{"id":703,"date":"2010-12-21T18:49:19","date_gmt":"2010-12-21T18:49:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=703"},"modified":"2016-06-20T07:54:40","modified_gmt":"2016-06-20T07:54:40","slug":"gli-usa-in-declino-e-il-caso-sudamericano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=703","title":{"rendered":"Gli USA in declino e il caso sudamericano"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/expo.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-704\" title=\"expo\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/expo.bmp\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"461\" \/><\/a>\u00c8 impossibile analizzare l\u2019area latinoamericana senza tenere in considerazione il ruolo e gli sviluppi della potenza imperialista nordamericana che strenuamente si oppone all\u2019emancipazione del conglomerato dell\u2019America meridionale.<br \/>\nRecentemente &#8211; in stretto collegamento ad una crisi economica di carattere sistemico che non \u00e8 confinata esclusivamente all\u2019area statunitense, ma che si espande a livello mondiale &#8211; assistiamo a un indebolimento degli USA in un contesto internazionale in fase di stravolgimento caratterizzato da un cambiamento dei rapporti di forza tra i vari stati nazionali e, in particolare, tra i vari imperialismi e i paesi antimperialisti.<br \/>\nL\u2019indebolimento del dollaro unitamente alla compartecipazione basilare degli USA nella creazione di un debito mondiale (si stima approssimativamente che lo stato nordamericano \u00e8 responsabile della met\u00e0 del debito estero mondiale) pone legittimi dubbi circa lo stato di salute del paese, che lo rendono pi\u00f9 incline a subire ricatti da quelle nazioni che ne possiedono in maniera importante la valuta.<br \/>\nLo scenario che appare \u00e8 dunque completamente diverso rispetto ai decenni addietro e la novit\u00e0 centrale sta nel constatare la perdita di capacit\u00e0 d\u2019imporre la propria egemonia politica ed economica da parte degli USA, i quali si trovano di fronte ad aree emergenti e non certo propense alla subordinazione. Osserviamo in questo senso un importante ascesa di parte dell\u2019area asiatica, dove il Giappone e la Cina in particolare hanno marcato un buono sviluppo a livello internazionale in termini di affermazione e capacit\u00e0 economica.<br \/>\nGli stessi nordamericani ammettono questa realt\u00e0 e di certo non mancheranno d\u2019ingegno per trovare una soluzione che porti ad un aggiustamento. Tuttavia sul carattere e sulla tipologia di queste misure si prospettano scenari non certo rassicuranti, legati direttamente ad un\u2019ipotesi di conflitto che viene confermata dalle autorit\u00e0 stesse, le quali arrivano a dichiarare che &#8220;l&#8217;unica maniera in cui possiamo preservare una parte della capacit\u00e0 che avevamo di difendere i nostri interessi nella sfera internazionale, \u00e8 di essere disposti a lottare e combattere, magari per i prossimi 30 o 40 anni&#8221;.<br \/>\nDa ci\u00f2 si evince con chiarezza quanto la potenza nordamericana non abbia alcuna intenzione di favorire un confronto internazionale che esuli dal bellicismo. Peraltro le missioni militari portate avanti sia dai repubblicani che dai democratici, nei vari punti dello scacchiere internazionale, stanno a dimostrare quanto gli USA pur di assicurarsi un\u2019egemonia geopolitica internazionale, portino avanti un&#8217;azione guerrafondaia per estirpare ogni volont\u00e0 autonomista.<br \/>\nIn questo particolare frangente \u00e8 significativo il ciclo di rapporti che gli USA hanno intrattenuto con gli Stati latinoamericani. Lo stesso Monroe, presidente statunitense nel lontano 1823, inser\u00ec nella prima dottrina di politica estera (che ebbe una durata di due secoli) nientemeno che il concetto di totale sottomissione del Sud America. Un\u2019area fondamentale per l\u2019accaparramento delle risorse naturali, energetiche ed industriali; un paradiso per la biodiversit\u00e0.<br \/>\nConseguentemente, le nazioni che nell\u2019area latinoamericana non hanno alcuna intenzione di intrattenere rapporti di subordinazione con gli USA sono oggetto di una sistematica campagna di denigrazione a livello mediatico, unitamente ad una pressione economica, politica e a volte militare nei loro confronti.<br \/>\nIl caso della Cuba socialista, in questo senso, \u00e8 significativo e, in base a quanto detto in precedenza, comprendiamo con maggiore chiarezza, circostanze quali l\u2019embargo economico e commerciale imposto dagli USA nei confronti dell\u2019isola, il continuo bombardamento comunicativo con il quale si veicolano esclusivamente informazioni negative su questa nazione ed anche i vari attentati perpetrati in territorio cubano da parte di agenti dei servizi segreti statunitensi.<br \/>\nDi nazioni latinoamericane soggette a queste ed altre pressioni se ne possono citare molte altre: il Venezuela di Chavez; la Bolivia di Morales; l\u2019Honduras di Zelaya, deposto manu militari da una destra sostenuta attivamente da Obama a favore del fantoccio Micheletti; l\u2019Ecuador travolto anch\u2019esso da un tentativo di golpe contro il governo di Correa. Le basi militari stelle e strisce sono ormai sparse in tutte le zone limitrofe, arrivando a circondare l\u2019intera area. L\u2019asso nella manica della governance statunitense sembra essere quindi fortemente incentrato su una sopraffazione di tipo bellico e gli investimenti annuali effettuati nel settore militare ne sono una chiara dimostrazione.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">a<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Aris Della Fontana<span style=\"font-weight: normal;\">,\u00a0coordinatore della Giovent\u00f9 Comunista (<a href=\"http:\/\/www.gioventucomunista.ch\">GC<\/a>) <\/span><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 impossibile analizzare l\u2019area latinoamericana senza tenere in considerazione il ruolo e gli sviluppi della potenza imperialista nordamericana che strenuamente si oppone all\u2019emancipazione del conglomerato dell\u2019America meridionale. 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