{"id":7049,"date":"2017-10-09T07:32:13","date_gmt":"2017-10-09T07:32:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7049"},"modified":"2017-10-27T18:14:11","modified_gmt":"2017-10-27T18:14:11","slug":"islam-religione-ufficiale-in-svizzera-quanta-confusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7049","title":{"rendered":"Islam religione ufficiale in Svizzera? Quanta confusione&#8230;"},"content":{"rendered":"<p class=\"MarginTop0\">La proposta di riconoscere l\u2019Islam quale religione ufficiale ha suscitato un acceso dibattito nel quale sento il bisogno, in quanto laico, di fare emergere una voce fuori dal coro.<\/p>\n<p class=\"MarginTop0\">Complice un silenzio di quelle forze politiche che, per loro natura, dovrebbero ergersi in difesa dei valori della laicit\u00e0, troppo spesso il confronto su tali questioni si riduce a due soli schieramenti. Da una parte troviamo coloro che, piuttosto che argomentare seriamente sulla laicit\u00e0 dello Stato, preferiscono cogliere la palla al balzo per coadiuvare le proprie posizioni identitarie se non addirittura xenofobe: \u00e8 l\u2019esempio dei nostalgici delle \u2018\u2019nostre radici cristiane\u2019\u2019, come pure dei fautori delle crociate anti-islamiche. D\u2019altra parte vi sono coloro che, quasi timorosi di essere messi nello calderone dei primi, si sforzano di giungere a conclusioni opposte, finendo cos\u00ec per rigettare una lettura critica del problema: \u00e8 il caso di quanti sono chiamati, non senza troppa fantasia, \u2018\u2019buonisti\u2019\u2019. E\u2019 contro questi schieramenti che si batte, appunto, una visione laica e razionale della societ\u00e0: essa unisce chi reputa la neutralit\u00e0 confessionale dello Stato come un pilastro costituzionale, che non pu\u00f2 essere preservato n\u00e9 con facili strumentalizzioni, n\u00e9 con sterili banalizzazioni.<\/p>\n<p>Per cominciare, non ci si pu\u00f2 esimere dal constatare una mancanza di chiarezza della proposta, che stando alla promotrice <strong>Ir\u00e8ne K\u00e4lin<\/strong>, futura Consigliera nazionale, consiste nel \u2018\u2019riconoscere l\u2019Islam quale religione ufficiale in Svizzera\u2019\u2019. Bisogna infatti precisare che la Confederazione non riconosce ufficialmente alcuna comunit\u00e0 religiosa, proprio perch\u00e9 tale prerogativa \u00e8 accordata soprattutto ai Cantoni. In questo senso, mal si comprende la pretesa di riconoscere sul piano nazionale la sola religione islamica: ci\u00f2 non costituirebbe soltanto un passo indietro rispetto alla natura laica dello Stato federale, ma pure un\u2019ingiustificata disparit\u00e0 di trattamento verso gli altri credo. Detto questo, vale comunque la pena chinarsi sul discorso di fondo della proposta, il quale pu\u00f2 fornire degli spunti per una sua declinazione a livello cantonale.<\/p>\n<p>La nostra Costituzione sancisce la neutralit\u00e0 confessionale dello Stato e, nel contempo, il fatto che nessuna comunit\u00e0 religiosa in quanto tale \u00e8 privilegiata rispetto alle altre. Questo, che piaccia o meno, \u00e8 il quadro giuridico nel quale ci muoviamo; questo, anche per chi non sembra ancora averlo colto, \u00e8 uno dei lasciti dei moti liberali che adesso, a distanza di oltre cento anni, \u00e8 finalmente il momento d\u2019interiorizzare. Non vi \u00e8 pertanto alcun motivo per cui le Chiese debbano avere il monopolio del riconoscimento statale, ammesso e non concesso che questo rappresenti un mezzo adeguato per garantire una separazione fra Stato e religione. A tale proposito, non convince l\u2019idea secondo cui, a giustificare il monopolio delle Chiese, vi sarebbero svariati riferimenti tra i quali, ad esempio, il prembolo costituzionale e la bandiera rossocrociata; ai suoi fautori, la Costituzione andrebbe chiesto di leggerla per intero: scopriranno che, a determinare l\u2019orientamento religioso del Paese, non sono i suoi simboli bens\u00ec le sue leggi, che ne prevedono appunto la neutralit\u00e0 confessionale. Dal momento in cui le istituzioni si riconoscono laiche, i diversi credo devono assumere quindi lo stesso peso agli occhi dello Stato. Di conseguenza, una chiusura aprioristica nei confronti di una determinata comunit\u00e0 non pu\u00f2 che cozzare col dovere di equidistanza che va osservato con i diversi attori religiosi. Oltretutto, non va scordato che il riconoscimento delle comunit\u00e0 religiose viene sempre esaminato dalle autorit\u00e0, proprio per assicurarsi che le prime dispongano di un\u2019organizzazione democratica e siano rispettose dello Stato di diritto.<\/p>\n<p>Per smarcarsi dalle due tendenze, entrambe nefaste, di strumentalizzazione e banalizzazione del problema religioso, occorre perci\u00f2 salvaguardare quel pilastro costituzionale, laico e umanista, che \u00e8 la neutralit\u00e0 confessionale dello Stato. Anche in questo frangente, possiamo insomma ritenere la pretesa di una sua equidistanza rispetto alle comunit\u00e0 religiose come un passo prezioso, auspicabile ma non sufficiente, verso una separazione effettiva tra Stato e Chiese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La proposta di riconoscere l\u2019Islam quale religione ufficiale ha suscitato un acceso dibattito nel quale sento il bisogno, in quanto laico, di fare emergere una voce fuori dal coro. Complice un silenzio di quelle forze politiche che, per loro natura, dovrebbero ergersi in difesa dei valori della laicit\u00e0, troppo spesso il confronto su tali questioni si riduce a due soli schieramenti. Da una parte troviamo coloro che, piuttosto che argomentare seriamente sulla laicit\u00e0 dello Stato, preferiscono cogliere la palla al balzo per coadiuvare le proprie posizioni identitarie se non addirittura xenofobe: \u00e8 l\u2019esempio dei nostalgici delle \u2018\u2019nostre radici cristiane\u2019\u2019, come<\/p>\n","protected":false},"author":43966,"featured_media":7054,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,13,3],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-7049","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinione","category-interni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7049","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/43966"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7049"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7049\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7057,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7049\/revisions\/7057"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7049"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7049"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7049"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=7049"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}