{"id":6901,"date":"2017-09-01T22:54:04","date_gmt":"2017-09-01T22:54:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6901"},"modified":"2017-09-01T22:55:36","modified_gmt":"2017-09-01T22:55:36","slug":"leducazione-civica-non-si-fa-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6901","title":{"rendered":"L\u2019educazione civica non si fa cos\u00ec\u2026"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ultima seduta del Granconsiglio, la maggioranza del parlamento ha votato a favore dell\u2019iniziativa popolare della destra a favore di una lezione di civica obbligatoria nelle nostre scuole. Sono stato uno dei pochi deputati a votare contro questa proposta, certo non perch\u00e9 non ritenga importante la questione, quanto piuttosto per le modalit\u00e0 e per i rischi che la proposta comporta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il professor Sergio Tramma nel suo libro \u201cPedagogia della contemporaneit\u00e0\u201d vede l\u2019educazione alla cultura civica come l\u2019educazione all\u2019esercizio della critica e all\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 (e questo dovrebbe valere tanto per l\u2019allievo quanto per l\u2019insegnante, che invece a volte \u00e8 spinto a un certo disimpegno su temi che riguardano l\u2019attualit\u00e0 politica del paese); di conseguenza, ci\u00f2 comporta che non si dovrebbe educare tanto alle pratiche di cittadinanza, bens\u00ec educare alla problematicit\u00e0 e alla responsabilit\u00e0 rispetto a tali pratiche di cittadinanza, cio\u00e8, in poche parole, al pensiero critico che indaga l\u2019esistenza delle contraddizioni, delle ambivalenze, e che analizza i costi e i benefici di essere cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo l\u2019iniziativa sottoposta alla discussione del parlamento non lo prende realmente in considerazione. E allora cosa vogliamo? Tornare alla vecchia lezione cattedratica di civica? Sarebbe il modo migliore per distruggere ogni rimasuglio di interesse per la cosa pubblica. Piuttosto sono convinto che occorra dare mezzi alla scuola, togliendole quel senso di realt\u00e0 ovattata che spesso ha quasi il timore di occuparsi di fenomeni sociali che sfociano troppo esplicitamente in scelte politiche che sono invece il sale del dibattito democratico. Occorre restituire dignit\u00e0 alle materie umanistiche, spesso sacrificate sull\u2019altare delle cosiddette materie utili al mercato, ma non aggiungendo una lezione in pi\u00f9 che di educazione politica ha poco e piuttosto rischia di diventare una lezione tecnica con un velato senso di indottrinamento ideologico alla cosiddetta \u201csvizzeritudine\u201d come gli stessi iniziativisti affermavano al momento del lancio dell\u2019iniziativa. Ma che cos\u2019\u00e8 mai questa \u201csvizzeritudine\u201d? Dove sta la scientificit\u00e0 di un tale concetto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I proponenti di questa nuova lezione intendono introdurre di fatto, non tanto una lezione per migliorare il senso critico della giovent\u00f9 e il suo impegno politico, quanto piuttosto una lezione che omologhi gli allievi all&#8217;amor patrio, ai doveri ben prima che ai diritti, nonch\u00e9 a una sorta di culto del nostro sistema politico consociativo, cosa quest\u2019ultima che dovrebbe (ma non \u00e8 cos\u00ec) far preoccupare soprattutto la sinistra. Il tutto deve essere corredato da una &#8220;valutazione del profitto sotto forma di nota numerica&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se in apparenza questa iniziativa sopperisce a una mancanza, essa finisce in realt\u00e0 per tentare di porre dei vincoli agli insegnanti affinch\u00e9 si educhino in un certo modo le future generazioni. Gli iniziativisti, che oggi diventano paladini della scuola pubblica e della necessit\u00e0 di aggiungervi una lezione, fino a ieri hanno per\u00f2 imposto tagli proprio alla scuola e hanno etichettato gli insegnanti come dei \u201crossi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come rappresentante del Partito Comunista ritengo, al contrario, necessario che a scuola si parli di politica (soprattutto di cultura politica) e di societ\u00e0, e molto anche, ma in forma diversa: favorendo ad esempio l&#8217;inter-disciplinariet\u00e0 nell\u2019ambito dell\u2019insegnamento della storia (nei licei, ad esempio, attraverso l&#8217;opzione complementare di storia politica), la geografia, la filosofia, l&#8217;economia e la geo-economia, e il diritto; ma soprattutto garantendo le condizioni quadro affinch\u00e9 gli studenti possano muoversi in autonomia, sperimentando forme di democrazia diretta a scuola nelle decisioni che li riguardano. Oggi invece si tende a ostacolare lo svolgimento ad esempio di assemblee studentesche oppure le si rende stanchi e inutili momenti istituzionalizzati e vuoti, per non parlare delle giornate culturali sempre meno autogestite. In questo modo i ragazzi sono spinti in forme di partecipazione coordinate dall&#8217;alto e non vengono abituati ad auto-organizzarsi e a diventare protagonisti critici della realt\u00e0. Una lezione civica al passo coi tempi \u00e8 insomma l\u2019esatto opposto di quanto richiesto dagli iniziativisti e approvato dalla maggioranza del Granconsiglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultima seduta del Granconsiglio, la maggioranza del parlamento ha votato a favore dell\u2019iniziativa popolare della destra a favore di una lezione di civica obbligatoria nelle nostre scuole. 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