilit\u00e0 e a una prassi da parte del PCP che raramente osserviamo a livello europeo ed occidentale.<\/p>\n<p>Sono passati, da quel novembre, gi\u00e0 due anni di legislatura, ed \u00e8 giusto fare un primo bilancio dell\u2019alleanza. Ebbene, tutti i principali dati macroeconomici e sociali danno ragione al programma progressista portoghese. Grazie a un aumento sensibile del consumo interno (+2.5%), dovuto all\u2019aumento dei salari e dei redditi (addirittura pari a quelli pre-2008), e ai grossi investimenti nelle imprese e nel settore produttivo nazionale (si parla addirittura di 1 miliardo per il 2017), e una crescita dell\u2019export, il Portogallo registra una crescita economica del 2%. Per conto, la disoccupazione \u00e8 scesa dal 15% del 2014, al 9.3% del 2017, grazie alle maggiori protezioni, alla lotta verso la precariet\u00e0 e agli incentivi economici. Inoltre, sorprendentemente, il deficit per il 2016 \u00e8 stato del 2,1% in rapporto al PIL: il migliore risultato assoluto dal 1974, anno della Rivoluzione dei Garofani.<\/p>\n<p>Grazie alla decisa sterzata anti-austerity, il Portogallo mostra sensibili segni di ripresa economica e sociale. Ci\u00f2 dimostra, ulteriormente, che l\u2019austerit\u00e0 \u00e8 controproducente e nemica degli interessi dei lavoratori. In realt\u00e0, si dimostra ulteriormente che per una crescita virtuosa \u00e8 necessario aumentare i salari ed i redditi, i diritti sociali, e la spesa pubblica. Tutto questo, oggi \u00e8 realt\u00e0 grazie alla responsabilit\u00e0 e al contributo essenziale della sinistra radicale portoghese. Sperando, che queste considerazioni e risultati siano di buon esempio per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il 04 ottobre 2015. In Portogallo i cittadini sono chiamati a rinnovare l\u2019Assemblea della Repubblica, dopo quattro anni di governo di destra, caratterizzato da forti misure di austerit\u00e0 e da riforme draconiane imposte dalla troika (UE, BCE, FMI). 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