{"id":6871,"date":"2017-08-24T16:12:55","date_gmt":"2017-08-24T16:12:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6871"},"modified":"2017-09-01T17:32:19","modified_gmt":"2017-09-01T17:32:19","slug":"mr-gorbachev-tear-down-this-wall","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6871","title":{"rendered":"&#8220;Mr. Gorbachev, tear down this wall!&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>The Reagan Show<\/em>, produzione documentaristica statunitense finanziata dalla CNN e realizzata da <strong>Pacho Velez<\/strong> e <strong>Sierra Pettengill<\/strong>, ripercorre gli anni &#8217;80 della presidenza Reagan ricostruendo il suo approccio mediatico e il dialogo con il segretario generale del PCUS <strong>Mikhail Gorbachev<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo documentario, basato quasi esclusivamente su immagini d&#8217;archivio realizzate dalla stessa amministrazione Reagan, si pone un obiettivo interessante: raccontare un periodo partendo dalle fonti prodotte dai protagonisti stessi di quegli anni. Il governo Reagan, capace di generare pi\u00f9 materiale video delle cinque precedenti amministrazioni messe assieme, non viene graziato dal montaggio che tra fuori scena e sequenze ben inanellate bacchetta senza porsi troppi problemi Ronald e compagnia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vero problema della pellicola risiede a mio avviso nella sua concezione monodimensionale, che risulta a tratti fuorviante. Essa si concentra difatti solo sugli aspetti dell&#8217;approccio mediatico e dei rapporti diplomatici con l&#8217;URSS tralasciando altri aspetti di politica estera (pensiamo al Nicaragua, all&#8217;Afghanistan, alla Polonia) e di politica economica interna come esterna: pochi fotogrammi sono spesi nella contestualizzazione della dottrina neo-liberale negli States e in Gran Bretagna, per cui l&#8217;amicizia con la Tatcher viene citata ma le cause vengono a malapena lasciate a intendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strizzata d&#8217;occhio iniziale a Trump (\u201c<em>we&#8217;ll make America great again!<\/em>\u201d) mette sullo stesso piano due profili politici che in realt\u00e0 non hanno molto a che fare, e l&#8217;analogia viene ulteriormente sviluppata nel rapporto con i giornalisti e le varie testate come nelle vicissitudini in parlamento (per esempio con il sostegno di democratici e repubblicani moderati al trattato di disarmo nucleare con l&#8217;URSS accompagnato dall&#8217;opposizione dei repubblicani pi\u00f9 conservatori). Il film cerca di vendere un Reagan troppo simile a Trump, un presidente che deve lottare con parte del suo stesso partito in Senato, ma l&#8217;analogia dovrebbe fermarsi l\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il montaggio dei filmati d&#8217;archivio dalla parvenza \u201coggettivo\u201d conserva altrimenti un suo equilibro. Ma: la sequenza del \u201cfidati ma verifica\u201d (motto giuntogli dalla Russia) citato allo sfinimento dal buon Reagan (tant&#8217;\u00e8 che sar\u00e0 lo stesso Gorbachev a fargli notare che lo ripete in continuazione), e varie di altre sequenze con risate e un approccio da \u201cfuori onda\u201d possono da un lato dare l&#8217;impressione di costituire il principale valore aggiunto della pellicola, ma pure denotare scelte di regia che si perdono un po&#8217; nella mancanza di approfondimento e analisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pellicola tende in generale ad appiattire le peculiarit\u00e0 di entrambi i profili, mentre quella dell&#8217;epoca non era difatti una semplice sfida <em>big man<\/em> contro <em>big man<\/em> a colpi di barzellette, la situazione \u2013 come avrebbe detto qualcuno \u2013 era un po&#8217; pi\u00f9 complicata. La ricostruzione storica del film\u00a0 \u00e8 lungi dall&#8217;essere ineccepibile, in quanto drammatizza uno scenario che vorrebbe un Reagan in difficolt\u00e0 di fronte a uno strapotere mediatico di un Gorbachev capace di strappare consensi trasversali ai due lati della decadente cortina di ferro. A riprova dei limiti di questa visione un esempio su tutti: le magliette prodotte negli USA dai sovietici in occasione di uno degli ultimi vertici, da leggersi come milioni di dollari regalati agli americani. Forse Gorbachev non la stava proprio vincendo come il film cerca di far credere. Gorbachev che ha calato le brache su tutta la linea, attore principale con ruolo attivo e preminente nel disfacimento del blocco orientale. Un po&#8217; paradossale per qualcuno che \u201cstava vincendo\u201d secondo il documentario&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Reagan Show, produzione documentaristica statunitense finanziata dalla CNN e realizzata da Pacho Velez e Sierra Pettengill, ripercorre gli anni &#8217;80 della presidenza Reagan ricostruendo il suo approccio mediatico e il dialogo con il segretario generale del PCUS Mikhail Gorbachev. Questo documentario, basato quasi esclusivamente su immagini d&#8217;archivio realizzate dalla stessa amministrazione Reagan, si pone un obiettivo interessante: raccontare un periodo partendo dalle fonti prodotte dai protagonisti stessi di quegli anni. 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