{"id":7196,"date":"2017-11-25T13:31:47","date_gmt":"2017-11-25T13:31:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7196"},"modified":"2017-11-28T16:45:38","modified_gmt":"2017-11-28T16:45:38","slug":"pochi-lo-sanno-ma-fidel-castro-e-ovunque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7196","title":{"rendered":"Pochi lo sanno, ma Fidel Castro \u00e8 ovunque \u2026"},"content":{"rendered":"<p>Mi perdoneranno gli amici cubani se parler\u00f2 poco di loro ricordando il primo anniversario della scomparsa di <strong>Fidel Castro<\/strong>, ma egli non \u00e8 solo il Comandante in capo della Rivoluzione che cambi\u00f2 per sempre l\u2019Isola nel 1959, ma \u00e8 a tutti gli effetti una figura storica di valenza internazionale.<\/p>\n<p>Si badi bene: non si tratta affatto qui di fare della retorica, come penseranno alcuni massimalisti nostrani, quelli che stanno sempre pi\u00f9 a sinistra di tutti e che hanno calunniato Fidel come un burocrate e un tiranno quando sarebbe stato necessario fare fronte unito con lui. Qui si tratta solo di consapevolezza politica e storica di fronte a uno statista di spessore ormai quasi irraggiungibile nel desolante spettacolo che la politica odierna mostra in tutta Europa (Svizzera e Ticino naturalmente compresi).<\/p>\n<p>L\u2019elenco sarebbe molto lungo, mi si perdoner\u00e0 quindi se scelgo solamente pochi passaggi e in estrema sintesi. Alcuni di essi sono di portata geopolitica enorme, altri meno, ma dimostrano la pluralit\u00e0 e l\u2019incisivit\u00e0 che Fidel e il Partito da lui guidato hanno saputo determinare.<\/p>\n<p>Senza Fidel, molti popoli africani, martoriati dal colonialismo, non avrebbero potuto conquistare la loro indipendenza e sovranit\u00e0. Il regime razzista dell\u2019apartheid in Sudafrica sarebbe verosimilmente sopravvissuto pi\u00f9 a lungo, senza l\u2019intervento cubano in Angola e Namibia nel 1975. L\u2019appoggio che Fidel diede al processo di liberazione del Mozambico dal regime fascista portoghese (caduto nel 1974 anche grazie alle contraddizioni della sua politica coloniale) ne sono un altro esempio. La questione nazionale palestinese \u00e8 poi un\u2019altra delle grandi cause internazionaliste a cui Fidel diede massimo impegno per contrastare l\u2019espansionismo del regime sionista di Israele.<\/p>\n<p>Non dobbiamo nemmeno dimenticarci la possibilit\u00e0 offerta dal governo di Fidel agli studenti di origine sociale modesta di tutta l\u2019America latina e dell\u2019Africa di studiare gratuitamente all\u2019Avana, laureandosi in medicina, in ingegneria, in architettura, tornando poi nei rispettivi paesi al servizio degli ultimi creati dal modello di sviluppo capitalista. E che dire dei medici cubani inviati ancora di recente nella Siria martoriata dai cosiddetti ribelli \u201cdemocratici\u201d (sostenuti anche dalla sinistra europea) che hanno poi spianato la strada all\u2019ISIS? Per non parlare dei programmi pedagogici cubani a sostegno della campagna contro l\u2019analfabetismo promosso in Venezuela dal presidente <strong>Hugo Chavez<\/strong>, dopo che Cuba per primo nel 1961 \u00e8 stata grazie alla Rivoluzione il primo territorio dell\u2019America Latina libero dall\u2019analfabetismo. In tutto ci\u00f2 vive Fidel.<\/p>\n<p>Concludo con due avvenimenti che non troveranno posto nei libri di storia. Il primo risale al 1997. Dopo 8 anni di assenza, Fidel accett\u00f2 di accogliere all\u2019Avana il Festival Mondiale della Giovent\u00f9 e degli Studenti: un incontro importantissimo di decine di migliaia di giovani rivoluzionari e anti-imperialisti da tutto il mondo. La caduta dell\u2019URSS aveva messo in forse questa tradizione (che come si pu\u00f2 ben immaginare necessita di investimenti logistici enormi). L\u2019ultima edizione si era svolta in Corea del Nord in quel terribile 1989. Se oggi il movimento dei Festival esiste ancora, e ha appena potuto riunirsi a Sochi, molto lo si deve proprio a Fidel.<br \/>\nUn altro avvenimento, molto poco noto e anche un po\u2019 personale, risale al 2005: avevo poco pi\u00f9 di 20 anni ed ero fra i pi\u00f9 giovani delegati al 15\u00b0 Congresso Sindacale Mondiale che si riuniva al Palazzo delle Convenzioni dell\u2019Avana, presieduto da <strong>Pedro Ross Leal<\/strong>, allora segretario generale della Centrale dei Lavoratori di Cuba e uno dei protagonisti della Sierra Maestra. Quel Congresso diede impulso alla riorganizzazione della Federazione Sindacale Mondiale, che stava arrivando da un periodo di forte crisi a seguito della fuoriuscita di molti sindacati dell\u2019Europa dell\u2019Est e si tenne proprio per l\u2019intuito di Fidel che comprese l\u2019importanza di continuare invece a disporre di un movimento sindacale di classe coordinato sul piano internazionale. Oggi la FSM \u00e8 rinata, cresce ed \u00e8 attivissima nei paesi emergenti di Africa, Asia e America latina, il futuro dell\u2019umanit\u00e0. Anche nel movimento sindacale, dunque, c\u2019\u00e8 la mano di Fidel.<\/p>\n<p>E ora? Cuba si trova in un momento di nuove prospettive con possibilit\u00e0 di sviluppo economico, pur restando nel solco di una sempre pi\u00f9 partecipata democrazia socialista. E tutto ci\u00f2 \u00e8 frutto proprio di innovazioni, le cui basi sono state gettate dallo stesso Fidel. Insomma: una vita completa, che continua ancora oggi in queste opere che travalicano la sua scomparsa fisica, e che mi convincono a sostenere che sempre \u00e8 luglio, sempre \u00e8 il 26 &#8230; e la storia ti ha gi\u00e0 assolto, Fidel!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi perdoneranno gli amici cubani se parler\u00f2 poco di loro ricordando il primo anniversario della scomparsa di Fidel Castro, ma egli non \u00e8 solo il Comandante in capo della Rivoluzione che cambi\u00f2 per sempre l\u2019Isola nel 1959, ma \u00e8 a tutti gli effetti una figura storica di valenza internazionale. Si badi bene: non si tratta affatto qui di fare della retorica, come penseranno alcuni massimalisti nostrani, quelli che stanno sempre pi\u00f9 a sinistra di tutti e che hanno calunniato Fidel come un burocrate e un tiranno quando sarebbe stato necessario fare fronte unito con lui. 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