{"id":6868,"date":"2016-08-06T16:04:31","date_gmt":"2016-08-06T16:04:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6868"},"modified":"2017-08-30T16:08:17","modified_gmt":"2017-08-30T16:08:17","slug":"sia-gloria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6868","title":{"rendered":"Sia gloria!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Tzanko lavora per le ferrovie di stato bulgare, un giorno trova sul suo percorso (controlla quotidianamente la tenuta dei bulloni sulle traversine di un segmento di binari) una borsa squarciata piena di lev. Per lui immediata la reazione, informare le autorit\u00e0 per restituire la somma al legittimo proprietario.<br \/>\nDa l\u00ec al trovarsi preso tra due fuochi il passo \u00e8 breve\u00a0: Tzanko si trova tra l&#8217;incudine dei colleghi che lo scherniscono (al bar qualcuno lascer\u00e0 cadere per terra degli spiccioli, lanciando un provocatorio \u00ab\u00a0ehi Tzanko, dei soldi, perch\u00e9 non avverti la polizia\u00a0?\u00a0\u00bb) agli uomini del ministero, decisi a fare di lui un esempio di rettitudine da propinare al resto dei dipendenti e dei funzionari statali in una campagna contro la corruzione preparata ad hoc.<\/p>\n<p>\u00c8 a questo momento che entra in scena il secondo personaggio della nostra storia, un quadro del ministero dei trasporti, Julia. Attorno alla quarantina, donna in carriera, sta seguendo una terapia per rimanere incinta che viene costantemente disturbata dalle sue telefonate di lavoro, che prendono il sopravvento anche all&#8217;interno dello studio medico.<br \/>\nSuo marito, una sorta di terza figura di mediazione, uomo bonaccione che \u00ab\u00a0subisce\u00a0\u00bb la carriera della moglie ed \u00e8, per quanto armato di buone intenzioni e buoni sentimenti, incapace di opporsi all&#8217;impeto degli impegni di lavoro di Julia che entrano anche nel quotidiano della vita di coppia.<\/p>\n<p>La prima intervista TV, preparata a tavolino dal ministero per fare di Tzanko il paladino della rettitudine, viene dall&#8217;inizio perturbata da una serie di imprevisti\u00a0: la polizia non vuole videocamere vicino al luogo del ritrovamento dei soldi, il set di ripiego \u00e8 in controluce e, cosa ben pi\u00f9 grave, al momento di recitare il testo preparato dalla giornalista Tzanko si rivela essere balbuziente\u00a0!<br \/>\nIl materiale prodotto \u00e8 quindi inservibile per la diffusione, e si opta per una cerimonia con la quale insignire l&#8217;uomo di un titolo onorifico. \u00c8 proprio pochi istanti prima della stretta di mano col ministro che una sottoposta di Julia sfila dal polso di Tzanko il suo orologio, cimelio di famiglia regalatogli dal padre e con la parola slava (gloria) sul quadrante e l&#8217;incisione \u00ab\u00a0a mio figlio Tzanko\u00a0\u00bb sul retro. Il ministro difatti consegna a Tzanko un nuovo orologio come omaggio, ma \u00e8 un orologio da poco e che per giunta non tiene l&#8217;ora. Tzanko approfitter\u00e0 dell&#8217;incontro a tu per tu con il ministro per denunciare gli abusi e i furti di carburante di cui \u00e8 stato testimone, ma viene zittito in malo modo dal politico.<\/p>\n<p>In seguito per Tzanko comincer\u00e0 l&#8217;odissea dell&#8217;incomprensione, nella lotta per riottenere l&#8217;orologio nel frattempo smarrito dal gruppo di Julia e colleghi. Ne otterr\u00e0 un primo esemplare, che per quanto simile non risulta essere il suo (mancando l&#8217;incisione sul dorso), in un palese tentativo di prendere tempo da parte dei funzionari. Estenuato dal muro di gomma che ha pure avvolto le sue denunce degli abusi, il protagonista si fa convincere a prendere la parola nella trasmissione di Korolev, giornalista critico verso il governo e in aperto conflitto con Julia, per denunciare quanto subito.<\/p>\n<p>Entrambi I protagonisti hanno diritto al loro punto di svolta nella trama. Da un lato Tzanko, che mentre attende di essere accompagnato al ministero per la cerimonia si ferma in piazza a mangiare un sandwich e una bibita. La bibita zuccherata che per sbaglio si rovescer\u00e0 addosso former\u00e0 una macchia sui suoi pantaloni che mai riuscir\u00e0 a lavare. In questo caso la bibita zuccherata che attacca in maniera indelebile Tzanko, tanto diversa dall&#8217;acqua di sorgente che era abituato a bere nella sua casa di campagna, riflette lo scontro tra culture che \u00e8 sintetizzato dal film. Tzanko cessa di essere puro, \u201cviene macchiato\u201d per quanto non per propria scelta di modernit\u00e0, di carrierismo, di urbanit\u00e0 che lo intaccano in maniera indelebile.<br \/>\nAlla stessa maniera Julia, che \u00e8 in un supermercato quando riceve la notizia dello smarrimento inequivocabile dell&#8217;orologio, vede invertito il suo ruolo di figura dominante. Presa in un corridoio tra i prodotti, deve indietreggiare tre volte per cedere il passo a dei carrelli della spesa che avanzano in senso opposto, a simboleggiare il suo vacillare come figura professionale e come persona.<br \/>\nDue sequenze sottili ma molto eloquenti.<\/p>\n<p>Il film, che \u00e8 stato descritto da alcuni come una pellicola di critica alla corruzione nei governi della \u00ab\u00a0transizione democratica\u00a0\u00bb nell&#8217;ex blocco orientale, ha in realt\u00e0 ambizioni politiche di altra natura e pu\u00f2 essere definito come un affresco di due modelli di vita e concezioni del mondo a confronto. Da un lato la donna in carriera, immersa in una modernit\u00e0 fatta di tecnologie effimere e imprevedibili e disposta a tutto pur di affermarsi, dall&#8217;altro un uomo agli albori della vecchiaia, che ha conservato l&#8217;umilt\u00e0 e la saggezza di una vita semplice, secondo un modello senza tempo. Il film \u00e8 insomma un confronto tra queste due figure, in cui si inserisce come mediatore il terzo personaggio, il marito di Julia, uomo buono ma che non riesce a venire a capo delle ambizioni della moglie e ne subisce la carriera e le scelte. Se in un primo momento il suo personaggio svolge un ruolo importante nel far capire alla donna che \u00ab\u00a0il problema non \u00e8 professionale, \u00e8 umano\u00a0\u00bb, riveler\u00e0 in seguito tutta la sua impotenza di fronte agli eventi\u00a0: nell&#8217;ultima sequenza Julia, recuperato per caso l&#8217;orologio di Tzanko dopo un&#8217;ubriacatura disperata e una notte all&#8217;adiaccio, riunisce quel poco di faccia di bronzo che ancora le \u00e8 rimasta e tenta in maniera disinvolta di passare a casa di Tsanko per restituirgli il cimelio (finalmente ritrovato sotto il sedile dell&#8217;auto). L&#8217;uomo, estenuato dal lungo e umiliante processo in cui si \u00e8 stato inghiottito, picchiato dai colleghi (aveva affermato in TV da Korolev \u00ab\u00a0sarei disposto a fare i nomi dei ladri di gasolio in tribunale\u00a0\u00bb), di ritorno dall&#8217;ospedale e rasato di barba e capelli, ormai irriconoscibile, ha anche passato la misura della sopportazione e fronteggia la donna alzando in maniera esplicita la chiave che usa per stringere i bulloni in ferrovia. \u00c8 in questo momento che il marito di Julia, che la aspetta in auto dietro l&#8217;angolo, sente alla radio una bella canzone e decide di alzare il volume,\u00a0 verosimilmente impedendosi di sentire il massacro della moglie che ci \u00e8 dato a intendere.<\/p>\n<p>Pregevole pellicola, sul cui messaggio finale ci sarebbe forse qualcosa da ridire\u00a0: in riassunto sembra essere non sempre bisogno farsi giustizia da soli, ma spesso non c&#8217;\u00e8 altra scelta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tzanko lavora per le ferrovie di stato bulgare, un giorno trova sul suo percorso (controlla quotidianamente la tenuta dei bulloni sulle traversine di un segmento di binari) una borsa squarciata piena di lev. 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