{"id":7269,"date":"2018-02-17T23:08:51","date_gmt":"2018-02-17T23:08:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7269"},"modified":"2018-02-17T23:08:51","modified_gmt":"2018-02-17T23:08:51","slug":"elezioni-russe-i-quattro-criminali-che-simpatizzano-per-il-giovane-navalnij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7269","title":{"rendered":"Elezioni russe: i quattro criminali che simpatizzano per il giovane Navalnij"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla di <strong>Vladimir Putin<\/strong> in Europa, soprattutto ora che si avvicinano le elezioni presidenziali russe, lo si dipinge sempre come un dittatore, mentre i suoi oppositori sarebbero dei sinceri democratici, perch\u00e9 sono amici dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il quartetto pi\u00f9 agguerrito contro il presidente russo \u00e8 stato formato, uno dei quattro \u00e8 mancato nel 2013, da oligarchi arricchitisi ai tempi di <strong>Boris Eltsin<\/strong> in ragione del loro contributo al furto delle ricchezze naturali russe a vantaggio dei paesi della NATO. Ricordare chi siano aiuta a capire il concetto di democrazia della stampa occidentale.<\/p>\n<p><strong>Alexandr Smolenskij<\/strong>, nel 1981 a ventisette anni finisce in galera &#8211; purtroppo brevemente &#8211; per furto di inchiostro e presse stampanti statali con le quali edita bibbie, non certo per devozione, ma per rivenderle. L\u2019anno dopo gi\u00e0 libero viene assunto come ingegnere nel settore sportivo, con la perestrojka prima e soprattutto con Eltsin diventa banchiere, fonda la Cassa di Risparmio di Mosca, che nel 1998 fallisce, rubandosi tutti i risparmi dei cittadini che le avevano dato fiducia. Protetto dal potere eltsiniano, fa in tempo a reinventarsi come editore, controllando i quotidiani <em>Kommersant<\/em> e <em>Novaja Gazeta<\/em>, entrambi ultra-liberisti e filo-occidentali. Su <em>Novaja Gazeta<\/em> scriveva <strong>Anna Politkovskaja<\/strong>, tragicamente scomparsa, sempre pronta ad alzare la voce contro chi difendeva gli interessi dei russi, ma molto gentile con chi la Russia l\u2019affamava, come Eltsin. <strong>Nicolaj Smolenskij<\/strong>, il figlio, ha passaporto inglese e greco, \u00e8 miliardario come il padre, compra e vende aziende ed \u00e8 ovviamente un fiero liberale.<\/p>\n<p><strong>Vladimir Gusinskij<\/strong>, espulso da ragazzo dalla scuola petrolchimica, riesce poi a farsi accogliere nell\u2019esercito, diventa dirigente del Komsomol, la giovent\u00f9 comunista ed \u00e8 responsabile delle manifestazioni artistiche del Festival Mondiale della Giovent\u00f9 e degli Studenti di Mosca 1985, con la perestrojka diventa presidente della cooperativa Metal, la fine del socialismo e gli anni di Eltsin lo trasformano in un oligarca miliardario, semplicemente occupandosi di informazione e controllando decine di radio, televisioni e giornali nazionali e locali, diventa presidente del Congresso Ebraico Russo, cittadino spagnolo e israeliano e con generosit\u00e0 diventa azionista di larga parte della stampa israeliana.<\/p>\n<p><strong>Boris Berezovskij<\/strong>, morto per infarto a Londra nel 2013, \u00e8 un matematico di origini ebraiche che con la perestrojka si mette nel settore automobilistico, occupandosi di compra-vendita con l\u2019estero, importa Mercedes e vende automobili e fuoristrada sovietici. Diventa con Eltsin uno dei primi miliardari del paese, infilando le mani in svariate aziende, nella televisione, nell\u2019editoria, aiutando il suo amico Smolenskij, preferisce tuttavia la politica e con Eltsin \u00e8 deputato e segretario esecutivo della Comunit\u00e0 degli Stati Indipendenti. Quando arriva Putin capisce che la festa \u00e8 finita, latrocini e mercimoni diventano impossibili e fugge a Londra da dove prosegue la sua attivit\u00e0 di affarista e speculatore internazionale, ma soprattutto di avversario politico di Putin.<\/p>\n<p>Il quarto e pi\u00f9 giovane, che \u00e8 anche il solo ad essere stato in prigione, \u00e8 <strong>Michail Chodorkovskij<\/strong>, diventato ingegnere chimico nel 1986 e \u2013 all\u2019epoca \u2013 fervente leninista, diventa dirigente del Komsomol, con la perestrojka prima si dedica all\u2019importazione di computer, poi diventa banchiere e fonda la banca Menatep, un\u2019altra di quelle che falliscono facendo sparire i soldi dei risparmiatori come ha fatto il suo amico Smolenskij, riesce per\u00f2, nel decennio eltsiniano a speculare sull\u2019inflazione accumulando capitali, impadronirsi di svariate industrie estrattive nel settore minerario e della Yucos, societ\u00e0 petrolifera, tutto questo gli riesce con facilit\u00e0, essendo consulente finanziario di Eltsin che lo nomina nel 1992 presidente del Fondo per la promozione degli investimenti nel settore dei combustibili e dell&#8217;energia, investimenti ce ne saranno pochi, furti e arricchimenti privati molti. Arrestato per evidenti colpe ai danni dello Stato e per svariate attivit\u00e0 corruttive, dopo dieci anni viene rilasciato e va a vivere a Berlino, dove tiene la prima conferenza stampa presso l&#8217;ex Checkpoint Charlie, simbolo, a suo dire, della libert\u00e0 contro il comunismo, e annuncia che si impegner\u00e0 per rilascio di prigionieri politici in Russia, vittime ovviamente secondo lui del regime putiniano, per farlo ovviamente utilizza i fondi speculativi e d&#8217;investimento di cui \u00e8 titolare e di cui, con eccessivo rispetto, il governo russo gli ha lasciato la titolarit\u00e0, quando avrebbe potuto benissimo sottrargliela a compensazione dei furti ai danni dello Stato e dei cittadini da lui commessi.<\/p>\n<p><strong>Aleksej Navalnij<\/strong>, quarantunenne capo del Partito del Progresso, quando la banda dei quattro gi\u00e0 imperversava, faceva ancora il pioniere e poi in epoca eltsiniana lo studente delle superiori e dell\u2019universit\u00e0. Nel 2005 fonda il gruppo giovanile Democrazia Alternativa, che riceve ingenti finanziamenti dalla <em>National Endowment for Democracy<\/em>, una ONG con sede a Washington finanziata principalmente dal Congresso degli Stati Uniti, la quale consiglia al giovane il metodo \u201cBeppe Grillo\u201d, ovvero acquistare qualche azione di grandi compagnie, in modo da trasformarsi in paladino dei cittadini contro le malefatte del potere, in questo modo Navalnij si costruisce la fama di \u201cattivista anticorruzione\u201d. La spregiudicatezza e l\u2019abilit\u00e0 del giovane, sostenuto dal presidente <strong>Barak Obama<\/strong> e dall\u2019apparato di potere statunitense, lo avvicinano alla banda dei quattro, per\u00f2 i russi, a un sondaggio del 2017, lo giudicano negativamente, solo un miserevole 16% lo stima. Quando il governo autorizza una manifestazione del suo partito, lui la sposta in una piazza non autorizzata, cos\u00ec pu\u00f2 essere arrestato insieme a un po\u2019 di suoi militanti e presentarsi alle telecamere occidentali come martire della libert\u00e0, una tesi sposata in pieno da Amnesty International.<\/p>\n<p>Insomma, con buona pace della stampa occidentale, Chodorkovskij, Smolenskij, Gusinskij e Berezovskij hanno rappresentato e rappresentano in modo esemplare il banditismo affaristico e criminale che ai tempi di Eltsin si era impadronito della Russia, mentre Aleksej Navalnij \u00e8 il personaggio giusto e ben costruito per fare la parte dell\u2019 \u201coppositore democratico\u201d. Che cosa vogliano \u00e8 chiarissimo, tornare ai tempi di Eltsin, quando i russi morivano di fame e le materie prime del paese prendevano senza intoppi la via dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Per questi motivi Vladimir Putin contrasta questi signori e \u2013 soprattutto \u2013 le cittadine e i cittadini russi, che questi fatti li conoscono, scelgono di votare lui e non certo loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di Vladimir Putin in Europa, soprattutto ora che si avvicinano le elezioni presidenziali russe, lo si dipinge sempre come un dittatore, mentre i suoi oppositori sarebbero dei sinceri democratici, perch\u00e9 sono amici dell\u2019Occidente. In realt\u00e0 il quartetto pi\u00f9 agguerrito contro il presidente russo \u00e8 stato formato, uno dei quattro \u00e8 mancato nel 2013, da oligarchi arricchitisi ai tempi di Boris Eltsin in ragione del loro contributo al furto delle ricchezze naturali russe a vantaggio dei paesi della NATO. 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