{"id":7248,"date":"2018-01-03T21:13:31","date_gmt":"2018-01-03T21:13:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7248"},"modified":"2018-02-21T15:11:28","modified_gmt":"2018-02-21T15:11:28","slug":"valorizzare-i-civilisti-non-discriminarli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7248","title":{"rendered":"Valorizzare i civilisti, non discriminarli!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Stephan Meier<\/strong> \u00e8 stato un attivista per il diritto all\u2019obiezione di coscienza e si \u00e8 impegnato molto per il servizio civile sostitutivo al servizio militare nel nostro Paese. L\u2019ho conosciuto una decina di anni fa: lui era un infaticabile promotore dell\u2019Associazione svizzera dei civilisti, a cui avevo aderito fin dalla fondazione. Talvolta collaboravo al bollettino sociale traducendo dei testi e nel 2007 ho fatto parte con lui della giuria per il concorso letterario indetto in onore dei primi dieci anni del servizio civile. E\u2019 da anni ormai che con Stephan non ci sentiamo, per questo mi ha fatto piacere leggere il suo articolo intitolato \u201cI miei primi venti anni di servizio civile\u201d uscito sul numero di aprile 2017 de \u201cLe Monde Civil\u201d e ripreso in italiano sul numero 27 del trimestrale \u201cNonviolenza\u201d del giugno scorso.<\/p>\n<p>E\u2019 un articolo che ripercorre l\u2019impegno di Stephan per la causa dell\u2019obiezione al militarismo svizzero e che in conclusione afferma l\u2019evoluzione dall\u2019Associazione svizzera dei civilisti alla federazione mantello del servizio civile CIVIVA e il futuro che potrebbero godere i civilisti. Ed \u00e8 su questi aspetti che vorrei provare a ragionare.<\/p>\n<p>L\u2019autore afferma che \u201ccontrariamente all\u2019associazione dei civilisti, CIVIVA era connessa dal principio al mondo politico e ha cos\u00ec potuto forgiare le opinioni in parlamento\u201d contrastando le pressioni della destra conservatrice. A titolo di esempio cita, giustamente, la lotta per conservare la prova dell\u2019atto e il riconoscimento del servizio civile nelle scuole.<\/p>\n<p>Quando si tratt\u00f2 di sciogliere l\u2019Associazione dei civilisti facendola confluire in CIVIVA ero personalmente piuttosto scettico: certamente approvavo la necessit\u00e0 di avere una copertura politica e parlamentare, cos\u00ec come riconoscevo l\u2019opportunit\u00e0 di un\u2019organizzazione mantello che coordinasse l\u2019intervento dei vari soggetti amici del servizio civile. Tuttavia ritenevo utile assicurare l\u2019esistenza di un\u2019associazione che mantenesse un carattere categoriale e assumesse anzi in modo molto pi\u00f9 marcato una valenza di tipo sindacale, organizzando direttamente i civilisti in quanto lavoratori, non solo privi attualmente di reali diritti sindacali, ma anche talvolta utilizzati come manodopera di rimpiazzo a basto costo. Una situazione che va risanata il prima possibile, ben sapendo che essa \u00e8 un elemento che non favorisce l\u2019immagine e l\u2019attrattivit\u00e0 del servizio civile di fronte alle nuove generazioni.<\/p>\n<p>Dobbiamo infatti tenere presente che il servizio militare sta molto giocando su incentivi di vari genere (dagli stipendi, alla patente di guida, ai brevetti di pilota, ai crediti universitari riconosciuti dagli atenei, ecc.) una forma di \u201ccorruzione\u201d dei giovani che altrimenti non vedrebbero molto di positivo nella scuola reclute. Siamo di fronte, insomma, a un tentativo di rendere l\u2019opportunismo un valore: che ci\u00f2 lo faccia l\u2019esercito non ci stupisce, che a volte per\u00f2 non si contrasti questi atteggiamenti nemmeno a scuola o nei movimenti politici (soprattutto quelli di sinistra) invece indigna!<\/p>\n<p>Stephan conclude il suo articolo con un auspicio interessante: \u201cun giorno i civilisti non saranno pi\u00f9 visti come degli obiettori di coscienza ma come degli specialisti della pace\u201d. In tal senso occorrer\u00e0 riprendere il tentativo finora vano di \u201cfare del servizio civile uno strumento della politica di pace\u201d della Confederazione. E aggiungerei che sia parte di un progetto politico volto a sostenere una prassi di cooperazione allo sviluppo che non sia n\u00e9 caritatevole n\u00e9 neo-coloniale, ma si basi bens\u00ec su un concetto win-win di sviluppo delle forze produttive.<\/p>\n<p>Nel contempo i civilisti potranno essere una parte della diplomazia informale e dal basso, da popolo a popolo, che nel contesto della geopolitica multipolare che si va delineando dovr\u00e0 assumere sempre maggiore importanza, ritrovando magari cos\u00ec la neutralit\u00e0 smarrita del nostro Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stephan Meier \u00e8 stato un attivista per il diritto all\u2019obiezione di coscienza e si \u00e8 impegnato molto per il servizio civile sostitutivo al servizio militare nel nostro Paese. L\u2019ho conosciuto una decina di anni fa: lui era un infaticabile promotore dell\u2019Associazione svizzera dei civilisti, a cui avevo aderito fin dalla fondazione. 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